Iran, concluso negoziato con gli Usa: ora colloqui tecnici. Araghchi: “Progressi significativi”

Iran, concluso negoziato con gli Usa: ora colloqui tecnici. Araghchi: “Progressi significativi”
Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghch incontra il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis a Lucerna (Urs Flueeler/Keystone via AP)

Tabella di marcia per accordo entro 60 giorni

Si sono conclusi questa notte i negoziati tra Stati Uniti e Iran in corso in Svizzera. Lo annunciano in una nota Pakistan e Qatar, i due mediatori presenti, aggiungendo che i colloqui tecnici tra le due parti proseguiranno per il resto della settimana.

La guerra in Iran e Medioriente e il lavoro della diplomazia – Tutte le notizie di oggi 22 giugno
Inizio diretta: 22/06/26 08:15
Fine diretta: 22/06/26 23:00
Doha: "Progressi nei colloqui fra Teheran e Washington"

 Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani, parlando con al Jazeera ha affermato che sono stati compiuti “progressi” nei colloqui fra Stati Uniti e Iran. Al-Thani ha parlato di “18 ore di discussioni” che hanno “gettato le basi” per un accordo definitivo e che ora i team tecnici stanno portando avanti i negoziati. 

Vance: "Gettate le basi per un accordo di successo"

I colloqui con l’Iran hanno gettato “ottime basi per un accordo finale di successo”. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, parlando con i giornalisti prima di lasciare la Svizzera. “L’accordo finale è la casa. Abbiamo gettato le fondamenta. Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo posto basi solide per raggiungere un risultato positivo per il popolo americano”, ha affermato Vance.

Amb. a Roma: "Vendita petrolio è diritto e non concessione Usa"

“L’autorizzazione di 60 giorni per la vendita di petrolio non è una ‘concessione’, bensì uno degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito dell’accordo di Islamabad”. Lo scrive su X l’ambasciata di Teheran a Roma. “L’accesso alle risorse finanziarie e la vendita di petrolio sono un diritto inalienabile del popolo iraniano, ingiustamente violato. La fine del saccheggio economico è una condizione imprescindibile per la stabilità dei mercati e del mercato energetico”, si legge ancora.

Trump: "Teheran accetterà ispezioni per garantire onestà sul nucleare"

“Tutti sono pienamente consapevoli che l’Iran accetterà ispezioni approfondite sugli armamenti per garantire ‘onestà sul nucleare’ a lungo termine”. Lo afferma il presidente Trump in un post su Truth.

Erdogan sente Pezeshkian: "Attenzione a chi cerca sabotare negoziati"

Il presidente turco Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. I due leader – si legge in una nota di Ankara – “hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Turchia e Iran, nonché degli sviluppi regionali e globali”. Definendo “positivo” l’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia “farà tutto il possibile affinché il processo si concluda pacificamente, sottolineando l’importanza di essere cauti nei confronti di coloro che cercano di sabotare i negoziati”. Erdogan ha aggiunto che la Turchia “continuerà ad adottare misure volte a rafforzare la cooperazione commerciale, finanziaria ed energetica con l’Iran”.

Teheran: "Ispezioni Aiea in conformità con procedure esistenti"

L’Iran proseguirà la sua cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica “in conformità con le procedure esistenti”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Irna il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei spiegando che le interazioni con l’Aiea avverranno “in conformità con le approvazioni dell’Assemblea consultiva islamica e le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale”.

Ghalibaf e Araghchi in Oman per colloqui su gestione Hormuz

Il presidente del Parlamento e principale negoziatore iraniano Mohammad Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si recheranno in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato lo stesso Ghalibaf su Telegram. Al centro dei colloqui “il rafforzamento della cooperazione bilaterale e gli sforzi congiunti volti a stabilizzare gli accordi per la gestione dello Stretto di Hormuz”.

Rubio da domani negli Emirati, in Kuwait e Bahrein
Iran

Il segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein dal 23 al 25 giugno. Lo rende noto il dipartimento di Stato americano in un comunicato. Rubio – viene spiegato – “discuterà una serie di priorità regionali, tra cui il memorandum d’intesa con l’Iran, gli sforzi per garantire il transito sicuro e libero attraverso lo Stretto di Hormuz e l’importanza della pace e della stabilità nella regione”. In Bahrein Rubio incontrerà anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo “per discutere le priorità comuni a livello regionale”.

Idf: "Ucciso agente Hamas che partecipò a detenzione ostaggio"

Un agente di Hamas che aveva invaso Israele durante l’offensiva del 7 ottobre 2023 e tenuto in ostaggio Omer Shem Tov durante la guerra è stato ucciso in un raid aereo israeliano nel fine settimana. Lo ha annunciato l’Idf. Secondo quanto riferito dall’esercito, l’attacco di sabato nella Striscia di Gaza settentrionale ha ucciso Sabaei Zahir Abd al-Hamid Abu Hasna, membro della Forza Nukhba, l’unità d’élite di Hamas. Quando Shem Tov fu rilasciato da Hamas, fu visto mentre veniva istruito a baciare Abu Hasna sulla testa dai cameraman del gruppo terroristico, che stavano filmando la cerimonia di consegna, orchestrata nei minimi particolari da Hamas. Secondo l’Idf Abu Hasna ha invaso Israele il 7 ottobre, ha tenuto Shem Tov prigioniero, è stato coinvolto nel piazzamento di ordigni esplosivi durante la guerra e recentemente ha tentato di sferrare attacchi contro le truppe che operano a Gaza. In un altro attacco avvenuto nel fine settimana, tre uomini armati di Hamas che hanno tentato di sferrare attacchi contro le truppe sono stati uccisi, ha concluso l’esercito.

Premier Beirut elogia posizione non interventista di Damasco

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaibani in merito ai rapidi sviluppi nella regione. Salam – riporta Al Jazeera – ha elogiato quello che ha definito “l’atteggiamento fraterno e schietto” espresso da al-Sharaa che respinto l’ipotesi di qualsiasi operazione militare da parte di Damasco in territorio libanese nei confronti di Hezbollah. 

Al-Sharaa esclude intervento militare siriano contro Hezbollah

Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha escluso qualsiasi intervento militare siriano in Libano, sottolineando che Damasco intende contribuire alla stabilità attraverso canali politici, diplomatici ed economici, piuttosto che con un coinvolgimento armato. In un’intervista rilasciata ad al-Mashhad TV, al-Sharaa ha commentato le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, affermando che alcuni media le avevano “interpretate erroneamente” come un invito all’intervento siriano in Libano. Al-Sharaa ha sottolineato che né Trump né l’amministrazione statunitense hanno richiesto un ruolo militare siriano e ha ribadito che Damasco sta portando avanti sforzi politici e diplomatici volti a contribuire alla risoluzione della crisi.

Sondaggio, gli americani bocciano l'accordo con Teheran

L’accordo con l’Iran non convince gli americani. Un nuovo sondaggio Cbs News/YouGov rivela che la maggior parte degli intervistati è scettica riguardo al memorandum d’intesa siglato con Teheran. Il 57% degli americani ritiene che il conflitto con l’Iran abbia causato più problemi di quanti ne abbia risolti. Il 21% degli intervistati ha affermato che il conflitto ha risolto più problemi di quanti ne abbia creati, mentre un altro 21% ha sostenuto che non abbia né risolto né creato ulteriori problemi. La maggior parte degli americani (66%) ritiene inoltre che l’accordo sia stato raggiunto affinché l’amministrazione Trump potesse porre fine al conflitto, contro il 34% che pensa sia stato concluso perché l’amministrazione riteneva di avere raggiunto i propri obiettivi. Gran parte degli americani afferma che gli Stati Uniti non hanno realizzato l’obiettivo primario dell’amministrazione, ovvero bloccare definitivamente il programma nucleare iraniano: il 69% sostiene che il programma non sia stato fermato, mentre il 31% ritiene il contrario.

Netanyahu: "Idf ha libertà d'azione e resterà in Libano finché sarà necessario"

L’esercito israeliano rimarrà nella ‘zona cuscinetto’ controllata da Israele nel sud del Libano “per tutto il tempo necessario”. Lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu. “Le mie istruzioni e quelle del ministro della Difesa alle Forze di Difesa Israeliane sono chiare e non sono cambiate”, ha dichiarato Netanyahu in una dichiarazione registrata, citata da Haaretz. “I nostri combattenti nel Libano meridionale godono di piena libertà d’azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o potenziale contro di loro o contro gli abitanti del nord”. “Li sostengo”, ha detto il primo ministro, aggiungendo che “l’intera nazione li sostiene”.

Tesoro Usa autorizza produzione e vendita petrolio Teheran per 60 giorni

“In linea con i colloqui produttivi in corso in Svizzera, l’Iran si è impegnato a garantire un transito libero e aperto nello Stretto di Hormuz e a consentire l’accesso nel proprio territorio agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Nell’ambito di tale accordo, il Dipartimento del Tesoro ha emesso una licenza generale temporanea della durata di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano”. Lo ha annunciato su X il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent. “Sotto la guida del presidente Donald Trump e del vicepresidente JD Vance, continuiamo a rendere il mondo più sicuro e più prospero”, ha aggiunto.

Lagarde: "Accordo di pace positivo ma rischi ancora elevati"

“L’accordo di pace in Medioriente è una notizia positiva, ma la situazione resta fragile, con rischi di battute d’arresto o di una nuova escalation”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo davanti alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, ha aggiunto Lagarde, sottolineando che gli effetti del conflitto continuano a pesare sulle valutazioni della Banca centrale europea. “La portata delle conseguenze della guerra sull’inflazione e sulla crescita nel medio termine dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi energetici, così come dall’entità dei suoi effetti indiretti e di secondo ordine”, ha spiegato. 

Idf: "Colpito membro Hamas a Gaza, rammarico per studentessa uccisa"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno replicato alle notizie diffuse dai media affiliati ad Hamas a Gaza, secondo cui una studentessa 18enne, Rarad Ashour, sarebbe stata uccisa in un attacco mentre si trovava in una strada del quartiere Rimal di Gaza City. Diverse altre persone sarebbero rimaste ferite. Secondo le prime ricostruzioni, la zona è stata colpita più volte in rapida successione. Le immagini riprese sul luogo dell’attentato mostrano una forte esplosione e ingenti danni ai veicoli presenti nell’area. “L’Idf ha colpito un terrorista dell’ala militare di Hamas mentre viaggiava a bordo di un veicolo nell’area di Gaza City. È noto che un civile non coinvolto sia rimasto ferito a seguito dell’attacco. L’Idf si rammarica per qualsiasi danno arrecato ai civili e si adopera, ove possibile, per ridurre al minimo le conseguenze”, il commento dell’esercito israeliano in risposta a una richiesta di informazioni di Times of Israel. 

Pizzaballa e Teofilo III benedicono clinica a Gaza

Nel corso della visita pastorale congiunta a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Il Patriarca Teofilo III hanno benedetto la Clinica San Giuseppe presenza di rappresentanti dell’Ordine di Malta e di Malteser International, l’agenzia umanitaria di soccorso dell’Ordine di Malta. Lo fa sapere su X il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini postando anche alcune foto.

Ben-Gvir: "Netanyahu rompa con Trump su tregua, siamo vicini a vittoria"

Dopo aver pagato “un prezzo altissimo” negli ultimi anni di guerra, “siamo giunti al punto più vicino a una vittoria decisiva”. Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, opponendosi a quelli che ha definito “cessate il fuoco deboli”. “L’equazione deve essere molto semplice e chiara: lo Stato di Israele deve essere sicuro”, ha spiegato durante la riunione settimanale del suo partito, Otzma Yehudit, alla Knesset, come riporta Times of Israel. “Lo Stato di Israele deve agire secondo un principio chiaro. Apprezziamo i nostri amici. Amiamo il presidente Trump. Ma prima di tutto, i soldati di Israele. Prima di tutto i nostri combattenti, prima di tutto i nostri cittadini”, ha dichiarato. “Se il Libano permette che il suo territorio venga trasformato in una base terroristica contro lo Stato di Israele, Beirut deve capire che non può continuare a fare come se nulla fosse. Chiunque scelga la guerra contro Israele deve subirne le conseguenze. La mia posizione è che non possiamo tollerare una sola lacrima da parte di una madre israeliana, anche se ci fossero le lacrime di mille madri libanesi, e dobbiamo andare avanti”. Interpellato sulle critiche mossegli dal vicepresidente statunitense JD Vance per aver bocciato l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Ben-Gvir ha affermato che, pur apprezzando Vance e Trump, ci sono stati diversi “casi in cui gli americani non erano dalla nostra parte, e nonostante ciò, abbiamo vinto”. “Il mio impegno è rivolto soprattutto ai nostri soldati e ai nostri cittadini. È a loro che ci dedichiamo. Voglio ringraziare gli americani, ma la nostra linea rossa sta danneggiando i soldati e i civili”, ha proseguito. Secondo Ben-Gvir, “Netanyahu deve andare dal presidente Trump, abbracciarlo e dirgli: ‘Presidente Trump, grazie, ma cosa possiamo fare? Non possiamo rispettare questo accordo. Lei non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine. Non tollererebbe che i suoi soldati vengano attaccati e che la loro capacità di risposta sia limitata. La nostra risposta deve essere al 100%’”.

Herzog: "Trump partner fidato di Israele, condividiamo valori e interessi"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha denunciato le “dichiarazioni offensive” rilasciate da alcuni esponenti israeliani nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo che quest’ultimo ha raggiunto un memorandum d’intesa e avviato negoziati con l’Iran. “Cari amici, il presidente Donald Trump è un partner fidato di Israele. Il nostro più caro amico e alleato, nonché leader del mondo libero, il leader degli Stati Uniti, sta combattendo con determinazione l’impero del male e promuovendo la stabilità in Medioriente”, ha dichiarato Herzog al Jewish News Syndicate International Policy Summit tenutosi a Gerusalemme, come riporta Times of Israel. “Apprezziamo la costante amicizia del presidente e la chiara posizione della sua amministrazione riguardo ai piani e alle intenzioni nucleari dell’Iran. Condividiamo valori e interessi, e ho piena fiducia che insieme potremo trovare la formula migliore per affrontare questa sfida”, ha affermato. “Respingo totalmente qualsiasi dichiarazione denigratoria rivolta ad alti funzionari dell’amministrazione”, ha aggiunto.

Vance: "Sblocco asset se usati per popolazione e non per terrorismo"

La proposta degli Stati Uniti volta a sbloccare eventualmente i beni iraniani, una delle richieste fondamentali di Teheran nei negoziati, è stata illustrata dal vicepresidente JD Vance ai giornalisti al termine dei colloqui in Svizzera. Lo riportano i media statunitensi. Secondo la proposta, che Vance ha attribuito a Jared Kushner, genero del presidente Trump, eventuali beni iraniani sbloccati dovrebbero essere spesi per l’acquisto di prodotti statunitensi, quali soia e grano, e non potrebbero essere utilizzati per finanziare il terrorismo. “Se i beni iraniani dovessero mai essere sbloccati, servirebbero ad arricchire gli agricoltori americani e a sfamare il popolo iraniano”, ha affermato Vance, aggiungendo che gli Stati Uniti e il Qatar, che ha svolto il ruolo di mediatore nei colloqui, supervisionerebbero il processo.

 

Vance: "Colloqui per fine combattimenti Israele-Hezbollah ancora in corso"

I colloqui per porre fine ai combattimenti nel Libano meridionale, dove i continui scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah hanno minacciato di compromettere i negoziati per porre fine alla guerra in Iran, sono ancora “in corso”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ai giornalisti al termine dei colloqui in Svizzera. Lo riporta la Cnn. Le ultime 24 ore “sono state probabilmente le più tranquille che abbiamo visto nella situazione in Libano”, ha spiegato. “Le ultime 24 ore sono andate piuttosto bene. Ovviamente, circa 72 ore fa ci sono stati alcuni scontri a fuoco, quindi si tratta di un lavoro in corso, ma ciò che abbiamo fatto è stato in realtà organizzare l’operazione in modo da poter garantire che la situazione non sfugga al controllo in futuro”, ha aggiunto.

Vance: "Teheran ha autorizzato ritorno ispettori Aiea"

L’Iran ha accettato il ritorno nel Paese degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), uno sviluppo che “è probabilmente ciò che ci entusiasma di più come americani”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ai giornalisti al termine dei colloqui in Svizzera. Lo riporta la Cnn. “Questo rappresenta un traguardo importantissimo per il popolo americano e il primo passo verso la denuclearizzazione definitiva o la fine definitiva del programma di armi nucleari in Iran, ed è esattamente ciò che volevamo fare”, ha affermato.

Vance: "In Svizzera solide basi per accordo"

Il vicepresidente Usa J.D. Vance ha dichiarato che i colloqui di pace con l’Iran hanno creato “una solida base per un accordo finale di successo” per porre fine alla guerra iniziata alla fine di febbraio. “L’accordo finale è la casa”, ha detto Vance ai giornalisti. “Abbiamo gettato le fondamenta. Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo posto delle solide basi per arrivare a una situazione positiva per il popolo americano”, ha aggiunto. Il vicepresidente Usa ha osservato che la delegazione iraniana aveva minacciato di abbandonare i colloqui, ma ha difeso i post sui social media del presidente statunitense Donald Trump che avevano offeso i funzionari iraniani.
“Quello che abbiamo detto ieri agli iraniani è che quando voi vi lasciate andare a quello che noi millennial potremmo definire ‘linguaggio spazzatura’, non potete aspettarvi che il presidente degli Stati Uniti non reagisca e non corregga la situazione”, ha affermato Vance.

 

Domani il presidente iraniano Pezeshkian si reca in Pakistan

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian partirà domani per il Pakistan per consultazioni e scambi di opinioni con funzionari pakistani. Lo ha annunciato Habibollah Abbasi, direttore delle pubbliche relazioni presso l’Ufficio del presidente, in un’intervista all’agenzia Irna. Secondo quanto riferito, nel corso dell’incontro, Pezeshkian esprimerà apprezzamento al primo ministro pakistano Shahbaz Sharif per la sua mediazione tra Iran e Stati Uniti. Al centro del colloquio anche il proseguimento delle consultazioni tra funzionari dei due paesi ai massimi livelli, il proseguimento della cooperazione e delle consultazioni tra le due parti, nonché la revisione e il follow-up della precedente cooperazione economica.

Cina: "Washington e Teheran mantengano slancio negoziati"

La Cina sostiene gli sforzi di mediazione compiuti da Pakistan, Qatar e altre parti e auspica che sia l’Iran che gli Stati Uniti mantengano lo slancio dei negoziati, continuino a collaborare e si impegnino per ottenere progressi positivi nei colloqui. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, rispondendo alle domande nel corso del briefing con la stampa. Lo riporta il Global Times.

Premier Pakistan: "Colloqui costruttivi con progressi incoraggianti"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera si sono svolti “in un clima positivo e costruttivo e hanno portato a progressi incoraggianti, tra cui l’accordo su una tabella di marcia per un accordo definitivo entro 60 giorni, l’istituzione di un Comitato di alto livello per la supervisione politica e l’avvio di ulteriori colloqui tecnici”. Lo afferma su X il premier pakistano Shehbaz Sharif. “Mi congratulo – aggiunge – con la leadership sia degli Stati Uniti che dell’Iran per il loro costante impegno in un dialogo costruttivo e ringrazio tutti i paesi fratelli e amici per il loro prezioso sostegno nel promuovere questo storico processo”.

Sa'ar: in Libano "non abbiamo ambizioni territoriali ma no ritiro da zona sicurezza"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar insiste sul fatto che Israele non ha ambizioni territoriali in Libano, ma non si ritirerà dalla zona di sicurezza istituita nel Libano meridionale. Sa’ar afferma di aver comunicato telefonicamente al suo omologo neozelandese Winston Peters che Israele rispetterà l’attuale cessate il fuoco in Libano finché anche Hezbollah lo rispetterà. “Non abbiamo ambizioni territoriali in Libano, ma non ci ritireremo dalla zona di sicurezza, esponendo i nostri cittadini agli attacchi e a una possibile invasione da parte di Hezbollah. La sovranità del Libano è stata violata per decenni, fino ad oggi, dall’occupazione indiretta da parte dell’Iran tramite Hezbollah. È nell’interesse sia del Libano che di Israele che lo stato terroristico di Hezbollah venga smantellato. Ho invitato il ministro degli Esteri in Israele”, scrive Sa’ar su X.

Pizzaballa a Gaza in visita pastorale con Teofilo III

Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pier Battista Pizzaballa, e Sua Beatitudine Teofilo III, Patriarca della Santa Città di Gerusalemme e di tutta la Palestina e Giordania sono giunti a Gaza per una visita pastorale. Lo rende noto il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini. “La visita – si legge in una nota pubblicata sul sito – esprime la responsabilità pastorale delle Chiese di Gerusalemme verso le chiese locali e verso l’intera popolazione di Gaza, dove le famiglie continuano a sopportare gravi sofferenze umanitarie, paura, perdita e incertezza. La presenza di Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III e di Sua Beatitudine il Cardinale Pizzaballa porta la preghiera di Gerusalemme ai fedeli feriti di Gaza e a tutti coloro che soffrono, in un ministero di consolazione, misericordia e testimonianza cristiana costante radicata nel Vangelo e nella sacra vocazione della Città Santa. Durante il loro soggiorno, Loro Beatitudine incontrerà clero, comunità religiose, famiglie cristiane locali e persone colpite dalla crisi umanitaria in corso. Attraverso la preghiera, l’incontro personale e la presenza pastorale, cercano di offrire forza spirituale, conforto e speranza nel mezzo di una profonda sofferenza. La partecipazione del Gran Ospitaliere dell’Ordine Militare Sovrano di Malta e dei rappresentanti di Malteser International riflette il duraturo impegno del servizio umanitario basato sulla fede per l’assistenza sanitaria, il soccorso e la protezione della dignità umana a Gaza”. Pizzaballa e Teofilo sono accompagnati dal dottor Josef D. Blotz, Gran Ospitaliere dell’Ordine Militare Sovrano di Malta, insieme a rappresentanti di Malteser International.

 

Teheran: "Con Usa brevi colloqui su nucleare"

“Si è tenuta una brevissima conversazione sulla questione nucleare, ma non si è discusso di dettagli e non si può affermare che siano iniziati i negoziati in merito”. E’ quanto afferma il portavoce del ministro degli Esteri iraniano Esmail Baghaei in un’intervista all’agenzia Irna a margine dei negoziati in Svizzera. “La delegazione americana – spiega -, in parte del suo intervento, ha esposto in modo molto conciso la propria posizione sulla questione nucleare. Anche la delegazione della Repubblica Islamica dell’Iran ha presentato la propria posizione. Non si è trattato di un negoziato, ma semplicemente di un’espressione di posizioni, e anche il punto di vista della Repubblica Islamica dell’Iran è stato espresso in modo chiaro ed esplicito”. Il portavoce fa sapere che Teheran ha “sottolineato che non è ancora giunto il momento di avviare negoziati per un accordo definitivo. Secondo il memorandum d’intesa, è stato deciso di avviare i negoziati per un accordo definitivo dopo l’attuazione di alcune sue parti” e riferisce che il ministro Araghchi “ha messo in guardia la controparte dal ripetere posizioni eccessive e irrazionali sulla questione nucleare e ha illustrato la posizione della Repubblica Islamica dell’Iran”.

Idf: uccisi due miliziani di Hamas nella Striscia di Gaza

Due militanti di Hamas, che hanno partecipato ad attacchi contro le truppe israeliane, sono stati uccisi nei raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza durante il fine settimana. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf) citate dal Times of Israel. Un raid aereo nel nord di Gaza, avvenuto sabato, ha ucciso Ahmad Munir Khalil Zaza, capo del genio del Battaglione Jabalia Ovest di Hamas, secondo quanto riferito dall’esercito. Le Idf affermano che Zaza era coinvolto nella produzione e distribuzione di armi ai combattenti del battaglione ed era responsabile della costruzione di ordigni esplosivi e del posizionamento di trappole esplosive nelle abitazioni. “Recentemente, Zaza ha tentato di piazzare ordigni esplosivi vicino alla Linea Gialla per colpire le truppe israeliane che operano nella zona”, afferma l’esercito. In un altro raid aereo nel nord di Gaza, è stato ucciso Hussein Safadi, comandante del gruppo di cecchini di Hamas a Gaza City, secondo quanto dichiarato dalle Idf. “Safadi è stato responsabile, durante tutta la guerra, di tutti gli attacchi dei cecchini contro le truppe dell’Idf operanti nell’area di Gaza City”, afferma l’esercito, aggiungendo che recentemente “ha violato ripetutamente l’accordo di cessate il fuoco e ha tentato di addestrare terroristi e di organizzare ulteriori attacchi di cecchini contro le truppe dell’Idf”.

Libano, telefonata Aoun-Vance su cessate il fuoco

Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha avuto una conversazione telefonica con il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, l’inviato speciale Usa Jared Kushner e il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Lo riporta l’agenzia libanese Nna. I colloqui si sono concentrati sugli sforzi per consolidare il cessate il fuoco in Libano, fermare l’escalation militare israeliana ed esplorare misure concrete a sostegno della de-escalation, tra cui la possibile istituzione di un meccanismo o di una cellula di coordinamento dedicata al monitoraggio dell’attuazione del cessate il fuoco.

Dopo 18 ore di 'colloqui intensi', delegazione iraniana rientra a Teheran

La delegazione iraniana lascia la sede dei colloqui in Svizzera per rientrare a Teheran. Lo riporta Tasnim. Dopo circa 18 ore di “intensi colloqui e consultazioni”, scrive l’agenzia, la delegazione iraniana ha lasciato l’edificio in cui si sono tenuti i negoziati. I colloqui con gli Stati Uniti, si sono svolti con la mediazione di Qatar e del Pakistan.

Media, delegazione Teheran lascia Svizzera, Vance nel pomeriggio

La delegazione iraniana di alto livello ha lasciato questa mattina la località svizzera di Bürgenstock. Lo riferisce la Radiotelevisione svizzera Rsi. Il vicepresidente Usa JD Vance dovrebbe a sua volta lasciare la località nel primo pomeriggio. Il team iraniano, guidato dal presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf e dal capo della diplomazia Abbas Araghchi, hanno lasciato l’hotel poco prima delle 9, ha riferito a Keystone-ATS una fonte vicina ai colloqui. I negoziati proseguiranno, ma a livello tecnico, nell’ambito di gruppi di lavoro. In precedenza, Araghchi aveva definito il meccanismo di monitoraggio della situazione in Libano deciso a Bürgenstock come “la prima prova” per i colloqui con gli Stati Uniti.

Media, ex capo Shin Bet evacuato da Emirati per minaccia Iran

L’ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e sua moglie sono stati evacuati durante un recente viaggio negli Emirati Arabi Uniti dopo essere stati allertati di un piano iraniano per colpirli. Lo riferisce Channel 13 citando alcune fonti. Secondo l’emittente, Bar e sua moglie stavano partecipando a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Tuttavia, una fonte vicina al Paese del Golfo ha smentito alla rete televisiva che il ministro abbia ospitato un evento di questo tipo.

Iran, varata con Usa linea di comunicazione per passaggio sicuro a Hormuz

Al termine dei negoziati tra Usa ed Iran, che si sono svolti in Svizzera, le parti hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori.
I negoziatori statunitensi e iraniani si preparano a una seconda giornata di colloqui, con l’obiettivo di consolidare una soluzione definitiva al conflitto tra i due Paesi, dopo un primo giorno di mediazione iniziato in modo burrascoso. I principali negoziatori statunitensi sono JD Vance, il vicepresidente; l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. L’Iran è rappresentato da Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Non è chiaro quando Vance lascerà la Svizzera, anche se in un’intervista a Fox News di sabato ha dichiarato di prevedere una permanenza di solo “un giorno o due”. Kushner e Witkoff si stanno occupando di gran parte dei dettagli tecnici per conto della delegazione statunitense. In una dichiarazione congiunta, Pakistan e Qatar hanno affermato che i colloqui di alto livello si sono conclusi e che i negoziati tecnici proseguiranno in Svizzera per il resto della settimana. La dichiarazione afferma che le parti hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz, nonché un meccanismo per porre fine ai combattimenti tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, in Libano. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato commenti immediati, mentre l’Iran ha elogiato il lavoro dei mediatori.
Un alto diplomatico statunitense ha affermato che sono stati compiuti progressi su più fronti, tra cui l’istituzione di “meccanismi” per garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e che il cessate il fuoco nel Libano meridionale venga rispettato. Tuttavia, la prima giornata intera di colloqui tra Stati Uniti e Iran, accompagnati da funzionari qatarioti e pakistani, è stata scossa dalle dure dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che da migliaia di chilometri di distanza dalla sede dei negoziati in Svizzera, in una località montana vicino al Lago di Lucerna, ha lanciato commenti che hanno offeso gli iraniani. I media statali iraniani hanno affermato che i colloqui si sono interrotti dopo la “pubblicazione di un messaggio offensivo da parte del Presidente degli Stati Uniti”. La delegazione iraniana ha poi incontrato i mediatori del Qatar e ha lasciato il luogo dei negoziati, secondo quanto riportato dai media statali. Un alto diplomatico statunitense, che ha parlato a condizione di anonimato per informare i giornalisti sui colloqui in corso, ha dichiarato domenica sera che gli iraniani erano ancora sul posto e che i negoziati proseguivano. Secondo i media statali, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva giurato di “non rinunciare mai al diritto di arricchire l’uranio”, e Trump, in un’intervista telefonica a Fox News, avrebbe poi detto a Pezeshkian di stare attento a ciò che diceva, minacciando anche di prendere il controllo dell’Iran, stando a quanto riportato da un corrispondente dell’emittente. L’accordo provvisorio per porre fine ai combattimenti in Iran, firmato la scorsa settimana dai leader di Stati Uniti e Iran, prevede un periodo di 60 giorni per i negoziatori al fine di definire il futuro del programma nucleare di Teheran, in un contesto di timori che Teheran voglia utilizzarlo per scopi militari, accusa che l’Iran respinge. Tra le altre questioni spinose, figura anche il destino dei beni iraniani congelati. Sebbene i colloqui riguarderanno una vasta gamma di questioni complesse, l’Iran intende innanzitutto concentrarsi sulla situazione in Libano. Il cessate il fuoco rinnovato in Libano sabato sembra reggere e l’esercito israeliano ha annunciato che lunedì mattina revocherà le restrizioni alla circolazione per i residenti nelle vicinanze del confine tra Israele e Libano. Né Israele né Hezbollah sono firmatari dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.

Araghchi: "Progressi significativi per porre fine a guerra in Libano"

“Sono stati compiuti progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”. Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al termine dei colloqui tra Usa ed Iran che si sono svolti in Svizzera. Nel suo messaggio Araghchi ha dichiarato che il primo vero banco di prova sugli accordi raggiunti tra le parti sarà la creazione di un meccanismo di de-escalation per i combattimenti tra Israele ed Hezbollah in Libano.

Concordata tabella di marcia con Usa per accordo entro 60 giorni

Stati Uniti ed Iran hanno concordato una tabella di marcia che dovrà portare entro 60 giorni a un accordo definitivo. Lo annunciano in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori, al termine del negoziato tra Iran ed Usa che si è concluso questa notte in Svizzera.

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