Sono stati recuperati nelle acque delle Maldive gli ultimi due corpi dei subacquei italiani dispersi dopo la tragedia avvenuta durante un’immersione nell’arcipelago dell’Oceano Indiano. Lo riferiscono fonti della Farnesina, spiegando che le operazioni di recupero, particolarmente delicate per la profondità e le condizioni del mare, si sono concluse nelle ultime ore grazie al lavoro dei soccorritori e dei sommozzatori impegnati sul posto.
Secondo quanto appreso, i due corpi recuperati sono stati trasferiti su una barca d’appoggio.
Le vittime recuperate oggi sono Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal, quest’ultima figlia di Monica Montefalcone, anche lei deceduta nella tragedia. La notizia ha ulteriormente aggravato il bilancio dell’incidente che ha colpito il gruppo di sub italiani impegnati in una vacanza subacquea alle Maldive.
Le salme di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri, 30enne originario di Omegna, in Piemonte, erano già state recuperate nella giornata di ieri. Montefalcone era una biologa marina e docente dell’Università di Genova, molto conosciuta nell’ambiente accademico e scientifico per il suo lavoro nel campo della tutela degli ecosistemi marini.
Il 15 maggio era stato invece ritrovato il corpo dell’istruttore subacqueo padovano Gianluca Benedetti, anche lui coinvolto nell’incidente. Con il recupero degli ultimi due dispersi si chiude così la lunga e complessa operazione di ricerca avviata immediatamente dopo la tragedia.
Restano ancora da chiarire le cause dell’incidente. Le autorità locali, insieme alla diplomazia italiana, stanno seguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto durante l’immersione. La Farnesina continua intanto a mantenere i contatti con le famiglie delle vittime e con le autorità maldiviane per le procedure legate al rimpatrio delle salme.
Portavoce presidente Maldive: “Grotta era già stata esplorata in passato”
Il portavoce presidenziale delle Maldive Mohameed Hussain Shareef ha dichiarato all’Associated Press che la grotta in cui 5 sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione era stata esplorata in passato da esperti locali e subacquei stranieri. Oggi gli ultimi due corpi sono stati recuperati da tre subacquei finlandesi con il supporto della guardia costiera e della polizia delle Maldive. Shareef ha aggiunto che saranno trasportati all’obitorio per essere identificati. “Successivamente ci coordineremo con il governo italiano e avvieremo la procedura per il rimpatrio delle salme”, ha detto ancora.
Ha infine ringraziato i subacquei finlandesi, elogiandoli per la loro professionalità e leadership. Sebbene i subacquei italiani fossero in possesso di un permesso, le autorità non conoscevano, dalla loro proposta, l’esatta ubicazione della grotta che stavano esplorando, e almeno due delle vittime non figuravano nell’elenco dei ricercatori che era stato presentato, “quindi non sapevamo che facessero parte della spedizione”, ha precisato Shareef, descrivendo le condizioni nelle profondità della grotta come “impegnative”, con un terreno difficile, forti correnti e scarsa visibilità.
Legale Albatros: “Non mi risulta che le vittime avessero un brevetto di per la grotta”
Muriel Oddenino, Giorgia Sommacal, Monica Montefalcone, Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti, i cinque italiani morti nel tragico incidente alle Maldive “non mi risultano avessero il brevetto ‘full cave’, cioè quello per esplorare le grotte”. Così Orietta Stella, l’avvocato del tour operator Albatros Top Boat a LaPresse. “L’unico brevetto che ho trovato nel curriculum della professoressa è un full cave 1 cioè caverna, quindi non per scendere in grotta”.
Il brevetto ‘full cave’ consente immersioni speleosubacquee complete in ambienti chiusi e complessi, con accesso a grotte sommerse anche profonde e prive di luce naturale, mentre il ‘full cave 1’, rappresenta un livello inferiore di addestramento legato ad ambienti cavernosi più limitati. Quest’ultimo abilita a immersioni in aree con accesso diretto alla luce e non a esplorazioni complete in grotta.

