Iran, Trump: “La loro nuova proposta è inaccettabile”. Teheran: “Stiamo valutando la risposta Usa” – La diretta

Iran, Trump: “La loro nuova proposta è inaccettabile”. Teheran: “Stiamo valutando la risposta Usa” – La diretta
(AP Photo/Matt Rourke)

Media: “Da Teheran un documento in 14 punti tramite il Pakistan”. Islamabad continua a spingere per negoziati e dialogo diretto

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sta valutando una nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra, ma ha anche espresso scetticismo sulla possibilità che porti a un accordo. “Ve ne parlerò più tardi”, ha detto prima di salire a bordo dell’Air Force One. Poco dopo aver parlato con i giornalisti, Trump ha pubblicato un post sui social media riguardo alla nuova proposta, affermando di “non riuscire a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”.

Gli aggiornamenti sul conflitto in diretta
Inizio diretta: 03/05/26 08:00
Fine diretta: 03/05/26 23:00
Trump: "I colloqui con Teheran potrebbero portare a risultati positivi"

“I colloqui” degli Usa in corso con l’Iran “potrebbero portare a risultati positivi”. Lo dice il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul social Truth. Sempre su Truth l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato che gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi fuori dallo Stretto di Hormuz a partire da lunedì mattina (ora del Medio Oriente) con l’iniziativa Project Freedom.

Trump: "Da domani progetto per aiutare navi bloccate a lasciare Hormuz"

Gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi fuori dallo Stretto di Hormuz a partire da lunedì mattina (ora del Medio Oriente). E’ la dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump condivisa su Truth. “Questo processo, denominato Project Freedom, inizierà lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti”, ha affermato. Secondo Trump, l’operazione si concentrerà sull’aiutare le navi a lasciare il Golfo Persico, con i paesi che chiederanno “agli Stati Uniti se possiamo aiutarli a liberare le loro navi, bloccate nello Stretto”. “Sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti! Per il bene dell’Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che guideremo le loro navi in sicurezza fuori dalle acque dello stretto, affinché possano riprendere liberamente e agevolmente le loro attività”, ha aggiunto Trump. Secondo la dichiarazione del presidente americano, le navi da scortare “non faranno ritorno finché l’area non sarà di nuovo sicura per la navigazione”, e ha definito l’operazione un “processo umanitario” per salvare gli equipaggi delle navi intrappolate nel Golfo. AP) – Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, imposto dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra il 28 febbraio, ha scosso i mercati globali. Trump ha parlato poche ore dopo che l’Iran aveva dichiarato di star valutando la risposta degli Stati Uniti alla sua ultima proposta per porre fine alla guerra, ma ha chiarito che non si tratta di negoziati sul nucleare. Una nave mercantile nei pressi dello Stretto di Hormuz ha affermato di essere stata attaccata da diverse piccole imbarcazioni, secondo quanto riportato domenica dal Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (UKMT). Si tratta dell’ultimo di almeno una ventina di attacchi avvenuti nello Stretto e nelle aree circostanti dall’inizio della guerra con Teheran.

Merz: "Non rinuncerò a lavorare con Trump"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz afferma che non rinuncerà alla collaborazione con il presidente statunitense Donald Trump, nonostante le divergenze tra i due leader sulla guerra in Iran. “Non rinuncio a lavorare sulle relazioni transatlantiche. Né rinuncio a lavorare con Donald Trump”, ha dichiarato Merz all’emittente pubblica Ard in un’intervista. Merz ha sottolineato di non voler rinunciare a lavorare sulle relazioni transatlantiche: “Non rinuncio nemmeno alla collaborazione con Donald Trump”. Secondo Trump, gli Stati Uniti prevedono di ritirare dalla Germania un numero di truppe superiore a quello inizialmente annunciato. “Ridurremo significativamente il contingente, di oltre 5.000 unità”, aveva dichiarato Trump ai giornalisti in Florida sabato. Con oltre 39.000 soldati statunitensi, la Germania è attualmente la più grande base militare americana in Europa e funge da importante centro di addestramento

Trump: "Nuova proposta di Teheran è inaccettabile"

Il presidente degli Usa Donald Trump afferma che la nuova proposta dell’Iran è “inaccettabile”. Trump ha dichiarato di aver esaminato l’ultima proposta dell’Iran e di averla ritenuta inaccettabile, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa israeliana Kan News, che cita un’intervista al presidente degli Stati Uniti.

Teheran: "Da Usa risposta a nostra proposta, la stiamo valutando"

Teheran sta valutando la risposta degli Stati Uniti alla sua ultima proposta. Lo ha dichiarato Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia di stampa iraniana Mizan. Tuttavia, “in questa fase, non sono in corso negoziati sul nucleare”, ha aggiunto Baghaei. Il programma nucleare iraniano e l’uranio arricchito sono da tempo al centro delle tensioni con gli Stati Uniti, ma Teheran preferirebbe affrontarli in un secondo momento. La proposta iraniana prevede la risoluzione di altre questioni entro 30 giorni e mira a porre fine alla guerra piuttosto che a estendere il cessate il fuoco, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.

Media, verso legge su restrizioni Hormuz: "No a passaggio navi israeliane"

Il Parlamento dell’Iran si appresta ad approvare una legge che impone restrizioni su quali navi siano autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, rilanciata dalla Cnn. Citando il vicepresidente del Parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al piano in 12 punti proposto, alle navi israeliane non sarà mai consentito il passaggio. Le navi provenienti da “Paesi ostili” saranno tenute a pagare le riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare la via navigabile, scrive la Cnn, sottolineando che si tratta di un probabile riferimento agli Stati Uniti. Ieri intanto l’esercito Usa ha riferito di avere intercettato 48 navi in 20 giorni nell’ambito del blocco navale dei porti iraniani attualmente portato avanti da Washington. 

Nave portarinfuse segnala di essere stata attaccata vicino Hormuz

Una nave portarinfuse nei pressi dello Stretto di Hormuz ha segnalato di essere stata attaccata da diverse imbarcazioni di piccole dimensioni. Lo riferisce il Centro per le operazioni commerciali marittime dell’esercito britannico (Ukmto, United Kingdom Maritime Trade Operations center), precisando che l’attacco è avvenuto al largo di Sirik, in Iran, e che l’equipaggio sta bene dopo l’attacco. L’Ukmto avverte le imbarcazioni di transitare con cautela. Le autorità iraniane hanno affermato che continuano a controllare lo Stretto e che le navi non affiliate agli Stati Uniti o a Israele possono passare se pagano un pedaggio. 

Bessent: "Per Iran incassi pedaggio Hormuz irrisori rispetto a precedenti introiti petrolio"

Gli Usa ritengono che l’Iran abbia incassato meno di 1,3 milioni di dollari dai pedaggi per il passaggio nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, parlando oggi a Fox News. “Riteniamo che abbiano incassato meno di 1,3 milioni di dollari in pedaggi, una cifra irrisoria rispetto ai loro precedenti introiti giornalieri derivanti dal petrolio”, ha detto Bessent, aggiungendo che i depositi petroliferi iraniani si stanno riempiendo rapidamente e che “dovranno iniziare a chiudere i pozzi, cosa che, secondo noi, potrebbe avvenire già la prossima settimana”.

Cisgiordania, raid Idf a Nablus: un morto e 4 feriti

Un palestinese è stato ucciso e altri 4 sono rimasti gravemente feriti durante un raid militare israeliano a Nablus,  inCisgiordania. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa palestinese, precisando che tra i feriti c’è anche un ragazzo di 12 anni colpito alla spalla. Il ministero della Salute palestinese ha identificato la vittima come Nayef Firas Ziad Samaro, 26 anni. Sua moglie era in travaglio in un ospedale locale quando ha appreso della sua morte; il corpo dell’uomo è stato portato nello stesso ospedale. Secondo quanto riferito da testimoni, il raid è avvenuto all’uscita da scuola, in una zona affollata di civili. L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato in un comunicato di aver risposto a uno scontro nella zona di Nablus in cui diversi “terroristi” hanno lanciato pietre contro i soldati. I soldati hanno aperto il fuoco e “sono stati identificati diversi colpi andati a segno”, è la versione fornita dall’Idf.

Pakistan continua a spingere per negoziati e dialogo diretto Usa-Iran

Il primo ministro, il ministro degli Esteri e il capo dell’esercito del Pakistan continuano a spingere per negoziati e a incoraggiare gli Stati Uniti e l’Iran a dialogare direttamente. Lo riferiscono due funzionari pakistani, che hanno parlato a condizione di rimanere anonimi. Il Pakistan ha ospitato precedenti negoziati fra Iran e Stati Uniti e giovedì è tramite un intermediario pakistano che Teheran ha fatto pervenire una nuova proposta agli Usa. La nuova proposta iraniana in 14 punti, secondo media iraniani vicini al governo, prevede la fine della guerra piuttosto che una semplice proroga della tregua. Secondo l’agenzia di stampa semiufficiale Nour News, che ha stretti legami con le organizzazioni di sicurezza del Paese, la proposta presentata tramite il Pakistan, una replica al piano in 9 punti degli Stati Uniti, chiede inoltre che Usa revochino le sanzioni contro l’Iran, pongano fine al blocco navale, ritirino le forze dalla regione e cessino tutte le ostilità, comprese le operazioni di Israele in Libano. 

Vice presidente Parlamento iraniano: "Su Hormuz non faremo marcia indietro"

Il vice presidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha dichiarato oggi che l’Iran “non farà marcia indietro sulla propria posizione riguardo allo Stretto di Hormuz, e non tornerà alle condizioni pre-guerra”. Ali Nikzad, che non ha potere decisionale in Parlamento, ha rilasciato queste dichiarazioni durante una visita alle strutture portuali della strategica isola di Larak, situata vicino alla parte più stretta dello Stretto. “Lo Stretto di Hormuz appartiene alla Repubblica Islamica dell’Iran”, ha affermato, aggiungendo che il Paese sta lavorando per risarcire le imprese e le proprietà danneggiate durante la guerra e che il piano di blocco navale di Trump è destinato a fallire. Nikzad ha ribadito la posizione dell’Iran secondo cui qualsiasi nave non associata agli Stati Uniti o a Israele potrà passare dopo aver pagato un pedaggio. Gli Stati Uniti hanno avvertito le compagnie di navigazione che potrebbero andare incontro a sanzioni se pagassero l’Iran in qualsiasi forma, comprese le criptovalute, per passare in sicurezza.

Teheran: "Se dignità minacciata non temiamo guerra e combatteremo

 “Non desideriamo che la guerra continui, ma non la temiamo; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla”. Lo ha scritto su X il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei.

Pasdaran: "Trump deve scegliere fra operazione impossibile e cattivo accordo"

Trump deve scegliere fra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con l’Iran“. Lo afferma l’organizzazione intelligence dei Guardiani della rivoluzione, in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. “Lo spazio decisionale per l’America è limitato”, afferma la Guardia rivoluzionaria iraniana. “La scadenza dell’Iran contro il blocco al Pentagono. Il cambiamento di tono di Cina, Russia ed Europa nei confronti di Washington. La lettera passiva di Trump al Congresso. L’accettazione delle condizioni negoziali dell’Iran. Non ha più senso; Trump deve scegliere tra ‘un’operazione impossibile o un pessimo accordo con l’Iran’. Lo spazio decisionale per l’America è limitato”, recita la dichiarazione riportata da Tasnim.

Araghchi sente ministro Oman: "Informato su sforzi diplomatici"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato di aver parlato al telefono con il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, per discutere degli ultimi sviluppi nella regione. Lo riporta Iran International, aggiungendo che Araghchi ha affermato di aver informato il suo omologo omanita sugli sforzi diplomatici e sulle iniziative dell’Iran volti a porre fine alla guerra e ad allentare le tensioni con gli Stati Uniti e Israele. 

Araghchi sente Wadephul: "Parlato di iniziative diplomatiche Teheran"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato di aver parlato al telefono con il ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul, per discutere degli sviluppi regionali e internazionali. Araghchi ha affermato di aver informato il suo omologo tedesco sulle posizioni e sulle iniziative diplomatiche dell’Iran, compresi quelli che ha definito gli sforzi di Teheran per porre fine alla guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele. Lo riporta Iran International.

Media: verso legge su restrizioni Hormuz, no a passaggio navi Israele

Il Parlamento dell’Iran si appresta ad approvare una legge che impone restrizioni su quali navi siano autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, rilanciata dalla Cnn. Citando il vicepresidente del Parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al piano in 12 punti proposto, alle navi israeliane non sarà mai consentito il passaggio. Le navi provenienti da “Paesi ostili” saranno tenute a pagare le riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare la via navigabile, scrive la Cnn, sottolineando che si tratta di un probabile riferimento agli Stati Uniti. Ieri intanto l’esercito Usa ha riferito di avere intercettato 48 navi in 20 giorni nell’ambito del blocco navale dei porti iraniani attualmente portato avanti da Washington.

Netanyahu riunisce oggi Gabinetto sicurezza Israele

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, riunisce oggi il suo Gabinetto di sicurezza per prepararsi all’eventualità che i negoziati fra Usa e Iran possano fallire già all’inizio della prossima settimana. È quanto riporta il Times of Israel, citando l’ufficio di un membro del Gabinetto. Netanyahu ha incontrato l’ultima volta la ristretta cerchia di ministri di alto livello mercoledì, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il presidente del partito ultraortodosso Shas, Aryeh Deri.

Torta di compleanno con cappio per ministro Ben Gvir

Alla festa per il suo 50esimo compleanno tenutasi sabato sera, al ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l’ultranazionalista Itamar Ben Gvir, è stata offerta una torta a tre piani sormontata da un cappio dorato. Lo riporta il Times of Israel, sottolineando che si tratta di un riferimento alla controversa legge che impone la pena di morte ai palestinesi accusati di terrorismo, legge sostenuta da Ben Gvir e dal suo partito Otzma Yehudit e approvata dalla Knesset a marzo. Il piano inferiore della torta raffigurava due pistole puntate su una mappa di Israele, che includeva Gaza e la Cisgiordania, a rappresentare le sue politiche controverse sulle armi da fuoco, che sono state notevolmente allentate durante il suo mandato da ministro. Il Times of Israel aggiunge che dalle immagini della festa risulta che la moglie di Ben Gvir, Ayala, gli ha regalato anche un’altra torta di compleanno, più piccola, anch’essa decorata con una grande immagine di un cappio. Il testo intorno al cappio recitava: “Congratulazioni al ministro Ben Gvir. A volte i sogni diventano realtà”.

Trump: "Presto esaminerò il piano che l'Iran ci ha appena inviato"

Giovedì l’Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite il mediatore Pakistan, una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Nello stesso giorno Trump è stato informato dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, sui nuovi piani per attacchi militari contro l’Iran. Cooper è poi partito per la regione e sabato ha incontrato i soldati a bordo della USS Tripoli nel Mar Arabico. Axios sottolinea che venerdì Trump ha dichiarato di non essere soddisfatto della proposta iraniana, ma che qualche ora fa lasciando Palm Beach per Miami ha detto ai giornalisti che avrebbe esaminato la nuova proposta sull’aereo. “La sto esaminando. Ve ne parlerò più tardi… Mi hanno illustrato l’idea di base dell’accordo. Ora mi forniranno il testo esatto”, ha detto secondo quanto riporta Axios. Poco dopo Trump ha scritto sul suo social network Truth: “Presto esaminerò il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”.

Trump: "Possibile che attacchi riprendano se si comportano male"

Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che potrebbe ordinare una nuova azione militare contro l’Iran se questo si “comportasse male”. Lo riporta Axios, sottolineando che si tratta di un’affermazione importante perché mostra che, mentre Usa e Iran continuano a scambiarsi bozze di un accordo quadro per porre fine alla guerra, Trump sta anche valutando seriamente la possibilità di ordinare una nuova azione militare contro l’Iran per cercare di sbloccare l’attuale situazione di stallo. Quando gli è stato chiesto della possibilità di ordinare nuovi attacchi, Trump ha risposto: “Se si comportano male, se fanno qualcosa di grave, ma per ora, vedremo. È una possibilità che potrebbe verificarsi, certamente”.

In piano Teheran un mese per accordo Hormuz, poi altro mese per intesa su nucleare

La nuova proposta dell’Iran che è stata recapitata agli Usa fissa un termine di un mese di tempo per negoziati volti a raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sulla fine del blocco navale statunitense e sulla conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. È quanto riferiscono due fonti informate, citate dal giornalista Barak Ravid della testata Axios. Sempre secondo le due fonti citate da Ravid, in base alla proposta iraniana solo dopo il raggiungimento di tale accordo verrebbe avviato un ulteriore mese di negoziati per cercare di giungere a un accordo sul programma nucleare. Giovedì l’Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite il mediatore Pakistan, una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Nello stesso giorno Trump è stato informato dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, sui nuovi piani per attacchi militari contro l’Iran. Cooper è poi partito per la regione e sabato ha incontrato i soldati a bordo della USS Tripoli nel Mar Arabico.

Trump: "Ritiro soldati da Germania sarà superiore a 5mila unità"

Il taglio di soldati Usa presenti in Germania sarà ben superiore ai 5mila militari. È quanto ha annunciato il presidente Usa, Donald Trump, dopo che il Pentagono aveva inizialmente comunicato che avrebbe ritirato dalla Germania circa 5mila soldati. “Ridurremo drasticamente. E la riduzione sarà ben superiore ai 5mila”, ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti in Florida, senza fornire spiegazioni per la mossa. Sabato mattina il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, sembrava aver preso con filosofia la notizia che 5mila soldati statunitensi avrebbero lasciato il suo Paese, affermando che il ritiro, minacciato da Trump da anni, era previsto, e aggiungendo che i Paesi europei devono assumersi maggiori responsabilità per la loro difesa. Pistorius aveva tuttavia sottolineato che la cooperazione in materia di sicurezza va a vantaggio di entrambe le parti del partenariato transatlantico: “La presenza di soldati americani in Europa, e in particolare in Germania, è nel nostro interesse e nell’interesse degli Stati Uniti”, aveva dichiarato all’agenzia di stampa tedesca dpa. Il ritiro previsto ha incontrato una resistenza bipartisan a Washington, con rapide critiche da parte dei democratici e preoccupazioni da parte dei repubblicani che ciò potesse inviare un “segnale sbagliato” al presidente russo Vladimir Putin, la cui guerra in Ucraina è entrata nel suo quinto anno.

Eseguita in Iran pena di morte per arrestato durante proteste

Eseguita in Iran la pena di morte di Mehrab Abdollahzadeh, che era stato arrestato durante il movimento Donna, Vita, Libertà. Lo riferisce il network Iran International.
Abdollahzadeh era stato trasferito in isolamento dopo una disputa verbale con un ufficiale nella sala visite della prigione di Urmia, come riportato dal Kurdistan Human Rights Network.
L’Iran ha anche giustiziato altri due uomini sabato dopo che la Corte Suprema ha confermato le loro condanne a morte per aver spiato Israele e aver collaborato con i servizi segreti del Mossad.

Araghchi: "Il programma nucleare dell'Iran è esclusivamente pacifico"

“Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, e Antonio Tajani, Ministro degli Esteri italiano, hanno avuto sabato sera un colloquio telefonico. Nel corso della conversazione telefonica, le due parti hanno discusso degli sviluppi regionali e delle conseguenze in materia di sicurezza, giuridiche ed economiche derivanti dall’aggressione militare degli Stati Uniti d’America e del regime sionista contro l’Iran”, scrive l’ambasciata di Teheran in Italia, riferendosi a Usa e Israele. “Il Ministro degli Esteri iraniano ha aggiornato il suo omologo italiano sugli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco e sugli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta, sottolineando l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei in questo processo”, prosegue il post. Che poi conclude: “Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico. Ha inoltre affermato che questi Paesi, invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”

Araghchi a Tajani: "Da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile"

Nel colloquio telefonico avuto ieri con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha espresso “rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana” e ha “ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, affermando inoltre che “questi Paesi, invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare” di Usa e Israele “contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”. È quanto si legge in un resoconto della telefonata pubblicato su X dall’ambasciata dell’Iran a Roma.

Libano, Idf emette nuovi ordini di evacuazione per aree nel sud del Paese

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) emettono ordini di evacuazione per una dozzina di città nel Libano meridionale. Lo riferisce The Times of Israel. Le aree interessate includono Jibchit, Sarafand, Kafra e Al-Sharqiyah. Ai civili viene ordinato di evacuare ad almeno un chilometro di distanza. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocere a voi”, avverte il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.

Media Iran: "Proposta in 14 punti tramite il Pakistan"

Due testate giornalistiche semi-ufficiali iraniane, Tasnim e Fars, ritenute vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno riferito che l’Iran ha inviato una proposta in 14 punti tramite il Pakistan in risposta a una proposta statunitense in nove punti. Il Pakistan ha già ospitato precedenti negoziati tra Iran e Stati Uniti. Trump ha respinto una precedente proposta iraniana questa settimana.
Secondo quanto riporta Axios, Trump ha dichiarato che nuovi attacchi sono possibili se l’Iran “si comporta male”.

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