Un emendamento riformulato dal governo prevede un aumento dei fondi
Nel decreto Fiscale, il governo ha proposto di cambiare il 2 per mille ai partiti, con un emendamento che riscrive due proposte sulla stessa materia inizialmente presentati dal Pd e Avs (che aumentavano il fondo di 3 milioni rispetto alla dotazione precedente), e che dovrebbe essere messo ai voti in commissione Bilancio in Senato. Il testo cambia il meccanismo, che diventa simile a quello dell’8 per mille, e prevede di fatto un finanziamento ai partiti con un aumento dei fondi, fino a 42,3 milioni nel 2025, rispetto all’attuale tetto di 25 milioni. Si passa dal 2 per mille dell’Irpef dei contribuenti che decidevano di destinare la loro quota ai partiti, allo 0,2 per mille totale: verrà assegnata anche la quota “inoptata”, divisa in proporzione ai partiti in base alle scelte effettuate dai contribuenti.
Il testo dell’emendamento
“Per ciascun esercizio finanziario – si legge nell’emendamento – con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta precedente, una quota pari allo 0,2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è destinata a favore di un partito politico iscritto nella seconda sezione del registro di cui all’articolo 4″. Inoltre, “in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse”. Gli oneri vengono stimati valutati in 42,3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2025.
Lo stop del Quirinale
L’emendamento ha però trovato lo stop del Quirinale. La proposta, come anticipato dal Sole 24 ore, non avrebbe trovato l’approvazione del Colle per due ragioni. Intanto, per disomogeneità di materia con il Dl Fiscale. In secondo luogo perché un tema così complesso non può essere affrontato attraverso un emendamento (a un decreto che come tale deve avere i requisiti di necessità e urgenza) ma meriterebbe una riforma autonoma.
Il ‘no’ di M5S e Avs
“È inaccettabile l’aumento dei fondi, non è più l’opzione dei cittadini ma un finanziamento pubblico ai partiti”, ha commentato il capogruppo del M5S in Senato, Stefano Patuanelli, in merito alla possibile modifica, con un emendamento al dl Fiscale riformulato dal governo, del meccanismo del 2 per mille ai partiti.
Anche Avs è contraria. Lo si apprende da fonti parlamentari, che sottolineano che la riformulazione non verrà accettata e nel caso verrà ritirata la firma dalla proposta. Nella formulazione originaria l’emendamento, viene spiegato, prevedeva un aumento di fondi di 3 milioni per dare copertura effettiva alla scelta dei contribuenti che in dichiarazione dei redditi hanno destinato il 2 mille a un partito, in eccedenza rispetto allo stanziamento iniziale previsto di 25 milioni.
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