Achille Lauro ha incantato Roma nella notte tra venerdì 17 aprile e sabato 18 aprile con uno spettacolo a sorpresa nella splendida cornice della Fontana di Trevi nel giorno dell’uscita del nuovo progetto musicale “Comuni Immortali” e per celebrare il primo anniversario di “Comuni Mortali”. Lo show era stato anticipato da un criptica storia su Instagram “Questa notte evento segreto, posti limitatissimi”.
Poi poco prima dell’inizio dall’esibizione altro messaggio social dell’artista: “Tra mezz’ora sarò alla Fontana di Trevi. Torno lì per festeggiare insieme, a mezzanotte, un anno di noi. Un anno dall’uscita del disco più importante della nostra storia, un legame infinito con voi e con Roma, la mia città, dove tutto è iniziato. Ricordo ogni momento passato lì, quanto il centro di quella città sembrava irraggiungibile”.
Il nuovo progetto “Comuni Immortali”
A un anno da “Comuni Mortali”, è uscito il 17 aprile su tutte le piattaforme digitali la nuova edizione speciale “Comuni Immortali” di Achille Lauro. Il progetto arriva dopo un anno da record che ha visto l’artista superare i 500.000 biglietti venduti tra il tour nei palazzetti (tutto sold out) e i live attesi negli stadi del 2026 e 2027, e riprende uno dei capitoli più significativi della sua carriera, ampliandone il racconto e proiettandolo oltre il tempo. Se il precedente disco si configurava come un lavoro di dediche intime – alla famiglia, agli affetti, alla propria città e all’amore – “Comuni Immortali” ne raccoglie l’eredità, ampliandone lo sguardo e portando il racconto personale verso una dimensione più collettiva.
All’interno di questo nuovo capitolo, il progetto si arricchisce di tre brani inediti, insieme all’inclusione di “Senza una stupida storia” e dell’ultimo singolo “In viaggio verso il Paradiso”, contribuendo ad ampliare e ridefinire l’universo narrativo e sonoro dell’album.
Focus-track del disco è “Comuni Immortali”, una dedica all’amore impossibile: un sentimento assoluto e irrisolto, per cui si sarebbe disposti a tutto pur di riviverlo. Un amore dal respiro epico, che richiama l’immaginario dei poemi omerici, in cui un comune
mortale arriva a sfidare gli dei pur di riaverlo.

