Si apre ad Ankara la seconda giornata del vertice Nato, segnata dalle tensioni tra gli Stati Uniti e alcuni alleati europei. Il presidente americano Donald Trump è tornato all’attacco con dure critiche in particolare a Italia e Spagna, accusando Roma di essere stata “pessima” nella gestione delle basi Usa utilizzate per l’operazione contro l’Iran e definendo Madrid un partner “terribile” dell’Alleanza fino a minacciare la rottura dei rapporti commerciali col Paese iberico. Il governo spagnolo ha reagito con toni concilianti, ribadendo la solidità delle relazioni bilaterali. Nel frattempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata al summit accompagnata dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando il sostegno italiano a Kiev, sia sul piano politico sia attraverso l’assistenza alla popolazione e il rafforzamento delle infrastrutture energetiche colpite dagli attacchi russi. Ieri Trump aveva usato toni più concilianti sulla presidente del Consiglio, ribadendo però che i rapporti con l’Italia si sono incrinati a causa del mancato sostegno di Roma sulla guerra all’Iran.
Punti chiave
- Germania, via libera del Bundestag all'acquisto di fregate Meko e investimenti militari
- Trump: "L'Italia è stata buona, ha solo avuto un brutto momento"
- Trump: "C'è stata straordinaria unità"
- Ministra spagnola Garcia: "Trump ci attacca perché non accettiamo ricatti"
- Sanchez: "Il ritiro delle truppe dall'Europa è una decisione sovrana degli Usa"
- Merz: "Per gli europei è finita l'epoca in cui per la difesa ci si appoggiava agli altri"
- Sanchez: "Con Trump ho avuto un colloquio informale, nessuna tensione"
- Meloni: "Se investiamo nella difesa quei soldi devono restare in Italia"
- Meloni: "Ridicolo dire che chiudiamo gli ospedali per comprare carri armati"
- Meloni sulla Nato: "Rispettiamo gli impegni per la spesa ma decidiamo noi come"
La commissione Bilancio del Bundestag ha approvato 16 grandi programmi di acquisizione per la Bundeswehr, per un valore complessivo di oltre 9,5 miliardi di euro. Lo comunica il ministero della Difesa tedesco, precisando che dall’inizio dell’anno il Parlamento ha già autorizzato 44 progetti di questo tipo. Tra le principali decisioni figura il via libera all’acquisto di quattro fregate Meko A-200 Deu, con un investimento di circa 6,3 miliardi di euro.
È inoltre prevista un’opzione per altre quattro unità, del valore di circa 5,3 miliardi, che richiederà una successiva autorizzazione parlamentare. La prima fregata dovrebbe entrare in servizio nel 2029. Secondo il ministero, il programma consentirà alla Marina tedesca di rafforzare le capacità di guerra antisommergibile e di adempiere più rapidamente agli impegni assunti nell’ambito della Nato. La commissione ha inoltre autorizzato il finanziamento della ricerca e dello sviluppo del programma Combat Fighter System of System Nucleus (Cfsn), destinato alla realizzazione di un sistema modulare per il combattimento aereo del futuro.
Il progetto comprende anche piattaforme sperimentali senza pilota (Unmanned Combat Air Vehicles, Ucav) e punta a consentire in futuro l’impiego congiunto di caccia e velivoli senza equipaggio (Remote Carriers) nell’ambito delle operazioni multidominio. Via libera anche al primo sistema d’arma navale a laser ad alta energia, destinato a migliorare la capacità della Marina di contrastare obiettivi di piccole dimensioni e bassa osservabilità, come i droni.
Secondo il ministero della Difesa, questa tecnologia rappresenta una soluzione efficace e relativamente economica, grazie all’assenza di munizionamento convenzionale. Tra gli altri 13 programmi approvati figurano inoltre nuove infrastrutture sanitarie mobili, mezzi logistici e veicoli militari, munizioni, equipaggiamenti per le forze speciali, sistemi informatici e di comunicazione, nonché l’acquisto di un velivolo Bombardier Global 6000 usato destinato all’addestramento nell’ambito del progetto Pegasus.
La Spagna è stata “molto cattiva” con gli Stati Uniti, ma l’Italia è stata buona” e “tutti i Paesi” della Nato “sono stati buoni, hanno solo avuto un brutto momento, non ci hanno aiutato” con l’Iran. Lo ha detto Donald Trump parlando alla conferenza stampa conclusiva del vertice di Ankara.
“I leader della Nato mi hanno detto, ‘ti amiamo’”. Lo ha riferito Donald Trump nella conferenza stampa finale del vertice di Ankara. “C’era una straordinaria unità in quella stanza”, ha aggiunto il presidente Usa.
“Trump definisce la Spagna un ‘partner terribile’ perché non accetta ricatti né minacce. Perché siamo un Paese sovrano e democratico, che difende il multilateralismo e la pace”. Lo ha scritto su X la ministra della Salute spagnola, Monica Garcia, della piattaforma progressista Sumar. “È terribile confondere la diplomazia con il bullismo”, ha aggiunto la ministra dopo che il presidente Usa è tornato ad attaccare il Paese iberico minacciando di tagliare le relazioni commerciali.
Il ritiro delle truppe Usa dall’Europa “è una decisione sovrana, che spetta al governo statunitense”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa al termine del vertice della Nato ad Ankara, rispondendo a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti ritirino i propri militari dalle basi spagnole. Il leader socialista ha rimarcato che la “cooperazione militare è ottima” tra i due Paesi e non si registra alcuna difficoltà. Rispondendo alla domanda se l’Europa sia preparata al ritiro delle truppe Usa, Sanchez ha ricordato che il presidente Trump sta ventilando questa ipotesi da tempo, fin dal suo primo mandato.
“Lì dove la Nato ci ha chiesto di apportare capacità per supplire alla riduzione della presenza Usa, abbiamo fatto un passo avanti e questo è stato apprezzato dagli alleati”, ha detto. Il leader spagnolo ha poi ribadito che il suo esecutivo vuole le migliori relazioni possibili con gli Usa. “Sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci separano”, ha aggiunto.
“L’epoca in cui gli europei potevano appoggiarsi agli altri sulle spese della difesa è finita”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, a margine del summit Nato ad Ankara. Merz ha poi spiegato che, secondo il presidente americano, Donald Trump “rimane uno squilibrio tra gli sforzi di difesa degli Stati Uniti e quelli degli altri 31 Stati membri della Nato. Ma ha anche riconosciuto più volte, manifestando grande apprezzamento, gli sforzi che stiamo compiendo. Naturalmente ritiene che tutto questo arrivi tardi, che avrebbe dovuto essere fatto molto prima”.
Il cancelliere ha quindi ricordato che “Anche i precedenti presidenti americani — da Barack Obama fino a George Bush padre e George Bush figlio — avevano affrontato il tema della ripartizione degli oneri (burden sharing) nella Nato, senza ottenere risultati”.
“Questo presidente lo fa con uno stile diverso. Ma il risultato gli dà ragione. Tutti noi oggi stiamo facendo di più. E soprattutto non lo facciamo per fare un favore a singoli membri della Nato. Lo facciamo nel nostro stesso interesse”. In merito alle critiche di Trump agli alleati, Merz ha spiegato: “Se si conosce Trump, se si conosce il suo modo di parlare e di lavorare, devo dire che riesco a gestire bene questo stile. E soprattutto posso convivere molto bene con il risultato, perché è migliore di quello che siamo riusciti a ottenere negli ultimi decenni”.
“Ho avuto occasione di avere un colloquio informale con Donald Trump, abbiamo parlato di calcio, dei Mondiali negli Usa, un colloquio in cui non c’è stata alcuna tensione”, solo “buone parole e amabilità”, e si è tenuto dopo la conferenza stampa del presidente Usa. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del vertice della Nato ad Ankara, in Turchia. Trump in mattinata ha definito la Spagna un alleato terribile e ha minacciato ancora una volta di tagliare i rapporti commerciali con il Paese iberico.
“Se investiamo nella nostra difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori. Quindi più sicurezza ma anche più lavoro qualificato, più ricerca, più crescita, non assegni all’estero. Noi stiamo lavorando così in questa fase”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Io sono convinta che noi dobbiamo rafforzare la nostra spesa in difesa e sicurezza, soprattutto nel concetto ampio di difesa e sicurezza. Chiaramente bisogna farlo con un equilibrio, perché l’unica cosa che non farò e che non sono disposta a fare è togliere risorse ad altri capitoli che considero ugualmente importanti. Per cui questa accusa strumentale che viene fatta di un’Italia che chiude gli ospedali per comprare i carri armati è ridicola, ridicola, perché è per me un limite invalicabile. Dove ho gli strumenti per rafforzare la difesa e la sicurezza, li rafforzo finché posso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Oggi noi siamo al 2,8% di Pil, il prossimo anno faremo i nostri sforzi per crescere e migliorare ancora, rispetteremo i nostri impegni, ma insomma gli impegni che ci siamo impegnati a mantenere mi paiono quelli adeguati in questo tempo, ecco non andrei oltre rispetto a quelli, ma credo che quelli siano degli impegni che oggi vale la pena di mantenere anche se non viene riconosciuto, anche se non è popolare”, conclude la premier.
“Come ribadito in Parlamento, l’Italia si è presentata a questo vertice con una percentuale del 2,8% del proprio Pil investita in difesa e sicurezza, con un aumento dello 0,71% rispetto all’anno precedente. Vogliamo rispettare gli impegni ma vogliamo farlo in modo sostenibile: stabilendo noi i tempi, modi, priorità in base al contesto e alle nostre possibilità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Sono ovviamente molto preoccupata da quello che sta accadendo in Iran, non possiamo escludere che questo possa contagiare anche gli altri quadranti di questa delicata regione. Dopodiché noi cerchiamo di lavorare per la spinta diametralmente opposta, cioè non perdo la speranza sulla possibilità di un negoziato in Iran”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Penso che l’Italia proseguirà” a fornire aiuti militari all’Ucraina, “penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Per quanto riguarda il post di Trump ho detto che non sarei tornata su questo argomento e non tornerò su questo argomento. Per quello che riguarda l’investimento politico, io non mi pento assolutamente di nulla di quello che ho fatto. Io ho fatto un investimento politico per convinzione sull’unità dell’Occidente, l’ho rivendicato a 360°, non è una strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Donald Trump. L’ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte, chiaramente con Donald Trump c’erano delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica, per cui chiaramente ritenevo che potesse essere più semplice”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Gli alleati hanno accolto bene la leadership del presidente Trump, che sta trasformando questa alleanza e la sta rendendo più forte”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, in conferenza stampa al termine del summit ad Ankara.
L’Italia “è un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3.000 militari italiani impegnati nei principali teatri dell’alleanza. Noi siamo la nazione della Nato che offre il maggior numero di uomini e di donne nelle missioni in cui la Nato è impegnata, proprio in assoluto. Non c’è una nazione che mette a disposizione più uomini rispetto ai nostri”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“E’ tempo che l’Europa garantisca la propria sicurezza da sola e non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno e quindi è una questione di sovranità ancora prima che di difesa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“Credo che in fondo il messaggio più importante del vertice di Ankara è che la Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara.
“L’Italia condivide pienamente questi obiettivi, questo approccio, ha portato al vertice un’idea molto concreta di sicurezza, cioè una sicurezza che non riguarda solo gli equilibri geopolitici, ma che tocca la vita quotidiana dei cittadini, perché oggi parlare di sicurezza, lo abbiamo detto diverse in diverse occasione, non significa solamente parlare di difesa nel senso tradizionale del termine, che pure è importante, ovviamente, però significa anche parlare di protezione delle infrastrutture critiche, della sicurezza energetica, della cybersecurity e quindi della sicurezza dei dati, delle famiglie, delle imprese, delle amministrazioni”, le parole della premier.
La Russia rappresenta una “minaccia a lungo termine” per “la sicurezza e la stabilità euro-atlantica”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara.
“Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire all’Ucraina 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e riaffermano il loro impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara. “A tal fine, accogliamo con favore la decisione dell’Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali attraverso il prestito di sostegno all’Ucraina”, viene spiegato ancora.
“Oggi ad Ankara, annunciamo oltre 50 miliardi di dollari in nuovi appalti e ci impegniamo ad ampliare la capacità produttiva collettiva e a collaborare con l’industria per accelerare l’innovazione”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara. “Continueremo a lavorare per eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati e a sfruttare le partnership della Nato per massimizzare la profondità e la cooperazione industriale nel settore della difesa”, viene spiegato ancora nella dichiarazione.
“Noi, Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza Nord Atlantica, ci siamo riuniti ad Ankara per riaffermare il nostro incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico. Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche”. E’ quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice Nato di Ankara. “Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa”, si legge ancora.
“L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara.
La Turchia ha presentato ai ministri della Difesa della Nato il suo nuovo quartier generale militare ‘Mezzaluna e Stella’ ad Ankara. “Questo nuovo complesso di quartier generali sarà presto pienamente operativo e si affermerà tra i più grandi quartier generali militari del mondo”, ha dichiarato il ministro della Difesa turco Yasar Guler ai suoi omologhi. Il progetto dell’edificio, tuttora in costruzione, riproduce l’immagine della bandiera turca vista dall’alto. “Più che una semplice sede moderna, rappresenta un simbolo tangibile della solida, agile e lungimirante strategia di difesa della Turchia”, ha aggiunto Guler.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno avuto un lungo colloquio a margine della cena inaugurale del vertice della Nato, affrontando sia temi politici sia argomenti privati. Secondo fonti del governo tedesco, riporta Ntv, Merz e la moglie Charlotte hanno conversato con Trump “per gran parte della serata”.
Al tavolo, ospitato nel palazzo presidenziale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, erano presenti anche il padrone di casa, il segretario generale della Nato Mark Rutte e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Le stesse fonti hanno definito il clima dell’incontro “cordiale e vivace”. Il colloquio assume particolare rilievo alla luce delle recenti tensioni nei rapporti tra Berlino e Washington. Negli ultimi giorni Trump aveva criticato duramente Merz dopo le dichiarazioni del cancelliere sulla guerra con l’Iran, minacciando il ritiro di 5.000 militari statunitensi dalla Germania e definendo “ridicole” le spese tedesche per la difesa.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha difeso la Spagna dopo le critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ricordando davanti al tycoon che il Paese iberico ha aumentato le spese per la difesa. “Lei ha menzionato la Spagna, è riuscito a far sì che la Spagna destinasse il 2% del Pil” alle spese militari, “hanno fatto un enorme passo avanti l’anno scorso. Ci sono alcune questioni che dobbiamo risolvere, ma anche la Spagna ha raggiunto il 2%”, ha detto Rutte, come riportano i media iberici.
Mentre i Paesi membri della Nato davano inizio alla loro riunione ad Ankara, in Turchia, il presidente siriano Ahmad al-Sharaa è arrivato nella capitale turca. Lo ha riportato la televisione di stato siriana che precisa che al-Sharaa “terrà numerosi incontri con i leader mondiali”, oltre all’incontro bilaterale previsto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine del vertice.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, intende evitare che il ritiro delle capacità militari statunitensi dalla pianificazione della Nato crei punti deboli nella difesa dell’Europa. “Questo deve avvenire in modo coordinato, affinché non si creino pericolose lacune nelle capacità”, ha affermato il politico Pistorius in occasione del vertice Nato ad Ankara. In merito ai compiti militari aggiuntivi che si assumerà la Germania, questo “si definirà definitivamente nei prossimi mesi e probabilmente solo nei prossimi anni”.
“È necessario eliminare le restrizioni tra gli alleati nella cooperazione in materia di difesa, in particolare nell’industria della difesa. Mentre è possibile un modello di cooperazione dettato dalla ragione e dalla logica, l’esclusione degli alleati non membri dell’Alleanza porterà a una divisione artificiale in Europa”. Lo ha detto il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan intervenendo al summit della Nato in corso ad Ankara. Lo riporta l’agenzia Anadolu.
“Ringrazio la Germania e l’Italia per le batterie di difesa aerea aggiuntive. Ribadisco la necessità di piena solidarietà nella lotta al terrorismo”. È quanto ha affermato il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan intervenendo al summit della Nato in corso ad Ankara. Lo riporta Hurryet.
“Come Turchia abbiamo adottato le misure necessarie per portare la percentuale delle nostre spese per la difesa al 3,5% entro il 2030. Per quanto riguarda le spese per la sicurezza e la resilienza, abbiamo già raggiunto l’obiettivo dell’1,5%. Puntiamo a raggiungere l’obiettivo del 5% con cinque anni di anticipo. Il vero successo del nostro Paese è rappresentato dal balzo in avanti compiuto nell’industria della difesa”. È quanto ha affermato il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan intervenendo al summit della Nato in corso ad Ankara. Lo riporta Hurryet.
Il segretario della Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha annullato la sua visita in Israele, dove oggi avrebbe dovuto incontrare il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il sito israeliano Ynet. Hegseth si trova attualmente in Turchia per il vertice Nato al fianco del presidente Donald Trump.
In merito alla guerra con l’Iran “La Cina ci ha trattato bene. Ero con il presidente Xi e gli ho detto: spero che non entrerete in guerra perché non lo vogliamo. Loro prendono il 50% del loro petrolio dallo Stretto di Hormuz e non sono entrati in guerra e non hanno fornito equipaggiamenti (a Teheran). Sono un grande fan del presidente Xi”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad Ankara.
Dalla Nato “siamo stata trattati in maniera ingiusta. C’è stato un momento in cui pagavamo il 100% e gli altri Paesi non pagavano nulla”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad Ankara.
“La Groenlandia è un grosso problema per noi. E’ molto importante per gli Stati Uniti, ma non lo è per la Danimarca”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad Ankara. “Non avremmo dovuto restituirla”, ha aggiunto il tycoon.
Il governo di Pedro Sanchez si mostra tranquillo dopo l’ultimo attacco del presidente Usa Donald Trump che al vertice Nato ad Ankara ha detto di voler tagliare i rapporti commerciali con la Spagna definendola un partner “terribile” dell’Alleanza. Fonti della Moncloa riferiscono che l’esecutivo ha accolto queste dichiarazioni con “tranquillità e normalità” e sottolineano che la Spagna “intrattiene ottimi rapporti sociali, culturali ed economici con gli Stati Uniti”. “Non è nostra intenzione che ciò cambi”, affermano. Le fonti pongono poi l’attenzione su tre punti: che gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Spagna, ovvero, traggono maggiori benefici dal rapporto tra i due Paesi rispetto a Madrid, che l’Ue è un’unione commerciale in cui non è possibile trattare in modo differenziale alcuno Stato membro, come ha sottolineato in diverse occasioni la stessa Commissione, e infine che i legami economici sono intessuti dalle imprese private e non dai governi. “Le relazioni bilaterali tra gli Stati Uniti e la Spagna sono vantaggiose per entrambi i paesi, sia in ambito commerciale che in quello della difesa”, sottolineano le fonti.
“La Spagna è un caso senza speranza, non voglio avere niente a che fare con loro. Sono un partner terribile nella Nato”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad Ankara. Il presidente americano ha aggiunto di voler “tagliare tutti i rapporti commerciali” con Madrid incluse “le visite”.
“L’Italia è stata pessima con le sue basi”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, parlando in merito all’utilizzo delle basi americane presenti nel nostro Paese per l’operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran.
“Ho incontrato la leader italiana Giorgia Meloni per un importante colloquio. L’ho informata della situazione in Ucraina”. È quanto fa sapere in un post sul social X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo l’incontro con la premier a margine del summit Nato ad Ankara, in Turchia. “Abbiamo discusso delle prospettive della nostra collaborazione in Europa in materia di capacità antibalistiche, per garantire una maggiore protezione a tutti, sia all’Ucraina che a ogni altro Paese”, scrive Zelensky, “abbiamo parlato della necessità di ulteriori intercettori e contiamo moltissimo sul vostro sostegno. L’Italia ha sempre contribuito con coerenza a proteggere la vita. Grazie!”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky a margine del vertice Nato ad Ankara. Nel corso del colloquio, informa una nota di Palazzo Chigi, “è stato ribadito il fermo impegno dell’Italia al fianco dell’Ucraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura”. La premier, viene sottolineato, ha inoltre “confermato la prosecuzione dell’assistenza italiana alla popolazione ucraina, con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al complesso presidenziale Bestepe di Ankara, dove a breve cominceranno i lavori della seconda giornata del vertice Nato. La premier è accompagnata dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Dodici paesi, tra cui il Regno Unito, spenderanno più di 37 miliardi di sterline (43 miliardi di euro) nei prossimi 10 anni per un nuovo missile a lungo raggio destinato a proteggere l’Europa. Il progetto Deep Precision Strike è stato appena presentato da Downing Street e sarà discusso oggi al vertice della Nato ad Ankara, in Turchia. Il premier britannico Keir Starmer, presente al summit, convocherà una decina di leader per discutere del nuovo programma missilistico al cui centro c’è una delle armi più avanzate della Nato, progettata per colpire bersagli a quasi 300 km di distanza con estrema precisione, potenzialmente fino a 200 km. Lo riporta la Bbc.
“La Groenlandia, ovviamente, non è in vendita”. Lo ha detto la premier della Danimarca Mette Frederiksen, arrivando al summit della Nato ad Ankara, in Turchia. “Ci auguriamo che tutti, compresi tutti gli alleati, rispettino il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese”, ha aggiunto, “siamo Stati sovrani e abbiamo bisogno che tutti rispettino la nostra integrità territoriale e la nostra sovranità”. Ha poi aggiunto che la Danimarca è “pronta a difendere ogni pollice della Nato, compreso il proprio territorio” in caso di attacco e che farebbe affidamento sugli alleati della Nato affinché onorino il loro impegno a difendersi a vicenda.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “pienamente impegnato e c’è un totale impegno degli Stati Uniti nella Nato”. Lo ha detto il Segretario generale della Nato Mark Rutte al suo arrivo al vertice ad Ankara. “L’impegno c’è, non ci sono dubbi su questo”, ha aggiunto, “anche perché la Nato esiste anche nell’interesse statunitense. Ma ci sono delle aspettative, che l’Europa e il Canada riequilibrino i loro investimenti al pari di quelli Usa”.

