Si sono conclusi questa notte i negoziati tra Stati Uniti e Iran in corso in Svizzera. Lo annunciano in una nota Pakistan e Qatar, i due mediatori presenti, aggiungendo che i colloqui tecnici tra le due parti proseguiranno per il resto della settimana.
L’ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e sua moglie sono stati evacuati durante un recente viaggio negli Emirati Arabi Uniti dopo essere stati allertati di un piano iraniano per colpirli. Lo riferisce Channel 13 citando alcune fonti. Secondo l’emittente, Bar e sua moglie stavano partecipando a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Tuttavia, una fonte vicina al Paese del Golfo ha smentito alla rete televisiva che il ministro abbia ospitato un evento di questo tipo.
Al termine dei negoziati tra Usa ed Iran, che si sono svolti in Svizzera, le parti hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori.
I negoziatori statunitensi e iraniani si preparano a una seconda giornata di colloqui, con l’obiettivo di consolidare una soluzione definitiva al conflitto tra i due Paesi, dopo un primo giorno di mediazione iniziato in modo burrascoso. I principali negoziatori statunitensi sono JD Vance, il vicepresidente; l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. L’Iran è rappresentato da Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Non è chiaro quando Vance lascerà la Svizzera, anche se in un’intervista a Fox News di sabato ha dichiarato di prevedere una permanenza di solo “un giorno o due”. Kushner e Witkoff si stanno occupando di gran parte dei dettagli tecnici per conto della delegazione statunitense. In una dichiarazione congiunta, Pakistan e Qatar hanno affermato che i colloqui di alto livello si sono conclusi e che i negoziati tecnici proseguiranno in Svizzera per il resto della settimana. La dichiarazione afferma che le parti hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz, nonché un meccanismo per porre fine ai combattimenti tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, in Libano. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato commenti immediati, mentre l’Iran ha elogiato il lavoro dei mediatori.
Un alto diplomatico statunitense ha affermato che sono stati compiuti progressi su più fronti, tra cui l’istituzione di “meccanismi” per garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e che il cessate il fuoco nel Libano meridionale venga rispettato. Tuttavia, la prima giornata intera di colloqui tra Stati Uniti e Iran, accompagnati da funzionari qatarioti e pakistani, è stata scossa dalle dure dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che da migliaia di chilometri di distanza dalla sede dei negoziati in Svizzera, in una località montana vicino al Lago di Lucerna, ha lanciato commenti che hanno offeso gli iraniani. I media statali iraniani hanno affermato che i colloqui si sono interrotti dopo la “pubblicazione di un messaggio offensivo da parte del Presidente degli Stati Uniti”. La delegazione iraniana ha poi incontrato i mediatori del Qatar e ha lasciato il luogo dei negoziati, secondo quanto riportato dai media statali. Un alto diplomatico statunitense, che ha parlato a condizione di anonimato per informare i giornalisti sui colloqui in corso, ha dichiarato domenica sera che gli iraniani erano ancora sul posto e che i negoziati proseguivano. Secondo i media statali, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva giurato di “non rinunciare mai al diritto di arricchire l’uranio”, e Trump, in un’intervista telefonica a Fox News, avrebbe poi detto a Pezeshkian di stare attento a ciò che diceva, minacciando anche di prendere il controllo dell’Iran, stando a quanto riportato da un corrispondente dell’emittente. L’accordo provvisorio per porre fine ai combattimenti in Iran, firmato la scorsa settimana dai leader di Stati Uniti e Iran, prevede un periodo di 60 giorni per i negoziatori al fine di definire il futuro del programma nucleare di Teheran, in un contesto di timori che Teheran voglia utilizzarlo per scopi militari, accusa che l’Iran respinge. Tra le altre questioni spinose, figura anche il destino dei beni iraniani congelati. Sebbene i colloqui riguarderanno una vasta gamma di questioni complesse, l’Iran intende innanzitutto concentrarsi sulla situazione in Libano. Il cessate il fuoco rinnovato in Libano sabato sembra reggere e l’esercito israeliano ha annunciato che lunedì mattina revocherà le restrizioni alla circolazione per i residenti nelle vicinanze del confine tra Israele e Libano. Né Israele né Hezbollah sono firmatari dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.
“Sono stati compiuti progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”. Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al termine dei colloqui tra Usa ed Iran che si sono svolti in Svizzera. Nel suo messaggio Araghchi ha dichiarato che il primo vero banco di prova sugli accordi raggiunti tra le parti sarà la creazione di un meccanismo di de-escalation per i combattimenti tra Israele ed Hezbollah in Libano.
Stati Uniti ed Iran hanno concordato una tabella di marcia che dovrà portare entro 60 giorni a un accordo definitivo. Lo annunciano in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori, al termine del negoziato tra Iran ed Usa che si è concluso questa notte in Svizzera.

