L’Unione europea ha accolto la richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani di valutare sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir dopo la pubblicazione del video sugli attivisti della Flotilla. Al Coreper di oggi, la riunione di dei Rappresentanti permanenti dell’Ue, la proposta ha ricevuto il sostegno anche di altri Stati membri e sarà discussa nelle prossime riunioni dei ministri degli Esteri Ue.
Il Servizio europeo per l’Azione esterna (Seae), sotto la guida dell’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas, ha confermato di aver accettato la richiesta di Tajani di lavorare a sanzioni contro Ben Gvir, senza entrare nella tempistica. A quanto si apprende a Bruxelles, per l’attivazione delle misure sanzionatorie nei confronti del ministro israeliano il Seae sarebbe orientato a cercare un nuovo accordo politico all’unanimità con una procedura separata, anche se dal punto di vista tecnico sarebbe possibile inserirlo nel pacchetto relativo ai coloni israeliani, sul quale il Consiglio Affari esteri dell’11 maggio ha già raggiunto un accordo politico. I tempi, però, sono considerati molto stretti e si rischia di ritardare l’adozione del pacchetto, poiché sarebbe necessario costruire un nuovo consenso politico anche sul nome di Ben-Gvir.
Le strade percorribili verso le sanzioni
La procedura prevede tre possibili percorsi: la discussione in gruppo di lavoro, in Coreper oppure al Consiglio Affari esteri (Cae), in caso di mancato accordo o urgenza. In alternativa, dopo un accordo politico formale al Cae, gli atti possono essere successivamente presentati agli organi del Consiglio. Un’altra possibilità è che l’Alta rappresentante e la Commissione presentino una proposta anche in assenza di un accordo politico preliminare tra gli Stati membri, eventualmente sulla base di un’intesa informale tra i ministri durante il formato Gymnich del 27-28 maggio. In ogni caso, una volta raggiunto l’accordo politico all’unanimità, la proposta deve essere approvata dal Consiglio, sempre all’unanimità.
Le tempistiche stimate sono di circa due o tre settimane dalla presentazione formale degli atti. Attualmente, dal 2024, nel regime sanzionatorio globale Ue sui diritti umani (EUGHRSR) figurano nove individui e cinque entità israeliane, destinatari del divieto di ingresso nell’Unione europea e del congelamento dei beni. Nel nuovo pacchetto, che sarà sottoposto al Coreper il 27 maggio e adottato dal Consiglio Competitività il 28 maggio, dopo l’accordo politico raggiunto all’ultimo Cae, è stata proposta la designazione di tre individui — coloni estremisti ritenuti responsabili di violenze contro civili palestinesi — e di quattro entità e organizzazioni che li sostengono.

