Iran, rinviati colloqui tra Usa e Teheran: la Repubblica islamica diserta. Tregua tra Israele e Hezbollah – La diretta

Iran, rinviati colloqui tra Usa e Teheran: la Repubblica islamica diserta. Tregua tra Israele e Hezbollah – La diretta
(AP Photo/Hassan Ammar)

Trump: “Stupido dire che la guerra non abbia indebolito l’Iran”

Il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato all’agenzia Ani che “i colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta pronta a facilitare tali colloqui. I relativi lavori preparatori a Bürgenstock proseguono. Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni”. I colloqui avrebbero dovuto seguire la firma del memorandum in 14 punti avvenuta mercoledì e che già da ieri ha permesso la riapertura dello Stretto di Hormuz.

La guerra in Iran e Medioriente e l'accordo di pace – Tutte le notizie di oggi, 19 giugno
Inizio diretta: 19/06/26 08:00
Fine diretta: 19/06/26 23:30
Vescovo Usa: "Bene memorandum ora stop combattimenti in Libano"

“Faccio i complimenti al Presidente Trump e al Presidente Pezeshkian per aver compiuto il passo di vitale importanza di firmare un memorandum d’intesa volto a porre fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran e a promuovere un dialogo più profondo per una pace duratura nella regione. Prevenire un’ulteriore proliferazione di armi nucleari è di importanza cruciale per evitare un’escalation pericolosa del conflitto in Medio Oriente. Facendo eco all’ espressione  di speranza del nostro Santo Padre Papa Leone XIV, invito tutte le parti a impegnarsi in buona fede e prego affinché ‘questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente, promuovendo vie di dialogo e cooperazione tra i popoli’”. Così in una nota il vescovo Elias Zaidan, presidente del Comitato della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti per la Giustizia e la Pace Internazionale.”Invito gli Stati Uniti, l’Iran e Israele a dare ora priorità anche alla fine dei combattimenti in Libano – ha aggiunto -. Il disarmo di Hezbollah è necessario per la pace e lo sviluppo in Libano. Oltre un milione di persone sono state sfollate internamente, inclusi 400.000 bambini, e migliaia sono fuggite nella vicina Siria, potenzialmente contribuendo all’instabilità della regione. Se i combattimenti e la catastrofe umanitaria continueranno in Libano, temo che la pace in tutto il Medio Oriente più ampio rimarrà irraggiungibile.Preghiamo affinché lo Spirito Santo, creatore e viviificatore, possa infondere saggezza, compassione e perseveranza nelle menti e nei cuori dei negoziatori, affinché la pace nella regione diventi finalmente realtà”.

Axios: "Rubio in visita in Medio Oriente la prossima settimana"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio intende recarsi in Medio Oriente la prossima settimana. Lo riferisce Axios, indicando al momento come tappe il Kuwait, gli Emirato Arabi e il Bahrein.

Trump: "Navi transitano a Hormuz, circa 700"

Le navi commerciali stanno nuovamente “transitando” nello Stretto di Hormuz, “circa 700”. Lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando alla Base Andrews per la presentazione del nuovo Air Force One donato dal Qatar. 

Trump: "60 giorni per accordo altrimenti torneremo ad azione militare"

Ci sono “60 giorni per chiudere un accordo” con l’Iran, “altrimenti faremo cose che non li renderanno felici, ma non credo dovremo farlo”. Lo ha detto Donald Trump, parlando alla Base Andrews in occasione della presentazione del nuovo Air Force One. In seguito, il presidente si trasferirà nella residenza di Camp David per il weekend .

Rubio a Aoun: "Negoziato con Israele unica via verso fine violenza"

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha parlato oggi con il presidente libanese Joseph Aoun, sottolineando, tra l’altro che “i negoziati bilaterali del Libano con Israele rappresentano l’unica strada praticabile verso la ricostruzione, la ripresa economica e la fine dei cicli ricorrenti di violenza”. Come riferisce una nota del dipartimento di Stato, Rubio e Aoun hanno discusso del prossimo round di negoziati, previsto per il 23-25 giugno a Washington, dove i due governi sovrani “faranno progressi verso una pace duratura”. Rubio inoltre ribadito “la necessità di disarmare Hezbollah e di ristabilire il controllo su tutto il territorio libanese”.

Trump: "Guerra poteva causare una depressione mondiale"

Donald Trump torna ad evocare lo spettro di una crisi economica mondiale, tra le ragioni che lo hanno spinto a siglare il memorandum d’intesa con l’Iran per porre fine alla guerra. “È il genere di cosa che potrebbe causare una depressione mondiale”, ha detto il presidente Usa in un’intervista ad Axios, sostenendo che il suo accordo ha scongiurato questo rischio.

Trump: "Senza di me Israele oggi non esisterebbe"

“Se non fosse stato per me, oggi Israele non esisterebbe, perché ho posto fine all’accordo di Barack Hussein Obama, che apriva la strada a un’arma nucleare”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Axios, nella quale ha rivendicato la validità del memorandum d’intesa sottoscritto con l’Iran.

Obama: "Siamo al punto di partenza, se non peggio"

Barack Obama è critico con l’Amministrazione Trump per la gestione della guerra con l’Iran e ne sottolinea il costo umano ed economico. “Abbiamo combattuto una guerra, speso miliardi e miliardi di dollari, messo a dura prova le nostre forze armate, molte persone sono morte e sembra di essere tornati al punto di partenza, se non in una situazione leggermente peggiore”, ha dichiarato l’ex presidente in un’intervista al programma ‘Today’ di Nbc News. “Sono molto felice di vedere un cessate il fuoco e spero che regga”, ha detto Obama. “Ma se guardiamo alla motivazione originale di questa guerra: c’era un accordo in vigore in base al quale l’Iran si impegnava a non sviluppare armi nucleari. Questa amministrazione, o quella precedente, se ne è ritirata, spingendo così l’Iran a sviluppare maggiori capacità nucleari”, ha affermato l’ex presidente.

Trump: "Sempre buoni rapporti con Bibi ma deve usare la testa"

“Sono sempre stato in buoni rapporti con Bibi (il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ndr). Bisogna solo calmarsi a volte e usare la testa”. Lo ha affermato a Nbc News il presidente americano Donald Trump.

Trump: "Cessate il fuoco è la ciliegina sulla torta"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato alla NBC News, in una telefonata, di aver parlato con Israele in mattinata e di aver chiesto loro di concordare un cessate il fuoco con Hezbollah. “È una cosa positiva”, ha affermato. “È la ciliegina sulla torta”. 

Washington Post: "Secondo intelligence Usa, Israele vuole far deragliare accordo di pace"

Le agenzie di intelligence Usa hanno avvertito l’Amministrazione Trump che il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe adottare misure tali da compromettere i tentativi del presidente Trump di raggiungere un accordo di pace duraturo con l’Iran. Lo riporta il Washington Post, citando come fonti alcuni funzionari, attuali ed ex, dell’amministrazione. Secondo rapporti dell’intelligence, compreso un documento diffuso questa settimana, Israele appare intenzionato a mantenere le operazioni militari contro Hezbollah in Libano, violando un elemento fondamentale dell’accordo in fase di definizione, che prevede la cessazione delle ostilità nel Paese. 

Libano, vertice Ue: "Seria preoccupazione per violazioni cessate fuoco"

Il Consiglio europeo esprime “seria preoccupazione per le continue violazioni del cessate il fuoco e sollecita tutti gli attori a dare piena attuazione al cessate il fuoco, a impegnarsi in modo costruttivo nei colloqui in corso, a prevenire ulteriori vittime civili e sfollamenti e a raggiungere una soluzione politica duratura che garantisca pace e sicurezza sia al Libano che a Israele”. E’ quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo. “L’Unione europea – viene riferito – è pronta a sostenere l’attuazione di un accordo tra Libano e Israele. Il Consiglio europeo chiede la cessazione definitiva delle ostilità, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario”.

Libano, leader Hezbollah: "Se nemico ci attacca risponderemo con le armi"

 “Ogni passo con cui respingiamo l’occupazione rappresenta per noi una vittoria, e quando il nemico ci affronta con le armi, noi rispondiamo con le armi”. Lo ha affermato il leader di Hezbollah, Naim Qassem. Lo riporta Al Jazeera. 

Libano, media: "Almeno 4 raid Idf dopo annuncio tregua"

Appena mezz’ora dopo l’annuncio dell’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah L’Idf ha compiuto quattro raid aerei nel sud del Libano: uno nella città di Nabatieh, due a Kfar Tebnit e un altro a Kfar Sir. Lo riferisce Al Jazeera. Si sono inoltre registrati bombardamenti israeliani in un’altra località. 

Media, Israele conferma cessate il fuoco con Hezbollah

Un funzionario israeliano ha confermato che Israele ha accettato un cessate il fuoco nei combattimenti contro Hezbollah, in base al quale le forze di difesa israeliane rimarranno nel Libano meridionale e potranno intervenire contro le “minacce emergenti”. Lo riporta Ynet. Secondo il funzionario, “Se Hezbollah non attacca, noi non li attaccheremo. Se ci attaccano, risponderemo”. 

Teheran: "Navi devono presentare richiesta attraversamento Hormuz 48 ore prima"

La nuova autorità iraniana incaricata di supervisionare lo Stretto di Hormuz, la Persian Gulf Strait Authority (Pgsa), ha diffuso delle istruzioni per il passaggio delle navi dallo Stretto durante i 60 giorni in cui sarà in vigore l’accordo preliminare fra Usa e Iran. L’authority chiede alle navi che intendano attraversare lo Stretto di registrarsi sul suo sito 48 ore prima. “In seguito al memorandum d’intesa di Islamabad e alle direttive ufficiali, alle navi che presenteranno richieste di transito conformi sarà consentito il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha annunciato la Pgsa.

Libano, Axios: "Hezbollah e Israele hanno concordato tregua dalle 16 ora locale"

Israele e Hezbollah avrebbero concordato un nuovo cessate il fuoco in Libano a partire dalle 16 ora locale (le 15 in Italia). Lo scrive Axios citando un alto funzionario statunitense. Il nuovo accordo – viene spiegato – è stato mediato da Stati Uniti e Qatar dopo colloqui con Israele e Iran.

Teheran condanna attacchi Idf in Libano, "Usa responsabili della situazione"

Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha “condannato fermamente” le “operazioni terroristiche del regime sionista” contro varie regioni del Libano. Lo riportano i media iraniani. Allo stesso tempo Baghaei, facendo riferimento al memorandum di intesa siglato fra Teheran e Washington dove è incluso anche il cessate il fuoco in Libano, ha dichiarato che gli Usa hanno “la responsabilità diretta” dell’accaduto.

Trump: "È stata Teheran a firmare per disperazione"

“Non ci siamo incontrati per disperazione, lo ha fatto l’Iran. Per loro è finita! Andremo fino in fondo ai 60 giorni. Non riceveranno un soldo, nemmeno dieci centesimi!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump replicando a quanto affermato ieri dalla Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei.

 

Trump: "Stupido dire che la guerra non abbia indebolito Teheran"

 “La guerra ha indebolito l’Iran. Non hanno più un’aeronautica, una marina, equipaggiamento antiaereo, radar e praticamente nient’altro. Eppure i democratici dicono che l’Iran sta meglio ora di quanto non stesse quattro mesi fa. Quanto possono essere stupide certe persone?”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump.

Aoun: "Raid Idf vanificano sforzi per consolidare la tregua"

“L’intensificazione degli attacchi israeliani costituisce una pericolosa e condannabile escalation, soprattutto perché ha colpito decine di innocenti, tra cui donne e bambini, e di fatto vanifica tutti gli sforzi in corso per consolidare il cessate il fuoco e porre fine alla guerra, in particolare dopo i recenti sviluppi tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran”. Lo ha scritto in un messaggio di condanna su X il presidente libanese Joseph Aoun. “Tuttavia – ha aggiunto – ciò non scoraggerà gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco globale il più rapidamente possibile, ed è per questo che ho incaricato la delegazione negoziale libanese di perseguire nel prossimo round a Washington”. “Non ci può essere alcuna indulgenza su questo punto, perché un cessate il fuoco globale è la porta d’accesso per affrontare altre questioni, le più importanti delle quali sono il ritiro israeliano, il dispiegamento dell’esercito e la restituzione dei prigionieri”, ha concluso Aoun.

Beirut, salgono a 21 i morti per raid Israele

È salito a 21 morti in Libano il bilancio degli attacchi israeliani delle scorse ore. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese. Durante la notte l’esercito israeliano (Idf) ha colpito obiettivi nel sud e nell’est del Libano. L’Idf ha inoltre comunicato che 4 suoi soldati sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano. Secondo la versione fornita dall’Idf, gli attacchi israeliani sono stati effettuati dopo l’uccisione dei 4 soldati in un villaggio vicino alla città di Nabatieh; Israele ha riferito di avere sferrato attacchi contro “siti infrastrutturali di Hezbollah” a Nabatiyeh e in altre zone per “palesi violazioni del cessate il fuoco” e successivamente ha detto di avere colpito anche obiettivi nella Valle della Beqaa, nel Libano orientale, mentre i media libanesi hanno riferito che è stato colpito il villaggio di Douris. Hezbollah dal canto suo ha ammesso di aver preso di mira carri armati israeliani, ma ha affermato che i propri attacchi erano una risposta a quella che ha definito una violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Ha dichiarato che gli attacchi sono avvenuti dopo che le forze israeliane hanno tentato di raggiungere il versante settentrionale della collina di Ali al-Taher, un punto strategico che domina Nabatieh e che le truppe israeliane stanno cercando di conquistare. Nel sud del Libano molti sono stati costretti ad abbandonare i propri villaggi a causa degli attacchi israeliani.

I combattimenti minacciano di mandare all’aria l’accordo appena firmato a distanza fra Iran e Usa. L’accordo prevede di porre fine alle ostilità su tutti i fronti, anche in Libano, e di garantire “l’integrità territoriale e la sovranità” del Libano. Non specifica se ciò significhi che Israele si ritirerà dalle vaste aree del Libano meridionale che occupa da quando Hezbollah è entrato in guerra nei primi giorni, lanciando razzi e droni contro il nord di Israele. L’Iran insiste affinché Israele si ritiri, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito anche oggi che l’Idf resterà nel sud del Libano “per tutto il tempo necessario”. Le azioni di Israele in Libano hanno creato una frattura fra Israele e gli Stati Uniti, con Donald Trump che si mostra sempre più critico nei confronti del suo stretto alleato Netanyahu. Secondo quanto emerso da fonti, Teheran insiste affinché cessino gli attacchi israeliani in Libano prima di inviare una delegazione in Svizzera. I primi colloqui Usa-Iran dopo l’accordo, che erano in programma per oggi in Svizzera, sono stati rinviati. Secondo quanto filtrato da fonti, Teheran si è ritirata a causa della situazione in Libano, mentre la Casa Bianca per motivare la mancata partenza del vice presidente Usa JD Vance ha addotto ragioni logistiche.

Netanyahu: "Hezbollah pagherà prezzo molto alto per attacchi a soldati"

“Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o sul nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi”. Lo afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Le sue parole giungono dopo che nella notte, secondo quanto riferito dall’Idf, 4 soldati israeliani sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano. Israele ha compiuto diversi attacchi aerei in Libano sempre nella notte e, secondo l’agenzia di stampa di Stato libanese, sono state uccise almeno 18 persone.

Netanyahu: "Idf resterà nel sud del Libano per tutto il tempo necessario"

Israele rimarrà nella cosiddetta zona cuscinetto di sicurezza nel sud del Libano “per tutto il tempo necessario”. Lo afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “A seguito dell’attacco criminale di Hezbollah, che costituisce una palese violazione del cessate il fuoco, ieri sera ho ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di colpire con forza Hezbollah”, ha aggiunto in una comunicazione in lingua ebraica diffusa dal suo ufficio e riportata dal Times of Israel. Secondo il premier, l’Idf ha colpito durante la notte più di 80 obiettivi di Hezbollah e ucciso decine di terroristi, prima di sferrare ulteriori attacchi contro i centri di comando di Hezbollah nella Valle della Bekaa questa mattina.

Teheran chiede garanzie su stop attacchi Libano prima di riprendere colloqui con Usa

L’Iran ha chiesto garanzie sulla cessazione delle ostilità in Libano prima di riprendere i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera. È quanto riferisce alla Cnn una fonte diplomatica. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie sulla cessazione delle ostilità in Libano, come previsto dall’accordo firmato”, ha affermato il diplomatico, aggiungendo che “i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”. Secondo la fonte, i colloqui che erano in programma per oggi in Svizzera sono “temporaneamente rinviati a seguito degli attacchi israeliani in Libano”, ma il diplomatico non ha specificato per quando i mediatori prevedano una ripresa.

 

Teheran: colloqui con Usa vincolati alle nostre linee rosse

Qualsiasi futuro negoziato con gli Stati Uniti dovrà essere vincolato alle “linee rosse” dell’Iran. È quanto ha detto il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Tajani: "Missione Hormuz? Italia farà sua parte ma in cornice internazionale"

Un’eventuale missione a Hormuz a cui l’Italia potrebbe partecipare “dovrà essere internazionale e frutto di un accordo ad ampio raggio. Noi siamo pronti a fare la nostra parte quando sarà necessario, adesso mi pare ancora troppo presto, si dovrà consolidare la situazione del cessate il fuoco”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della campagna ‘Viaggiare Sicuri 2026’ presso l’Unità di Crisi della Farnesina. “L’Italia è pronta a fare la sua parte in Libano come, se sarà necessario, saremo pronti a fare la nostra parte per tutelare la libertà di navigazione. Vedremo quello che accadrà quando sarà consolidato questo cessate il fuoco, saremo sempre parte di operazioni internazionali”, ha concluso il titolare della Farnesina.

Tajani: "Con riapertura Hormuz nessuna speculazione su prezzo petrolio"

“L’accordo firmato tra Usa e Iran ci fa tirare un sospiro di sollievo, soprattutto dà respiro alla nostra economia. La ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz significa che si abbasserà il costo del petrolio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della presentazione della campagna ‘Viaggiare sicuri 2026’ presso l’Unità di Crisi della Farnesina. “Dopo la riapertura di Hormuz non possono esserci speculazioni in questo momento sul petrolio. Come la situazione è migliorata, deve migliorare anche il costo del petrolio. È il momento di riportare le cose a com’erano prima”, ha concluso Tajani.

 

Pakistan 'sbalordito' da decisione Teheran di non andare in Svizzera

Il Pakistan è “sbalordito” dalla decisione dell’Iran di non partecipare ai colloqui con gli Usa che erano in programma per oggi in Svizzera. Lo hanno riferito ad Associated Press due funzionari regionali. Altre due fonti regionali hanno fatto sapere ad AP che dopo il rinvio dei colloqui Iran-Usa in Svizzera i mediatori sono ora concentrati sul placare i combattimenti in Libano e riprogrammare gli incontri; e una di queste fonti ha confermato che l’Iran si è ritirato dall’incontro in Svizzera proprio a causa dei combattimenti in Libano e delle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, descrivendoli come una violazione dell’accordo provvisorio fra l’Iran e gli Stati Uniti.

I colloqui in Svizzera avrebbero dovuto orientare il dibattito verso l’alleviamento delle sanzioni, la sicurezza marittima, le misure relative al nucleare, la verifica, la sequenza delle azioni e le garanzie regionali, ha affermato uno dei funzionari. Questi aspetti sono fondamentali per garantire il raggiungimento di un accordo definitivo fra l’Iran e gli Stati Uniti. La Casa Bianca, nell’annunciare il rinvio del viaggio in Svizzera del vice presidente Usa JD Vance, che avrebbe dovuto guidare i colloqui, ha motivato la decisione con problemi logistici. Vance, che inizialmente era personalmente scettico riguardo all’entrata in guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, è diventato sempre più il volto dell’amministrazione Trump su questo conflitto e si è espresso con franchezza in difesa dell’accordo. Ieri ha compiuto un passo relativamente insolito presentandosi alla Casa Bianca per difendere l’accordo iniziale volto a prorogare il cessate il fuoco di 60 giorni e consentire ulteriori negoziati, sostenendo che, sebbene preveda delle concessioni, l’Iran deve prima ottemperare alle richieste degli Stati Uniti. Vance ha inoltre rivolto un monito senza mezzi termini a Israele, affermando che Trump è “l’unico capo di Stato al mondo che in questo momento sia solidale con la nazione di Israele”.

Ritiro Teheran da incontro Svizzera per Libano, mediatori al lavoro

Dopo il rinvio dei colloqui Iran-Usa in Svizzera, inizialmente previsti per oggi, i mediatori sono ora concentrati sul placare i combattimenti in Libano e riprogrammare gli incontri, fondamentali per avviare i negoziati volti a porre fine in modo definitivo alla guerra in Iran. Lo riferiscono ad Associated Press due funzionari regionali. Una delle fonti ha confermato ad AP che l’Iran si è ritirato dall’incontro in Svizzera proprio a causa dei combattimenti in Libano e delle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, descrivendoli come una violazione dell’accordo provvisorio fra l’Iran e gli Stati Uniti.

Barrot: "Non diamo peso eccessivo a rinvio colloqui con Usa in Svizzera"

“Non diamo un’interpretazione eccessiva ai rinvii delle riunioni, dato che l’accordo è stato firmato”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, parlando su FranceInfo, riferendosi al fatto che al rinvio dei negoziati fra Usa e Iran che era inizialmente previsto per oggi in Svizzera.

I colloqui, ai quali avrebbe dovuto partecipare il vice presidente Usa JD Vance, sarebbero stati rinviati a causa dell’intensificarsi dei combattimenti in Libano. Il protrarsi dei combattimenti in Libano potrebbe vanificare l’accordo firmato a distanza fra Iran e Usa, che prevede la cessazione immediata delle operazioni militari “su tutti i fronti, compreso il Libano”, dove Israele sta combattendo contro il gruppo libanese Hezbollah sostenuto dall’Iran, e la garanzia “dell’integrità territoriale e della sovranità” del Libano. L’accordo mira a porre fine alla guerra e ha riaperto lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo internazionale, riportando al contempo Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. La morsa dell’Iran sullo Stretto aveva praticamente bloccato il flusso di petrolio attraverso quella via navigabile fondamentale.

Libano, Idf: "In attacco Hezbollah anche 5 soldati feriti, uno grave"

Oltre ai 4 soldati israeliani uccisi, altri 5 militari dell’Idf sono rimasti feriti nell’attacco di Hezbollah di stanotte nel sud del Libano. È quanto riferisce l’esercito israeliano (Idf), precisando che uno dei feriti è grave.

Media Beirut, salgono a 18 i morti in attacchi Israele

L’agenzia di stampa di Stato libanese Nna riporta che è salito ad almeno 18 morti il bilancio dei raid aerei israeliani di stanotte. Secondo l’esercito israeliano (Idf) gli attacchi sono ancora in corso. Nel frattempo l’Idf ha riferito che 4 suoi soldati, fra cui un tenente colonnello, sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano.

 

Ben-Gvir: "Il Libano deve bruciare per intero"

“Per ogni lacrima versata da una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare!”. Lo scrive su X il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, dopo che l’esercito israeliano (Idf) ha riferito che 4 suoi soldati sono stati uccisi nella notte in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano. Sempre nella notte l’Idf ha condotto attacchi aerei in Libano, dove secondo l’agenzia di stampa di Stato libanese Nna sono state uccise 16 persone. “Con tutto il rispetto per gli americani, Israele deve far capire chiaramente al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono negoziabili. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione”, si legge nel post di Ben-Gvir.

“L’ho detto al primo ministro” Benjamin Netanyahu, “anche nei nostri incontri privati: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, ha ribadito Ben-Gvir. E ancora: “Basta con il ping-pong. In Medioriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore”. Le notizie dell’intensificarsi dei combattimenti in Libano giungono mentre i colloqui previsti in Svizzera fra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra, sono stati rinviati. L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui. Secondo quanto riferito dal canale Al-Mayadeen prima della notizia del rinvio dei colloqui, l’Iran stava ritardando l’invio della propria delegazione in Svizzera a causa della campagna militare israeliana in corso in Libano. Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del sud del Libano e di avere mano libera per combattere Hezbollah poiché il gruppo libanese lancia attacchi nel nord di Israele.

Libano, Idf: 4 soldati uccisi in attacco Hezbollah nel sud del Paese

L’esercito israeliano (Idf) riferisce che 4 soldati sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano nella notte. L’Idf ha identificato una delle vittime, un tenente colonnello, e ha ha precisato che le altre 3 saranno identificate in seguito. Il Times of Israel riporta che durante l’incidente, avvenuto poco dopo mezzanotte, un presunto drone o missile anticarro ha colpito il tank del comandante del battaglione nel villaggio di Kfar Tebnit, nel Libano meridionale. La causa esatta dell’esplosione, che ha ucciso tutti e quattro i membri dell’equipaggio del carro armato, è oggetto di ulteriori indagini da parte dell’Idf.

Precedentemente l’agenzia di stampa di Stato libanese Nna aveva riferito di almeno 16 morti negli attacchi aerei israeliani condotti nella notte in Libano. Le notizie dell’intensificarsi dei combattimenti in Libano giungono mentre i colloqui previsti in Svizzera fra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra, sono stati rinviati. L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui. Secondo quanto riferito dal canale Al-Mayadeen prima della notizia del rinvio dei colloqui, l’Iran stava ritardando l’invio della propria delegazione in Svizzera a causa della campagna militare israeliana in corso in Libano. Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del sud del Libano e di avere mano libera per combattere Hezbollah poiché il gruppo libanese lancia attacchi nel nord di Israele.

Media Beirut, almeno 16 morti in raid Israele nella notte

È di almeno 16 morti il bilancio dei raid israeliani condotti nella notte in Libano. Lo ha riferito l’agenzia di stampa di Stato libanese Nna. L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di avere colpito nella notte diversi obiettivi nel sud del Libano, mentre Hezbollah ha riferito di intensi scontri nella zona. Gli attacchi sono avvenuti mentre i colloqui previsti in Svizzera fra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra in Iran, sono stati rinviati. L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui. Secondo quanto riferito dal canale Al-Mayadeen prima della notizia del rinvio dei colloqui, l’Iran stava ritardando l’invio della propria delegazione in Svizzera a causa della campagna militare israeliana in corso in Libano. Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del sud del Libano e di avere mano libera per combattere Hezbollah poiché il gruppo libanese lancia attacchi nel nord di Israele.

Trump: "Accordo firmato equivale a resa incondizionata di Teheran"

“Li abbiamo sconfitti completamente sul piano militare” e il protocollo d’intesa “probabilmente equivale a una resa incondizionata” dell’Iran. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una intervista ad ‘Axios’. Il tycoon ha sostenuto che la guerra ha di fatto dimostrato la forza militare degli Usa: “Chi altro avrebbe potuto mettere in atto un blocco del genere? Ho imposto un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare. Alcune ci hanno provato, ma non è durato a lungo”. Trump ha quindi sottolineato che le alternative a un accordo avrebbero potuto essere disastrose e si è irritato all’idea che i suoi critici più intransigenti gli chiedessero perché non fosse più duro con Teheran: “L’unico modo in cui posso essere più duro è se continuo a bombardarli senza sosta per altre due o tre settimane. Giusto? Ma cosa otterremmo? Lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso”. “Non avremmo petrolio per mesi. Finché si continuano a sganciare bombe, quello stretto rimane automaticamente chiuso”, ha detto, aggiungendo poi: “Questo è il tipo di situazione che potrebbe causare una depressione mondiale”.

 

Libano, Israele: colpiti obiettivi Hezbollah nel sud

“A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, l’Idf ha sferrato attacchi per tutta la notte e continua a colpire i terroristi di Hezbollah e le loro infrastrutture in diverse zone del Libano meridionale”. E’ quanto comunicano su Telegram le Forza di difesa israeliane (Idf).
L’agenzia di stampa statale libanese ha riferito che almeno 16 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani. I combattimenti sono avvenuti mentre venivano rinviati i colloqui previsti in Svizzera tra l’Iran e gli Stati Uniti sui loro sforzi per porre fine in modo definitivo alla guerra in Iran. L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi contro la milizia sciita Hezbollah, sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui. Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del territorio e di avere mano libera per combattere Hezbollah, poiché quest’ultimo sta sferrando attacchi nel nord di Israele.

Casa Bianca: "Vance non partirà per la Svizzera per avvio negoziati"

La Casa Bianca ha annunciato che il vicepresidente statunitense JD Vance non partirà oggi per la Svizzera, dove avrebbe dovuto guidare un nuovo ciclo di negoziati con l’Iran sul suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione americana, il rinvio è dovuto a difficoltà logistiche legate ai colloqui tecnici destinati a definire i dettagli di un accordo firmato il giorno precedente dal presidente Donald Trump. In una nota ufficiale, la Casa Bianca ha precisato che i dettagli organizzativi dei colloqui tecnici non sono ancora stati finalizzati, pur sottolineando che la delegazione statunitense è pronta a partire non appena le condizioni lo consentiranno.

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