Nello stesso studio televisivo, ma non in compresenza. Per il duello tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein in vista delle elezioni europee bisognerà attendere ancora qualche giorno, anche se il tempo stringe visto che è atteso all’inizio della prossima settimana il via libera al nuovo regolamento per la par condicio che potrebbe complicare le regole d’ingaggio. In attesa del faccia a faccia, la premier e leader di FdI è pronta domani ad accomodarsi nel salotto di ‘Porta e Porta’ che ha visto ieri protagonista la segretaria del Pd. Difficile che la presidente del Consiglio sciolga la riserva sulla sua corsa in vista del voto di giugno.D’altronde anche Schlein ha preso tempo, dribblando il quesito posto da Bruno Vespa.
“La mia candidatura? Stiamo costruendo la squadra, perché in un partito che non è personale ma plurale la prima cosa che viene è quale squadra vogliamo mandare a fare un lavoro molto serio sull’Europa che vogliamo. Come ho sempre detto, la mia valutazione la farò una volta che abbiamo completato la squadra”, spiega la segretaria dem che prima di recarsi negli studi della Rai ha incontrato il padre di Ilaria Salis, Roberto. Il colloquio, secondo quanto viene riferito, è stato l’occasione per fare il punto sulla “situazione incresciosa” in cui si trova la cittadina italiana detenuta in Ungheria. Da giorni, però, si rincorrono le voci su una possibile candidatura della Salis tra le liste del Pd. Ipotesi questa che però “in questo momento non è in campo“, taglia corto Schlein assicurando che “non c’è in corso nessuna trattativa” e invitando a “tenere fuori situazioni delicate come questa” dal dibattito sul totonomi.
Dibattito che comunque ancora per qualche settimana è destinato ad alimentare le discussioni interne al Partito democratico visto che le liste dei candidati dovranno essere presentate, per ciascuna circoscrizione, presso la cancelleria della Corte d’appello del capoluogo di circoscrizione tra martedì 30 aprile e mercoledì 1 maggio. Per quella data si sarà già tenuta a Pescara la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia dove Meloni potrebbe annunciare la sua candidatura. D’altronde, secondo l’ultimo sondaggio confezionato da Noto, nel caso di non candidatura della premier, FdI arriverebbe al 28%, mentre con la leader in campo il partito di via della Scrofa toccherebbe il 30%. Il ‘problema’ è che, con tutti i leader del centrodestra in campo, a perdere punti sarebbe la Lega di Matteo Salvini che scenderebbe al 7%, sorpassata da Forza Italia che raggiungerebbe l’8%.
Il segretario del Carroccio in realtà, a differenza dell’altro vicepremier Antonio Tajani, ha già escluso una sua presenza in lista e ha da tempo aperto la porta al generale Roberto Vannacci. Il quale però non si sbilancia ancora: “Sto valutando, nessuno ha mai detto in giro che ci fosse un accordo concluso – spiega a LaPresse -. Intanto devo sciogliere la riserva se mi candiderò o meno, facendo un passo alla volta, poi deciderò la forma con la quale eventualmente presentarmi. Le liste devono essere presentate entro fine mese, quindi entro fine mese si saprà”.

