Tra Iran e Stati Uniti è di nuovo tensione. Washington accusa Teheran di aver violato il cessate fuoco dopo aver colpito una nave commerciale che transitava nello Stretto di Hormuz; nella tarda serata di ieri, i militari americani hanno quindi condotto un raid sul braccio di mare conteso.
I Pasdaran affermano di aver respinto l’attacco e di aver operato contro alcuni siti statunitensi nel Golfo come forma di rappresaglia. L’Iran parla di una “chiara violazione del memorandum d’intesa” da parte degli Usa.
Iran signed a ceasefire agreement. We have honored it. If they have disagreements about how the MOU is being applied, they can pick up the phone.
— JD Vance (@JDVance) June 26, 2026
But violence will be met with violence. https://t.co/VWnBS1PWaV
Su X interviene il vicepresidente americano, JD Vance, che scrive: “Alla violenza si risponderà con la violenza”. Il tutto a poche ore dalla firma dell’accordo quadro tra Israele e Libano.
Punti chiave
- Bahrein: "Teheran ha lanciato droni contro nostro territorio"
- Il ministro Esteri pakistano sente Araghchi: "Impegno per la pace"
- Tajani: "Bene accordo sul Libano, ora trasformarlo in azione pratica"
- Tajani: "Su post Unifil in Libano serve un accordo multilaterale"
- Tajani: "Bisogna vedere se Iran favorirà o meno l'accordo sul Libano"
- Tajani: "A Hormuz equilibro instabile, stabilizzazione interesse di tutti"
- Teheran: "Da Usa chiara violazione memorandum d'intesa"
- Sharif: "Libertà navigazione a Hormuz necessità per il mondo intero"
- Media Beirut, bombardamento israeliano vicino alla frontiera
- Media Teheran: "Nessun danno a porto Sirik dopo raid Usa"
Il ministero degli Esteri del Bahrein ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna fermamente gli attacchi dei droni iraniani avvenuti nelle prime ore del mattino, definendoli una “grave violazione” della sovranità e del diritto internazionale. Il comunicato – riporta Al Jazeera – afferma che diversi droni avevano preso di mira il suo territorio, senza specificare l’ubicazione esatta o la natura dell’obiettivo. L’accaduto – prosegue la note del Bahrein – “compromette gli sforzi regionali di de-escalation”.
Il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, ha reso noto di aver avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi. “Ho ribadito l’impegno del Pakistan a svolgere un ruolo costruttivo per il raggiungimento di una pace e una stabilità durature nella regione e oltre”, ha scritto Dar su X. Araghchi – viene riportato – “ha espresso apprezzamento per il continuo sostegno del Pakistan al processo di pace e ha ringraziato per aver facilitato il rimpatrio sicuro e senza intoppi dei membri dell’equipaggio e dei pescatori iraniani”. Le parti hanno concordato di rimanere in stretto contatto.
L’accordo raggiunto fra Israele e Libano “è certamente un passo in avanti. Ora bisogna trasformarlo in un’azione pratica”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa da Dubrovnik. “Siamo pronti a fare la nostra parte, anche in futuro, d’accordo con la Francia”, ha aggiunto il titolare della Farnesina spiegando che l’Italia “potrà svolgere un ruolo non secondario per la ricostruzione anche del sistema istituzionale, che dovrà essere sempre più garante della sovranità libanese”. “Ci vorrà tempo – ha dichiarato ancora – però è importante che si sia già raggiunto l’obiettivo della firma”. Tajani ha concluso spiegando che l’Italia “è pronta a svolgere anche con le nostre forze armate, con una missione internazionale dopo Unifil” e pura a “formare come stiamo facendo ormai da anni” le forze armate libanesi “con una missione bilaterale. Per l’Italia, il Libano rimane una priorità”.
Sul ‘post-Unifil’ in Libano “vediamo qiuale sarà la formazione. Certamente dovrà essere un accordo internazionale sotto le Nazioni Unite o l’Unione Europea, vediamo come sarà, però dovrà essere certamente frutto di un accordo multilaterale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa da Dubrovnik.
In Libano “bisogna vedere se l’Iran favorirà o meno l’accordo, questo è il tema”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa da Dubrovnik. “Certamente non è una vittoria per Hezbollah l’accordo che è stato fatto a Washington”, ha aggiunto. “Hezbollah non può continuare a svolgere un ruolo militare al di fuori della legalità istituzionale libanese. Ha rappresentato sempre un pericolo per la pace, ma anche un pericolo per il Libano”, ha concluso Tajani.
A Hormuz “c’è stata un’azione e una reazione, speriamo che si concluda cosi. Certamente è un equilibrio molto instabile, però dobbiamo fare in modo che la situazione possa stabilizzarsi, è interesse di tutti: dell’Iran, degli Stati Uniti, e interesse nostro”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa da Dubrovnik.
Il ministero degli Affari Esteri iraniano – in una dichiarazione riportata dall’agenzia Irna – ha condannato i raid statunitensi contro alcune aree della zona costiera del paese. “Questi brutali attacchi, che hanno preso di mira le strutture di sorveglianza costiera iraniane, costituiscono una chiara violazione dell’articolo 2, paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite, nonché una chiara violazione del paragrafo 1 del Memorandum d’intesa sulla fine della guerra”, si legge nella dichiarazione.
“L’evoluzione della situazione regionale ha evidenziato più di ogni altra cosa l’importanza della sicurezza marittima per l’economia globale e le catene di approvvigionamento internazionali. Oggi, il diritto di libero passaggio e la libertà di navigazione non sono più lussi, ma sono diventati una necessità assoluta per il mondo intero”. Lo ha affermato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif durante un discorso tenuto presso l’Accademia Navale del Pakistan e citato da Al Jazeera. La Marina pakistana – ha aggiunto – “è una forza non solo in grado di garantire la nostra difesa nazionale, ma anche di agire come forza stabilizzatrice nella vitale regione marittima”.
L’agenzia di stampa nazionale libanese Nna riferisce che le forze israeliane hanno bombardato durante la notte i dintorni della città di Markaba, situata a 1,5 km dal confine tra Israele e Libano. La notizia giunge dopo che Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro per il cessate il fuoco.
L’agenzia di stampa iraniana Mehr – citando il responsabile dei porti di Hormozgan, nella parte orientale del paese – ha reso noto che il porto di Sirik, attaccato in un raid americano, non ha subito danni. L’agenzia ha aggiunto che il porto operava normalmente e che non si erano verificati danni alle sue attrezzature, nonostante le esplosioni segnalate in precedenza all’interno della struttura.
“Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran nel bel mezzo dei negoziati, ancora una volta. Il presidente americano ha dimostrato di non avere alcun impegno nei confronti dei principi del negoziato o del cessate il fuoco. Questa sconsiderata violazione del cessate il fuoco, come sempre, porterà a una ritirata e al rimpianto da parte loro”. Lo ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano. “Il gioco delle accuse reciproche non funziona più”, ha aggiunto.
I Pasdaran hanno affermato di aver attaccato siti statunitensi nella regione del Golfo in rappresaglia agli attacchi americani in Iran. “Se l’aggressione si ripeterà, la nostra risposta sarà più ampia di questa”, ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche secondo un post della televisione di stato di Teheran su Telegram.
Il vicepresidente statunitense commentando il raid americano dopo che l’Iran ha colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz ha affermato che “alla violenza si risponderà con la violenza”. “Se hanno dei disaccordi su come viene applicato il protocollo d’intesa, possono telefonare”, ha scritto su X.

