Guai anche per Linda McMahon, scelta per guidare il dipartimento dell'Istruzione: avrebbe coperto abusi sessuali

Matt Gaetz ha annunciato il ritiro della sua candidatura a ministro della Giustizia della nuova amministrazione Trump. “Ieri ho avuto degli incontri eccellenti con i senatori. Apprezzo il loro feedback ponderato e l’incredibile supporto di così tante persone. Sebbene lo slancio fosse forte, è chiaro che la mia conferma stava ingiustamente diventando una distrazione dal lavoro critico della transizione Trump-Vance. Non c’è tempo da perdere in una rissa a Washington inutilmente prolungata, quindi ritirerò il mio nome dalla considerazione per servire come Procuratore generale. Il Dipartimento di Giustizia di Trump deve essere al suo posto e pronto il primo giorno”, ha scritto su X l’ex deputato della Florida.

“Resto pienamente impegnato a vedere Donald J. Trump come il presidente di maggior successo della storia. Sarò per sempre onorato che il presidente Trump mi abbia nominato per guidare il Dipartimento di Giustizia e sono certo che salverà l’America“, ha concluso Gaetz.

Lo scandalo dei festini a base di sesso e droga

La candidatura di Gaetz, che si era dimesso da deputato della Florida subito dopo l’annuncio della nomina da parte di Donald Trump, è collassata sotto il peso delle polemiche legate alle indagini sui suoi rapporti sessuali con una minorenne, la partecipazione a festini a base di sesso e droga e altri comportamenti illeciti legati al suo ruolo di deputato. La commissione Etica della Camera si era spaccata tra Repubblicani e Democratici, decidendo di non pubblicare il rapporto sull’indagine che lo riguardava. Ma da giorni, sui media circolavano indiscrezioni relative a un’altra indagine del dipartimento di Giustizia, che però non aveva portato ad accuse formali contro l’ex deputato. Per sostenere la sua conferma da parte del senato si era speso personalmente il vice presidente eletto JD Vance, in visita nei giorni scorsi a Capitol Hill. Indiscrezioni, poi superate dall’annuncio di Gaetz, indicavano che lo stesso Trump non intendeva fare passi indietro sulla sua nomina.

Guai anche per Linda McMahon avrebbe coperto abusi sessuali

Problemi legali anche per Linda McMahon, scelta da Donald Trump per guidare il dipartimento dell’Istruzione. Secondo una causa intentata a ottobre in Maryland, McMahon avrebbe consapevolmente consentito a un dipendente della World Wrestling Entertainment (Wwe) di sfruttare sessualmente dei minori. Le accuse, negate da McMahon, fanno riferimento a fatti risalenti fino agli anni ’80. McMahon è l’ex ceo della Wwe, che ha co-fondato con il marito, Vince. Nel procedimento legale presentato in Maryland si sostiene che McMahon, suo marito, la Wwe e la Tko Group Holdings, la società madre della lega Wrestling, permisero consapevolmente al dipendente Melvin Phillips Jr. di usare la sua posizione di annunciatore a bordo ring per sfruttare sessualmente i bambini, reclutati per aiutarlo a montare e smontare i ring del wrestling agli eventi Wwe.

Inoltre, secondo la denuncia, Phillips avrebbe spesso filmato i suoi abusi sessuali. La causa è stata presentata a ottobre nella contea di Baltimora, nel Maryland, per conto di cinque persone la cui identità è rimasta riservata, che affermano di avere avuto un’età compresa tra i 13 e i 15 anni quando Phillips li incontrò e reclutò per lavorare come “ring boys“. Ognuno di loro afferma di aver subito danni mentali ed emotivi a causa dei presunti abusi. McMahon

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