Un “abbraccio” metaforico a Xi Jinping e un forte monito nei confronti di Teheran. Donald Trump conclude la sua visita in Cina parlando di “fantastici accordi commerciali” conclusi con il leader di Pechino nei confronti del quale ribadisce di avere “rispetto” in quanto persona “molto intelligente” che “ama il suo Paese”. Tanti i temi sul tavolo, da Taiwan fino all’Iran.
I dossier Taiwan e Iran
Quanto all’isola le parole rilasciate dal tycoon sul volo di ritorno negli Stati Uniti sono chiare. “Non è cambiato nulla”, afferma spiegando di non avere nessuna intenzione di forzare un cambiamento dello status quo. “Non voglio che qualcuno diventi indipendente. E, sapete, dovremmo percorrere 9.500 miglia per combattere una guerra. Non è quello che cerco”, aggiunge per non lasciare spazio a interpretazioni.
Trump e Teheran
In merito alla questione iraniana invece il presidente americano spiega di non avere ancora “molta pazienza” e che un accordo deve essere siglato. Trump spiega di avere una visione “simile” sul dossier con Xi Jinping, ovvero no al nucleare iraniano e riapertura dello Stretto di Hormuz. Sul secondo punto la conferma giunge anche dal titolare della diplomazia di Pechino, Wang Yi, che individua nel “raggiungimento di un cessate il fuoco permanente e globale” la chiave di volta per risolvere la questione del braccio di mare.
Xi Jinping atteso negli Stati Uniti
Il ministro degli Esteri cinese parla anche di un lavoro da parte dei rispettivi team economici e commerciali per “espandere gli scambi bilaterali” in un quadro di “riduzione tariffaria reciproca”. Wang Yi annuncia poi una visita di Xi Jinping negli Stati Uniti il prossimo autunno, su invito dello stesso Trump. Anche lo stesso leader cinese parla di incontro “storico” dove sono state gettate le basi di un nuovo rapporto fra Cina e Usa “costruttivo, strategico e stabile”. Una visita che Pechino definisce “utile” per “promuovere la comprensione reciproca, approfondire la fiducia l’uno nell’altro e aumentare il benessere dei cittadini di entrambi i paesi”.
L’arrivo in Cina di Vladimir Putin
Terminata la missione di Trump dalla Cina rimbalza la voce dell’imminente arrivo nel paese di Vladimir Putin. Secondo il South China Morning Post, che cita fonti informate, il leader del Cremlino dovrebbe recarsi in Cina la prossima settimana, presumibilmente il 20 maggio. Non una missione in grande stile con parate e accoglienza sfarzosa quanto una visita di routine nell’ambito dei “normali rapporti fra Mosca e Pechino”. Sarebbe la prima volta nella storia che la Cina accoglie nello stesso mese in visita i leader di Russia e Stati Uniti al di fuori di un contesto multilaterale. Un segnale ancora più chiaro della centralità di Pechino nell’attuale contesto globale.

