Iran, raid di Israele colpisce un’auto: morti 3 giornalisti in Libano. 2500 marines arrivati in Medio Oriente – La diretta

Iran, raid di Israele colpisce un’auto: morti 3 giornalisti in Libano. 2500 marines arrivati in Medio Oriente – La diretta
L’auto su cui sono morti giornalisti in Libano, a causa dell’attacco di Israele (AP Photo/Mohammed Zaatari)

Il Pentagono sta valutando l’invio di altri 10.000 soldati di terra in Medio Oriente

Gli Stati Uniti potrebbero presto schierare oltre 17.000 soldati di terra alle porte dell’Iran, e il presidente Usa Donald Trump dovesse dare il via libera.  Lo riferisce il Wall Street Journal. Il Pentagono sta valutando l’invio di altri 10.000 soldati di terra in Medio Oriente, anche mentre Trump valuta i colloqui di pace con Teheran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Ciò si aggiungerebbe ai circa 5.000 marines e ai 2.000 paracadutisti dell’82esima Divisione aviotrasportata già inviati nella regione. 

Intanto si continua a combattere: l’esercito israeliano fa sapere che sta sferrando attacchi contro “obiettivi del regime terroristico iraniano in tutta Teheran”. Colpita da un attacco iraniano una base americana in Arabia Saudita: una decina i feriti.

Guerra in Iran
Guerra in Iran – Tutte le notizie di oggi 28 marzo
Inizio diretta: 28/03/26 07:00
Fine diretta: 28/03/26 23:00
Raid israeliani nel Libano meridionale provocano la morte di 17 persone

Attacchi israeliani nel Libano meridionale provocano la morte di 17 persone. Nella provincia di Tiro, un attacco aereo avvenuto sabato sera nella città di Hanniyeh ha causato la morte di sette persone, sei siriani, tra cui un bambino, e un libanese, e il ferimento di altre nove, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. Nella provincia di Nabatiyeh, un attacco a Deir al-Zahrani ha causato sette morti e otto feriti, mentre un altro attacco a Kfartabnit ha provocato tre morti e quattro feriti.

Teheran: "Usa e Israele hanno colpito deliberatamente le università"

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver attaccato “deliberatamente” “numerose università e centri di ricerca” durante la guerra, tra cui l’Università di Tecnologia di Isfahan e l’Università di Scienza e Tecnologia di Teheran. “L’aggressione americano-israeliana contro l’Iran continua a rivelare il suo vero obiettivo: paralizzare le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del nostro Paese prendendo di mira sistematicamente università, centri di ricerca, monumenti storici e scienziati di spicco”, ha affermato Baghaei in un post su X.

Zelensky: "Mosca ha fornito a Teheran foto base Usa colpita in Arabia"

La Russia ha scattato immagini satellitari della base aerea statunitense Prince Sultan in Arabia Saudita per tre volte nei giorni precedenti all’attacco iraniano che ha ferito soldati americani. Lo ha affermato in un’intervista alla Nbc il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un’intervista rilasciata sabato in Qatar. Zelensky ha affermato di essere “sicuro al 100%” che la Russia stia condividendo tali informazioni con l’Iran per aiutare a colpire le forze statunitensi in tutto il Medioriente. “Credo che sia nell’interesse della Russia aiutare gli iraniani. E so che si scambiano informazioni”, ha confermato. Zelensky ha affermato che, in base all’esperienza ucraina, le ripetute fotografie scattate dalla Russia alle installazioni per diversi giorni sono un’indicazione di pianificazione di un attacco. “Sappiamo che se scattano delle immagini, si stanno preparando. Se le scattano una seconda volta, è come una simulazione. La terza volta significa che tra uno o due giorni attaccheranno”, ha argomentato.

Violenti raid in corso su tutta Teheran

Violenti attacchi sono segnalati su tutta Teheran. Secondo testimoni i raid sono stati pressoché continui per circa due ore. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato una “ondata di attacchi” su Teheran, prendendo di mira le infrastrutture governative.

Pahlavi: "No a negoziati, regime non sarà mai partner onesto"

Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo scià, ha espresso la sua opposizione ai negoziati di pace con gli attuali leader iraniani, affermando che rappresenteranno sempre una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. “L’unica cosa su cui si può contare da parte dei resti di questo regime è guadagnare tempo, imbrogliare e rubare. Non saranno mai partner onesti o veri per la pace”, ha detto intervenendo alla Conservative Political Action Conference in Texas. Pahlavi ha affermato che il governo iraniano avrebbe utilizzato i negoziati come un modo per “guadagnare tempo” prima di tornare a quelle che ha definito le sue “vecchie tattiche jihadiste di minaccia all’America”.

 

Media, piano di invasione curda saltato per fuga di notizie

Secondo un’inchiesta di Channel 12 i pesanti attacchi compiuti da Israele e Stati Uniti verso il nord-ovest dell’Iran all’inizio della guerra in corso avevano come obiettivo quello di spianare la strada a un’invasione da parte delle forze curde “fino a Teheran”. Alla base – viene spiegato – ci sarebbe stato un piano elaborato dal Mossad secondo il quale decine di migliaia di combattenti curdi armati avrebbero dovuto attraversare il confine dall’Iraq nei primi giorni della guerra, con la copertura aerea statunitense e israeliana. Il loro compito sarebbe poi stato quello di unirsi ai combattenti curdi all’interno dell’Iran, fornendo loro armi, impegnando le forze iraniane e contribuendo a riaccendere le proteste diffuse nel paese. All’interno dei gruppi curdi – viene spiegato ancora – ci sarebbe stato un ampio consenso in merito alla necessità di “cooperare per rovesciare il regime”. L’invasione però sarebbe stata rinviata a causa di una fuga di notizie quando lo scorso 4 marzo Fox News disse che un’offensiva era iniziata. Le fughe di notizie quindi consentirono a Teheran di rendersi conto di ciò che stava per accadere consentendo alle autorità iraniane di impiegare da una parte risorse militari e dall’altra sforzi diplomatici con l’Iraq per impedire il realizzarsi dello scenario auspicato da Usa e Israele.

Il servizio di Channel 12 spiega come il Mossad stava lavorando al piano da anni e, sebbene l’intelligence militare israeliana ritenesse che avesse scarse possibilità di successo, l’operazione fu presentata sia in Israele che negli Stati Uniti come “blindata”, nella convinzione che “i curdi avrebbero fatto la loro parte”. Questa valutazione avrebbe aiutato Benjamin Netanyahu a convincere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a procedere con gli attacchi congiunti contro l’Iran iniziati lo scorso 28 febbraio.

Houthi rivendicano lancio drone verso città israeliana Eilat

I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato il lancio di un drone in direzione di Eilat, città turistica israeliana sul Mar Rosso, avvenuto questa sera. In una dichiarazione, gli Houthi affermano di aver lanciato una “salvezza di missili da crociera e droni che hanno preso di mira diversi obiettivi vitali e militari” nel sud di Israele. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato che un drone è stato abbattuto sopra Eilat questa sera e che, in mattinata, un missile da crociera proveniente dallo Yemen è stato intercettato prima di raggiungere i confini di Israele.

 

Pezeshkian sente Sharif: "Grazie a sforzi Pakistan per mediazione"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dalla presidenza di Teheran, durante una telefonata con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif “ha ringraziato il Pakistan per gli sforzi di mediazione volti a fermare l’aggressione contro la Repubblica islamica”. La telefonata è avvenuta mentre i ministri degli esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia si preparano a incontrare i funzionari pakistani a Islamabad per colloqui sulla guerra.

Raid israeliano uccide caporale dell'esercito libanese

L’esercito libanese ha segnalato un altro attacco israeliano in cui sono rimasti uccisi dei militari. In un comunicato ripreso da Al Jazeera il comando dell’esercito di Beirut ha affermato che un caporale è rimasto ucciso nell’ultimo attacco alla città meridionale di Kfar Tebnit.

Ministro Esteri pakistano sente Araghchi, dialogo è l'unica via

Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. Dar, tramite il suo profilo X, ha sottolineato di aver detto al diplomatico iraniano che “il dialogo e la diplomazia rimangono l’unica via percorribile per una pace duratura”. Il ministro degli Esteri pakistano ha inoltre evidenziato “l’importanza della cessazione di tutti gli attacchi e le ostilità” spiegando che il Pakistan “rimane impegnato a sostenere tutti gli sforzi volti a ripristinare la pace e la stabilità regionale”.

Ministri Esteri di Egitto e Turchia arrivati in Pakistan

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan sono arrivati a Islamabad per partecipare a un incontro sulla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e sulla situazione in Medioriente. Lo scrive Al Jazeera. La riunione è stata convocata dal vice primo ministro del Pakistan, Ishaq Dar.

 

Teheran consentirà transito maggior numero navi pakistane da Hormuz

Il ministro degli Esteri pakistano ha dichiarato che l’Iran ha acconsentito al transito di altre 20 navi battenti bandiera pakistana attraverso lo Stretto di Hormuz. Ishaq Dar ha scritto su X che, in base all’accordo, due navi pakistane avrebbero attraversato quotidianamente la strategica via navigabile. “Si tratta di un gesto benvenuto e costruttivo da parte dell’Iran, che merita apprezzamento”, ha affermato Dar. “È un presagio di pace e contribuirà a portare stabilità nella regione.”

Media, ucciso responsabile ricerca programma nucleare Teheran

Ali Fouladvand, responsabile della ricerca presso l’Organizzazione iraniana per l’innovazione e la ricerca difensiva (SPND), erede del programma nucleare iraniano precedente al 2004, è stato ucciso insieme ad alcuni membri della sua famiglia in un raid aereo su Borujerd sabato mattina. Lo riporta Iran International spiegando che l’uomo era sopravvissuto a un precedente attacco durante la guerra dei dodici giorni dello scorso giugno, nel quale sua moglie, Masoumeh Pirhadi, era rimasta uccisa.

Proteste in Israele contro la guerra, almeno 18 arresti

Secondo quanto annunciato dalla polizia israeliana almeno 18 persone sono state arrestate questa sera durante le manifestazioni contro la guerra con l’Iran. Lo riporta il Times of Israel. Tra gli arrestati figurano 13 manifestanti a Tel Aviv e cinque ad Haifa. Proteste si svolgono anche a Gerusalemme e Beersheba.

Pasdaran condannano attacco su casa presidente Kurdistan iracheno

I Pasdaran hanno condannato l’attacco avvenuto sulla casa del presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha affermato che l’attacco “è un esempio di attacco terroristico perpetrato dai nemici dell’aggressore”, riferendosi a Usa e Israele. “Questi attacchi terroristici dimostrano i tentativi malevoli dei nemici guerrafondai di minare la pace, la stabilità e la cooperazione regionale tra la regione del Kurdistan e i paesi limitrofi”, hanno aggiunto i Pasdaran.

Oms: nove paramedici uccisi in raid sul sud del Libano

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che nove paramedici sono stati uccisi e altri sette feriti in cinque distinti attacchi contro strutture sanitarie nel Libano meridionale. “Negli incidenti odierni, squadre di medici che lavoravano in cinque villaggi libanesi sono state colpite mentre erano in servizio sul campo. A Zoutar al-Sharqiya, cinque operatori sanitari sono stati uccisi in un attacco e due sono rimasti feriti, uno in modo grave. Altri due operatori sanitari sono stati uccisi e tre feriti a Kfar Tibnit; un paramedico è morto in un attacco a una struttura sanitaria a Ghandouriyeh, mentre un altro è stato ucciso in un attacco a Jezzine. Due persone sono rimaste ferite in un attacco a Kfar Dajjal”, ha scritto su X il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“I ripetuti attacchi alle strutture sanitarie stanno gravemente compromettendo l’erogazione dei servizi nel Libano meridionale. Quattro ospedali e 51 centri di assistenza sanitaria di base sono ora chiusi, limitando significativamente l’accesso alle cure essenziali in un momento in cui sono più necessarie. Diverse altre strutture sanitarie hanno subito danni parziali e operano a capacità ridotta”, ha aggiunto Ghebreyesus. ” Gli operatori sanitari sono protetti dal diritto internazionale umanitario e non dovrebbero mai essere presi di mira. L’unico modo per porre fine a queste tragedie è porre fine, ora, agli attacchi contro le strutture sanitarie!”, ha concluso.

Media, in raid su base Usa in Arabia gravi danni ad aereo da ricognizione

L’ attacco missilistico iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha danneggiato un E-3 Sentry americano , un velivolo di allerta e controllo aereo fondamentale per la gestione del campo di battaglia e il tracciamento di droni, missili e aerei a centinaia di chilometri di distanza. Lo riporta il Wall Street Journal.

Macron sente Barzani: "Iraq non sia trascinato nel conflitto"

“Sono appena stato a colloquio con il Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. Gli ho espresso il mio sostegno a seguito dell’inaccettabile attacco che ha colpito la sua residenza a Dohouk questa mattina. Questo sviluppo, molto preoccupante, si aggiunge a una recrudescenza degli attacchi contro le istituzioni irachene, come quello che ha causato la morte di sei Peshmerga questa settimana e per il quale ho fatto pervenire al presidente Barzani tutte le mie condoglianze”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “La sovranità dell’Iraq, e del Kurdistan al suo interno, è indispensabile per la stabilità regionale. Tutto deve essere fatto per evitare che l’Iraq venga trascinato nell’escalation in corso. La Francia resta al fianco dei suoi partner iracheni”, ha aggiunto.

Reza Pahlavi: "Pronto a guidare transizione al momento giusto"

Il figlio dell’ultimo scià iraniano in esilio Reza Pahlavi ha dichiarato sabato a un gruppo di conservatori statunitensi di essere pronto a guidare una transizione che lo allontani dalla Repubblica islamica e ha affermato che, quando arriverà il “momento giusto”, inviterà il popolo iraniano a insorgere. Pahlavi ha parlato per quasi 30 minuti alla Conservative Political Action Conference, che si tiene nei pressi di Dallas, venendo interrotto più volte da applausi e ovazioni. Ha elogiato il presidente Donald Trump per aver avviato l’azione militare contro l’attuale governo iraniano. “Riuscite a immaginare l’Iran passare dalla morte all’America e poi a Dio benedica l’America?”, ha detto.
“Il presidente Trump sta rendendo l’America di nuovo grande. Io intendo rendere di nuovo grande l’Iran”, ha affermato ancora.

142 persone rimaste ferite in Israele nelle ultime 24 ore

Il ministero della Salute israeliano riferisce che nelle ultime 24 ore sono state ricoverate in ospedale 142 persone, portando il totale dei feriti di guerra in Israele a 5.689. Secondo il ministero fra i feriti, 132 rimangono ricoverati in ospedale, 15 dei quali in gravi condizioni e uno in condizioni critiche.

Hezbollah ha lanciato 250 razzi contro Israele in 24 ore

Secondo le Forze di Difesa Israeliane Hezbollah ha lanciato circa 250 razzi dal Libano contro Israele nelle ultime 24 ore. Tuttavia, i militari affermano che la stragrande maggioranza dei razzi era diretta contro le truppe impegnate nel Libano meridionale, e solo 23 proiettili hanno oltrepassato il confine con Israele.

Houthi lanciano secondo missile verso Israele, intercettato

 I ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato un secondo missile verso Israele, poche ore dopo il primo che li ha visti entrare nella guerra con l’Iran, ha riferito sabato alla Cnn una fonte della sicurezza israeliana. Secondo la fonte, il movimento ribelle sostenuto dall’Iran ha lanciato un missile da crociera. Entrambi i missili sono stati intercettati e non si sono registrati feriti né danni. 

Trump valuta ritiro truppe Usa dalla Germania

Ritirare le truppe Usa dalla Germania, sarebbe una delle idee che Donald Trump sta valutando dopo che gli alleati hanno respinto la sua richiesta di inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il Telegraph. Fonti vicine al presidente americano hanno precisato che si tratterebbe di una mossa che il tycoon che ha preso in considerazione sin dal suo ritorno in carica lo scorso anno. “La frustrazione che proviamo nei confronti degli europei è molto reale”, ha affermato una fonte dell’amministrazione. 

Idf: "Nei prossimi giorni completeremo raid su siti industria militare"

 L’Idf ritiene di poter completare nei prossimi giorni gli attacchi contro quasi tutti i principali siti dell’industria militare iraniana. Lo scrive il Times of Israel. Finora, nel corso della guerra, l’aeronautica israeliana ha colpito migliaia di infrastrutture dell’industria militare iraniana, pari a circa il 70%, e l’esercito afferma di essere vicino a colpire circa il 90% dei siti chiave utilizzati per sviluppare armi che minacciano Israele.

In Libano 1.189 vittime da inizio guerra fra Hezbollah e Israele

 Il ministero della Salute di Beirut ha dichiarato sabato che 47 persone sono state uccise e 112 ferite nelle ultime 24 ore. Secondo il ministero, dall’inizio dell’ultima guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo, il bilancio totale dei morti è salito a 1.189 e quello dei feriti a 3.427. 

Idf, bombardato quartier generale centro industria militare navale

L’aeronautica israeliana ha bombardato il quartier generale dell’Organizzazione iraniana per le industrie marittime, incaricata della produzione di armi e navi militari. Lo scrive il Times of Israel citando un comunicato dell’Idf. Secondo quanto affermato dai militari, il quartier generale attaccato è responsabile della “ricerca, dello sviluppo e della produzione di una vasta gamma di armamenti navali, tra cui navi di superficie e sottomarine, equipaggiamenti con e senza equipaggio, nonché motori e armi”

Attaccata casa presidente Kurdistan iracheno: è illeso

 Il primo ministro iracheno, Mohammed Shia al-Sudani, ha condannato l’attacco alla casa del presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. Lo scrive Al Jazeera citando un comunicato dell’ufficio del primo ministro iracheno. Al-Sudani – viene spiegato – avrebbe parlato al telefono con Barzani. L’attacco sarebbe avvenuto nelle prime ore di questa mattina, stando a fonti della sicurezza.

Emirati, danni significativi a impianto produzione alluminio

Il conglomerato statale di alluminio degli Emirati Arabi Uniti, Emirates Global Aluminum (EGA), ha dichiarato che il suo stabilimento di produzione di Al Taweelah ha subito “danni significativi” a seguito degli attacchi missilistici e con droni iraniani contro la zona economica di Khalifa ad Abu Dhabi, avvenuti nella giornata di oggi. In una dichiarazione riportata da Al Jazeera, EGA ha affermato che numerosi dipendenti sono rimasti feriti negli attacchi, sebbene nessuno sia in condizioni critiche, e che la valutazione dei danni è ancora in corso. 

2.500 marines arrivati in Medioriente

La USS Tripoli con a bordo circa 2.500 marines è arrivata in Medioriente. Lo ha annunciato sabato il Comando Centrale degli Stati Uniti. La nave della marina Usa e i marines che si trovano a bordo hanno base in Giappone e stavano conducendo esercitazioni nell’area intorno a Taiwan quando, quasi due settimane fa, è stato ordinato loro di trasferirsi in Medioriente. Oltre ai Marines, la portaerei ha a bordo anche aerei da trasporto e da combattimento, nonché mezzi d’assalto anfibi. 

Attacco missilistico in centro Israele, bilancio sale a 11 feriti

 E’ salito a 11 feriti il bilancio dell’attacco missilistico iraniano che ha colpito il centro di Israele. Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom ha riferito che 11 persone sono rimaste leggermente ferite a Eshtaol, vicino Gerusalemme. Alcune sono state ferite dall’impatto dell’esplosione, altre mentre correvano verso i rifugi. Tra i feriti, secondo i medici, ci sono un uomo di 75 anni il cui tetto è crollato e un uomo di 47 anni la cui porta d’ingresso è stata divelta dall’esplosione. 

Pasdaran, individuate e disinnescate 120 bombe a grappolo

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver individuato e disinnescato 120 bombe a grappolo nella provincia meridionale di Fars. Le munizioni sarebbero state sganciate durante gli attacchi di Usa e Israele di alcuni giorni fa nel villaggio di Kafri e nelle zone limitrofe, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, citata da Al Jazeera. 

Idf, 9 soldati feriti in due attacchi nel sud del Libano

 L’esercito israeliano ha affermato che nove soldati sono rimasti feriti in due diversi attacchi nel sud del Libano. Tra loro anche due ufficiali che hanno riportato ferite gravi. L’Idf ha affermato che gli incidenti sono avvenuti durante il fuoco di missili anticarro e il lancio di un razzo contro le truppe israeliane.

Per Idf uno dei reporter uccisi in Libano era "agente di Hezbollah"

L’esercito israeliano ha affermato, senza fornire prove, che uno dei due giornalisti uccisi nel raid aereo nel sud del Libano è stato preso di mira perché sospettato di essere un agente dei servizi segreti di Hezbollah. La dichiarazione di Israele sul corrispondente dell’emittente televisiva Al-Manar, Ali Shoeib, ricalca le precedenti accuse mosse dall’Idf contro giornalisti palestinesi presi di mira durante la guerra contro Hamas. L’esercito israeliano ha affermato che Shoeib, un noto corrispondente di guerra libanese, “operava sistematicamente per smascherare le posizioni dei soldati (israeliani) che operavano nel sud del Libano”. L’esercito lo ha anche accusato di mantenere contatti con militanti di Hezbollah e di incitare all’odio contro truppe e civili israeliani, senza fornire ulteriori dettagli. L’emittente televisiva Al-Mayadeen, con sede a Beirut, ha affermato che la sua reporter Fatima Ftouni è stata uccisa nello stesso raid aereo, insieme a Shoeib. L’esercito israeliano non l’ha menzionata nella sua dichiarazione. L’emittente televisiva Al-Manar non ha risposto alle accuse israeliane, ma ha riportato la notizia dell’uccisione del reporter in un raid aereo, descrivendolo come una persona “che si distingueva per la sua professionalità e credibilità nel raccontare gli eventi”. 

Qatar e Ucraina firmano accordo di cooperazione in materia di difesa

Il Qatar e l’Ucraina hanno firmato un accordo di cooperazione in materia di difesa, che prevede lo scambio di competenze nel contrasto ai missili e ai sistemi di droni, secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa del Qatar. L’intesa è stata siglata durante la visita del presidente Volodymyr Zelensky nel Paese del Golfo. 

Kiev smentisce attacco a deposito sistemi anti-drone a Dubai

Il ministero degli Esteri dell’Ucraina ha smentito l’informazione riportata dalle agenzie di stampa iraniane secondo cui Teheran avrebbe preso di mira e distrutto un deposito ucraino di sistemi anti-drone, situato a Dubai. I media iraniani avevano poi riferito che nel deposito si trovavano 21 ucraini, suggerendo che probabilmente fossero rimasti uccisi. “Si tratta di una menzogna, smentiamo ufficialmente questa informazione”, ha riferito il ministero ucraino come riporta Ukrainska Pravda. “Il regime iraniano conduce spesso operazioni di disinformazione di questo tipo, e in questo non è diverso dai russi”, ha sostenuto Kiev.  Kiev smentisce attacco a deposito sistemi anti-drone a Dubai

Araghchi: "Scettici su sforzi diplomatici, richieste Usa irragionevoli"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una telefonata con il suo omologo turco, ha detto che Teheran è scettica sui recenti sforzi diplomatici per fermare la guerra in Medioriente. Secondo un resoconto della telefonata diffuso dai media statali iraniani, Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di avanzare “richieste irragionevoli” e di mostrare “azioni contraddittorie” che hanno sollevato dubbi sulla possibilità di un accordo. Le recenti mosse degli Stati Uniti, ha affermato, senza specificare quali, hanno “aumentato il pessimismo” da parte iraniana. Nel resoconto della conversazione fornito da Teheran viene affermato poi che il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha assicurato ad Araghchi che “il pessimismo dell’Iran nei confronti dell’altra parte è comprensibile perché l’Iran è stato due volte oggetto di attacchi e aggressioni militari nel bel mezzo di negoziati”. 

Sette feriti in attacco missilistico nel centro di Israele

 Sette persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico iraniano contro una città nel centro di Israele. Ne ha dato notizia il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom. Alcune persone sono rimaste ferite a causa dell’impatto dell’esplosione a Eshtaol, vicino Gerusalemme, altre sono rimaste ferite mentre cercavano rifugio. 

Media, morti reporter in raid Israele contro loro auto in Libano

 Il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour ha riferito che un raid aereo israeliano ha preso di mira un’auto a Jezzine, in Libano, su cui viaggiavano dei giornalisti che sono rimasti uccisi. Le vittime sarebbero Ali Shoeib, giornalista di al-Manar TV, con suo figlio, un videomaker, e Fatima Ftouni, giornalista di al-Mayadeen TV, e suo fratello, anche lui videomaker. L’emittente televisiva Al-Manar, legata a Hezbollah, ha confermato che il suo corrispondente Ali Shoeib è stato ucciso nel sud del Libano. L’emittente Al-Mayadeen di Beirut ha comunicato che la sua reporter Fatima Ftouni è rimasta uccisa nello stesso raid aereo. Shoeib era un noto corrispondente di guerra nel Paese, dove aveva seguito gli eventi nel sud del Libano per Al-Manar per quasi trent’anni. Ftouni aveva appena effettuato un collegamento in diretta dal sud del Paese poco prima dell’attacco nella regione di Jezzine. L’attacco è avvenuto pochi giorni dopo che un raid aereo israeliano su un appartamento nel centro di Beirut ha ucciso Mohammed Sherri, responsabile dei programmi politici di Al-Manar, e sua moglie. 

Unicef: "Oltre 370.000 bambini costretti a lasciare loro case in Libano"

 “In sole tre settimane, più di 370.000 bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case in Libano, in media almeno 19.000 ragazze e ragazzi sono sfollati ogni giorno. Per rendersi conto della portata del fenomeno, è come se ogni 24 ore centinaia di scuolabus pieni di bambini scappassero per salvarsi la vita”. E’ quanto afferma in una nota Marcoluigi Corsi, rappresentante dell’Unicef in Libano. In meno di un mese, circa il 20% della popolazione del Libano è stata sfollata, ha aggiunto, sottolineando che “la rapidità e la portata di questo fenomeno sono sconcertanti”. In tutto il Paese, oltre 1 milione di persone si trovano ora sfollate, molte delle quali per la seconda, terza o addirittura quarta volta. Si tratta di uno sfollamento di massa improvviso e caotico, che sta separando le famiglie e svuotando intere comunità, con conseguenze che si faranno sentire a lungo anche dopo che la violenza si sarà placata, sottolinea l’Unicef.  “L’esaurimento mentale ed emotivo che grava sui bambini del Libano è devastante. Senza aver avuto nemmeno un attimo per riprendersi dal trauma dell’ultima escalation, avvenuta appena 15 mesi fa, (i bambini) vengono nuovamente sradicati con la forza. Questo ciclo senza sosta di bombardamenti e sfollamenti sta aggravando gravemente le loro ferite psicologiche, radicando una paura profonda e minacciando di causare danni emotivi gravi e duraturi”, ha rimarcato il rappresentante dell’Unicef in Libano, Marcoluigi Corsi.Oggi, oltre 135.000 sfollati interni, molti dei quali sono bambini, hanno trovato rifugio in più di 660 centri di accoglienza collettivi. Le condizioni di vita sono sempre più difficili. Molte famiglie sfollate vivono in contesti informali, sovraffollati e insicuri, tra cui edifici in costruzione, spazi pubblici e veicoli. La crisi economica del Libano e l’infrastruttura ormai logora limitavano già la capacità del Paese di soddisfare i bisogni primari; oggi, quell’infrastruttura sta cedendo sotto la pressione, sottolinea l’Unicef, i servizi essenziali di cui i bambini hanno bisogno per la loro sopravvivenza e il loro futuro stanno subendo gravi interruzioni. In zone come la Bekaa e Baalbek, i bombardamenti hanno distrutto serbatoi idrici e stazioni di pompaggio fondamentali, privando decine di migliaia di persone dell’accesso all’acqua potabile. Inoltre, con circa 435 scuole pubbliche che ora fungono da centri di accoglienza, l’istruzione di oltre 115.000 studenti è stata bruscamente interrotta. 

Teheran, preso di mira deposito ucraino di sistemi anti-drone a Dubai

 L’esercito iraniano ha affermato che “contemporaneamente agli attacchi contro i nascondigli di comandanti e soldati americani a Dubai, che hanno causato numerose vittime, è stato preso di mira e distrutto un deposito ucraino di sistemi anti-drone, situato a Dubai per supportare l’esercito americano”. Ne dà notizia l’agenzia iraniana Mehr. 

La portaerei Usa Gerald Ford arrivata in Croazia per riparazioni
Iran

 La portaerei statunitense Gerald R. Ford, è arrivata in Croazia a Spalato per riparazioni dopo aver fatto tappa a Creta. Il potenziale coinvolgimento degli Houthi nel conflitto in Iran potrebbe complicare il dispiegamento della Gerald R. Ford. Il ritorno della portaerei nel Mar Rosso potrebbe esporla allo stesso ritmo di attacchi che videro impegnata la USS Dwight D. Eisenhower nel 2024 e la USS Harry S. Truman nella campagna americana contro gli Houthi del 2025. 

Kuwait: due porti danneggiati da missili e droni

In Kuwait i porti di Mubarak Al Kabeer e Shuwaikh sono stati danneggiati da attacchi di droni e missili nelle ultime 24 ore. Ne ha dato notizia il ministero della Difesa del Paese, affermando che le forze armate hanno risposto a quattro missili balistici, un missile da crociera e sette droni. Non sono state segnalate vittime. 

Cinque paramedici libanesi uccisi in attacco israeliano

Almeno cinque paramedici sono stati uccisi in un attacco israeliano nel sud del Libano avvenuto oggi. Ne ha dato notizia l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese, secondo quanto riporta Al Jazeera. Erano “persone che sono state martirizzate mentre svolgevano il loro dovere umanitario nel raid aggressivo contro la città di Zawtar al-Gharbiyah oggi”, ha scritto in una nota l’Associazione degli Scout del Messaggio Islamico.

Premier Pakistan informa Pezeshkian su sforzi diplomatici per fine guerra

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha riferito di aver avuto “ampie discussioni” con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sulle ostilità regionali in corso e sugli sforzi volti a porre fine alla guerra. Pezeshkian è stato informato sugli sforzi diplomatici del Pakistan, compiuti dal ministro degli Esteri Ishaq Dar e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Maresciallo Asim Munir, per coinvolgere gli Stati Uniti, i Paesi del Golfo e altri Paesi islamici al fine di creare condizioni favorevoli ai colloqui di pace, ha affermato l’ufficio di Sharif in una nota. Sharif ha espresso la speranza che “si possa trovare collettivamente una via percorribile per porre fine alle ostilità” durante la conversazione, durata più di un’ora. Pezeshkian ha elogiato gli sforzi di pace del Pakistan, sottolineando la necessità di costruire fiducia per facilitare il dialogo e la mediazione, secondo quanto riportato nella dichiarazione. 

Pasdaran: "Presa di mira nave statunitense al largo dell'Oman"

Un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che le forze di Teheran hanno preso di mira una nave di supporto militare statunitense “a notevole distanza dal porto di Salalah, in Oman”. Ne dà notizia Al Jazeera affermando che in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, si legge: “come già annunciato, la Repubblica Islamica dell’Iran rispetta la sovranità nazionale del fraterno e amico Oman”.

Pezeshkian a Paesi vicini: "Se volete sicurezza non aiutate Usa"

 Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha avvertito i Paesi del Golfo di non aiutare gli Usa se vogliono sicurezza. “Abbiamo ripetuto più volte che l’Iran non effettua attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira.Ai paesi della regione: se volete sviluppo e sicurezza, non permettete ai nostri nemici di condurre la guerra dai vostri territori”, ha affermato Pezeshkian su X. 

Houthi valutano chiusura stretto di Bab al-Mandab

 I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno riferito che stanno valutando la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab che congiunge il Mar Rosso con il golfo di Aden. “Abbiamo sviluppato un piano per impedire il passaggio delle navi israeliane attraverso lo stretto di Bab al-Mandab”, ha detto un alto consigliere Houthi citato dll’emittente qatariota Al-Araby. Il gruppo ha rivendicato oggi la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele, il primo dall’inizio della guerra in Iran. 

Bahrein: 20 attacchi missilistici e 23 con droni in ultime 24 ore

Il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta statunitense, ha dichiarato che i suoi sistemi di difesa aerea hanno reagito a 20 attacchi missilistici e 23 attacchi di droni nelle ultime 24 ore. Ciò porta il numero totale di proiettili lanciati contro il Paese a maggioranza sciita a 174 missili e 385 droni dall’inizio della guerra in Iran, il 28 febbraio. 

Idf: uccisi due alti funzionari di unità comunicazioni Hezbollah

L’Idf ha affermato di aver ucciso due alti funzionari dell’unità comunicazioni di Hezbollah in un attacco aereo a Beirut durante la notte. Ne dà notizia Times of Israel spiegando che le vittime sono Ayyoub Hussein Yaacoub e Yasser Mohammad Mubarak, entrambi membri di spicco dell’unità, che secondo l’esercito è responsabile del “mantenimento della continuità delle comunicazioni” all’interno di Hezbollah e della supervisione dello “sviluppo, della manutenzione e dell’utilizzo dei sistemi di comunicazione” impiegati dal gruppo. L’Aeronautica e la Marina israeliane hanno effettuato decine di attacchi aerei contro siti di Hezbollah in tutto il Libano durante la notte, anche a supporto delle truppe di terra che operano nel sud. 

6 i feriti in attacco missilistico ad Abu Dhabi

Il bilancio dei feriti dell’attacco missilistico avvenuto questa mattina ad Abu Dhabi è salito da cinque a sei. Un cittadino pakistano è rimasto ferito a causa della caduta di detriti nelle vicinanze della zona economica Khalifa di Abu Dhabi, in seguito all’intercettazione di un missile balistico da parte dei sistemi di difesa aerea. L’attacco ha provocato tre incendi nella zona, che sono stati domati.

Raid aereo ha colpito Università Scienza e Tecnologia di Teheran

 Un raid aereo ha colpito l’Università di Scienza e Tecnologia di Teheran, in Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. L’attacco ha danneggiato edifici adibiti alla ricerca e alla didattica, ha riferito Irna citando l’ufficio stampa dell’università. 

Teheran: "Attacco aereo vicino alla centrale nucleare di Bushehr"

Un attacco aereo ha colpito l’area della centrale nucleare iraniana di Bushehr poco prima di mezzanotte, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana per l’energia atomica. L’attacco, il terzo in 10 giorni, non ha causato danni materiali e non ci sono state vittime, secondo l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran. Non sono stati segnalati guasti tecnici presso l’impianto. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha dichiarato di essere stata informata dell’attacco da Teheran. 

Pakistan annuncia riunione con Arabia Saudita, Turchia ed Egitto

Il ministero degli Esteri del Pakistan ha annunciato di aver organizzato un incontro a Islamabad “per consultazioni” con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto in cui verrà affrontato il tema della guerra in Iran. “Su invito del vicepremier e ministro degli Esteri, Mohammad Ishaq Par, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, e il ministro degli Esteri dell’Egitto, Badr Abdelatty, visiteranno Islamabad dal 29 al 30 marzo 2026. Durante la visita, i ministri degli Esteri avranno approfonditi colloqui su una serie di questioni, tra cui gli sforzi per allentare le tensioni nella regione. Le personalità in visita incontreranno anche il premier”, si legge in una nota del ministero degli Esteri del Pakistan.

Kuwait: "Danni ad aeroporto internazionale per attacco con droni"

 L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che l’aeroporto internazionale del Paese è stato colpito da attacchi con droni. Gli attacchi, ha aggiunto, hanno gravemente danneggiato i sistemi radar dello scalo. Al momento non sono state segnalate vittime.

Houthi: "In guerra finché non cesserà aggressione"

 I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, dopo aver rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele, il primo dall’inizio della guerra in Medioriente, hanno avvertito che le loro operazioni “continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi dichiarati e fino a quando non cesserà l’aggressione contro tutti i fronti della resistenza”. Lo riporta Al Jazeera.

Houthi rivendicano responsabilità attacco missilistico contro Israele

 I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele, il primo dall’inizio della guerra in Medioriente. Il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare del gruppo, ha rilasciato una dichiarazione a riguardo questa mattina tramite l’emittente televisiva satellitare dei ribelli, Al-Masirah. L’esercito israeliano ha affermato di aver intercettato il missile. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che venerdì Saree aveva segnalato, in una dichiarazione ambigua, che i ribelli si sarebbero uniti alla guerra che ha sconvolto la regione e scosso l’economia globale.

Oltre due dozzine di soldati Usa feriti in attacchi a base aerea saudita

Fonti consultate da Associated Press hanno riferito che più di due dozzine di soldati statunitensi sono rimaste ferite negli attacchi iraniani contro una base aerea saudita nei giorni scorsi. L’Iran ha lanciato sei missili balistici e 29 droni contro la base aerea saudita Prince Sultan in un attacco avvenuto venerdì che ha ferito almeno 15 soldati, di cui cinque in modo grave, secondo le fonti, che hanno parlato a condizione di rimanere anonime. Funzionari statunitensi avevano inizialmente riferito che almeno 10 soldati erano rimasti feriti, di cui due in modo grave. La base era già stata attaccata due volte all’inizio della settimana, compreso un incidente che ha ferito 14 soldati statunitensi, secondo fonti informate. Situata a circa 96 chilometri dalla capitale saudita Riyadh, la base è gestita dalla Royal Saudi Air Force, ma è utilizzata anche dalle truppe statunitensi. 

Thailandia annuncia accordo per attraversare Stretto Hormuz

La Tailandia ha raggiunto un accordo con l’Iran per consentire alle petroliere thailandesi di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato sabato il Primo Ministro del Paese del Sud-est asiatico. Lo riporta Al Arabija sul sito web. Le forze iraniane hanno di fatto ridotto al minimo il traffico marittimo attraverso lo stretto durante la guerra in Medio Oriente, iniziata alla fine del mese scorso.  È stato raggiunto un accordo che consentirà alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il Primo Ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa, aggiungendo che questo sviluppo attenuerà le preoccupazioni relative alle importazioni di carburante.”Con questo accordo in vigore, c’è maggiore fiducia che interruzioni come quelle verificatesi all’inizio di marzo non si ripeteranno”, ha aggiunto.Secondo l’Agenzia statunitense per l’informazione energetica (EIA), oltre l’80% del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto (GNL) che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz è destinato all’Asia. 

Israele: "Primo missile in arrivo da Yemen"

 Israele afferma di aver ricevuto il primo missile in arrivo dallo Yemen, mentre la guerra in Medio Oriente si intensifica. Gli attacchi sembrano essersi intensificati nella guerra in Medio Oriente con il conflitto Usa-Iran, compresi gli attacchi contro le installazioni nucleari iraniane e un attacco missilistico iraniano che ha ferito militari statunitensi e danneggiato aerei in una base in Arabia Saudita. Ieri l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che Teheran ha accettato di “facilitare e accelerare” gli aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz. Il piano di aiuti rappresenterebbe la prima svolta in questa cruciale via navigabile dopo un mese di guerra. Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha ribadito il suo desiderio che l’Arabia Saudita e Israele normalizzino le relazioni al termine del conflitto, sebbene permangano ostacoli significativi.

Ieri il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha diffuso una dichiarazione preregistrata in cui delineava diverse modalità con cui i ribelli potrebbero unirsi alla guerra a sostegno dell’Iran.”Affermiamo di essere pronti a intervenire militarmente in ognuno dei seguenti casi”, ha dichiarato Saree. Tra questi casi, “la continuazione dell’escalation contro la Repubblica Islamica e l’Asse del Jihad e della Resistenza, come dettato dal teatro delle operazioni militari”.

Wsj, Usa potrebbero schierare oltre 17mila soldati in Medio Oriente

Se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovesse dare il via libera, gli Stati Uniti potrebbero presto schierare oltre 17.000 soldati di terra alle porte dell’Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal. Il Pentagono sta valutando l’invio di altri 10.000 soldati di terra in Medio Oriente, anche mentre Trump valuta i colloqui di pace con Teheran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Ciò si aggiungerebbe ai circa 5.000 marines e ai 2.000 paracadutisti dell’82esima Divisione aviotrasportata già inviati nella regione. Le truppe aggiuntive includerebbero probabilmente fanteria, veicoli corazzati e supporto logistico, spiega il Wsj, osservando che si tratta di un numero di gran lunga inferiore ai 150.000 soldati che gli Stati Uniti hanno schierato nel marzo 2003 per invadere l’Iraq, un paese molto più piccolo dell’Iran sia in termini di superficie che di popolazione.

Trump: "Sempre al fianco degli alleati Nato, forse non serve più difenderli"

Il presidente Usa Donald Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti ridurrebbero la propria spesa per proteggere gli altri paesi della NATO, dopo che alcune nazioni europee hanno respinto le sue richieste di sostegno nella sua guerra contro l’Iran. Lo riporta la Cnn. “Penso che sia stato un errore enorme che la NATO non fosse presente”, ha detto Trump a Miami.“Questo farà guadagnare molti soldi agli Stati Uniti perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per la NATO, centinaia di — per proteggerli, e saremmo sempre stati lì per loro, ma ora, viste le loro azioni, immagino che non sia più necessario, vero?”, ha detto inoltre. “Perché dovremmo esserci per loro se loro non sono lì per noi?”, ha aggiunto Trump.

10 soldati feriti in attacco a base Usa in Arabia Saudita, 2 sono gravi

Almeno 10 militari americani sono rimasti feriti nell’attacco alla base aerea “Prince Sultan”, secondo quanto riferiscono due funzionari statunitensi a conoscenza della situazione. Due dei soldati hanno riportato ferite gravi, ha riferito uno dei funzionari. Le fonti hanno parlato in forma anonima per poter discutere di questioni militari delicate. 

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