Guerra in Iran, Vance lascia il Pakistan: “Non c’è accordo”. Trump: “Blocco Stretto di Hormuz con effetto immediato”

Guerra in Iran, Vance lascia il Pakistan: “Non c’è accordo”. Trump: “Blocco Stretto di Hormuz con effetto immediato”
Il vicepresidente Usa JD Vance, con alle sue spalle Jared Kushner e Steve Witkoff, pone fine ai colloqui a Islamabad (AP Photo/Jacquelyn Martin, Pool)

Unifil: “In Libano tank israeliano ha speronato nostri veicoli”. Contingente italiano minimizza: “No speronamenti né danni significativi”

Guerra in Iran, le notizie in diretta
Le notizie di domenica 12 aprile sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta
Inizio diretta: 12/04/26 07:00
Fine diretta: 12/04/26 23:00
Libano, contingente italiano Unifil: "No 'speronamenti' o danni significativi"

“Non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di ‘speronamenti” o di danni significativi”. E’ quanto si legge in una nota di precisazione del contingente italiano Unifil che precisa quanto accaduto in giornata nel sud del Libano con le truppe israeliane dell’Idf. “Nella mattinata odierna, poco dopo le ore 09:00 local time, una pattuglia di Italbatt, durante il movimento lungo la Zulu Road, ha segnalato che, nel corso di alcune manovre, un carro armato delle Forze di Difesa israeliane ha urtato un mezzo del convoglio Unifil. L’episodio ha causato danni di lieve entità a un veicolo. Il convoglio ha potuto proseguire regolarmente le attività operative verso la posizione UNP 1-26 Italbatt e non si registrano feriti tra il personale militare italiano. Le condizioni del mezzo sono attualmente in fase di valutazione tecnica”, si legge nella nota. “Un secondo episodio analogo si è verificato poche ore dopo nello stesso tratto di strada. In tale circostanza, un veicolo Unifil posto alla testa di una colonna logistica è stato fermato da un carro armato Merkava che, durante una manovra, è entrato in contatto con il mezzo, causando anche in questo caso danni di lieve entità. Nonostante l’accaduto, la colonna ha potuto riprendere il movimento e rientrare regolarmente presso la base ONU UNP 2-3 di Shama sede del settore Ovest. Anche in questo caso non si sono registrati feriti”, viene spiegato ancora.

Pertanto “alla luce degli elementi disponibili, entrambi gli eventi risultano avvenuti durante manovre dei mezzi e non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di ‘speronamenti’ o di danni significativi”. “Entrambi gli episodi sono attualmente oggetto di approfondimenti da parte della missione, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti”, conclude la nota del contingente italiano di Unifil.

Media, Idf si preparano a nuovo conflitto con Teheran

Tutte e tre le principali emittenti televisive israeliane riportano che l’Idf si sta preparando a un nuovo conflitto con l’Iran, in seguito al fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Repubblica Islamica. In mattinata, il sito di notizie Ynet ha riportato che il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato all’esercito di passare a uno “stato di massima prontezza” e di prepararsi a una ripresa delle ostilità con l’Iran. Il canale televisivo Channel 12 riporta questa sera, senza citare alcuna fonte, che le Forze di Difesa Israeliane non solo si stanno preparando a un rinnovato conflitto con l’Iran, ma si stanno anche preparando a un potenziale attacco a sorpresa iraniano contro Israele. Nel frattempo, l’emittente pubblica Kan cita un “alto funzionario della difesa” secondo il quale “Israele è interessato a riprendere la guerra contro l’Iran”, poiché il conflitto si è concluso “troppo presto, senza che sia stata esercitata una pressione sufficiente sull’Iran in merito alla questione nucleare e ai missili balistici”.

Anche Canale 13 riporta che il livello di allerta delle Forze di Difesa Israeliane è stato innalzato “significativamente” e che Zamir ha incaricato i militari “di prepararsi a una ripresa immediata dei combattimenti e ha ordinato l’avvio delle procedure di prontezza al combattimento”. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) non hanno commentato le notizie, ma la scorsa settimana, durante una visita nel Libano meridionale, Zamir ha affermato che l’esercito è “pronto a tornare in combattimento con tutta la sua forza, se necessario, in qualsiasi momento”.

Mezzi Unifil speronati da tank israeliano erano italiani

Erano italiani – a quanto si apprende da fonti informate – i mezzi del contingente Unifil speronati da un tank israeliano nel sud del Libano. L’Unifil nel pomeriggio aveva emesso un comunicato dove spiegava che oggi i soldati dell’Idf avevano “speronato veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava”, senza però precisare la nazionalità dei militari del contingente. “I soldati – aveva spiegato la forza di interposizione dell’Onu – avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per raggiungere le posizioni dell’Unifil”.

Premier Beirut: "Al lavoro per stop guerra Israele-Hezbollah"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha affermato che il suo governo è impegnato a porre fine alla guerra fra Hezbollah e Israele attraverso i negoziati. A partire da martedì, Libano e Israele terranno colloqui diretti a Washington nel tentativo di porre fine al conflitto. A Beirut, sostenitori di Hezbollah e critici della decisione di negoziare hanno protestato, affermando che il governo è troppo debole per porre fine alla guerra. Il governo ha posto una tregua come prerequisito per i colloqui e prevede di chiedere il ritiro israeliano, il rilascio dei prigionieri libanesi e il ritorno di oltre un milione di sfollati libanesi. Le autorità libanesi hanno criticato gli attacchi aerei e l’invasione di terra di Israele, ma hanno anche condannato Hezbollah per aver lanciato razzi il 2 marzo in segno di solidarietà con l’Iran, scatenando l’ultima escalation.

Il governo libanese è salito al potere poco più di un anno fa promettendo di disarmare tutti i gruppi non statali. “Comprendo il dolore della madre che ha perso il figlio combattendo in prima linea, così come comprendo il dolore della madre che ha perso il figlio che non ha scelto questa guerra e voleva solo vivere”, ha detto Salam.

 

Ghalibaf: "Minacce Trump non hanno alcun effetto"

Il presidente del parlamento iraniano e capo dei negoziatori di Teheran e Islamabad, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che le recenti parole di Donald Trump le recenti minacce di Trump “non hanno alcun effetto sulla nazione iraniana”. Lo riporta Al Jazeera. “Se si combatte, noi combatteremo, se si presenteranno con la logica, noi risponderemo con la logica”, ha aggiunto.

Media, Londra smentisce coinvolgimento in blocco navale Hormuz

Il Regno Unito non prenderà parte a un blocco dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Sky News Uk citando fonti informate. In precedenza il presidente americano Donald Trump aveva affermato che il Regno Unito avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto. Un portavoce del governo ha dichiarato: “Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l’apertura dello Stretto di Hormuz, che è urgentemente necessaria per sostenere l’economia globale e il costo della vita nel nostro Paese. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggio”.

 

Media, Pakistan tenta di far riprendere colloqui fra Teheran e Usa

Il Pakistan mantiene i contatti sia con gli Stati Uniti che con l’Iran nel tentativo di riportarli al tavolo dei negoziati. Lo riporta l’emittente israeliana ‘Channel 12’.
I lunghi colloqui di sabato si sono conclusi senza alcun accordo. Secondo quanto riportato la principale diatriba riguarda il destino del programma nucleare iraniano e la possibilità per il Paese di continuare ad arricchire l’uranio.

Netanyahu: "Sventata minaccia invasione Hezbollah ma ancora lavoro da fare"

La guerra in Libano continua. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo una visita nei territori controllati da Israele nel Libano meridionale.
“C’è ancora molto da fare, e lo stiamo facendo”, le sue parole riportate dal Times of Israel. “Grazie a questa zona di sicurezza abbiamo sventato la minaccia di un’invasione dal Libano”, ha dichiarato Netanyahu. “Stiamo respingendo il pericolo del fuoco anticarro e contrastando i razzi, ma c’è ancora molto lavoro da fare”, ha concluso.

Unifil: "In Libano tank israeliano ha speronato nostri veicoli"

“In due occasioni, oggi, soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno speronato veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava, causando in un caso danni significativi”. Lo scrive la stessa missione delle Nazioni Unite in un posto su X. “I soldati – viene spiegato – avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per raggiungere le posizioni dell’Unifil”.

“Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada, oltre alle limitazioni alla libertà di movimento registrate in altre zone”, fa sapere ancora l’Unifil. “Dall’inizio di aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto le telecamere di protezione delle forze nel quartier generale dell’Unifil a Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Linea Blu, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras.
Ieri hanno anche imbrattato con vernice spray le finestre del cancello d’accesso pedonale del quartier generale, impedendo la visibilità sul perimetro esterno”, denunciano ancora i Caschi Blu. “Queste azioni sono incompatibili con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza dei peacekeeper, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Ostacolano la capacità dei peacekeeper di segnalare le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno”, dice ancora Unifil. “Le forze di pace rimarranno sul posto e continueranno a segnalare in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserveremo”, conclude.

 

Pasdaran: "Risposta severa a navi militari che si avvicinano a Hormuz"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che lo Stretto di Hormuz è “aperto al passaggio innocuo di navi civili” nel rispetto del diritto internazionale. Le navi militari che si avvicineranno violeranno il cessate il fuoco e “saranno trattate severamente”, si legge ancora nel comunicato riportato da Al Jazeera.

Media, Netanyahu nel sud del Libano insieme a ministro Difesa

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è entrato domenica nel Libano meridionale per condurre una valutazione della situazione nei territori occupati da Israele. Lo scrive la Cnn citando un funzionario israeliano e una fonte a conoscenza della visita. E’ la prima volta che Netanyahu ha attraversato il confine con il Libano dall’inizio della guerra con l’Iran. Un blitz che avviene appena due giorni prima dei colloqui diretti previsti tra Israele e Libano a Washington. Netanyahu era accompagnato dal ministro della Difesa Israel Katz e dal capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir.

Arabia Saudita convoca ambasciatore Iraq per attacchi con droni

Il ministero degli Esteri saudita ha presentato una “nota di protesta” all’ambasciatore iracheno in seguito a quelli che ha definito continui attacchi con droni lanciati dal territorio iracheno contro l’Arabia Saudita e i vicini Stati del Golfo. La Resistenza islamica in Iraq, un gruppo che riunisce diverse milizie irachene sostenute dall’Iran, ha annunciato la scorsa settimana la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane, poche ore dopo l’accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Dall’inizio della guerra, le milizie irachene sostenute dall’Iran hanno rivendicato la responsabilità di decine di attacchi contro basi statunitensi e altre infrastrutture nel Paese, compiuti in segno di solidarietà con Teheran.

Idf, Hezbollah ha lanciato 20 razzi sul nord di Israele

Secondo quanto riferito dall’Idf Hezbollah ha lanciato oggi circa 20 razzi dal Libano contro il nord di Israele.
I razzi sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte, e non si sono registrati feriti.

 

Pezeshkian: "Pronti ad accordo equilibrato per pace duratura"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato al presidente russo Vladimir Putin che Teheran è pronta a raggiungere un accordo che garantisca una “pace regionale duratura”. Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, Pezeshkian ha aggiunto che gli interessi nazionali dell’Iran rappresentano una linea rossa. Pezeshkian ha poi criticato l’uso da parte degli Stati Uniti di basi nei paesi del Golfo per condurre attacchi contro l’Iran, pur ribadendo che i paesi del Golfo sono “fratelli” e che Teheran è disposta a cooperare con loro per raggiungere la sicurezza regionale “senza l’intervento di potenze esterne”.

Due navi pakistane dirette a Hormuz sono tornate indietro

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due petroliere battenti bandiera pakistana hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz. Le petroliere si chiamano Khairpur e Shalamar, ha riferito l’agenzia di stampa.

Trump avverte Cina: "Dazi al 50% se forniscono armi a Teheran"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che la sua minaccia di imporre dazi del 50% sulle merci provenienti dai paesi che hanno venduto armi all’Iran era rivolta alla Cina. Trump ha dichiarato a ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News di aver ricevuto segnalazioni secondo cui la Cina avrebbe fornito all’Iran missili antiaerei “a spalla”. Ha minimizzato la possibilità che la Cina fornisca armi a Teheran, ma ha affermato che, qualora ciò accadesse, le loro merci sarebbero soggette a dazi.
“Dubito che lo farebbero, perché ho un rapporto con loro e penso che non lo farebbero, ma forse all’inizio ne hanno fatto un piccolo accenno”, ha detto Trump. “Ma se li cogliamo sul fatto, si prendono un dazio del 50%”.

Teheran: falso che colloqui con Usa siano falliti sul nucleare

In risposta alle dichiarazioni di funzionari statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump, secondo cui i colloqui di Islamabad sarebbero falliti a causa del rifiuto dell’Iran di impegnarsi ad abbandonare la strada verso l’arma nucleare, un funzionario iraniano ha affermato: “È falso. La posizione dell’Iran è chiara. L’Iran non mira ad acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all’energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto”.

Libano, 2.055 vittime da ripresa guerra fra Israele e Hezbollah

Sono 2.055 le persone morte in Libano dalla ripresa delle ostilità fra Hezbollah e Israele. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Beirut. Tra le vittime si contano 252 donne, 165 bambini e 87 operatori sanitari. Altre 6.588 persone sono rimaste ferite.

Premier Pakistan: "Colloqui in fase di stallo ma non sono falliti"

I colloqui fra Iran e Usa “non sono falliti. Siamo in una fase di stallo”. Lo ha dichiarato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha ospitato i negoziati di ieri a Islamabad, intervenendo al programma ‘Face the Nation’ della CBS. 

Pasdaran: "Intrappoleremo nemici nel vortice mortale di Hormuz"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che “qualsiasi mossa errata intrappolerà il nemico nei vortici mortali dello Stretto” di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera. Il comando navale dei Pasdaran ha dichiarato in un post su X che le forze di sicurezza iraniane hanno lo Stretto di Hormuz “sotto pieno controllo”. 

Trump: "Per blocco Hormuz ci vorrà un po' di tempo"

Per arrivare all’annunciato blocco dello Stretto di Hormuz “ci vorrà un po’ di tempo”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News.

Trump: "Impianti desalinizzazione acqua potenziali obiettivi"

“Abbiamo praticamente spazzato via tutto il loro Paese. L’unica cosa che resta davvero è la loro acqua, e colpirla sarebbe davvero devastante”, Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News lasciando intendere che rimangono alcuni potenziali obiettivi per un’azione militare statunitense, tra cui gli impianti di desalinizzazione dell’acqua. 

Trump: "Mia minaccia ha spinto Teheran al tavolo delle trattative"

In un’intervista a Fox News il presidente americano Donald trump ha affermato che la sua frase su Truth “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita” ha spinto l’Iran al tavolo delle trattative. Trump ha anche aggiunto che la Repubblica Islamica ha pronunciato frasi ben peggiori, come “Morte all’America. Morte a Israele. L’America è Satana”. 

Trump: "Senza accordo possiamo colpire ogni loro centrale elettrica"

“Potrei eliminare l’Iran in un solo giorno. Potrei colpire ogni loro impianto, ogni loro centrale elettrica, che è una cosa enorme”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News. “E un’altra cosa che distruggerei sono i ponti”, ha aggiunto. 

Trump: "Gb e un altro paio di paesi invieranno dragamine a Hormuz"

Il presidente americano in un’intervista al programma ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News ha affermato che altri paesi invieranno dragamine nello Stretto di Hormuz per bonificare lo stretto dalle mine lasciate dall’Iran. “Abbiamo dragamine sul posto. Ora disponiamo di dragamine sottomarini altamente sofisticati, che rappresentano il meglio della tecnologia disponibile, ma stiamo anche impiegando dragamine più tradizionali. A quanto ho capito, il Regno Unito e un paio di altri Paesi stanno inviando dragamine”, ha dichiarato.

Trump: "Colloqui amichevoli ma rifiuto di Teheran sul nucleare"

Il presidente americano Donald Trump ha descritto i negoziati tra Stati Uniti, Iran e Pakistan come “molto amichevoli” e ha affermato che gli Stati Uniti hanno ottenuto “praticamente tutto ciò di cui avevano bisogno” durante i colloqui. “Verso la fine, l’atmosfera si è fatta molto amichevole e abbiamo ottenuto quasi tutti i punti di cui avevamo bisogno, tranne il fatto che si rifiutano di rinunciare alle loro ambizioni nucleari”, ha affermato in un’intervista a ‘Sunday Morning Futures’ di Fox News. “E francamente, per me, questo era di gran lunga il punto più importante”, ha aggiunto.

Trump: "Blocco di Hormuz sarà 'o tutto o niente' "

Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che l’Iran non può controllare quali navi attraversano lo Stretto di Hormuz, affermando che o tutte le navi devono avere un passaggio sicuro o nessuna. “Non permetteremo all’Iran di guadagnare vendendo petrolio a chi gli piace e non a chi non gli piace, o qualsiasi altra cosa”, ha il tycoon a “Sunday Morning Futures” di Fox News. “O tutto o niente, e così sia”, ha aggiunto. Il blocco sarà simile a quello attuato dagli Stati Uniti nei confronti del Venezuela, sebbene su scala più ampia, ha affermato Trump, suggerendo che, di conseguenza, un maggior numero di petroliere arriverà negli Stati Uniti per acquistare petrolio. 

Pakistan: "Colloqui hanno comunque riaperto canali diplomatici"

Funzionari pakistani affermano che i colloqui tra Iran e Stati Uniti hanno riaperto i canali diplomatici nonostante la persistente diffidenza. Le 21 ore di colloqui a Islamabad hanno rappresentato un primo passo positivo, sebbene si siano concluse senza un accordo formale hanno detto i due funzionari in forma anonima all’Associated Press mettendo in dal considerare l’esito come un fallimento e descrivendo la diplomazia come un processo graduale. Il dialogo “ha riaperto il canale diplomatico”, hanno affermato. Secondo quanto riferito dai funzionari, il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il consigliere per la sicurezza nazionale tenente generale Asim Malik e il capo dell’esercito feldmaresciallo Asim Munir hanno facilitato i colloqui per mantenerli sulla giusta strada. Munir ha tenuto diversi incontri con il vicepresidente statunitense JD Vance e con la delegazione iraniana, con l’obiettivo di allentare le tensioni regionali che durano da oltre sei settimane. “Il Pakistan ha svolto il suo ruolo facilitando i contatti”, ha dichiarato un funzionario, aggiungendo che la responsabilità di un eventuale accordo finale spetta a Washington e Teheran. 

Israele, guerra contro Teheran costata fino a ora 11mld dollari

Secondo una stima preliminare, il ministero delle finanze israeliano ha affermato che la guerra lanciata contro l’Iran insieme agli Stati Uniti è costata al Paese oltre 11 miliardi di dollari. Il ministero ha citato 35 miliardi di shekel (11,52 miliardi di dollari) di spese di bilancio, di cui 22 miliardi di shekel destinati alla difesa. Tale importo è già stato aggiunto al bilancio 2026, viene spiegato. 

Teheran schiera forze speciali Marina sulla costa meridionale

I media statali iraniani affermano che Teheran ha schierato forze speciali della marina lungo la sua costa meridionale, segnalando i preparativi per una potenziale invasione via terra da parte delle forze statunitensi, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Lo riporta il Wall Street Journal. L’agenzia di stampa statale iraniana Student News Network ha pubblicato immagini di soldati in mimetica schierati vicino a una costa sabbiosa per “contrastare qualsiasi possibile infiltrazione nemica nel territorio del Paese”. 

Teheran: "In attacchi danneggiate oltre 940 scuole, 18 distrutte"

Almeno 942 scuole in tutto l’Iran sono state danneggiate, di cui 18 completamente distrutte, in seguito agli attacchi israelo-americani. Lo ha affermato un portavoce del governo iraniano citato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Il portavoce ha aggiunto che si prevede che le scuole che necessitano di riparazioni saranno ripristinate entro due o tre mesi. 

Ue: "Contribuiremo a tutti gli sforzi diplomatici"

“L’Ue resta convinta che la diplomazia sia fondamentale per risolvere tutte le questioni in sospeso”. Lo ha dichiarato domenica all’Associated Press Anouar El Anouni, portavoce per gli Affari Esteri. “L’Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici, tenendo conto di tutti i suoi interessi e preoccupazioni, in coordinamento con i partner”, ha aggiunto elogiando il Pakistan per i suoi sforzi di mediazione. 

Trump: "Altri Paesi coinvolti in blocco navale Stretto Hormuz"

“Altri Paesi saranno coinvolti in questo blocco”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth, dopo aver annunciato il blocco navale con effetto immediato nello Stretto di Hormuz. “Non sarà permesso all’Iran di trarre profitto da questo atto illegale di estorsione. Vogliono soldi e, soprattutto, vogliono il nucleare. Inoltre, e al momento opportuno, siamo completamente ‘pronti al fuoco’, e il nostro esercito finirà quel poco che resta dell’Iran!”, ha scritto ancora Trump.

Trump: "Distruggeremo mine a Hormuz, se Teheran ci attacca sarà fatta a pezzi"

Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi, o contro navi pacifiche, verrà fatto a pezzi!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “L’Iran aveva promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz, ma ha consapevolmente omesso di farlo. Ciò ha causato ansia, disagi e sofferenza a molte persone e Paesi in tutto il mondo”, ha scritto ancora Trump. “Affermano di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Potrebbero anche averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre un rischio del genere? L’Iran e ciò che resta dei suoi ‘leader’ hanno subito un grave danno e un’onta permanente, ma noi siamo ormai oltre tutto questo. Come promesso, farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via navigabile internazionale!”, ha aggiunto il tycoon.

Trump: "Teheran non avrà mai l'arma nucleare"

“L’Iran non avrà mai un’arma nucleare!” Lo ha scritto il presidente americano, Donald Trump, in un lungo post su Truth dove ha parlato dei negoziati di Islamabad. Secondo il tycoon “l’incontro è andato bene, la maggior parte dei punti sono stati concordati, ma l’unico punto che contava davvero, quello nucleare, non lo è stato”. L’Iran – ha scritto ancora Trump – “non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari” e i suoi rappresentanti “sono rimasti irremovibili sulla questione più importante”. L’energia nucleare – ha concluso Trump – non può essere nelle mani “di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile”. 

Trump: "Marina Usa intercetterà navi che hanno pagato pedaggio a Teheran"

“Ho dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare”. Lo ha scitto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. 

Trump: "Blocco navale dello Stretto di Hormuz con effetto immediato"

“Ecco dunque la situazione: l’incontro è andato bene, la maggior parte dei punti sono stati concordati, ma l’unico punto che contava davvero, quello nucleare, non lo è stato. Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz. A un certo punto, arriveremo a una situazione in cui ‘a tutti sarà permesso di entrare, a tutti sarà permesso di uscire’, ma l’Iran non lo ha permesso limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina da qualche parte là fuori’, di cui nessuno è a conoscenza tranne loro. Questa è estorsione mondiale, e i leader dei Paesi, soprattutto degli Stati Uniti d’America, non si lasceranno mai estorcere”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “L’Iran sa, meglio di chiunque altro, come porre fine a questa situazione che ha già devastato il loro Paese. La loro Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, la loro contraerea e i radar sono inutili, Khomeini e la maggior parte dei loro ‘leader’ sono morti, tutto a causa delle loro ambizioni nucleari. Il blocco inizierà a breve”, ha scritto ancora Trump.

Putin sente Pezeshkian, offerta per mediazione con Usa e Israele

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente durante una conversazione telefonica. Lo ha riferito il servizio stampa del Cremlino, come riporta la Tass. “Il presidente iraniano ha valutato positivamente i colloqui iraniano-americani tenutisi a Islamabad l’11 aprile”, si legge nella dichiarazione. “Masoud Pezeshkian si è congratulato con Vladimir Putin e con tutti i cristiani ortodossi in Russia per la Pasqua”, ha riferito il Cremlino. “Il presidente iraniano ha espresso gratitudine per la posizione di principio assunta dalla Russia, anche in ambito internazionale, volta a ridurre la tensione. Pezeshkian ha inoltre ringraziato Putin per gli aiuti umanitari forniti dalla Russia al popolo iraniano”, ha riferito ancora il Cremlino, aggiungendo che “nel corso della discussione sulle attuali questioni di cooperazione bilaterale, le due parti hanno riaffermato il loro impegno reciproco a rafforzare ulteriormente le relazioni di buon vicinato tra Russia e Iran”. Putin ha espresso a Pezeschkian la sua disponibilità a proseguire gli sforzi di mediazione per stabilire una pace duratura in Medioriente. La Russia continuerà a mantenere contatti attivi con tutti i partner in Medioriente per raggiungere una pace giusta e duratura nella regione, ha dichiarato il Cremlino.

Media, Idf tornano in stato di massima allerta per possibile ripresa guerra

 Il capo di Stato Maggiore israeliano, Generale di Divisione Eyal Zamir, ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di adottare un elevato stato di allerta in seguito al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, e di prepararsi alla possibilità di un ritorno al conflitto militare a breve termine. Secondo fonti militari, riporta Ynet, le Idf hanno attivato una procedura di combattimento strutturata, simile a quella utilizzata alla vigilia delle precedenti operazioni contro l’Iran, accelerando al contempo tutti i processi di pianificazione ed esecuzione. Nell’ambito di tale procedura, è stata impartita la direttiva di mantenere un alto livello di prontezza operativa in tutte le formazioni, riducendo i tempi di risposta e colmando le lacune operative. 

Tajani: "Riserve gas fino a prossimo inverno, preoccupa petrolio

“Il ministro Giorgetti ha parlato di una possibile recessione in caso di continuazione della guerra. Per quanto riguarda il gas io sono molto tranquillo. Ci sono riserve fino alla fine del prossimo inverno, quindi non ci sono problemi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione di Vinitaly a Verona. “Siamo preoccupati per i prezzi del carburante. Anche per quanto riguarda i fertilizzanti, un tema che riguarda molti paesi africani”, ha detto ancora Tajani, sottolineando il problema dei prezzi dei carburanti per gli aerei ed un possibile rischio di riduzione dei voli. 

Media, nessun membro delegazione Usa è rimasto in Pakistan

Nessun membro della delegazione negoziale statunitense è rimasto in Pakistan dopo la conclusione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato un funzionario americano alla stampa al seguito del vicepresidente J.D. Vance, come riporta la Cnn, sottolineando come il fatto che nessun membro della delegazione, inclusi l’inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e i team tecnici, sia rimasto nella capitale pakistana evidenzia che non ci sarà un’immediata ripresa dei negoziati diretti, nemmeno a livello tecnico.

Tajani: "Preoccupa sospensione dialogo Usa-Israele"

“La sospensione del dialogo tra Iran e Stati Uniti ci preoccupa. Il nostro appello è che si possa riprendere un’altra tornata per cercare di sbloccare la situazione, continuare con il cessato del fuoco e liberare lo Stretto di Hormuz, che è un nodo fondamentale anche per la nostra economia”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione di Vinitaly a Verona.

Teheran: "Stretto Hormuz sotto nostro controllo, pedaggi in rial per transito"

Il vicepresidente del Parlamento iraniano, Haji Babaei, ha affermato che lo Stretto di Hormuz è “completamente” sotto il controllo iraniano, aggiungendo che i pedaggi devono essere pagati in rial, la valuta del paese. Lo riporta il Guardian citando l’agenzia di stampa Mehr. “250 membri del Parlamento hanno approvato all’unanimità il piano per lo Stretto di Hormuz e, secondo la formula della leadership, questa via navigabile strategica non è negoziabile in nessuna circostanza”, ha dichiarato. “Nonostante le sanzioni, le esportazioni di petrolio dell’Iran hanno superato 1,6 milioni di barili e oggi il petrolio del nostro paese è praticamente intoccabile. La nazione iraniana non cederà di un millimetro sulle sue richieste”, ha aggiunto Babaei.

Starmer: "Usa e Teheran trovino soluzione, evitare ulteriore escalation"

Il premier britannico Keir Starmer ha esortato sia l’Iran che gli Stati Uniti a “trovare una soluzione” dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riferisce Downing Street, come riporta la Bbc. In una conversazione con il Sultano dell’Oman, Starmer ha affermato che il proseguimento del cessate il fuoco è “vitale” e che “tutte le parti devono evitare un’ulteriore escalation”. In precedenza, il ministro della Salute britannico Wes Streeting ha dichiarato che è “deludente” che i colloqui iniziali per porre fine alla guerra in Iran si siano interrotti senza un accordo. Streeting ha difeso la decisione del Regno Unito di non intervenire nel conflitto.

Teheran ringrazia Pakistan: "Grandi sforzi per i negoziati"

“Riteniamo senza dubbio che la diplomazia dell’autorità sia un altro metodo, accanto alla lotta militare, per raggiungere i diritti del popolo iraniano, e non smetteremo un solo istante di impegnarci per consolidare i risultati ottenuti nei quaranta giorni di difesa nazionale iraniana. Apprezzo inoltre gli sforzi compiuti dal Paese amico e fratello del Pakistan per agevolare il processo di questi negoziati e porgo i miei saluti alla nazione pakistana”. Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione iraniana in occasione dei colloqui con gli Stati Uniti in Pakistan.

Teheran: "Usa non sono riusciti a guadagnare nostra fiducia"

“Prima dei negoziati ho sottolineato che noi abbiamo la buona fede e la volontà necessarie, ma a causa delle esperienze delle due guerre precedenti, non abbiamo fiducia nella controparte. I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati”. Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione iraniana in occasione dei colloqui con gli Stati Uniti in Pakistan.

Idf: "In raid nel sud del Libano distrutto un lanciarazzi"

L’esercito israeliano afferma di aver attaccato durante la notte un “lanciarazzi carico e pronto al lancio” a Jouaiya, nel sud del Libano. Come riporta Al Jazeera, le forze armate israeliane hanno dichiarato che il lanciarazzi è stato “attaccato e distrutto” prima che potesse colpire Israele. Israele ha continuato i suoi attacchi contro il Libano nonostante il cessate il fuoco di due settimane annunciato da Stati Uniti e Iran.

Nyt: "Hormuz, uranio e fondi congelati nodi tra Usa e Teheran"

Stretto di Hormuz, scorte di uranio arricchito e sblocco dei fondi iraniani all’estero: sono questi i principali punti di attrito che hanno impedito un accordo tra Stati Uniti e Iran nei colloqui conclusi senza intesa poco prima dell’alba di domenica, secondo quanto riporta il New York Times citando fonti iraniane. Al termine di oltre 20 ore di negoziati nella capitale pakistana, Washington ha dichiarato di aver presentato la propria “offerta finale”, senza ottenere il via libera di Teheran. Il vicepresidente JD Vance ha parlato di “linee rosse” non superabili, senza però specificarne i contenuti. Secondo due funzionari iraniani informati sui colloqui, tre dossier restano irrisolti: la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo, il destino di circa 900 libbre di uranio altamente arricchito e la richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di proventi petroliferi congelati all’estero. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto la riapertura immediata dello strategico passaggio, cruciale per il trasporto globale di petrolio. Teheran avrebbe invece rifiutato, proponendo di farlo solo nell’ambito di un accordo di pace definitivo, mantenendo così una leva negoziale. Sul piano economico, l’Iran ha chiesto anche risarcimenti per i danni subiti in sei settimane di attacchi aerei e lo sblocco dei fondi detenuti in diversi Paesi, tra cui Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania. Richieste respinte dalla delegazione americana. Altro nodo centrale è la richiesta avanzata dal presidente Usa, Donald Trump, di trasferire o vendere l’intero stock di uranio arricchito vicino alla soglia militare. Teheran ha presentato una controproposta, ma senza esito.

Londra: "Deludente mancato accordo tra Usa e Israele a Islamabad"

Nel Regno Unito, il ministro della Salute, Wes Streeting, ha definito “deludente” il fallimento dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran in Pakistan. “È ovviamente deludente non aver ancora assistito a una svolta nei negoziati e a una fine duratura di questa guerra in Iran. Ma come sempre in diplomazia, si continua a fallire finché non si raggiunge un successo. Quindi, anche se questi colloqui non si sono conclusi con un esito positivo, ciò non significa che non valga la pena continuare a provarci”, ha detto Streeting a Sky News. “Chiaramente, considerando l’impatto della guerra in Iran su questo Paese e su altri Paesi del mondo che non sono coinvolti, è nell’interesse di tutti che si raggiunga una svolta e che questa guerra cessi”, ha aggiunto.

Tre petroliere cariche di greggio passate attraverso Stretto Hormuz

Nonostante il fallimento dei negoziati a Islamabad, ieri tre superpetroliere cariche di petrolio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di navigazione. Lo riporta Sky News. Le tre petroliere, sottolinea Sky News, sembrano essere le prime navi ad uscire dal Golfo da quando Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per il cessate il fuoco. Centinaia di petroliere sono ancora bloccate nel Golfo, nella speranza di poter uscire durante il periodo di cessate il fuoco di due settimane.

Libano, almeno 11 morti negli attacchi israeliani nel sud del Paese

Sei persone sono state uccise in un raid israeliano nella città di Maaroub, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo ha riportato l’agenzia di stampa libanese Nna. In precedenza, sempre Nna aveva segnalato l’uccisione di cinque persone e diversi feriti in attacchi vicino alla città di Tiro.

Due petroliere arrivate in Stretto Hormuz tornano indietro

Due superpetroliere vuote hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz e raggiungere il Golfo Persico, ma hanno fatto dietrofront all’ultimo minuto. Secondo i dati di tracciamento navale, riporta l’emittente pakistana Ndtv, un trio di petroliere di grandi dimensioni, tutte senza collegamenti diretti con l’Iran, ha iniziato ad avvicinarsi allo Stretto proveniente dal Golfo dell’Oman nella tarda serata, arrivando nei pressi dell’isola iraniana di Larak nelle prime ore di domenica. A questo punto di controllo di fatto, la Agios Fanourios I, diretta in Iraq, e la Shalamar, battente bandiera pakistana e diretta all’isola di Das negli Emirati Arabi Uniti, hanno fatto inversione di marcia. Una terza imbarcazione, la Mombasa B, navigava più avanti e si è diretta tra le isole di Larak e Qeshm, una rotta approvata dall’Iran per accedere al Golfo Persico. Al momento non ha indicato una destinazione precisa. Le ragioni specifiche dietro i repentini cambi di rotta – e il terzo, riuscito passaggio – non sono chiare, dato che sia l’Iraq che il Pakistan avevano precedentemente ricevuto l’autorizzazione dall’Iran per attraversare lo Stretto. Ma il loro ripensamento è arrivato proprio mentre i negoziatori di Usa e Iran a Islamabad annunciavano di non essere riusciti a raggiungere un accordo.

Libano, almeno cinque morti in raid israeliano nel sud del Paese

Un attacco israeliano sulla città meridionale di Qana in Libano ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di altre. Lo riferisce l’agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna). Le squadre della protezione civile si sono adoperate per evacuare i feriti e trasportarli negli ospedali della vicina città di Tiro, ha dichiarato l’Nna. Israele ha inoltre lanciato attacchi separati contro altre comunità nel distretto di Tiro, ferendo almeno tre persone a Ma’raka. La città di Qana, ricorda Al Jazeera, è già stata vittima di massacri israeliani, tra cui quelli del 1996 e del 2006.

Teheran: "Diplomazia non finisce mai, colloqui continueranno"

L’Iran afferma che “la diplomazia non finisce mai” e che le consultazioni continueranno, dopo il mancato accordo con gli Usa nel primo round di negoziati in Pakistan. Secondo l’agenzia di stampa Irna, alla domanda se la diplomazia fosse terminata, Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniani, ha risposto affermando che “la diplomazia non finisce mai”. “L’apparato diplomatico è uno strumento per garantire, proteggere e preservare gli interessi nazionali”, ha dichiarato Baghaei ai media iraniani, aggiungendo che “Le consultazioni tra Iran, Pakistan e paesi amici e confinanti continueranno”

Delegazione iraniana lascia il Pakistan

La delegazione iraniana, che comprendeva il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, ha lasciato il Pakistan. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr. La notizia giunge dopo che il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha lasciato Islamabad affermando che non è stato raggiunto un accordo e che gli iraniani hanno respinto le richieste di Washington.

Teheran: "Negoziati falliti a causa di 2 o 3 questioni fondamentali"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato domenica che i negoziati con gli Stati Uniti sono falliti a causa di “un divario tra le nostre posizioni su due o tre questioni importanti”. “Alla fine i colloqui non hanno portato a un accordo”, ha dichiarato il portavoce Esmaeil Baqaei alla TV di Stato iraniana. Non ha specificato quali fossero tali questioni. Su alcuni argomenti, Baghaei ha affermato che i negoziatori statunitensi e iraniani “hanno effettivamente raggiunto una comprensione reciproca”. I negoziatori hanno discusso dello Stretto di Hormuz, ha detto Baghaei, ma non ha menzionato alcuna discussione sulle armi nucleari.

Trump rilancia articolo, ipotesi blocco navale come con il Venezuela

Dopo che i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si sono conclusi senza un accordo, il presidente americano Donald Trump ha condiviso sulla sua piattaforma Truth Social un articolo in cui suggerisce la possibilità di imporre un blocco navale all’Iran qualora quest’ultimo non accettasse le richieste statunitensi. L’articolo, intitolato ‘La carta vincente che il presidente ha in mano se l’Iran non cede: un blocco navale’, pubblicato dal sito filo-Trump Just the News, afferma che il blocco soffocherebbe l’economia iraniana e metterebbe sotto pressione gli alleati dell’Iran, Cina e India, che dipendono dalle esportazioni di petrolio iraniano. L’articolo sostiene che una simile mossa da parte di Trump “riproporrebbe la sua strategia di blocco di successo”, dopo che un precedente blocco navale “ha messo in ginocchio l’economia venezuelana” prima della cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio.

Teheran: "Nessuno si aspettava accordo in un solo incontro"

“Questi colloqui si sono svolti in un’atmosfera dominata non solo dalla sfiducia, ma anche dal dubbio e dal sospetto, a seguito di una guerra di 40 giorni avviata per la seconda volta in nove mesi da Stati Uniti e Israele. Pertanto, è naturale che non sia stato raggiunto alcun accordo in un unico incontro. In ogni caso, nessuno nutriva tale aspettativa”. Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei parlando alla televisione di Stato iraniana come riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, osservando come sia “naturale” che non si fosse raggiunto alcun accordo con gli Stati Uniti nelle 21 ore di colloqui a Islamabad, citando un clima di profonda sfiducia.

Pakistan: "Usa e Teheran rispettino cessate il fuoco"

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha esortato l’Iran e gli Stati Uniti a rispettare l’impegno di mantenere il cessate il fuoco, dopo che i due paesi hanno concluso i colloqui faccia a faccia, di portata storica, senza raggiungere un accordo. “È fondamentale che le parti continuino a rispettare l’impegno di cessate il fuoco”, ha affermato Dar. Ha aggiunto che il Pakistan continuerà a svolgere il proprio ruolo di mediazione e cercherà di continuare a facilitare il dialogo tra l’Iran e gli Stati Uniti nei prossimi giorni.

Vance lascia il Pakistan dopo negoziato fallito

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è salito a bordo del suo aereo di Stato alle 7:08 del mattino, ora locale, a Islamabad, con l’intenzione di lasciare il Pakistan dopo aver dichiarato che l’Iran si è rifiutato di fare marcia indietro sullo sviluppo di un’arma nucleare. È quanto riferisce un giornalista che viaggia con Vance. La guerra con l’Iran è iniziata alla fine di febbraio e i lunghi colloqui si sono conclusi dopo 21 ore.

Vance: "Colloqui con Teheran conclusi senza accordo"

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che i negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran si sono conclusi senza un accordo, dopo che gli iraniani si sono rifiutati di accettare le condizioni americane di non sviluppare un’arma nucleare. I colloqui ad alto rischio si sono conclusi dopo 21 ore, ha affermato Vance, con il vicepresidente in costante contatto con il presidente Donald Trump e altri esponenti dell’amministrazione. “Ma il fatto è che abbiamo bisogno di vedere un impegno preciso che non cercheranno di ottenere un’arma nucleare e che non cercheranno gli strumenti che permetterebbero loro di arrivare rapidamente a un’arma nucleare”, ha detto Vance ai giornalisti. “Questo è l’obiettivo principale del presidente degli Stati Uniti. Ed è quello che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati”. Il vicepresidente ha dichiarato di aver parlato con Trump “una mezza dozzina di volte, una dozzina di volte, nelle ultime 21 ore” e di aver parlato anche con il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti. “Siamo stati costantemente in contatto con la squadra perché stavamo negoziando in buona fede”, ha detto Vance, parlando da un podio davanti a due bandiere americane con gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner al suo fianco. “E ce ne andiamo da qui, ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice, un accordo che rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno”, ha aggiunto.

Falliti negoziati Iran-Usa, Vance lascia il Pakistan: "Non c'è l'accordo"

Si chiudono senza accordo i colloqui tra Stati Uniti e Iran ospitati a Islamabad, in Pakistan, dopo oltre 21 ore di negoziati. Secondo la Tv di Stato iraniana, il fallimento sarebbe dovuto alle “richieste irragionevoli” avanzate da Washington. Il vicepresidente americano JD Vance ha confermato lo stallo esottolineando l’assenza di un impegno definitivo di Teheran sull’abbandono del programma nucleare. Vance ha quindi annunciato il rientro negli Stati Uniti dopo aver presentato quella che ha definito “l’offerta finale migliore possibile”. Resta irrisolto anche il nodo legato allo stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha esortato entrambe le parti a rispettare il cessate il fuoco. Islamabad ha ribadito la volontà di proseguire nel ruolo di mediazione per favorire il dialogo.

 

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