Donald Trump tuona contro l’Iran e soprattutto contro coloro che sottolineano le difficoltò che gli Stati Uniti stanno affrontando con Teheran. Il capo della Casa Bianca ha infatti affermato di considerare “tradimento” che si dica che Washington non sta “vincendo” la guerra. In un discorso al Forum Club di Palm Beaches, il tycoon ha ribadito che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare e non ha risparmiato nemmeno una battuta minacciosa contro Cuba: “Al ritorno da Teheran, la portaerei USS Abraham Lincoln potrebbe avvicinarsi” alle loro coste, ha detto Trump.
Il Comitato norvegese per il Nobel ha esortato le autorità iraniane a trasferire immediatamente l’avvocata per i diritti umani Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, al team medico che la segue a Teheran, sottolineando che “senza tali cure, la sua vita rimane in pericolo”. “Il Comitato è in costante contatto con la sua famiglia e il suo avvocato, i quali confermano che le sue condizioni sono gravemente peggiorate. Ieri sera è stata ricoverata in un ospedale locale nella città di Zanjan, a seguito di una grave crisi cardiaca e di ripetute perdite di coscienza”. “Narges Mohammadi è in carcere esclusivamente per la sua attività pacifica a favore dei diritti umani. La sua vita è ora nelle mani delle autorità iraniane”, aggiunge il Comitato norvegese per il Nobel in una dichiarazione a firma del suo presidente, Jørgen Watne Frydnes. La premio Nobel è stata trasferita d’urgenza venerdì sera dal carcere all’ospedale di Zanjan, nel nord-ovest dell’Iran. La fondazione ha definito le sue condizioni “ad altissimo rischio, con pressione sanguigna altalenante e nausea grave e ha dichiarato che il suo team legale sta seguendo la questione con l’ufficio del procuratore generale. Ha spiegato anche che le équipe mediche di Zanjan hanno richiesto la sua cartella clinica prima di eseguire qualsiasi trattamento, ma è stato raccomandato che venga trasferita a Teheran per essere curata dai suoi medici.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo dell’Iran, Abbas Araghchi, al quale ha sottolineato “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e ha “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione”. Lo ha comunicato lo stesso Tajani in un post su X, in cui ha anche aggiunto che “l’Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah” per arrivare alla pace in Libano.
“Ho appena avuto un altro colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente. Ho voluto evidenziare la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz anche per scongiurare conseguenze negative sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità in Africa. Ho confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione”, si legge nel post di Tajani. Il titolare della Farnesina ha aggiunto: “L’Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro Israele e per arrivare, attraverso il negoziato, alla pace in Libano”. “L’Italia è sempre più impegnata nel sostenere ogni sforzo internazionale per la pace, mantenendo aperti i canali del dialogo con tutti i partner e promuovendo la stabilità in Medio Oriente”, ha concluso Tajani.
L’Iran ha illustrato agli ambasciatori stranieri a Teheran la sua ultima proposta per porre fine alla guerra guidata dagli Stati Uniti, affermando che il piano è stato presentato al Pakistan in qualità di mediatore e che Washington deve ora scegliere fra la diplomazia e lo scontro. Lo riporta Iran International, riferendo che Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, ha incontrato oggi gli ambasciatori stranieri con sede a Teheran per discutere di quella che ha definito la proposta dell’Iran per porre fine alla “guerra e all’aggressione” da parte degli Stati Uniti e di Israele. Gharibabadi ha affermato che l’Iran è pienamente preparato a respingere qualsiasi attacco contro il Paese e il suo popolo, aggiungendo tuttavia che Teheran crede ancora nella diplomazia basata sugli interessi nazionali.
“La Repubblica Islamica dell’Iran ha presentato il proprio piano al Pakistan in qualità di mediatore con l’obiettivo di porre fine in modo definitivo alla guerra imposta, e ora la palla è nel campo degli Stati Uniti per scegliere la via della diplomazia o il proseguimento di un approccio conflittuale”, ha affermato Gharibabadi. Ha aggiunto che l’Iran è pronto ad affrontare entrambi gli scenari nel perseguimento dei propri interessi nazionali e della sicurezza, pur mantenendo quello che ha definito il suo “pessimismo e la sua sfiducia” nei confronti degli Stati Uniti e della sincerità di Washington in materia di diplomazia. Prima dell’incontro con gli inviati stranieri, gli ambasciatori di Cina e Russia avevano tenuto una riunione trilaterale con Gharibabadi, precisa Iran International.
“Il ministero dell’Intelligence si oppone ancora al trasferimento di Narges in un ospedale di Teheran per l’angiografia”, ma “finché non verrà eseguita l’angiografia, non è possibile determinare quale sia attualmente la sua malattia principale”. Lo ha dichiarato Taghi Rahmani, il marito dell’avvocata per i diritti umani iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, in un messaggio vocale condiviso con Associated Press dalla Fondazione Narges Mohammadi. La premio Nobel è stata trasferita d’urgenza venerdì sera dal carcere all’ospedale di Zanjan, nel nord-ovest dell’Iran. La fondazione ha definito le sue condizioni “ad altissimo rischio, con pressione sanguigna altalenante e nausea grave e ha dichiarato che il suo team legale sta seguendo la questione con l’ufficio del procuratore generale. Ha spiegato anche che le équipe mediche di Zanjan hanno richiesto la sua cartella clinica prima di eseguire qualsiasi trattamento, ma è stato raccomandato che venga trasferita a Teheran per essere curata dai suoi medici. Il fratello di Mohammadi, Hamidreza Mohammadi, residente a Oslo, ha dichiarato in un messaggio vocale condiviso con AP che i medici non sono stati in grado di curare la sua pressione sanguigna instabile.
È salito a 2.659 morti e 8.183 feriti in Libano il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani degli ultimi due mesi, fra il 2 marzo e il 2 maggio. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità libanese, come riporta Al-Jazeera.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha ribadito sabato che la Spagna “è un alleato assolutamente affidabile” all’interno della Nato e ha assicurato che le basi spagnole utilizzate dagli Stati Uniti “operano in completa normalità” e che vi è “totale fluidità” nei loro canali di comunicazione. Albares ha parlato in un’intervista a Catalunya Ràdio rilanciata dai media spagnoli rispondendo a una domanda sull’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo al ritiro di 5mila soldati americani dalle basi in Germania e sulla possibilità che la Spagna possa seguire lo stesso percorso.
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araqchi, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo francese Jean-Noël Barrot. Lo ha reso noto su Telegram il ministero degli Esteri di Teheran. I due ministri – viene spiegato – “hanno discusso e si sono scambiati opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e su questioni e iniziative relative alla diplomazia volte a porre fine alla guerra”.
C’è apprensione per le condizioni di salute della premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. Dopo la notizia giunta nella serata di ieri del suo trasferimento nell’ospedale di Zanjan la fondazione che porta il suo nome in una nota di aggiornamento delle sue condizioni ha spiegato che la donna “è ricoverata in terapia intensiva cardiologica” e la sua pressione sanguigna “continua a fluttuare in modo anomalo”. La fondazione chiede “il suo rilascio immediato e incondizionato” nonché il trasferimento a Teheran, per essere affidata alle cure “della sua équipe medica specializzata”.
L’Autorità generale per l’aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che il traffico aereo nel Paese è tornato alla normalità, dopo la revoca delle misure precauzionali implementate il 28 febbraio all’inizio della guerra con l’Iran. La decisione – viene spiegato – “è scaturita da una valutazione completa delle condizioni operative e di sicurezza, effettuata in coordinamento con gli enti competenti”.
Gli Stati Uniti stanno avvertendo le compagnie di navigazione che potrebbero andare incontro a sanzioni qualora effettuassero pagamenti all’Iran per transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz. L’avviso pubblicato venerdì dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri degli Stati Uniti (OFAC) aggiunge un ulteriore livello di pressione nello stallo tra Stati Uniti e Iran sul controllo dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha di fatto chiuso lo stretto al traffico normale minacciando di attaccare le navi dopo che Stati Uniti e Israele hanno dato il via alla guerra lo scorso 28 febbraio. Successivamente ha iniziato a offrire il passaggio sicuro ad alcune navi, deviandole attraverso rotte alternative più vicine alla sua costa, talvolta chiedendo un pagamento per il servizio. Questo “pedaggio” è al centro dell’avvertimento sulle sanzioni statunitensi.
Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche “attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura”, comprese donazioni caritatevoli e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha spiegato l’OFAC avvertendo dei rischi di sanzioni derivanti dall’effettuare tali pagamenti all’Iran o dal richiedere garanzie per il passaggio sicuro. “Questi rischi esistono indipendentemente dal metodo di pagamento,” si legge nell’avviso. Gli Stati Uniti hanno risposto alla chiusura dello stretto da parte dell’Iran con un blocco navale dal 13 aprile, impedendo a qualsiasi petroliera iraniana di partire e privando l’Iran delle entrate petrolifere di cui ha bisogno per sostenere la sua economia in difficoltà. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che 45 navi commerciali sono state istruite a fare dietrofront da quando è iniziato il blocco.
Il team dei negoziatori americani con l’Iran si aggiunge di una nuova figura. Si tratta di Nick Stewart, direttore generale per le attività di lobbying presso FDD Action, il braccio operativo della Foundation for Defense of Democracies. Lo riportano alcuni media Usa citando fonti informate. Stewart ha precedentemente ricoperto il ruolo di capo di gabinetto presso l’Iran Action Group del Dipartimento di Stato, durante la prima amministrazione Trump, sotto la guida dell’allora rappresentante speciale Brian Hook.
Secondo quanto riportato dai media libanesi, raid aerei israeliani sul Libano meridionale hanno causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, mentre le ostilità tra Israele e Hezbollah continuano nonostante il cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale libanese NNA parla di un raid aereo contro un’auto nel villaggio di Kfar Dajal, che ha causato due morti, e un altro attacco contro un’abitazione nel villaggio di Lwaizeh, con tre vittime. L’NNA riferisce inoltre di un altro attacco al villaggio di Shoukin, che ha provocato due morti.
“Dovremmo prepararci al peggio, così da non essere colti alla sprovvista”. Lo ha affermato in un post su Telegram riportato da Iran International, Yousef Pezeshkian, figlio e consigliere del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “L’Iran ha subito danni economici a causa dei danni alle infrastrutture e danni alla capacità gestionale a causa della perdita delle sue migliori forze, ma in termini di credibilità e posizione globale ne ha finora tratto vantaggio”, ha aggiunto.
L’Iran resisterà alle “spedizioni militari dell’America divoratrice del mondo”. Lo ha affermato Hossein Noushabadi, direttore generale per gli affari parlamentari e legali del ministero degli Esteri iraniano citato dall’agenzia Isna. Secondo Noushabadi “il benessere, la prosperità e il progresso delle nazioni della regione” dipendono dal ritiro degli Stati Uniti dal Golfo.
“È fuori discussione che la guerra dell’amministrazione statunitense contro l’Iran sia stata un chiaro atto di aggressione non provocato. Il pubblico americano ha sia l’indiscutibile diritto che il solenne dovere di esigere che le autorità al governo rispondano delle proprie azioni per aver intrapreso questa guerra illegale contro la nazione iraniana e per tutte le atrocità perpetrate durante il conflitto”. Lo ha scritto in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei.
“Le condizioni di Narges Mohammadi, definite critiche, preoccupano e tengono in apprensione. La sorte del premio Nobel per la pace è appesa ad un filo, e la responsabilità diretta del regime iraniano non può essere sottaciuta. Non solo l’attivista, condannata per la sua lotta a favore dei diritti umani in Iran, è stata sottoposta a un regime carcerario disumano che ha peggiorato la sua salute ma, negli ultimi tempi, le cure che le sono state prestate dopo i numerosi malori, non sono state adeguate. Le autorità hanno rifiutato la richiesta di trasferire Mohammadi in un ospedale specializzato a Teheran. È necessario che il mondo libero, opinioni pubbliche ma anche governi, facciano sentire la propria voce e non lascino sola la attivista premio Nobel. Chiedo alla Farnesina di intensificare la pressione diplomatica sull’Iran”. Lo dice il senatore Ivan Scalfarotto, responsabile esteri di Italia Viva.
L’economia in Gran Bretagna “non ritornerà alla normalità” anche con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il premier britannico Keir Starmer in un intervento alla BBC. Starmer ha insistito sul fatto che il governo debba “intraprendere una strada diversa” per il suo futuro rispetto al ritorno allo “status quo”, perseguito dopo altri shock economici come la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia di Covid. “Sono fermamente convinto che moltissimi elettori, moltissime persone in tutto il Paese, siano frustrate dal fatto di non aver visto i cambiamenti che desiderano. Siamo rimasti fermi per quasi 20 anni”, ha concluso
Una fonte diplomatica americana ha riferito al giornale libanese Al Mayadeen che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta cercando di organizzare un incontro tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Secondo la fonte la data individuata sarebbe quella dell’11 maggio. La stessa fonte ha aggiunto che l’ambasciata statunitense in Libano sta esercitando una pressione “considerevole” per garantire che l’incontro abbia luogo.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro Hezbollah. Si tratta della località di Jibshit, Habboush, Ebba, Doueir, Harouf, Deir ez-Zahrani, Kfar Jouz, Aadshit al-Shaqif e Qaaqaait al-Jisr. “Le attività di Hezbollah stanno costringendo le Forze di Difesa Israeliane ad agire. Non abbiamo intenzione di farvi del male”, ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce dell’esercito.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver ucciso ieri alcuni militanti di Hezbollah identificati vicino alle truppe nel sud del Libano, e di aver inoltre colpito e distrutto circa 50 siti di Hezbollah. Secondo l’Idf gli obiettivi includevano centri di comando dove operavano membri del gruppo terroristico e altri edifici utilizzati da Hezbollah per sferrare attacchi.
Teheran ha giustiziato due uomini accusati di spionaggio per conto di Israele. Lo riportano i media iraniani. Secondo quanto riportato da Iran International, media con sede a Londra, i due condannati Yaghoub Karimpour e Nasser Bakarzadeh, sarebbero stati impiccati. Karimpour avrebbe passato informazioni sensibili a un ufficiale del Mossad, mentre Bakarzadeh è accusato di aver raccolto dettagli su siti chiave, compreso l’impianto nucleare di Natanz.
l presidente Donald Trump, parlando durante un evento a Palm Beach in Florida, ha affermato che gli Stati Uniti sono “un po’ come i pirati” descrivendo un recente episodio in cui la Marina ha aperto il fuoco e sequestrato una nave mercantile iraniana. Il riferimento è all’intercettazione, avvenuta il mese scorso, da parte della USS Spruance, della ‘Touska’, nave battente bandiera di Teheran, mentre si dirigeva verso un porto iraniano in violazione del blocco navale imposto dagli Usa.
Parlando durante un evento a Palm Beach in Florida il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero “stare meglio” se i funzionari non raggiungessero un accordo con l’Iran, dato che i negoziati sembrano nuovamente in una fase di stallo. “forse è meglio non concludere affatto un accordo. Volete sapere la verità? Perché non possiamo permettere che questa situazione si trascini”, ha detto Trump. “Va avanti da troppo tempo”.
La ripresa del conflitto fra Iran e Stati Uniti è “probabile” in quanto gli Usa “non stanno rispettando alcuna promessa o accordo”. Lo ha affermato il generale Mohammed Jafar Asadi, vice comandante di Khatam al-Anbiya, il comando congiunto delle forze armate di Teheran. “Le forze armate sono pienamente preparate ad affrontare qualsiasi nuova avventura e follia americana”, ha aggiunto secondo quanto riporta l’agenzia Fars. Quanto alle parole che giungono da Washington “sono destinate ai media, in primo luogo per impedire il crollo dei prezzi del petrolio e in secondo luogo per uscire dalla situazione difficile che essi stessi hanno creato”, ha dichiarato ancora Asadi.
Avviso di evacuazione da parte dell’Idf per i residenti di alcune città del Libano. Lo scrive su X il portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, il colonnello Avichay Adraee. “Avviso urgente ai residenti del Libano situati nei seguenti villaggi e città – scrive Adraee -: Qaaqaiya al-Jisr, Adshit al-Shaqif, Jibshit, Aabba, Kafrjoz, Harouf, Al-Duwayr, Dayr al-Zahrani, Haboush. Alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte del partito terrorista Hezbollah, l’Esercito di Difesa è costretto ad agire con forza contro di esso. L’Esercito di Difesa non intende farvi del male. Per garantire la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e stare lontani dai villaggi e dalle città per una distanza non inferiore a 1000 metri fino ad aree aperte. Chiunque sia presente vicino agli elementi di Hezbollah, alle loro strutture e ai loro mezzi di combattimento espone la propria vita al pericolo”.
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato di considerare “tradimento” che si dica che gli Stati Uniti non stanno “vincendo” la guerra con l’Iran, nonostante avessero già avvisato il Congresso che le ostilità erano “terminate”. Trump ha parlato venerdì sera davanti al Forum Club di Palm Beaches.

