Un’immersione subacquea nelle acque delle Maldive si è trasformata in tragedia: cinque cittadini italiani sono morti durante un’escursione nelle grotte sommerse dell’atollo di Vaavu, nel sud dell’arcipelago, a circa 50-60 metri di profondità. Secondo quanto riferito dalle autorità locali e dai media maldiviani, il gruppo stava partecipando a una visita organizzata dal ‘Duke of York Safari’ nei pressi dell’area di Alimata. L’escursione era prevista per la mattinata, ma verso mezzogiorno, non vedendo il rientro dei sub, è scattato l’allarme.
Condizioni meteo difficili
Le condizioni meteorologiche nella zona risultavano particolarmente difficili: il servizio meteorologico delle Maldive aveva emesso un’allerta gialla per vento forte valida per l’intera giornata. Tra le vittime ci sono una ricercatrice universitaria genovese, Monica Montefalcone, in viaggio insieme alla figlia ventenne Giorgia Sommacal; oltre a Muriel Oddenino di Torino, Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, in provincia di Novara.
La polizia maldiviana ha riferito che è stato recuperato un solo corpo senza vita, ritrovato a circa 60 metri di profondità all’interno di una grotta lunga 60 metri. Secondo quanto comunicato dal sito delle forze armate maldiviane (MNDF), si ritiene che anche gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa cavità. Le operazioni di recupero sono in corso e vengono definite “ad alto rischio”, con il supporto della Guardia Costiera e di attrezzature specializzate.
La Procura di Roma apre un’inchiesta
La Procura di Roma ha aperto un’indagine sulla morte dei cinque italiani deceduti alle Maldive durante un’escursione subacquea in una grotta sommersa. Il fascicolo, coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, punta a chiarire le cause della tragedia mentre gli investigatori attendono una relazione ufficiale dal consolato italiano.
In corso le complicate operazioni di recupero
L’ambasciatore d’Italia a Colombo, competente per le Maldive, è arrivato da qualche ora a Malè e incontrerà i responsabili della Guardia costiera presenti nella capitale. Lo riferisce la Farnesina in una nota, aggiungendo che sul luogo dell’incidente in cui sono deceduti 5 subacquei italiani sono giunte le imbarcazioni di soccorso della Guardia costiera maldiviana. A bordo sono presenti i sommozzatori della Guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità. “Al momento le condizioni meteo potrebbero impedire l’avvio delle operazioni di recupero, ma dovrebbe essere effettuata una prima immersione volta a esplorare i punti di accesso della grotta, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche”, riferisce la Farnesina.
Da chiarire la dinamica dell’incidente
Le immersioni ricreative alle Maldive sono consentite fino a un massimo di 30 metri di profondità. Il gruppo si sarebbe spinto oltre tale limite. Tuttavia, resta ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. Anche per questo, la polizia ha aperto un’indagine, mentre la Farnesina – comunica in una nota – insieme all’ambasciata d’Italia a Colombo segue “il caso con la massima attenzione, provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare”. Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, in una nota afferma che “La tragedia delle Maldive che ha strappato la vita a cinque nostri connazionali in vacanza, mi rattrista profondamente. Desidero esprimere la più sentita vicinanza ai familiari di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia, di Federico Gualtieri, di Muriel Oddenino e di Giorgio Benedetti. Il nostro pensiero e le nostre preghiere sono per loro”.
Tragedia per Liguria, tra vittime anche ricercatrice savonese d’adozione
Due vittime genovesi, e una piemontese ma savonese d’adozione per lo stretto legame con il ponente ligure. Ha colpito l’Italia e la Liguria la tragedia avvenuta ieri alle Maldive.
Tra le vittime la ricercatrice e docente genovese del Distav Monica Montefalcone, 52 anni, morta insieme alla figlia Giorgia Sommacal, 22 anni, studentessa di Ingegneria biomedica e anche lei nel gruppo dell’immersione colpita dalla tragedia. Con loro c’era anche un’altra ricercatrice e studentessa di UniGe, Muriel Oddenino, originaria del Piemonte ma con uno stretto legame con la riviera savonese, dove il fratello lavora come medico. A ricordare la ragazza, 31enne, anche tanti utenti social dal savonese. “Ciao piccolina – scrive una di loro, da Borgio Verezzi – ragazza meravigliosa, sempre con il sorriso. Ti vedevamo entrare in caffetteria, chiedevi la tua focaccia e il cappuccino, pronta a fare due chiacchiere. La tua presenza mancherà tantissimo, ma il ricordo della tua luce resterà nei nostri cuori”.
Cordoglio Regione Liguria: “Ci stringiamo a famiglia e comunità UniGe”
“Apprendiamo con sgomento la notizia della scomparsa di Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – DISTAV, della figlia Giorgia Sommacal, studentessa UniGe di Ingegneria biomedica, di Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso il DISTAV, e di Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed Ecologia marina. Regione Liguria esprime cordoglio e si stringe intorno alle famiglie delle vittime e alla comunità accademica genovese”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicepresidente Simona Ferro sulla tragedia avvenuta ieri pomeriggio durante un’immersione alle Maldive.
Zaia: “Gianluca Benedetti era sub professionista”
“Professionista della subacquea, operations manager, istruttore e capobarca, Gianluca aveva trasformato la sua più grande passione nel lavoro della vita. Dopo una lunga esperienza nel settore bancario e finanziario, aveva scelto il mare, inseguendo quel richiamo che lo accompagnava da anni”. Il presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ricorda così in un post su Facebook Gianluca Benedetti, uno dei 5 italiani morti durante un’immersione alla Maldive. “Il suo legame con le Maldive era nato nel 2017 e si era trasformato in una nuova esistenza costruita tra immersioni, escursioni e fondali dell’Oceano Indiano”, scrive Zaia, “per circa sette anni era diventato un punto di riferimento a bordo delle imbarcazioni ‘Conte Max’ e ‘Duca di York’, accompagnando turisti e appassionati alla scoperta delle meraviglie sommerse dell’arcipelago”. “Chi lo conosceva lo ricorda come una persona energica, sportiva e curiosa, amante non solo del mare ma anche della lettura, del cinema classico e degli scacchi”, conclude Zaia, “una vita cambiata per inseguire un sogno, spezzata troppo presto“.

