Iran, accordo quadro tra Israele e Libano, Rubio: “Primo passo verso la pace”. Trump accusa l’Iran e gli Usa colpiscono nello Stretto di Hormuz

Iran, accordo quadro tra Israele e Libano, Rubio: “Primo passo verso la pace”. Trump accusa l’Iran e gli Usa colpiscono nello Stretto di Hormuz
Donald Trump (Foto AP/Jacquelyn Martin)

Pasdaran: “Questa aggressione non resteràimpunita”. Palazzo Chigi: “Fondamentale creare le condizioni per una pace duratura”

L’annuncio di un accordo quadro tra Israele e Libano e una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran segnano le ultime ore in Medio Oriente. A Washington il segretario di Stato americano Marco Rubio ha presentato l’intesa raggiunta tra Beirut e Tel Aviv come un primo passo verso la pace, mentre sul fronte del Golfo Persico l’amministrazione Trump accusa Teheran di aver violato il cessate il fuoco con l’attacco a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz. In risposta, gli Stati Uniti hanno condotto raid aerei contro siti iraniani di stoccaggio di missili e droni e contro postazioni radar costiere. Il Comando Centrale statunitense ha definito l’operazione una “potente risposta” all’attacco contro la nave battente bandiera di Singapore colpita mentre lasciava lo stretto lungo la costa dell’Oman.

Accordo tra Israele e Libano: scontro con Hezbollah

A Washington il segretario di Stato americano Marco Rubio, insieme agli ambasciatori di Israele e Libano negli Stati Uniti, ha annunciato la firma di un accordo quadro tra i due Paesi. Per Rubio si tratta di “un primo passo verso la pace” dopo mesi di tensioni e scontri lungo il confine meridionale del Libano. L’intesa, raggiunta dopo quattro giorni di negoziati, punta a creare le condizioni per una graduale normalizzazione dei rapporti tra Beirut e Tel Aviv. Tra i punti principali figurano il riconoscimento reciproco della sovranità dei due Paesi e una riorganizzazione della presenza militare in alcune aree del Libano meridionale.

L’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh ha spiegato che il quadro d’intesa rappresenta un primo passo verso il ripristino della piena sovranità del Libano, il ritorno della popolazione nelle proprie terre e una cessazione definitiva delle ostilità. Anche l’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha indicato come obiettivo finale una pace autentica, fondata sul rispetto reciproco della sicurezza e della sovranità nazionale.

Iran, accordo quadro tra Israele e Libano, Rubio: “Primo passo verso la pace”. Trump accusa l’Iran e gli Usa colpiscono nello Stretto di Hormuz
I funzionari applaudono al termine della cerimonia di firma dell’accordo quadro, alla presenza del Segretario di Stato Marco Rubio, dell’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti Yechiel Leiter, del consigliere Dan Holler e dell’ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti Nada Hamadeh (Foto AP/Kevin Wolf)

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore l’accordo, sostenendo che i lunghi negoziati hanno finalmente prodotto risultati concreti. Netanyahu ha ribadito che Israele manterrà la propria presenza nella zona di sicurezza del Libano meridionale finché Hezbollah resterà una minaccia e ha definito l’intesa anche un colpo all’influenza dell’Iran nella regione. Di tutt’altro tenore la reazione di Hezbollah. Il parlamentare Hassan Fadlallah ha accusato le autorità libanesi di aver accettato concessioni unilaterali che favorirebbero Israele, sostenendo inoltre che l’accordo rischia di creare pericolose divisioni interne nel Paese.

Anche il Governo italiano ha accolto positivamente l’intesa. In una nota, Palazzo Chigi ha sottolineato che è “fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura”, fondata sulla sovranità e l’integrità territoriale del Libano e sulla sicurezza di Israele. Il governo ha inoltre assicurato che l’Italia continuerà a fare la propria parte “in stretto coordinamento con partner e alleati”.

Aoun: “Accordo primo passo, popolo tornerà a casa sotto sovranità Stato”

“Un ringraziamento a tutto il popolo libanese, che si è sacrificato, ha sopportato e affrontato le condizioni più dure di aggressione, distruzione e sfollamento, dimostrando la più nobile solidarietà reciproca e la più splendida solidarietà nazionale nei momenti più difficili, come un solo popolo sotto un’unica bandiera“, ha dichiarato il presidente del Libano Joseph Aoun. Accordo che “segna l’inizio del cammino per dare valore ai loro sacrifici, affinché possano tornare nella loro terra pienamente liberata, nelle loro case che saranno sicuramente ricostruite e ripopolate da loro e dalla loro coscienza nazionale, liberi e dignitosi, a testa alta, sotto la sovranità di uno Stato libanese che non condivide la sua sovranità sulla sua terra e sul suo popolo con nessuno”, si legge nel messaggio diffuso su X dalla presidenza libanese. 

Trump accusa Teheran: “Fol­le violazione del cessate il fuoco”

Sul fronte iraniano, invece, il clima resta particolarmente teso. Il presidente americano Donald Trump ha accusato Teheran di aver violato il cessate il fuoco dopo un attacco contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo la ricostruzione fornita dalla Casa Bianca, la Repubblica Islamica avrebbe lanciato quattro droni contro obiettivi marittimi. Uno avrebbe colpito una nave cargo provocando danni, mentre gli altri tre sarebbero stati abbattuti dalle forze americane. Trump ha definito l’episodio una “folle violazione” degli accordi e ha denunciato il comportamento iraniano. Successivamente, incalzato dai giornalisti all’interno dello Studio Ovale, che gli chiedevano se “ci saranno conseguenze” per l’Iran, Trump ha risposto con un secco: “Lo scoprirete“.

Alla risposta diplomatica è seguita anche quella militare. Secondo quanto riferito da Axios e confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno condotto una serie di attacchi aerei contro obiettivi iraniani nella zona dello Stretto di Hormuz. In una nota diffusa su X, il Centcom ha spiegato che l’operazione è stata una “potente risposta” all’attacco compiuto il giorno precedente contro la nave mercantile M/V Ever Lovely. Gli aerei statunitensi hanno colpito siti di stoccaggio di missili e droni e postazioni radar costiere iraniane. La nave, battente bandiera di Singapore, stava lasciando lo Stretto di Hormuz lungo la costa dell’Oman quando è stata colpita da un drone d’attacco iraniano, secondo la ricostruzione fornita dalle autorità militari americane.

 “Le nostre forze navali e aeree sono riuscite a respingere l’attacco e a costringere le forze” statunitensi “alla ritirata al fine di proteggere la sovranità dell’Iran sul suo territorio e sulle sue acque”, ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, citato da Iran International, dopo i raid statunitensi. “Questa aggressione non resterà impunita e la nostra risposta sarà rapida e decisa, nel momento e nel luogo che riterremo opportuni”, aggiungono i Pasdaran, avvertendo che ogni nuovo attacco Usa “riceverà una dura risposta che infrangerà le illusioni degli aggressori nella regione“.

Nonostante le tensioni, Trump continua però a sostenere che Teheran sia interessata a raggiungere un’intesa con Washington. Parlando dalla Casa Bianca, il presidente ha affermato che gli iraniani “vogliono davvero fare un accordo con noi” e che gli Stati Uniti stanno negoziando da una “posizione di pura forza“. Il tycoon ha inoltre ribadito che all’Iran non sarà consentito dotarsi di un’arma nucleare. Sul tema è intervenuto anche il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi. Durante una visita in Giappone, Grossi ha spiegato che dopo il conflitto sarà necessario un sistema di verifiche estremamente rigoroso per assicurare che il programma nucleare iraniano non venga utilizzato a fini militari.

Iran, accordo quadro tra Israele e Libano, Rubio: “Primo passo verso la pace”. Trump accusa l’Iran e gli Usa colpiscono nello Stretto di Hormuz
Israel Katz (AP Photo/Thanassis Stavrakis, File)

Da Teheran, intanto, sono arrivate nuove minacce. Il comando centrale delle forze armate iraniane ha avvertito che, se gli Stati Uniti non riusciranno a contenere le attività militari israeliane nella regione, la Repubblica Islamica si riterrà libera di rispondere. Una posizione respinta dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha replicato duramente: “Se l’Iran attaccasse Israele, sarebbe il suo più grande errore“. Katz ha poi avvertito che “nulla ci fermerà” e che le forze israeliane sono pronte a “portare a termine il lavoro”.

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