Iran, firmato da remoto l’accordo con gli Usa. Khamenei: “Ho dato il mio ok. Trump per disperazione ha fatto di tutto per giungere a intesa” – La diretta

Iran, firmato da remoto l’accordo con gli Usa. Khamenei: “Ho dato il mio ok. Trump per disperazione ha fatto di tutto per giungere a intesa” – La diretta
(AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Il capo della Casa Bianca: “Ci aspettiamo cessate il fuoco su tutti i fronti”. Vance: “Netanyahu furioso? Non mi risulta, sbagliato attaccare noi”.

È stato firmato da remoto ieri sera il Memorandum d’intesa di Islamabad tra Stati Uniti e Iran. L’accordo, ha annunciato su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif “entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz“, mentre “gli Stati Uniti d’America revocheranno immediatamente il blocco navale”.

QUI L’INTERVISTA DI LAPRESSE ALL’AMBASCIATORE IRANIANO IN ITALIA, MOHAMMAD REZA SABOURI

L'accordo Usa-Iran, tutte le notizie di oggi 18 giugno
Inizio diretta: 18/06/26 07:20
Fine diretta: 18/06/26 23:30
Witkoff al Congresso, Teheran inviterà Aiea a ispezionare siti nucleari

L’Iran inviterà l’Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (Aiea) ad ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito di Teheran. Lo ha riferito l’inviato del presidente Trump, Steve Witkoff, durante un briefing privato al Congresso, secondo quanto riferito all’Associated Press da due persone a conoscenza della conversazione. Witkoff ha riferito ai leader del Congresso e ai membri delle commissioni che si occupano di sicurezza nazionale che il memorandum d’intesa stipulato tra gli Stati Uniti e l’Iran non includeva accordi collaterali, ma è stata redatta una lettera collaterale tra Teheran e l’Aiea per estendere l’invito.Witkoff ha affermato che la lettera indirizzata al direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, gli avrebbe permesso di far arrivare a Teheran gli ispettori nucleari statunitensi.

Trump: "Ci aspettiamo cessate il fuoco su tutti i fronti"

“Gli Stati Uniti sono impegnati a favore della Pace e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere l’impegno di consentire ai nostri negoziati di svilupparsi in modo positivo”. Lo scrive Donald Trump in un Truth nel quale sottolinea che “i mercati apprezzano molto la situazione attuale: i prezzi del petrolio sono in netto calo e le quotazioni azionarie in forte rialzo”. Al riguardo, conclude, “ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, inclusi Libano, Hezbollah e Israele”. 

Macron: "Non credo guerra con Usa sia completamente finita"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato a France 2 di non “credere” che la guerra tra Stati Uniti e Iran “sia completamente finita”, nonostante l’accordo firmato fra le parti. “È sempre meglio raggiungere un accordo che la guerra, soprattutto quando c’è il rischio di un’escalation”, ha aggiunto Macron. “Stiamo entrando in una nuova fase, una fase di cooperazione e dialogo, che è preferibile alla guerra”. Il presidente francese ha anche riferito che la decisione del presidente americano di firmare l’accordo con l’Iran a Versailles, durante una cena a cui lo aveva invitato dopo il vertice del G7 a Evian, “è stata presa in modo del tutto spontaneo”. 

Khamenei: "Trump per disperazione ha fatto di tutto per giungere ad accordo"

 In un messaggio pubblicato dai media iraniani, dove ha fatto sapere di aver dato la sua approvazione per la firma del memorandum di intesa fra Usa e Iran, la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha detto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “per necessità e difficoltà, ha fatto ricorso a ogni tipo di leva per raggiungere questo risultato”. Khamenei ha aggiunto poi che è “evidente” che “eventuali negoziati diretti che si terranno in futuro non significheranno l’accettazione delle posizioni del nemico”. 

Khamenei: "Se Usa faranno richieste eccessive non ci sottometteremo"

 In un messaggio pubblicato dai media iraniani, dove ha fatto sapere di aver dato la sua approvazione per la firma del memorandum di intesa fra Usa e Iran, la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha ricordato che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian “ha dichiarato esplicitamente che, qualora la parte americana dovesse avanzare pretese eccessive” Teheran “non vi si sottometterà”. 

Khamenei: "Ho dato il mio consenso a memorandum intesa con gli Usa"

 In un messaggio pubblicato dai media iraniani la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha fatto sapere di avere “dato il consenso” alla firma del memorandum di intesa fra Iran e Usa. Khamenei ha aggiunto di aver avuto in principio “un’opinione diversa” in merito ma “sulla base dell’impegno assunto dal rispettato Presidente della Repubblica” Masoud Pezeshkian, “in qualità di capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”, ha autorizzato la decisione. La Guida suprema ha esplicitato che lo stesso Pezeshkian “ha accettato la responsabilità di tale impegno”.

Centcom: "Revocato blocco traffico marittimo ma restiamo nell'area"

Il Centcom ha reso noto su X che le forze statunitensi “hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane, in conformità con le direttive del presidente” Donald Trump. “Le forze americane non impediscono il transito delle navi da o verso i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Tutte le attività militari statunitensi volte a imporre il blocco sono cessate”, si legge ancora. Il Centcom, allo stesso tempo, precisa che “le nostre grandi navi da guerra rimarranno nell’area per garantire che tutti gli aspetti dell’accordo siano rispettati, osservati e pienamente efficaci”.

Trump: "Nessun pagamento Usa di 300 mld a Teheran"

“Non c’è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli Usa all’Iran. Sono fake news! Per gli Usa ci sono solo successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un’occhiata al mercato azionario”. Lo scrive su Truth Donald Trump, smentendo alcune interpretazioni del contenuto del memorandum d’intesa con l’Iran. Si tratta, afferma il presidente americano, di “propaganda” dei Democratici. 

Vance: "Netanyahu furioso? Non mi risulta, sbagliato attaccare Trump"

La presunta “rabbia” di Benjamin Netanyahu riguardo al memorandum d’intesa tra gli Usa e l’Iran “non rispecchia le conversazioni che ho avuto con lui, anche se forse sta dicendo ad altri cose che non dice a me”. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. “Tuttavia, c’è un aspetto che mi infastidisce: alcuni membri del governo di Bibi hanno criticato apertamente l’accordo e, in certi casi, hanno attaccato in modo molto personale il Presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Il problema per Israele non è Donald J. Trump; chiunque in Israele ritenga che il problema principale sia il Presidente degli Stati Uniti deve aprire gli occhi e prendere atto della realtà in cui versa il Paese”, ha concluso Vance.

Vance: "Ridurremo presenza militare a livelli pre-guerra"

Se l’accordo con Teheran procederà come previsto, gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza militare nella regione “ai livelli pre-guerra”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un briefing con i giornalisti. 

Vance: "Non so ancora quando andrò in Svizzera"

“Non sono sicuro di quando andrò in Svizzera, credo questo weekend ma non so ancora”. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. “Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire”, ha aggiunto. 

Vance: "Non so a quanto ammontano fondi Teheran congelati"

“Non conosco l’esatto ammontare” dei fondi iraniani congelati. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, sottolineando che “gran parte dei fondi congelati non sono negli Stati Uniti, ma in conti nel Golfo o in Europa”.

Kallas: "Su revoca sanzioni non è ancora il momento"

“Abbiamo condizioni chiare. Abbiamo diverse sanzioni contro l’Iran. Per quelle relative al nucleare, se le condizioni lo permetteranno, se si raggiungerà un accordo sul nucleare, credo che gli Stati membri ne discuteranno. Ci sono poi anche sanzioni per violazioni dei diritti umani e constatiamo che la situazione dei diritti umani è in realtà più grave che mai. Infine, abbiamo anche sanzioni sulla limitazione alla libertà di navigazione. E una volta che le condizioni lo permetteranno, ovviamente, gli Stati membri discuteranno anche della revoca delle sanzioni, ma non siamo ancora a quel punto”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader.

Vance: "12 navi Teheran hanno passato il blocco da firma memorandum"

Ad almeno 12 navi iraniane è stato consentito di passare attraverso il blocco Usa dalla firma del memorandum d’intesa con Teheran. Lo ha riferito il vicepresidente JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca.

Vance: "Inviata al Congresso copia dell'accordo"

 Il Congresso ha ricevuto questa mattina una copia firmata del memorandum d’intesa con Teheran. Lo ha riferito il vicepresidente JD Vance, aggiungendo che “presto” l’Amministrazione riferirà sull’accordo a deputati e senatori. 

Vance: "Usa non daranno un centesimo a Teheran"

“Gli Stati Uniti non daranno un centesimo all’Iran”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, assicurando ai giornalisti che i benefici economici per Teheran derivanti dall’accordo con Washington non saranno finanziati dai contribuenti americani.

Vance: "Non allenteremo presa fino a quando Teheran non cambia comportamenti"

“Per ricostruire il programma nucleare, l’Iran avrà bisogno di un sacco di soldi”. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. Ma, ha aggiunto, gli Stati Uniti “non allenteranno la presa” sull’economia iraniana, “fino a quando non cambieranno il loro comportamento in maniera fondamentale”. 

Vance: "Stati del Golfo odiavano l'accordo di Obama"

Gli Stati del Golfo “odiavano l’accordo di Obama” sul nucleare iraniano, mentre dell’attuale accordo affermano che è “incredibilmente trasformativo”. Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance in un briefing alla Casa Bianca nel quale sta illustrando ai giornalisti i termini del memorandum d’intesa sottoscritto con Teheran. 

Vance: "Programma nucleare Teheran è completamente distrutto"

Il programma nucleare iraniano è stato “completamente distrutto”. Lo ha assicurato il vicepresidente Usa JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. “Le loro capacità di arricchimento sono distrutte”, ha detto il vicepresidente.

Merz: "Possibile missione a Hormuz ma serve mandato Bundestag"

“Accolgo con grande favore il fatto che ieri il presidente americano Donald Trump abbia firmato a Parigi l’accordo con l’Iran. È un grande passo avanti che le armi tacciano e che sia nuovamente garantita la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al suo arrivo al Consiglio Ue a Bruxelles. Merz ha indicato la possibilità di un coinvolgimento tedesco nelle operazioni di sicurezza marittima nella regione. “Possiamo immaginare un nostro coinvolgimento, ad esempio con unità cacciamine, per contribuire a garantire anche sul piano militare quanto è stato concordato”, ha affermato. Il cancelliere ha però sottolineato la necessità di una base giuridica chiara. “Questo richiede una chiara base giuridica.Richiede un mandato del Bundestag”, ha precisato, aggiungendo che la questione sarà esaminata dal governo federale nei prossimi sviluppi della situazione. 

Ministro esteri Pakistan a Bbc: "Annullata cerimonia firma accordo in Svizzera"

Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha dichiarato alla Bbc che la cerimonia di firma prevista per domani a Ginevra è stata annullata poiché il memorandum d’intesa è già stato firmato a distanza. 

Libano, Aoun incontra delegazione incaricata colloqui con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato a Beirut la delegazione incaricata dei prossimi colloqui con Israele, in vista del nuovo round di negoziati previsto la prossima settimana a Washington. Lo riferisce l’ufficio della presidenza libanese su X. “Nel corso dell’incontro sono stati esaminati gli ultimi sviluppi in Libano e nella regione, tra cui la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e i preparativi per il prossimo round di colloqui libanesi, statunitensi e israeliani previsto a Washington dal 23 al 25 giugno”, si legge nel post. “Il presidente Aoun ha inoltre fornito alla delegazione le proprie direttive, basate sui principi fondamentali della posizione libanese: la cessazione definitiva delle ostilità, il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati, il dispiegamento dell’esercito libanese lungo i confini internazionali, il rimpatrio dei prigionieri libanesi e l’avvio del processo di ricostruzione”, conclude la nota.

Crosetto: "Basi Italia utilizzate nel rispetto dei trattati"

L’incontro con il segretario Hegseth “è andato benissimo. Le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati che abbiamo, sono altri che non hanno magari rispettato i trattati, non sicuramente l’Italia”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della riunione ministeriale Difesa della Nato a Bruxelles. 

Trump: "Petrolio scorre e Teheran non avrà mai arma nucleare"

“Il petrolio scorre, l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare (il mondo sarà al sicuro!), i mercati azionari volano, l’occupazione è ai massimi storici e i prezzi scendono (convenienza!). Il nostro Paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d’ora. ‘Prego!’”. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth. 

Schlein: "Guardiamo con favore ad accordo per far finire guerra voluta da Trump"

“Guardiamo tutti con favore al fatto che si faccia un accordo per far finire quella che però è una guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu che nemmeno avrebbe dovuto iniziare. E guardate che oggi proprio la Commissione Europea dice una cosa vera, che le conseguenze di questa guerra illegale, gli europei e gli italiani le hanno già pagate, pensate ai prezzi della benzina, il prezzo del gasolio, il prezzo dell’energia e continueranno a pagarle nonostante l’accordo, perché dice che gli impatti sulle infrastrutture di energia distrutte e anche sui fertilizzanti si non si sono ancora sentiti del tutto”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo a ‘Tagadà’ su La7. 

Madrid: "Bene firma accordo, apra strada a stabilità regione"

Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha accolto con favore la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. “E’ una buona notizia”, ha detto il ministro degli Esteri José Manuel Albares al terzo Forum Economico e Sociale del Mediterraneo a Barcellona. Il capo della diplomazia iberica ha auspicato che l’intesa apra “la strada verso la pace e la stabilità in tutto il Medioriente” e consenta “l’apertura dello Stretto di Hormuz” senza “alcun pagamento o pedaggio”.

Cnn: "Netanyahu vuole influenzare testo intesa finale"

Secondo una fonte israeliana citata dalla Cnn, il primo ministro Benjamin Netanyahu punta a influenzare l’accordo finale sull’Iran, utilizzando figure dei media di destra e senatori a lui vicini per esercitare pressioni sul Presidente Donald Trump. Netanyahu – si legge – cercherà anche di fare affidamento sui senatori filo-israeliani per convincere Trump. Ma persino senatori come il repubblicano Lindsey Graham, che aveva spinto per ulteriori attacchi contro l’Iran, hanno cambiato idea. Graham ha dichiarato ieri che l’accordo con l’Iran “sarà vantaggioso per gli Stati Uniti”.

Rutte: "Hormuz fuori da area Nato, ma disponibili ad aiutare"

Lo Stretto di Hormuz è “fuori dall’area di competenza della Nato” ma “se possiamo essere d’aiuto in qualche modo siamo disponibili a dare un mano”. Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa in occasione della riunione ministeriale sulla Difesa a Bruxelles. 

Rutte: "Alleati Nato molto contenti di accordo fra Usa e Teheran"

I Paesi membri della Nato sono “molto contenti” dell’accordo siglato fra Usa e Iran. Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa in occasione della riunione ministeriale sulla Difesa a Bruxelles.

Teheran: "Missili balistici non sono sul tavolo trattative con Usa"

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha ribadito che le capacità missilistiche della Repubblica Islamica non sono oggetto di negoziato. “I missili iraniani sono fatti solo per essere lanciati, non per essere negoziati. I nostri missili non amano affatto che qualcuno parli di loro”, ha dichiarato Baghaei. Lo riporta Iran International. “Le nostre capacità difensive non saranno negoziate in alcuna circostanza e con nessuna controparte”, ha aggiunto il portavoce.

 

Pakistan, ministro esteri sente omologhi Turchia e Bahrain su accordo con Usa

Iran: Pakistan, ministro esteri sente omologhi Turchia e Bahrain su accordo con Usa Roma, 18 giu. (LaPresse) – Il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, ha avuto due colloqui telefonici distinti con il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, e con il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani. Lo riferisce su X il ministero degli Esteri di Islamabad. Entrambi i ministri hanno espresso l’auspicio che il Memorandum d’Intesa possa contribuire a promuovere “una pace duratura, la stabilità e lo sviluppo della regione, con effetti positivi anche oltre i suoi confini”, si legge nel post. 

Pezeshkian condivide su social memorandum con Usa: "Documento storico"

 Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha pubblicato su X il memorandum di intesa siglato con gli Usa. ” “Questo è un documento storico e un messaggio di un Iran potente: la pace si realizzerà all’ombra del rispetto reciproco”, ha scritto. “La Repubblica Islamica dell’Iran è da sempre impegnata e fermamente a favore della pace globale, preservando al contempo la propria dignità e indipendenza, nonché il progresso e la cooperazione regionale”, ha aggiunto. 

Tajani: "Nave mercantile italiana bloccata ha attraversato Hormuz"

“La nave mercantile italiana ‘Grande Torino’, del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell’accordo tra USA e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l’Oriente”. Lo riferisce il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, in un post su X. “Un successo della diplomazia italiana. Una bella notizia per la ripresa del traffico commerciale e in particolare per tutti i marinai a bordo e le loro famiglie in Italia”, aggiunge Tajani, che ha allegato al post un video che sembra registrato a bordo della nave e in cui sente che l’imbarcazione riceve l’autorizzazione a passare.

 

La Russia accoglie con favore l'accordo Teheran-Usa: "Impegno per rispettarlo"

Mosca accoglie con favore l’accordo fra Iran e Stati Uniti e sottolinea “il fermo impegno reciproco dimostrato da Washington e Teheran a rispettare rigorosamente i termini del memorandum d’intesa firmato”. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo, come riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Accogliamo con favore l’accordo raggiunto a distanza dai presidenti dei due paesi, Donald Trump e Masoud Pezeshkian, per porre fine al conflitto militare tra gli Stati Uniti e l’Iran”, ha affermato il ministero. “Elogiamo gli sforzi energici ed efficaci dei mediatori pakistani e qatarioti volti a risolvere le divergenze esistenti attraverso i negoziati”, ha aggiunto.

Saudi Aramco: affidabilità oltre 99% anche durante il conflitto

“Saudi Aramco ha mantenuto un livello di affidabilità superiore al 99% delle proprie forniture anche durante le recenti tensioni geopolitiche in Medio oriente”. Lo ha detto il presidente di Saudi Aramco, Yasir Al-Rumayyan rispondendo a una domanda del presidente di Sace, Guglielmo Picchi, nel corso dell’evento FII Priority Europe organizzato dal FII institute. “La resilienza della catena di approvvigionamento è per noi fondamentale.
Anche durante il conflitto a Hormuz la nostra affidabilità è rimasta altissima”, ha detto. Al-Rumayyan ha ricordato che gli impianti colpiti da attacchi missilistici sono stati ripristinati nel giro di poche settimane, tempi che normalmente richiederebbero anni, ringraziando tecnici, ingegneri e operatori della compagnia per il lavoro svolto.

Svizzera: "Allo stato attuale domani incontro a Bürgenstock per primi negoziati"

“Allo stato attuale, è ancora previsto che domani gli Stati Uniti e l’Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar, si incontrino al Bürgenstock”, in Svizzera, “per i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo”. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse. “Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro”, precisa il ministero, aggiungendo che “la Svizzera accoglie con favore la firma, avvenuta ieri, del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l’Iran da parte di entrambi i Paesi”. “La firma rappresenta un passo importante verso l’allentamento delle tensioni nella regione”, si legge ancora nella dichiarazione.

Trump: "Io non abbastanza duro con Teheran? Chi lo dice è invidioso o stupido"

“Questi stupidi, che pensano che io non sia stato abbastanza duro con l’Iran, proprio mentre la Borsa ha appena raggiunto un massimo storico e i prezzi del petrolio stanno ‘crollando’, o sono invidiosi, o persone cattive, o stupidi”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, sul suo social Truth, concludendo il post con ‘Make America Great Again’.

Libano, attacco Israele con drone nel sud: un morto e un ferito grave

La calma precaria che aveva regnato nella notte in Libano è stata rotta stamattina, poco prima delle 9, quando un drone dell’esercito di Israele ha lanciato un missile contro un’auto in una rotatoria che collega Kfartebnit a Nabatieh, nel sud del paese, causando un morto e un ferito grave. Lo riporta L’Orient Le Jour, aggiungendo che successivamente alcuni colpi di artiglieria hanno colpito Nabatieh el-Faouka, bersaglio di diversi missili.

Ghalibaf: "Teheran ha trattato da posizione di forza grazie a successi sul campo"

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran ha condotto i negoziati diplomatici con gli Stati Uniti “da una posizione di forza”. Lo riporta al-Jazeera citando un’intervista all’emittente iraniana Press TV in cui Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, ha dichiarato che la “vittoria sul campo di battaglia” dell’Iran ha fatto da sfondo ai colloqui. “La differenza tra i negoziati attuali e quelli precedenti è che oggi questa vittoria sul campo di battaglia, riconosciuta sia dai nemici che dagli amici, funge da base per le trattative”, ha affermato Ghalibaf.

Sblocco Hormuz e via sanzioni petrolio, i punti dell'accordo

Il contenuto del memorandum of understanding fra Stati Uniti e Iran, firmato nelle scorse ore a distanza da Donald Trump mentre si trovava a Versailles e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Teheran, era stato ampiamente anticipato da indiscrezioni nei giorni scorsi. Al momento gli Stati Uniti non l’hanno diffuso ufficialmente, ma funzionari Usa hanno dettato una bozza del testo ai giornalisti dopo giorni di segretezza e i media di Stato iraniani hanno diffuso un testo che ricalca in gran parte quanto filtrato dagli Usa. Il testo, in 14 punti, prevede principalmente la cessazione definitiva delle ostilità su tutti i fronti, Libano compreso, e avvia un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sul futuro del programma nucleare iraniano. Dovrebbe comportare, come riferito dal premier del Pakistan, Paese mediatore, la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e al tempo stesso lo stop del blocco navale dei porti iraniani da parte degli Usa. Garantisce inoltre a Teheran dei vantaggi immediati, consentendogli di vendere nuovamente il proprio petrolio in piena libertà. L’accordo sospende infatti immediatamente, ma non elimina, le sanzioni che Trump aveva imposto alle esportazioni petrolifere dell’Iran, consentendo al Paese di vendere nuovamente il proprio greggio sul mercato mondiale e ripristinando un flusso di entrate del valore di miliardi. Ciò che non viene definito sono i dettagli relativi alle scorte di uranio altamente arricchito già in possesso dell’Iran, di cui si limitano a prevedere la “diluizione” a un grado di purezza inferiore sotto la supervisione dell’Aiea. Altro punto importante, l’intesa promette di sbloccare miliardi di dollari di beni iraniani detenuti all’estero durante i negoziati, secondo una procedura che le due parti definiranno. E promette anche un fondo di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dei danni causati dalla guerra in Iran. Il vice presidente Usa, JD Vance, ha affermato che i Paesi arabi del Golfo investirebbero tale somma, tuttavia i Paesi del Golfo sarebbero probabilmente riluttanti ad aiutare l’Iran dopo che gli attacchi iraniani durante la guerra hanno distrutto impianti petroliferi e altri siti sul loro territorio. Trump mercoledì ha ribadito che gli Stati Uniti non contribuiranno e ha affermato che spetta agli altri Paesi decidere se investire. Per dare un’idea della portata straordinaria del fondo, la Banca Mondiale stima che la Siria, dopo 13 anni di guerra civile distruttiva, abbia bisogno di 215 miliardi di dollari per la ricostruzione; la Striscia di Gaza, in gran parte rasa al suolo in due anni di guerra, necessita di 53 miliardi di dollari. Né la questione dei missili né il sostegno dell’Iran ai propri alleati sembrano essere all’ordine del giorno nei prossimi negoziati. L’accordo provvisorio specifica solo che i colloqui si concentreranno sul programma nucleare iraniano.

Premier Pakistan conferma firma venerdì in Svizzera, poi cancella post

Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha inizialmente confermato in un post su X che la cerimonia per la firma formale dell’accordo fra Iran e Stati Uniti sarebbe ancora prevista per venerdì in Svizzera, ma successivamente ha cancellato il post sull’intesa e l’ha ripubblicato senza alcun riferimento alla cerimonia di venerdì. Nel post iniziale, pubblicato poco dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva riferito di aver firmato l’accordo durante una cena alla Reggia di Versailles, oltre ad affermare che l’accordo “entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz”, Sharif precisava che il Pakistan e il co-mediatore Qatar ospiteranno comunque una cerimonia ufficiale di firma venerdì in Svizzera. Nel nuovo post attualmente visibile sul suo account non ci sono più riferimenti alla cerimonia di venerdì.

 

Navi Marina tedesca verso Mar Rosso per possibile missione a Hormuz

Il cacciamine tedesco Fulda e la nave appoggio Mosel hanno attraversato nelle prime ore di oggi il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso, insieme alla nave logistica britannica Lime Bay. Le unità proseguiranno la navigazione all’interno di un dispositivo multinazionale fino a Gibuti, rafforzando il posizionamento avanzato delle forze che potrebbero essere impiegate in una futura missione nello Stretto di Hormuz. Lo comunica il ministero della Difesa tedesco in una nota. Durante il trasferimento, Fulda e Mosel parteciperanno alla missione europea Eunafavor Aspides, contribuendo alla raccolta e all’aggiornamento del quadro della situazione marittima nel Mar Rosso.
L’arrivo a Gibuti è previsto entro cinque-sette giorni. Nel porto africano le unità tedesche riceveranno supporto logistico e completeranno ulteriori attività di preparazione operativa. In vista di un possibile impiego, le due navi sono state equipaggiate con sistemi autonomi, squadre di sommozzatori specializzati nella bonifica mine e team di protezione delle unità navali. Complessivamente sono imbarcati circa 140 militari.
Il governo federale tedesco ha ribadito la disponibilità a fornire un contributo “significativo e visibile” a un’eventuale coalizione internazionale finalizzata alla tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Berlino ha tuttavia precisato che un eventuale coinvolgimento operativo resta subordinato a tre condizioni: la cessazione duratura delle ostilità, l’esistenza di una base giuridica conforme al diritto internazionale e l’approvazione di un mandato da parte del Bundestag. L’esecutivo punta a sottoporre la questione al Parlamento prima della pausa estiva.

“Le unità vengono preposizionate in vista di una possibile missione nello Stretto di Hormuz. Si tratta, se vogliamo, di una misura preventiva e lungimirante, adottata per garantire che, qualora la missione venisse richiesta e diventasse realtà, la Germania possa agire rapidamente e avere le proprie unità già presenti nell’area operativa”, ha spiegato il ministro della Difesa tedeco, Boris Pistorius, al suo arrivo alla ministerilae Difesa Nato. “Le nostre navi sono accompagnate da sistemi autonomi, squadre di sommozzatori specializzati nella bonifica mine e team di protezione delle unità navali. Attualmente sono dirette a Gibuti, dove proseguiranno i preparativi operativi. Per questo dispiegamento non è necessario un mandato del Bundestag, poiché rientra nelle prerogative previste dalla normativa vigente”, ha detto ancora Pistorius, sottolineando che “qualora si decidesse di procedere, oltre e una volta chiarite tutte le condizioni necessarie, ci rivolgeremo al Bundestag per ottenere un mandato parlamentare. Resta tuttavia aperta la questione del quando e del se ciò avverrà”. “Per un’operazione nello Stretto di Hormuz abbiamo sempre sottolineato la necessità di un chiaro quadro giuridico internazionale, che può assumere diverse forme. Abbiamo inoltre bisogno di un ambiente operativo permissivo, il che significa in particolare il consenso dell’Iran e dell’Oman per eventuali attività di sminamento. Molto dipenderà dall’andamento dei negoziati tra Iran e Stati Uniti nei prossimi 60 giorni. Accogliamo con favore i progressi registrati finora. In ogni caso siamo pronti, qualora si rendesse necessario”, ha concluso il ministro tedesco.

L'agenzia Irna pubblica foto di Pezeshkian dopo firma memorandum con Usa

L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha pubblicato alcune foto del presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Le foto mostrano Pezeshkian con in mano un documento scritto in farsi, con in calce quelle che sembrano essere le firme sue e di Trump. In precedenza, Donald Trump aveva firmato una copia cartacea dell’accordo a Versailles, in Francia. Gli Stati Uniti, riporta al-Jazeera citando quanto riferito da un funzionario statunitense, hanno poi inviato una fotografia dell’accordo firmato agli iraniani.

Macron posta video di Trump che firma memorandum con Teheran a Versailles

Il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato su X il video della firma del protocollo d’intesa tra Stati Uniti e Iran da parte del presidente Usa Donald Trump. “Il presidente Trump ha firmato stasera a Versailles l’accordo tra Iran e Stati Uniti”, ha scritto su X il presidente francese, aggiungendo che “questo accordo apre la strada a una pace duratura” e consente “la riapertura dello Stretto di Hormuz”. Per Macron si tratta di “un passo importante nella giusta direzione per i nostri compatrioti che permetterà presto una riduzione dei prezzi dell’energia”.

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