Iran, Pakistan: “Presto ospiteremo colloqui tra Teheran e Washington”. Netanyahu: “Crepe visibili nel regime”

Iran, Pakistan: “Presto ospiteremo colloqui tra Teheran e Washington”. Netanyahu: “Crepe visibili nel regime”
Da sinistra: il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty; im ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud; il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, nella foto di rito prima dell’inizio dei colloqui sull’Iran a Islamabad. (Foto: ministero degli Esteri del Pakistan via AP)

Intanto l’esercito iraniano si prepara a una possibile invasione Usa: “I loro soldati sarebbero buon cibo per squali”

Oltre 2000 morti da quando è iniziato il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. A dirlo è il ministero della Salute di Teheran, che ha sottolineato il numero di perdite tra i minori: 216 vittime. Intanto, Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato in un comunicato che prenderà di mira le università israeliane e americane nella regione, in rappresaglia per gli attacchi contro due università in Iran. Lo riportano i media di Teheran. I Pasdaran hanno parlato di “obiettivi legittimi” invitando dipendenti, professori e studenti delle università americane della regione a rimanere lontani dalle strutture per proteggere le proprie vite. Intanto, il regime diffonde nomi e foto dei presunti responsabili dell’attacco alla scuola femminile di Minab.

 “Ricordate questi due criminali. Leigh R. Tate, il comandante, e Jeffrey E. York, il secondo in comando della USS Spruance, che ordinarono il lancio di missili Tomahawk per ben tre volte, uccidendo 168 bambini innocenti in una scuola di Minab. Non hanno figli loro?”, si legge in uno dei tweet pubblicato dalle diverse ambasciate iraniane nel mondo.

Teheran attacca anche il presidente americano, Donald Trump, e risponde all’eventuale operazione di terra a cui starebbe pensando il tycoon. Per il portavoce dell’esercito iraniano, le truppe americane diventerebbero “buon cibo per gli squali del Golfo Persico”.

Nel frattempo non si fermani i missili israeliani contro il Libano: ieri, un attacco di Tel Aviv ha causato la morte di 3 giornalisti.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 29/03/26 07:37
Fine diretta: 29/03/26 23:00
Capo Centcom ha incontrato vertici Idf in Israele

Secondo quanto riferito alla Cnn da fonti della sicurezza americana, l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), ha incontrato oggi in Israele il tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), e altri alti generali israeliani. Secondo le fonti, l’incontro si è concentrato sulla guerra contro l’Iran e sugli sforzi per fermare la produzione di armi iraniane. 

Idf: "In corso attacchi a obiettivi governativi a Teheran"

L’aeronautica israeliana “sta conducendo una serie di attacchi a Teheran”. Lo annuncia l’Idf, aggiungendo che l’esercito israeliano “sta colpendo alcuni obiettivi del regime iraniano”, senza fornire ulteriori dettagli. Il comunicato dell’Idf arriva poco dopo la notizia rilanciata dai media iraniano di un blackout che ha colpito alcune zone di Teheran in seguito a dei raid aerei.

Teheran cerca coinvolgere Russia e Cina in garanzie su tregua

L’Iran non ha ancora fornito una risposta ufficiale alla proposta di cessate il fuoco in 15 punti del presidente americano Donald Trump, poiché cerca garanzie internazionali che i negoziati non siano una tattica ingannevole. Lo riporta Channel 12 citando fonti a conoscenza della questione. Secondo l’emittente israeliana, l’Iran sta cercando di ampliare il quadro di riferimento per includere non solo gli Stati del Golfo, ma anche altri attori, in particolare Russia e Cina. Sarebbe proprio questo il motivo del ritardo nella risposta. In questo momento funzionari israeliani e americani starebbero discutendo di operazioni militari coordinate nel caso in cui i colloqui tra Washington e l’Iran fallissero, e starebbero emergendo alcuni disaccordi sulle modalità operative da adottare durante lo svolgimento dei negoziati. Israele sta cercando di persuadere gli Stati Uniti che, anche in attesa della conclusione dei negoziati, è fondamentale continuare a colpire le infrastrutture di Teheran mentre gli americani si oppongono a questa posizione, temendo che tali attacchi possano compromettere il processo diplomatico. 

Blackout in alcune zone di Teheran dopo raid aerei

Una serie di blackout ha colpito alcune zone di Teheran e aree limitrofe a causa dei raid aerei alle infrastrutture del paese. Lo afferma il Ministero dell’Energia iraniano. “Le schegge hanno colpito una parte della rete elettrica nella provincia di Alborz, causando interruzioni di corrente in diverse zone di Teheran e nella città di Karaj”, sostiene il Ministero, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Le autorità stanno lavorando per ripristinare l’energia elettrica. 

Pakistan: "Presto ospiteremo colloqui tra Teheran w Washington"

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha affermato che Islamabad ospiterà presto colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran. Il diplomatico non ha specificato se i colloqui saranno diretti o indiretti. Non ci sono state al momento dichiarazioni in merito né dagli Stati Uniti né dall’Iran. “Il Pakistan è molto lieto che sia l’Iran che gli Stati Uniti abbiano espresso la loro fiducia nel nostro ruolo di facilitatori” nei colloqui, che si terranno nei “prossimi giorni”, ha dichiarato Dar in un discorso televisivo dopo l’incontro a Islamabad con i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita. I ministri dovrebbero incontrarsi nuovamente lunedì. Il Pakistan si è affermato come mediatore, vantando rapporti relativamente buoni sia con Washington che con Teheran. Funzionari pakistani hanno dichiarato che questo sforzo pubblico fa seguito a settimane di diplomazia discreta.

Costa: "Ue solidale con i Paesi del Golfo vittime di continui attacchi"
Il presidente del Consiglio dell'Ue, Antonio Costa. (Foto: Archivio LaPresse)

“L’Ue è solidale con i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di fronte ai continui raid aerei e attacchi con droni iraniani contro civili e infrastrutture nella regione. Questi attacchi devono cessare immediatamente”. Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Antonio Costa. “Nella mia telefonata di oggi con Mohamed bin Zayed Al Nahyan abbiamo discusso degli ultimi sviluppi. Ho ribadito che l’Ue sostiene gli Emirati Arabi Uniti, che sono stati tra i più colpiti. L’Ue continua a esortare tutte le parti a ridurre le tensioni e a dare una possibilità alla diplomazia, nell’interesse della sicurezza e della stabilità in Medioriente”, ha aggiunto.

In Libano oltre 1.200 vittime dall'inizio della guerra

Il bilancio delle vittime in Libano nella guerra in corso tra Israele e Hezbollah ha superato le 1.200 persone. Secondo il Ministero della Salute libanese, oltre 3.500 persone sono rimaste ferite dall’inizio di quest’ultima escalation militare. Tra le vittime figurano 52 operatori sanitari.

Wsj: "Scarse possibilità di giungere al cessate il fuoco"

Sarebbero “scarse” le possibilità di raggiungere un cessate il fuoco in Iran in quanto “sia Washington che Teheran avanzano richieste inaccettabili per l’altra parte”. E’ quanto sarebbe emerso nel corso dell’incontro a quattro a Islamabad al quale hanno presto parte i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Egitto e Turchia. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dei mediatori dei negoziati.

Netanyahu: "Crepe visibili nel regime di Teheran"

Dopo una valutazione della situazione presso il quartier generale del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane a Safed, alla presenza di alti ufficiali israeliani, il primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le azioni israeliane stanno creando “crepe visibili nel regime terroristico di Teheran”. Lo riportano i media dello Stato ebraico. “L’Iran non è più lo stesso, Hezbollah non è più lo stesso e Hamas non è più lo stesso. Sono nemici sconfitti che lottano per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto. Secondo Netanyahu “invece di essere sorpresi da loro, siamo noi a sorprendere loro. Siamo noi ad agire, ad attaccare, a prendere l’iniziativa e siamo profondamente penetrati nel loro territorio”.

Netanyahu ordina di ampliare zona cuscinetto nel sud del Libano
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. (Foto: Archivio LaPresse)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato di “ampliare ulteriormente l’attuale zona di sicurezza” nella parte meridionale del Libano in quanto Hezbollah “ha ancora la capacità di lanciarci razzi”. “Siamo determinati a cambiare radicalmente la situazione nel nord” di Israele, ha aggiunto.

Raid israelo-statunitense colpisce l'università di Tecnologia a Isfahan

L’Università di Tecnologia di Isfahan ha reso noto in un comunicato pubblicato dall’agenzia Fars di essere stata “presa di mira per la seconda volta da un brutale attacco aereo da parte di aggressori sionisti-americani”. “Secondo le prime informazioni, l’attacco a uno degli istituti di ricerca dell’università ha causato danni anche a diversi altri edifici e ha provocato lievi ferite a quattro membri del personale universitario”, aggiunge il comunicato.

Israele, zona industriale nel sud colpita da detriti di missile

In seguito a un lancio di missili iraniani che ha fatto scattare le sirene in tutto il sud di Israele, alcuni frammenti di missili intercettati sarebbero caduti su una fabbrica nella zona di Neot Hovav, nel Negev. I servizi di emergenza hanno riferito che una persona è rimasta leggermente ferita a seguito dell’impatto. Lo riporta Haaretz. I vigili del fuoco hanno segnalato una sospetta perdita di materiali pericolosi e hanno affermato che le squadre sul posto stanno lavorando per contenere e sigillare i contenitori danneggiati. Ai lavoratori delle fabbriche vicine è stato chiesto di evacuare la zona.

Dieci militari kuwaitiani feriti dopo un raid missilistico iraniano

Dieci militari kuwaitiani sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro un campo militare nel Paese del Golfo. Lo ha riferito su X l’esercito del Kuwait senza specificare la località dove è accaduto il fatto. L’esercito ha parlato di “danni materiali” aggiungendo che il Kuwait ha dovuto affrontare 14 missili balistici e 12 droni nelle ultime 24 ore.

Turchia, un migliaio di persone in piazza a Istanbul contro Usa e Israele
A Istanbul, protesta Pro-Pal che inneggia contro Donald Trump e Benjamin Netanyahu. (AP Photo/Khalil Hamra)

Domenica pomeriggio, quasi un migliaio di persone si sono radunate nel centro di Istanbul, nonostante la pioggia battente, per protestare contro i conflitti in corso in Iran, Libano e Palestina. Organizzata da diverse ONG religiose conservatrici, la manifestazione ha visto sfilare slogan come “Resistete, Gaza prevarrà” e “I musulmani non si piegano all’oppressione”, oltre a cartelli con scritte come “Israele assassino, Stati Uniti assassini” e critiche alla chiusura della moschea di Al-Aqsa da parte di Israele.

“Siamo qui per tutti gli oppressi del mondo. Libano, Iran, Palestina, ieri è stato il turno del Venezuela, domani probabilmente sarà Cuba, siamo qui per tutti loro”, ha dichiarato il manifestante Mehmet Yilmaz all’Associated Press. “Quando l’Iran lancia un missile, nonostante affermi che nessuno può ferirli con il suo Iron Dome, gli israeliani si rintanano nelle loro tane come topi non appena suonano le sirene”, ha detto Ekrem Saylan all’AP. “Cosa fanno gli iraniani? Scendono in piazza. Qui si tratta di fede, di convinzione. Se avessero fede, non avrebbero paura della morte”.

Il direttore di Arab News: "Teheran disposta ad avere il Pakistan come negoziatore"

“Mentre stiamo parlando, proprio adesso, ci sono negoziati in corso in Pakistan, a Islamabad per essere precisi: i ministri degli esteri di Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita si stanno incontrando per discutere le ultimissime a proposito dei negoziati con l’Iran”. Lo dichiara Faisal Abbas, direttore di Arab News, intervistato da Monica Maggioni durante il programma In mezz’ora su Rai 3. “Come è noto i vertici pakistani sono in stretto contatto con gli omologhi iraniani e ci sono dei gesti simbolici che indicano che l’Iran è disposto a consentire al Pakistan di essere negoziatore. Ci sono molti vantaggi in questo senso, perché il Pakistan gode di grandi rapporti con l’Arabia Saudita”. Così Faisal Abbas, direttore di Arab News a ‘In Mezz’ora’ su Rai3

L'ambasciatore israeliano a Roma: "Non manderemo truppe di terra"

“Nessuno” parla di “stivali sul campo” in Iran. “Il nostro obiettivo è quello di “indebolire il regime di Teheran e gettare le basi affinché il popolo possa prendere in mano il proprio futuro. Israele non vuole mandare truppe”. Lo ha affermato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, a ‘Diario della domenica’ su Retequattro.

Zelensky in Giordania: "La sicurezza è la massima priorità"
Uno scatto recente del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. (Suzanne Plunkett, Pool Photo via AP)

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di essere arrivato in Giordania dopo le tappe di ieri negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar. “La sicurezza è la massima priorità ed è importante che tutti i partner si impegnino a fondo per garantirla. L’Ucraina sta facendo la sua parte. Ci attendono incontri importanti”, ha scritto Zelensky su X, suggerendo che al centro degli incontri ci sarà il tema della difesa. Ieri l’Ucraina ha firmato con il Qatar un accordo di cooperazione in materia di difesa, e ha raggiunto un’intesa per la collaborazione sempre sulla difesa con gli Emirati.

Civili iraniani attraversano il confine con Iraq per cibo e connessione Internet

Alcuni iraniani hanno attraversato il confine con l’Iraq meridionale per acquistare generi alimentari a prezzi più bassi e accedere a Internet, poche ore dopo che un raid aereo ha interrotto gli scambi commerciali. Il raid è avvenuto intorno alle 3 del mattino e non è stato il primo dall’inizio della guerra, ha affermato Haider Abdul Samad, vicedirettore del valico di Shalamcha, senza fornire dettagli su vittime o sulla natura dell’attacco. L’elettricità è stata ripristinata e gli scambi commerciali sono ripresi a metà mattinata, ma Abdul Samad ha affermato che tali interruzioni sono diventate una routine nel contesto della guerra. Gli spostamenti transfrontalieri sono diminuiti significativamente, sebbene decine di iraniani continuino a entrare in Iraq alla ricerca di beni a prezzi più bassi, accesso a Internet e brevi visite ai familiari, prima di tornare nelle città vicine come Abadan e Ahvaz. Molti hanno descritto i raid statunitensi e israeliani come incessanti e spaventosi, ma hanno affermato che non se ne andranno. “Non c’è alcuna rassicurazione. Non sappiamo quando le nostre case potrebbero essere prese di mira”, ha detto Razzak Saghir Al-Mousawi, 71 anni, entrato in Iraq dall’Iran domenica. “Ho molta paura”, ha aggiunto.

Israele, incendio a sud di Be'er Sheva dopo un attacco di Teheran

Un vasto incendio sta divampando nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Be’er Sheva, in seguito all’ultimo attacco missilistico balistico iraniano. Ne dà notizia il Times of Israel che cita i servizi di soccorso israeliani. Al momento non sono stati segnalati feriti a seguito dell’impatto

Al Araby: "10 feriti in attacco a nostra sede a Teheran"

L’emittente televisiva qatariota Al Araby TV ha pubblicato un comunicato in cui ha condannato l’attacco all’edificio a Teheran, che ospita la sua sede, e ha riferito che 10 persone sono rimaste ferite. “La sede di Al Araby TV a Teheran, capitale dell’Iran, ha subito ingenti danni a causa di un attacco missilistico che ha preso di mira l’edificio che ospita gli uffici. L’attacco è avvenuto alle 8:45 ora locale di domenica 29 marzo. Ha colpito due piani dell’edificio: il secondo piano, che ospita un’attività commerciale civile, e il terzo piano, dove si trova la sede dell’emittente televisiva. La Mezzaluna Rossa iraniana ha segnalato 10 feriti nell’attacco. I primi rapporti sul campo e le testimonianze oculari indicano che l’attacco è stato effettuato con un missile lanciato da un drone”, si legge nella nota.

Al Araby afferma che l’edificio che ospita la sua sede a Teheran è un edificio commerciale situato nel quartiere di Heravi, nel nord-est della capitale. Al suo interno si trovano diversi uffici, attività commerciali e una società di servizi di trasmissione televisiva. “È importante sottolineare che l’attacco è avvenuto mentre il corrispondente di Al Araby TV, Hazem Kallas, era in diretta”, afferma l’emittente. Al Araby TV “condanna questo attacco a un edificio commerciale civile e afferma che mettere in pericolo i giornalisti o considerarli bersagli è contrario al diritto internazionale e alle pertinenti Convenzioni di Ginevra”, e “ribadisce che il suo staff a Teheran continuerà a fornire una copertura completa e professionale della guerra”.

Il Bahrein introduce un coprifuoco notturno alla navigazione marittima

Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha annunciato una restrizione temporanea alla navigazione per pescherecci e imbarcazioni da diporto. La restrizione sarà in vigore tutti i giorni dalle 18:00 alle 4:00, a partire da oggi e fino a nuovo avviso. Il provvedimento – viene spiegato – mira a garantire la sicurezza dei cittadini e dei residenti e a proteggere le coste del Bahrain nelle attuali condizioni. Le autorità esortano tutti i marittimi a rispettare gli orari di restrizione e ad evitare di avvicinarsi alle zone costiere per garantire la propria sicurezza ed evitare conseguenze legali.

Teheran: "I soldati Usa sarebbero buon cibo per squali"

Il portavoce dell’esercito iraniano, tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, ha affermato che qualsiasi invasione di terra da parte degli Stati Uniti avrebbe conseguenze catastrofiche e che le truppe americane diventerebbero “buon cibo per gli squali del Golfo Persico”. Lo riportano i media di Teheran. Zolfaqari ha definito il presidente americano, Donald Trump uno “squilibrato” che ha condotto le forze statunitensi in un “pantano di morte”.

Financial Times: "La guerra blocca le forniture di elio, è una minaccia per i chip e il settore sanitario"

La guerra in Iran blocca le forniture di elio, rappresentando una minaccia per i produttori di chip e il settore sanitario. Lo scrive il Financial Times. L’elio – viene spiegato – è utilizzato nella produzione di chip e negli scanner per risonanza magnetica. Il rapporto aggiunge che il Qatar, che rappresenta circa un terzo della produzione mondiale di elio, ha visto la sua produzione ridursi a causa del conflitto, mentre gli acquirenti in Asia e altrove si stanno affannando per assicurarsi forniture alternative.

Al via colloqui fra Pakistan, Egitto, Turchia e Arabia Saudita
Da sinistra: il ministro degli Esteri Saudita, il Principe Faisal bin Farhan Al-Saud; il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar; il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan; il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. I quattro stanno discutendo a Islamabad, in Pakistan, della guerra in Medio Oriente. (Foto: ministero degli Esteri pakistano via AP)

 In Pakistan si aprono i colloqui sulla guerra in corso in Medioriente. La televisione di stato pakistana ha mostrato il ministro degli Esteri Ishaq Dar ricevere Badr Abdelatty, primo ministro egiziano, Hakan Fidan, primo ministro turco, e il principe Faisal bin Farhan, primo ministro saudita, presso il Ministero degli Esteri, in vista dell’incontro di domenica. Secondo quanto riferito da funzionari, i colloqui esamineranno i progressi compiuti nei contatti indiretti in corso tra Washington e Teheran ed esploreranno le modalità per promuovere gli sforzi diplomatici volti a porre fine al conflitto. L’incontro di domenica si è svolto il giorno dopo che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dando vita a quelle che i funzionari hanno definito “ampie discussioni” sulla situazione regionale in evoluzione. 

Aspides invita a cautela in Mar Rosso: "Possibili attacchi Houthi"

L’operazione militare dell’Ue, Aspides, ha avvertito del fatto che potrebbero riprendere gli attacchi degli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro le navi mercantili che transitano nel raggio d’azione delle loro armi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. “Si consiglia a tutte le navi che navigano nelle aree sopra menzionate di procedere con cautela”, ha avvertito la missione in una nota. “In questa fase”, ha precisato, “valutiamo che le capacità militari degli Houthi rimangano intatte e consistenti”.

Marina minaccia portaerei Lincoln: "Se sarà a tiro la colpiremo"

Il contrammiraglio Shahram Irani, comandante della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran, ha minacciato di colpire la portaerei statunitense Abraham Lincoln “se sarà a tiro”. Ne ha dato notizia l’agenzia iraniana Tasnim. “Se questo gruppo si troverà di nuovo a tiro dei nostri missili, vendicheremo il sangue dei martiri lanciando vari tipi di missili dal mare lungo tutta la costa del Makran”, ha detto, sottolineando poi che “la parte orientale dello Stretto di Hormuz e del Mar d’Oman, considerata la porta d’accesso allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, è sotto il completo controllo della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran”. “Non vediamo l’ora di vendicarci”, ha avvertito. 

Emirati Arabi: "Nelle ultime 24 ore arrivati 16 missili e 42 droni"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea stanno rispondendo a ulteriori attacchi con missili e droni. Il ministero della Difesa ha affermato che i rumori che si sono sentiti in tutto il Paese oggi erano dovuti alle operazioni di intercettazione. Secondo il ministero, nelle ultime 24 ore gli Emirati Arabi Uniti hanno subito attacchi con 16 missili e 42 droni.

Teheran: "2.076 vittime da inizio guerra di cui 216 bambini"

Il ministero della Salute iraniano ha riferito che dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, sono state uccise nel Paese 2.076 persone tra cui 216 bambini. Lo riporta Al Jazeera. I feriti, secondo il conteggio sono 26.500, di cui 1.767 bambini. Oltre 330 strutture sanitarie e di emergenza sono state danneggiate.

Araghchi all'omologo pakistano: "Usa e Israele minano il diritto internazionale"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. (AP Photo/Vahid Salemi)

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo pakistano, Ishaq Dar, mentre i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita si stanno incontrando a Islamabad nel tentativo di dare impulso a una de-escalation. Durante il colloquio, Araghchi ha accusato Stati Uniti e Israele di minare il diritto internazionale. I continui attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, compresi quelli a infrastrutture, scuole e ospedali, dimostrano una “erosione del diritto internazionale”, ha detto, esortando gli attori regionali e globali ad agire.

Il ministro degli Esteri saudita è arrivato in Pakistan per i colloqui sulla guerra

Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, è arrivato in Pakistan per partecipare a un incontro dei paesi islamici incentrato sugli sforzi in corso per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri pakistano, le due parti terranno colloqui sull’evoluzione della situazione regionale. Durante la visita, il principe Faisal dovrebbe incontrare anche il primo ministro Shehbaz Sharif e altri funzionari pakistani.

Consigliere degli Emirati: "Accordo sulla fine della guerra includa garanzie chiare"

Un consigliere degli Emirati Arabi Uniti ha chiesto che qualsiasi accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente includa “garanzie chiare” affinché gli attacchi iraniani contro i paesi vicini non si ripetano. In un post sui social media, Anwar Gargash ha affermato che il governo iraniano è diventato “la principale minaccia” alla sicurezza del Golfo Persico. Ha chiesto poi un risarcimento per gli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture essenziali.

Teheran diffonde le foto dei presunti responsabili dell'attacco alla scuola di Minab

Il regime iraniano ha diffuso i nomi e le foto dei presunti responsabili dell’attacco alla scuola di Minab. “Ricordate questi due criminali. Leigh R. Tate, il comandante, e Jeffrey E. York, il secondo in comando della USS Spruance, che ordinarono il lancio di missili Tomahawk per ben tre volte, uccidendo 168 bambini innocenti in una scuola di Minab. Non hanno figli loro?”, si legge in uno dei tweet pubblicato dalle diverse ambasciate iraniane nel mondo.

Su media Teheran foto aereo Usa distrutto in attacco a base saudita

 Sui media iraniani stanno circolando delle immagini in cui, secondo quanto riportano gli stessi media, si vede l’aereo statunitense Awacs E-3 che è stato distrutto nell’attacco alla base saudita di Prince Sultan. Tra le testate che le pubblicano c’è anche l’agenzia Tasnim che riferisce della grande risonanza che stanno avendo queste foto sui media. 

Polizia israeliana ha impedito al card. Pizzaballa ingresso al Santo Sepolcro a Gerusalemme
Il cardinale Pizzaballa. (Foto: Archivio LaPresse)

“Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme”. Lo comunica il Patriarcato latino di Gerusalemme in una nota. “I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre procedevano privatamente e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, i Capi della Chiesa sono stati impediti di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro”, si legge nel testo. 

Esercito israeliano: "Ancora obiettivi da raggiungere"

Il portavoce militare israeliano, il colonnello Nadav Shoshani, parlando della guerra in Iran, ha detto ai giornalisti che le dichiarazioni dell’esercito relative al completamento imminente degli attacchi prioritari non significano che gli obiettivi complessivi si stiano esaurendo. “Ci sono molti altri gruppi di obiettivi e ce ne sono molti altri anche per quanto riguarda la produzione” di missili balistici, ha affermato. Il colonnello Shoshani ha detto poi che Israele e gli Stati Uniti stanno “lavorando in strettissimo coordinamento” per rispondere dopo che i ribelli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver lanciato missili contro obiettivi israeliani. Il portavoce si è rifiutato di fornire dettagli sulle operazioni contro il gruppo sostenuto dall’Iran, che controlla parti dello Yemen, ma ha affermato che Israele si è abituato ad affrontare ripetuti attacchi da parte degli Houthi, che da oltre due anni lanciano missili e droni contro Israele e obiettivi marittimi nel Mar Rosso.

In Libano funerali dei 3 reporter uccisi: "Morte a Usa e Israele"

Nella città di Choueifat, a sud di Beirut, si sono tenuti i funerali dei tre giornalisti uccisi ieri in un attacco aereo israeliano. I presenti hanno scandito slogan come “Morte all’America” e “Morte a Israele” mentre i corpi dei reporter venivano sepolti in un terreno incolto adibito a cimitero temporaneo durante la guerra. “Non è la prima volta che dei nostri colleghi vengono uccisi”, ha detto Mohammad Ali Badreddine, di al-Mayadeen, “è una grande perdita, erano tra le persone più brillanti e professionali, oltre che tra le più gentili”. Ali Shoeib, corrispondente dell’emittente televisiva al-Manar di Hezbollah, Fatima Ftouni, reporter dell’emittente panaraba al-Mayadeen, e suo fratello Mohammed, cameraman della stessa emittente, sono stati uccisi ieri in un attacco aereo contro la loro auto mentre documentavano la guerra tra Israele e Hezbollah nel sud del Libano. L’esercito israeliano ha affermato di aver preso di mira Shoeib, accusandolo di essere un agente dei servizi segreti di Hezbollah, senza fornire prove. Le autorità libanesi hanno condannato l’attacco definendolo un crimine di guerra.

Ghalibaf: "Siamo pronti all'arrivo delle truppe statunitensi"
A sinistra, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. (AP Photo/Eraldo Peres)

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato in un messaggio riportato dai media di Teheran che le forze iraniane sono pronte all’arrivo delle truppe statunitensi. Ghalibaf ha quindi criticato il presidente Usa Donald Trump per aver espresso la volontà di negoziare con l’Iran, mentre “pianifica segretamente un attacco di terra”. “Il nemico sta inviando ufficialmente un messaggio di negoziazione ma segretamente sta pianificando un attacco di terra”, ha affermato Ghalibaf, non sa che “i nostri uomini aspettano l’arrivo via terra dei soldati americani per incendiarli e punire per sempre i loro alleati regionali”.  “In questi giorni, si sentono diverse parole e dichiarazioni da parte dei funzionari nemici riguardo ai negoziati. L’America sta esprimendo i suoi desideri e dichiarando ciò che non ha ottenuto nella guerra in una lista di 15 punti, cercando di ottenerlo per via diplomatica”, “finché gli americani cercheranno la resa dell’Iran, la risposta dei vostri figli a questi desideri americani è chiara: “Guai a voi, la nostra umiliazione”, ha affermato Ghalibaf. Il presidente del Parlamento iraniano ha sostenuto che l’Iran è “in una grande guerra mondiale”. “Dobbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino a raggiungere la vetta” ma “siamo certi che potremo punire l’America e farla pentire, in modo che non desideri più attaccare l’Iran e che i diritti dell’Iran vengano rispettati”. 

Zelensky: "Sviluppare produzione congiunta di armi moderne ed efficaci"

Occorre “costruire sistemi di difesa comuni e moderni che abbiano dato prova di efficacia in guerra”, “dobbiamo sviluppare la produzione congiunta di armi moderne ed efficaci. Dobbiamo unire le nostre capacità affinché le persone possano vivere in pace in Europa, in Medio Oriente e in altre parti del mondo”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che solo questa settimana, la Russia ha impiegato oltre 3.000 droni da attacco contro le città e comunità ucraine, una parte significativa dei quali del tipo ‘Shahed’, oltre a più di 1.450 bombe aeree guidate e 40 missili di vario tipo, e che l’Ucraina “viene attaccata essenzialmente con gli stessi droni da attacco utilizzati contro i paesi del Medio Oriente e della regione del Golfo”. “Le armi balistiche vengono utilizzate contro di noi con lo stesso cinismo con cui vengono impiegate contro i nostri partner. La destabilizzazione dei mercati globali e il blocco delle rotte marittime non hanno lasciato indenne nemmeno un paese. E’ importante che il mondo non perda tempo né opportunità. Sono necessari sforzi chiari, decisi e coordinati per fornire una protezione reale alla vita e per fermare le guerre”, ha avvertito il leader ucraino.

Cremlino: "Da guerra conseguenze devastanti per l'economia globale"
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

 Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto all’agenzia Tass che “l’aggressione israelo-americana in Medio Oriente” ha già avuto “conseguenze devastanti” per l’economia globale e la situazione nella regione e ha rimarcato che questo impatto sarà “a lungo termine”. “Stiamo assistendo alle conseguenze estremamente devastanti di questa guerra per l’economia globale e la geopolitica regionale. È probabile che queste conseguenze non siano a breve termine; avranno un impatto a lungo termine”, ha detto Peskov, “ora dobbiamo solo avere pazienza e continuare a vedere quali saranno le conseguenze”.

Araghchi condanna uccisione reporter in Libano: "Assassinio mirato"

 Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha condannato l’uccisione di tre giornalisti in Libano da parte di Israele. Araghchi, in un post pubblicato sul suo canale Telegram, ha affermato che gli omicidi rappresentano un “assassinio mirato” e una “flagrante violazione del diritto internazionale”. Si tratta di un modo per mettere a tacere “le voci di coloro che dicono la verità”, ha aggiunto. Ieri un raid aereo israeliano ha preso di mira un’auto a Jezzine, in Libano, su cui viaggiavano tre giornalisti che sono rimasti uccisi. Tra loro Ali Shoeib, di al-Manar TV, e Fatima Ftouni, reporter di al-Mayadeen TV. 

Al Araby: "Nostra sede a Teheran colpita da missile"

 L’edificio, sede della redazione dell’emmittente televisiva qatariota Al-Araby TV a Teheran, è stato colpito da un missile. Il corrispondente ha documentato l’entità dei danni, girando dei video con il suo telefono cellulare che sono stati pubblicati sul sito della tv. L’edificio è stato evacuato. Anche altri palazzi della zona hanno riportato danni. Secondo l’emittente qatariota il missile che ha colpito l’edificio che ospita la sua sede a Teheran sarebbe israeliano. Il missile “ha causato ingenti danni, interrompendo le trasmissioni in diretta”, ha scritto Al Araby su X.

Idf, incursione in Libano dalla Siria: è la prima volta

 L’esercito israeliano ha riferito che forze d’élite hanno condotto, per la prima volta, un’incursione transfrontaliera dalla Siria al Libano. I riservisti dell’Unità Alpinistica, operanti sotto l’810ª Brigata Regionale “Montagna”, “hanno operato in un terreno montuoso complesso e hanno attraversato, arrampicandosi sulla neve, il Monte Hermon siriano fino alla zona del Monte Dov, nel Libano meridionale, per perlustrare l’area, raccogliere informazioni e individuare infrastrutture terroristiche nemiche”, ha affermato l’Idf. L’esercito israeliano, ricorda il Times of Israel, è schierato in nove postazioni nel sud della Siria dalla caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024, principalmente all’interno di una zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite al confine tra i due Paesi. Due postazioni si trovano sul versante siriano del Monte Hermon.

Siria, sventato attacco con droni da Iraq contro base Usa

 La Siria ha affermato di aver sventato un attacco di droni contro una base statunitense lanciato dall’Iraq. “Oggi, la base statunitense di Qasrak, situata sul nostro territorio, è stata attaccata da quattro droni lanciati dal territorio iracheno”, ha scritto su X il viceministro della Difesa Sipan Hemo, aggiungendo che “i droni sono stati abbattuti senza causare vittime”. “Riteniamo l’Iraq responsabile e lo esortiamo a impedire il ripetersi di attacchi che minacciano la nostra stabilità”, ha aggiunto. 

Oman: "Indaghiamo su provenienza attacchi contro di noi"

 Il ministero degli Esteri dell’Oman ha affermato che le autorità del Paese stanno indagando sulla “fonte e le motivazioni” dei recenti attacchi contro il sultanato, per i quali nessuna parte ha ancora rivendicato la responsabilità. Il ministero, citato da Al Jazeera, non ha specificato a quali attacchi si stesse riferendo, ma ieri due attacchi con droni hanno preso di mira il porto di Salalah, ferendo un operaio e danneggiando una gru. L’Oman rimane impegnato a perseguire una “politica di neutralità attiva”, ha affermato il ministero esortando poi le parti in conflitto a riprendere i negoziati. 

Idf rilevano altro attacco missilistico da Teheran

 Un altro attacco missilistico proveniente dall’Iran è stato rilevato dall’esercito israeliano (Idf). Si prevede che le sirene d’allarme risuoneranno nel sud dello Stato ebraico nei prossimi minuti, scrive il Times of Israel. 

Idf, completata un'altra ondata di attacchi a Teheran

 L’aeronautica israeliana ha “completato un’altra ondata di attacchi a Teheran e in altre zone dell’Iran”, secondo quanto dichiarato dalle forze armate dello Stato ebraico. L’Idf ha riferito che l’ondata di attacchi ha preso di mira siti infrastrutturali del regime iraniano. 

Ministro Esteri Egitto vede omologo pakistano, sforzi per de-escalation

 Il ministro degli Esteri egiziano incontra oggi a Islamabad il ministro degli Esteri pakistano per discutere degli sforzi volti a riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati e ad allentare le tensioni nella regione mediorientale, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Il ministero degli Esteri pakistano ha riferito che Ishaq Dar e il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty terranno colloqui bilaterali sugli sviluppi regionali. Il ministero degli Esteri egiziano ha affermato che l’incontro verterà sugli “sviluppi dell’escalation militare e sugli sforzi di de-escalation nella regione”. Durante una tappa in Qatar sabato, Abdelatty ha affermato che i loro sforzi mirano a stabilire un “dialogo diretto” tra Stati Uniti e Iran. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan è arrivato in Pakistan sabato sera. Il ministro degli Esteri saudita è atteso oggi a Islamabad. 

Media, 5 morti in attacco Usa e Israele a città vicino Stretto Hormuz
Navi da carico navigano nel Golfo Persico in direzione dello Stretto di Hormuz, negli Emirati Arabi Uniti. (Foto AP)

I media statali iraniani hanno riferito che gli Stati Uniti e Israele hanno preso di mira con attacchi missilistici una città portuale iraniana vicino allo stretto di Hormuz. Cinque persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite. “Il nemico americano-sionista ha compiuto un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro”, ha riferito l’agenzia Irna, come riportano i media internazionali.

Pasdaran minacciano di colpire università Israele e Usa

I Pasdaran hanno lanciato un avvertimento, affermando che considereranno le università israeliane e le sedi distaccate delle università americane nella regione “obiettivi legittimi”. “Se il governo degli Stati Uniti vuole che le sue università nella regione siano risparmiate, dovrebbe condannare i bombardamenti delle università” iraniane “entro le 12 di lunedì 30 marzo, con una dichiarazione ufficiale”, hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in un comunicato. I Pasdaran hanno poi chiesto agli Usa di impedire a Israele di colpire le università e i centri di ricerca iraniani, che sono stati attaccati nei giorni scorsi. E’ la prima volta che l’Iran minaccia di colpire le università israeliane e americane. 

Media, Pentagono valuta operazioni di terra per settimane
UNITED STATES - AUGUST 29: Aerial view of the Pentagon building. (Photo By Bill Clark/CQ Roll Call via AP Images)

 Il Pentagono si starebbe preparando a settimane di operazioni di terra in Iran. Lo riporta il Wadhington Post sul suo sito web. “Se il presidente Donald Trump approverà i piani, tale operazione segnerebbe una nuova fase della guerra, potenzialmente molto più pericolosa per le truppe statunitensi rispetto alle prime quattro settimane”, si legge nell’articolo del Washington Post.Secondo il rapporto del WP, qualsiasi operazione non comporterebbe un’invasione su vasta scala, ma si concentrerebbe piuttosto su missioni di operazioni speciali e specifiche operazioni di fanteria di terra.Il rapporto riferisce inoltre che, a causa dell’alto rischio che tali operazioni rappresenterebbero per i soldati americani, non era chiaro fino a sabato sera se Trump avrebbe approvato un’operazione del genere. 

Idf, colpiti depositi e comandi mobili iraniani

L’esercito israeliano su X comunica che infrastrutture del regime iraniano nel cuore di Teheran sono state colpite da una vasta ondata di attacchi. Tra i siti colpiti- si legge nel post dell’Idf su X-decine di depositi e siti di produzione di armi, diversi centri di comando mobili sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all’interno del quartier generale, impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano. 

Intercettato attacco missilistico contro Kuwait, attivate difese aeree

 Il Ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato un attacco missilistico ostile.L’agenzia di stampa kuwaitiana Kuna ha riferito che il portavoce del Ministero della Difesa, il colonnello Saud Al-Atwan, ha dichiarato domenica mattina che le esplosioni udite in alcune zone del Paese erano il rumore di intercettazioni, esortando la popolazione a rispettare le precauzioni di sicurezza indicate dagli organi competenti. 

Esercito Israele annuncia morte di un soldato in Libano

L’esercito israeliano annuncia su X la morte di un soldato nel sud del Libano. L’esercito ha identificato il soldato come Moshe Yitzhak HaCohen Katz, affermando che è stato ucciso in battaglia nel sud del Libano. Nel post su X, l’esercito ha riferito che altri tre soldati sono rimasti feriti. 

Israele intercetta missile iraniano, scattate sirene nel Negev

 Le sirene sono state attivate nel Negev e nella zona del Mar Morto in Israele. L’emittente Channel 12 riferisce che l’esercito israeliano ha intercettato un missile iraniano e che l’attacco ha fatto scattare le sirene nel Negev, come riporta Al Jazeera. 

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