Iran, nuovi attacchi Usa e risposta immediata di Teheran. Israele: “Pronti ad attaccare una terza volta” – La diretta

Iran, nuovi attacchi Usa e risposta immediata di Teheran. Israele: “Pronti ad attaccare una terza volta” – La diretta
Nave militare iraniana nello Stretto di Hormuz (AP Photo/Fars News Agency, Mahdi Marizad)

Il traffico nello Stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato

Dopo che ieri, al vertice della Nato ad Ankara, il presidente Usa Donald Trump ha detto a chiare lettere che la tregua con l’Iran è terminata, gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi aerei contro l’Iran. La risposta di Teheran è pressoché immediata: vengono colpiti gli Stati arabi del Golfo. Questa mattina presto gli Usa hanno infatti sferrato altri attacchi aerei contro l’Iran. Teheran ha preso di mira il Bahrein, il Kuwait e il Qatar.

La guerra in Iran e Medioriente – tutte le notizie di oggi, 9 luglio
Inizio diretta: 09/07/26 07:30
Fine diretta: 09/07/26 23:30
Comando Usa: "Non è vero che Teheran controlla transito Hormuz"

Il Comando centrale Usa smentisce le affermazioni dei media di Stato iraniani che sostengono che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz sia consentito solo lungo le rotte designate da Teheran. “‘Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. Dall’inizio di maggio, le forze statunitensi hanno contribuito a garantire il transito sicuro di oltre 800 navi commerciali e 380 milioni di barili di greggio attraverso questo vitale corridoio commerciale internazionale”, scrive il Centcom in un post su X.

Media, attaccata in 2 fasi base navale Konarak

Il governatore di Konarak, nella provincia iraniana del Sistan e Baluchistan, Mohammad Yunus Haqani, ha riferito che si sono verificate due esplosioni nella zona militare navale di questa contea, aggiungendo che stasera “quest’area è stata presa di mira in due fasi da caccia nemici”. Lo riporta Iran International. L’ufficio del governatore di Konarak ha aggiunto: “Le agenzie competenti, le forze di soccorso e le forze di sicurezza sono intervenute immediatamente sul luogo dell’incidente, ed è in corso un’indagine per accertare la portata e i dettagli di questo attacco”.

Il figlio maggiore di Khamenei ha guidato le preghiere per la sepoltura

È stato Mostafa Khamenei, il figlio maggiore del defunto ayatollah Ali Khamenei, a guidare le preghiere funebri per il padre in occasione della sua sepoltura a Mashhad. Le foto diffuse dai media di Stato iraniani mostravano la preparazione della tomba per Khamenei presso il santuario dell’Imam Reza. Non si è visto invece il nuovo leader supremo, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, del quale la preghiera guidata da Mostafa Khamenei ha messo ulteriormente in evidenza l’assenza. Migliaia di persone, vestite di nero, hanno affollato oggi Mashhad, città natale di Khamenei, per la giornata conclusiva delle cerimonie funebri. I presenti sventolavano bandiere iraniane, oltre a bandiere rosse e nere che simboleggiano il lutto e la vendetta, e reggevano foto di Khamenei. Il periodo di lutto è iniziato sabato e termina oggi con la sepoltura. Il santuario dell’Imam Reza ha ospitato i funerali e la sepoltura di molti iraniani di spicco, fra cui l’ex presidente Ebrahim Raisi morto in un incidente in elicottero nel 2024, ma Khamenei è il secondo leader iraniano a essere sepolto nella città di Mashhad in quasi 280 anni. Nel 1747, il re Nader Shah fu sepolto nella città dopo essere stato assassinato dopo quasi 11 anni al potere, trascorsi perlopiù combattendo contro i ribelli interni e i Paesi confinanti, il che aveva gravemente deteriorato la situazione economica del Paese. Fu sepolto circa 900 metri a nord-ovest del santuario dell’Imam Reza.

Teheran: "Base militare colpita da attacco in periferia Bushehr"

Il vice governatore di Bushehr per gli Affari politici e di sicurezza, Ehsan Jahanian, ha riferito all’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna che una base militare alla periferia della città di Bushehr è stata colpita da un proiettile.

Media Teheran riferiscono di esplosioni in diverse città. Usa: "Da noi no attacchi"

I media dell’Iran hanno riferito di esplosioni udite in diverse città del Paese, fra cui Bandar Abbas, Bushehr, Ahvaz, Konarak e Choghadak. Successivamente l’agenzia di stampa Isna ha smentito che ci siano state esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm, Sirik, e Jask, ma il vice governatore di Bushehr per gli Affari politici e di sicurezza, Ehsan Jahanian, parlando con l’agenzia di stampa di Stato Irna ha invece confermato che ci sia stato un boato in città e ha spiegato che è stato dovuto al sistema di difesa aerea che è entrato in funzione. Un funzionario Usa ha dichiarato però alla Cnn che le forze Usa non stanno attualmente conducendo attacchi e l’emittente statunitense cita anche funzionari israeliani che hanno affermato di “non essere a conoscenza di alcun coinvolgimento di Israele in attacchi in Iran in questo momento”.

Telefonata Trump-Netanyahu per coordinare mosse sui vari fronti

Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno discusso telefonicamente “per coordinare le mosse nei vari fronti”. Lo riferisce Axios, citando l’ufficio del premier israeliano. Il presidente Usa ha aggiornato Netanyahu sulle mosse americane nei confronti dell’Iran. Secondo il resoconto israeliano della conversazione telefonica, riportato dal Times of Israel, Trump ha aggiornato Netanyahu sulle operazioni militari Usa nel Golfo Persico. L’ufficio di Netanyahu ha aggiunto che il premier israeliano ha sottolineato la necessità che Israele mantenga zone cuscinetto in Libano lungo i propri confini e che i due leader hanno concordato di continuare a coordinarsi in tutta la regione.

Merz sente Netanyahu: "No ad annessione di fatto della Cisgiordania"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto oggi un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo rende noto il portavoce del governo federale, Stefan Kornelius. Nel corso della conversazione, i due leader hanno discusso in particolare della situazione in Libano e nei Territori palestinesi. Merz ha sottolineato che non devono esserci passi verso un’annessione di fatto, anche parziale, della Cisgiordania. Il cancelliere ha inoltre ribadito l’importanza dell’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran, definendolo la migliore opportunità per garantire la stabilità nella regione. 

Eurogruppo: "Misure contro effetti conflitto siano temporanee e mirate"

“Il conflitto in Medio Oriente ha avuto ripercussioni dirette sui cittadini e sulle imprese europee. Di conseguenza, la maggior parte degli Stati membri ha attuato misure per mitigarne gli effetti a un costo finora relativamente moderato, inferiore allo 0,1% del PIL in termini aggregati”. Lo afferma l’Eurogruppo in una nota sull’orientamento di bilancio dell’area dell’euro nella riunione del 9 luglio, sottolineando che “tali misure dovrebbero essere temporanee, mirate alle famiglie più vulnerabili e alle imprese colpite, e in linea con il nostro quadro di bilancio. Allo stesso tempo, ribadiamo il nostro sostegno agli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine, in quanto leva fondamentale per ridurre l’impatto economico e di bilancio derivante da futuri shock energetici”.

Israele, Katz: "Pronti ad attaccare una terza volta se necessario"

“Siamo pronti a riprendere la campagna in Iran anche per la terza volta”, “se dovremo tornare, torneremo con forza ancora maggiore”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, intervenendo a una cerimonia di consegna di diplomi ai piloti. L’esercito è pronto a “riconquistare la superiorità aerea e a sferrare attacchi in Iran per eliminare le minacce, anche per la terza volta”, ha dichiarato.

Araghchi mette in guardia Usa: "No avventurismo militare, pronti a difenderci"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una telefonata con il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha messo in guardia contro qualsiasi ulteriore “avventurismo” militare statunitense. Lo riporta Iran International, rilanciando i media di Stato iraniani. Araghchi inoltre, secondo quanto riporta la Bbc, ha anche detto che l’Iran è pronto a difendersi in caso di ulteriori attacchi Usa. Il capo della diplomazia iraniana ha condannato quelli che ha definito attacchi “aggressivi” degli Stati Uniti in diverse zone dell’Iran, affermando che costituiscono una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e del memorandum d’intesa di Islamabad che ha posto fine alla guerra. Araghchi ha inoltre affermato che le recenti dichiarazioni dei funzionari Usa e quella che ha descritto come l’ammissione da parte di Washington di non voler rispettare il memorandum sono segni di una “violazione della promessa” e di una continuazione delle politiche “belliciste” degli Stati Uniti. Araghchi ha aggiunto che l’Iran e le sue forze armate sono determinati a difendere la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale del Paese. 

Pasdaran: "Lanciati 10 missili balistici contro base Usa in Giordania"

L’Iran ha lanciato 10 missili balistici contro la base militare di Azraq, in Giordania. Lo affermano i Guardiani della rivoluzione, come riporta Al Jazeera. Secondo i Pasdaran, i missili erano diretti contro il “centro di comando e controllo degli Stati Uniti” presente nella base. Le Guardie della rivoluzione hanno inoltre avvertito che, qualora gli attacchi dovessero proseguire, tutte le basi Usa in Medioriente diventeranno obiettivi. “Se il terroristico esercito americano ripeterà la sua aggressione, anche le altre basi statunitensi nella regione non saranno al sicuro dal nostro fuoco pesante”, si legge nel comunicato. La Giordania aveva precedentemente riferito di avere intercettato 8 missili lanciati dall’Iran, senza che venissero registrati vittime né danni. 

Nyt: "Usa hanno colpito oltre 170 obiettivi militari in due giorni"

Le forze armate statunitensi hanno colpito oltre 170 obiettivi militari iraniani negli ultimi due giorni, tra cui sistemi di difesa aerea, depositi di droni e missili, imbarcazioni militari e infrastrutture logistiche situate lungo la costa in prossimità dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il New York Times, citando il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo cui i raid avevano l’obiettivo di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di colpire il traffico marittimo commerciale che attraversa lo Stretto di Hormuz. 

Emirati Arabi: "Condanniamo attacco Teheran contro Giordania"

“Gli Emirati Arabi Uniti condannano con fermezza l’attacco ostile dell’Iran contro la Giordania”. Lo dichiara il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in una nota. “Questo attacco rappresenta una flagrante violazione della sovranità del Regno Hashemita di Giordania e costituisce una minaccia alla sua sicurezza e stabilità”, si legge in un messaggio su X. 

Dombrovskis; "Blocco Hormuz ha implicazioni ma economia Ue è resiliente"

Nell’ambito della guerra in Iran “notiamo ancora un’elevata incertezza e volatilità. Vediamo che il cessate il fuoco non sta effettivamente reggendo”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis arrivando all’Eurogruppo. “Ci sono stati nello stretto di Hormuz nuovi blocchi, il che ovviamente ha delle implicazioni – ha aggiunto – ma l’economia europea sta dimostrando resilienza di fronte a questo shock che riguarda l’approvvigionamento di petrolio e gas”.

Pasdaran: "Tre nostri membri uccisi in raid Usa"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che tre dei loro uomini sono stati uccisi negli attacchi statunitensi contro il Paese di questa mattina nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran.

Pasdaran: "Attacchi Usa ostacolano seriamente riapertura Hormuz"

Gli attacchi statunitensi “ostacolano seriamente” la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato in una nota la Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, come riporta Al Jazeera. Secondo i Pasdaran, gli attacchi militari statunitensi non solo provocheranno una “reazione schiacciante” da parte dell’Iran, ma interromperanno anche il traffico marittimo cruciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Traffico che – hanno aggiunto i Pasdaran – è stato ripristinato al 50% rispetto a prima dell’inizio della guerra nelle ultime due settimane. “Gli stranieri non hanno alcun interesse in questa terra e nello Stretto di Hormuz”, hanno concluso.

 

Iniziata a Mashhad la cerimonia funebre per Ali Khamenei

E’ iniziata a Mashhad la cerimonia funebre per l’ayatollah, Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-americano. L’agenzia Irna spiega che la folla ha circondato il veicolo che trasporta le salme dell’ex Guida suprema e dei suoi familiari, al grido di “Morte all’America”, “Morte a Israele”. Alla cerimonia – riporta l’agenzia iraniana – sono presenti funzionari politici di 45 paesi e studiosi, leader religiosi e scienziati provenienti da oltre 90 nazioni.

Bce: "Guerra Iran pesa su inflazione attraverso effetti indiretti"

“A quindici settimane dall’inizio del conflitto, l’incertezza legata alla guerra in Medioriente rimaneva molto elevata. I negoziati in corso avrebbero potuto aprire la strada a una futura soluzione del conflitto, ma il rischio di battute d’arresto e di una nuova escalation restava elevato. L’impatto complessivo della guerra sulle prospettive di inflazione e di crescita nel medio termine dipende dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia, nonché dall’entità dei suoi effetti indiretti e degli effetti di secondo livello”. Lo si legge nei verbali della riunione della Banca centrale europea (Bce) del 10 e 11 giugno scorsi.

Giordania: "Intercettati 8 missili lanciati da Teheran"

Fonti del comando delle forze armate giordane hanno affermato all’emittente pubblica Al-Mamlaka che i sistemi di difesa hanno intercettato e abbattuto, 8 missili lanciati dall’Iran. La fonte ha spiegato che le operazioni di intercettazione “hanno provocato la caduta di alcuni frammenti di schegge senza tuttavia causare vittime né danni materiali” sottolineando che le forze armate “non permetteranno alcuna violazione dello spazio aereo giordano da parte di terzi”. 

Sirene di allarme in Giordania

Le sirene di allarme per l’arrivo di missili sono risuonate in Giordania.

 

Kuwait, intercettati quattro missili e dieci droni, un ferito

Il ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato di aver “intercettato con successo tre missili balistici, un missile da crociera e 10 droni” durante gli attacchi iraniani. Sempre secondo il ministero della Difesa del Kuwait, riporta Ynet, una persona è rimasta ferita nell’attacco e sono stati anche registrati danni agli edifici.

Tajani: "Attacchi Teheran a mercantili per imporre pedaggio a Hormuz"

“Il tema è lo Stretto di Hormuz. L’Iran vuole che chi transita paghi un pedaggio, cosa che gli americani non vogliono. L’attacco alle due navi mercantili era finalizzato proprio a far capire che non si passa senza pagare dazio. Gli americani, giustamente, sono contrari perché questo diventerebbe un principio che poi può essere applicato a tutti gli stretti, quindi si limita la libertà di navigazione e si limitano i commerci a livello internazionale”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del convegno sull’orientamento dei giovani alla professione medica in corso all’Accademia di San Luca a Roma, commentando gli ultimi scontri tra Iran e Usa. “Mi auguro che si possa trovare una soluzione a livello diplomatico per fare sì che Hormuz sia libero, non si paghi alcun dazio e possa essere così ripristinata la libertà di navigazione”, ha aggiunto il ministro. Secondo Tajani l’Iran “deve comprendere” che un accordo “non può non prevedere” il fatto che Teheran non possa avere l’arma atomica e l’Iran “non può imporre dazi alle navi che transitano per Hormuz”. “Queste sono due questioni fondamentali e mi auguro che tutto questo si possa risolvere per via diplomatica”, ha concluso.

Teheran: "Da Usa falso pretesto per giustificare attacchi"

 “Gli attacchi statunitensi contro l’Iran, con il falso pretesto di rispondere a presunti incidenti che coinvolgono diverse navi nello Stretto di Hormuz, costituiscono una grave violazione degli articoli 1 e 5 del Memorandum d’intesa e un pretesto per giustificare l’inadempimento dell’accordo da parte del Paese”. E’ quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri iraniano citata dai media di statali iraniani. “Teheran non permetterà che la violazione dell’accordo, le intimidazioni e l’inganno di Washington pregiudichino i suoi interessi nazionali”, viene spiegato ancora.

La bara di Khamenei arrivata a Mashhad per la sepoltura

L’aereo con a bordo la bara del defunto leader supremo iraniano Ali Khamenei è atterrato nella città santa di Mashhad, in vista della sua sepoltura. L’agenzia di stampa ufficiale Irna ha mostrato le immagini del volo della Mahan Air in fase di rullaggio all’aeroporto dopo l’atterraggio nella città natale di Khamenei. Il corpo dell’ayatollah è stato trasferito dall’Iraq, dove si sono svolte cerimonie nelle città sante di Najaf e Karbala con la partecipazione di milioni di persone.

Sirene di allarme suonano nuovamente in Bahrein

Le sirene di allarme sono suonate nuovamente in Bahrein. Il ministero degli Interni in un post su X ha scritto che “si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”.

Media Teheran, cerimonia sepoltura Khamenei posticipata alle 13 italiane

La cerimonia di sepoltura dell’ex Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, in programma questa mattina nella città di Mashhad, suo luogo natale, è stata posticipata di qualche ora. Lo riporta la televisione di stato iraniana spiegando che il ritardo è dovuto alla folla “più numerosa del previsto” che ha partecipato ai funerali nella città irachene di Najaf e Karbala. La cerimonia a Mashhad è ora prevista alle 14.30 ora locale le 13 in Italia.

 

Al-Thani sente Araghchi: "Attacchi a Hormuz minano fiducia"

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani ha avuto una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Durante la telefonata – si legge in una nota di Doha – “sono stati esaminati gli ultimi sviluppi dell’escalation militare tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran negli ultimi due giorni”. Al-Thani ha espresso “la condanna e il rifiuto dello Stato del Qatar per gli attacchi contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz” sottolineando come tali azioni “minano la fiducia, minacciano la sicurezza marittima internazionale e danneggiano gli sforzi per consolidare la sicurezza e la stabilità regionale”. Al-Thani infine “ha sottolineato la necessità che tutte le parti si impegnino nel dialogo e nella diplomazia e che attuino quanto concordato nell’ambito del memorandum d’intesa, al fine di contribuire al mantenimento della sicurezza della regione, preservare i risultati raggiunti e rafforzare la stabilità regionale”.

Gli Usa hanno colpito 90 obiettivi in nuova ondata di attacchi

Gli Usa hanno colpito 90 obiettivi nel corso della nuova ondata di attacchi contro l’Iran. Lo riferisce Al Jazeera citando una dichiarazione del Centcom, il Comando Centrale delle Forze armate americane. “Le forze statunitensi hanno colpito circa 90 obiettivi militari iraniani – rileva il Centcom – tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana”.
Questi ultimi attacchi – viene spiegato – “fanno seguito alla riuscita esecuzione di offensive in Iran la notte precedente”, in cui le forze statunitensi hanno rivendicato di aver colpito oltre 80 obiettivi in Iran.

Teheran rivendica attacchi contro Bahrain, Kuwait e Qatar

 L’esercito iraniano afferma di aver effettuato attacchi con droni contro basi statunitensi nel Golfo.
Gli attacchi – viene spiegato – hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito di antenne satellitari per l’allerta precoce in Qatar e serbatoi di carburante appartenenti all’esercito statunitense in Bahrein. I pasdaran – in un comunicato stampa citato da Al Jazeera – affermano di aver utilizzato “un gran numero di droni di vario tipo” e che “non permetteranno in alcun caso che gli obiettivi e le aspirazioni dello sciocco presidente degli Stati Uniti si realizzino e difenderanno gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale”.

Media, tre morti e diversi feriti in attacco Usa a Ahvaz

Tre morti e diversi feriti per l’attacco statunitense vicino ad Ahvaz, in Iran. Lo riferiscono sia Al Jazeera che l’agenzia Irna.
Secondo Valiollah Hayati, vice governatore del Khuzestan per la sicurezza, “il regime israelo-statunitense ha preso di mira una località alla periferia di Ahvaz. Le operazioni di soccorso e mediche sono attualmente in corso”.

Teheran, 14 vittime e oltre 70 feriti dopo raid americani

Il Ministero della Salute iraniano ha reso noto che gli attacchi degli ultimi due giorni da parte delle forze statunitensi su cinque province del paese hanno causato 14 vittime e 78 feriti. Lo riportano i media di Teheran.

 

Axios, escalation a Hormuz potrebbe durare anche settimane

La Casa Bianca si starebbe preparando a quello che potrebbe trasformarsi in un “ciclo di scontri” con l’Iran nell’area dello Stretto di Hormuz che potrebbe durare “diversi giorni e forse anche diverse settimane”. Lo scrive Axios che cita funzionari americani. Secondo la testata la durata e l’intensità della nuova offensiva “dipenderanno interamente dalle prossime mosse di Teheran”.

Trump: "Se Teheran continua a bombardare navi la situazione peggiorerà"

“Questa è una rappresaglia per il bombardamento navale di ieri da parte dell’Iran. Se dovesse ripetersi, la situazione peggiorerebbe di molto”. Lo ha scritto su Truth nella notte il presidente americano Donald Trump commentando gli ultimi raid americani. Il tycoon ha anche pubblicato alcune foto che mostrerebbero i bombardamenti.

Sospesi i treni su ferrovia Teheran-Mashhad dopo raid Usa

Le autorità iraniane hanno reso noto che il servizio ferroviario passeggeri sulla linea Teheran-Mashhad è stato sospeso dopo che un tratto della linea è stato colpito in un attacco statunitense. Lo riporta Al Jazeera. Nella città oggi si terrà la sepoltura dell’ex Guida suprema Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-americano. Teheran ha spiegato che squadre tecniche e operative sono state inviate sul posto e che l’obiettivo è ripristinare la linea “nel più breve tempo possibile”. Nel frattempo – si legge ancora – si sta organizzando un servizio su gomma per trasportare i passeggeri bloccati via terra.

Guardie rivoluzionarie rivendicano attacchi a basi Usa in Stati Arabi

Le Guardie rivoluzionarie rivendicano gli attacchi alle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Lo riferisce Al Jazeera.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno quindi rivendicato gli attacchi contro “importanti infrastrutture e strutture” nelle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, facendo presente che si trattava della prima fase di una “risposta punitiva” agli attacchi statunitensi contro l’Iran.
In una dichiarazione diffusa dalla tv Irib, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha affermato che le sue forze navali e aeree hanno condotto un’operazione congiunta con missili e droni poche ore dopo gli attacchi statunitensi.
Secondo l’Irgc l’operazione ha preso di mira la base militare di Camp Arifjan e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, oltre alle basi di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein.

 

Trump: "Teheran vuole accordo ma non so se è in grado di rispettarlo"
Donald Trump durante un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte al vertice ad Ankara (Filip Singer, foto Pool via AP)

Gli iraniani “vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo” ma “non so se saranno in grado di rispettarlo, questo è il problema”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump a bordo dell’Air Force One, mentre tornava a Washington dal vertice Nato. Lo riportano i media americani. Trump ha aggiunto che gli iraniani lo hanno “chiamato”.

Capo negoziatore iraniano: "No minacce ma solo accordi per Stretto Hormuz"

“Lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”. Così su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l’Iran con gli Stati Uniti.

La bara di Khamenei rientra dall'Iraq per la cerimonia di sepoltura

La bara di Khamenei viene trasportata dall’Iraq all’Iran. Secondo l’agenzia di stampa Mehr – citata da Al Jazeera – la bara dell’ex leader supremo viene trasportata da Najaf in Iraq a Mashhad in Iran, dove oggi è prevista la sepoltura.
Il trasferimento è l’ultima delle cerimonie funebri che si sono susseguite per sei giorni in Iran e Iraq, comprese le città sante di Najaf e Karbala. Mohammad Mohammadi Golpayegani, capo dell’ufficio di Khamenei, ha affermato che il defunto leader aveva chiesto di essere sepolto a Mashhad, vicino al santuario dell’Imam Reza.

Teheran: "Usa violano accordo, Trump capisce meglio linguaggio forza"

“Gli Stati Uniti hanno violato il quadro dell’accordo”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei citato dall’agenzia Irna. Secondo Baqaei “la Repubblica islamica tutelerà con fermezza i propri interessi nazionali e la propria sovranità”.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi dichiara che le recenti affermazioni del presidente Usa Donald Trump confermano “chiaramente la posizione di Teheran, secondo cui il Paese dovrebbe reagire a qualsiasi atto di prepotenza da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Le dichiarazioni odierne di Trump, che vanno dagli insulti alla nazione iraniana alle minacce di ulteriori attacchi, non sono un segno di forza bensì l’ammissione del fallimento di una politica che per anni si è basata sulla forza, sulle sanzioni e sulle minacce, e che non è riuscita a piegare la nazione iraniana”. Questo – afferma Gharibabadi – dimostra che “l’unico modo per domarlo è ricorrere alla forza. Bisogna parlargli nella sua stessa lingua; a quanto pare, capisce meglio il linguaggio della forza”.

Capo negoziatore iraniano: "L'America non ha ancora imparato"

“L’America non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze”. Così su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l’Iran nella trattativa con gli Stati Uniti.

Guardie Rivoluzionarie: Usa colpiscono ponti verso città sepoltura Khamenei

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche afferma che gli attacchi statunitensi hanno colpito i ponti sulle strade che portano a Mashhad, la città in cui l’ex guida suprema Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo quanto riferito dalle Guardie rivoluzionarie – riferisce ancora Al Jazeera – si tratterebbe di “due ponti nelle province orientali verso la città santa di Mashhad. Quella città è il luogo in cui l’ex guida suprema Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata”.
Per il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche gli attacchi statunitensi miravano a oscurare la cerimonia funebre “storica”.
Inoltre viene fatto presente che le forze statunitensi avevano lanciato sette missili contro il ponte Aq Tekeh Khan, fuori dalla città di Aqqala, provocando due esplosioni sulla linea ferroviaria.

Il traffico nello Stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato

Il traffico nello Stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato. Lo riferisce Al Jazeera citando Bloomberg news. Il blocco è la conseguenza diretta del secondo giorno consecutivo di attacchi statunitensi all’Iran.
Ieri soltanto 14 navi mercantili avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni; il numero più basso dall’accordo tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. La media di navi in passaggio per queste tre settimane è stata di 34 navi al giorno.

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