Continua il conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran: ondata di attacchi di Israele su Beirut e Teheran. Droni su ambasciata Usa a Baghdad. Esplosioni a Dubai. Secondo l’esercito israeliano sono stati uccisi altri due leader iraniani: il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij, il generale Gholam Reza Soleimani.
Intanto da Israele torna a farsi sentire Benjamin Netanyahu, che su X ha pubblicato un video in cui si mostra con l’ambasciatore americano Mike Huckabee. I due scherzano sulle condizioni di salute del premier, dato per morto nei giorni scorsi dall’Iran. “Sì, sono vivo“, sorride Netanyahu.
Crossing names off the list is good – doing it shoulder to shoulder with our American friends is even better.
— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) March 17, 2026
Good to see Ambassador @GovMikeHuckabee. Always a pleasure.
🇮🇱🇺🇸 pic.twitter.com/FZrZN03IZI
Il dipartimento di Stato ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche americane nel mondo di avviare “immediatamente” valutazioni sulla sicurezza, alla luce della “situazione in corso ed in evoluzione in Medio Oriente e il potenziale rischio di effetti a cascata”. E’ quanto contenuto in un cablogramma visionato dal Washington Post. Il cablogramma stabilisce che “Tutte le sedi nel mondo” devono convocare i propri Comitati di Azione d’Emergenza (EAC) e rivedere la propria “postura di sicurezza”. Il documento reca la firma del segretario di Stato Marco Rubio e precisa che l’ordine proviene dal sottosegretario per la Gestione, Jason Evans. Sebbene ordini analoghi siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l’ordine di martedì, sottolinea il Washington Post, sembra segnare la prima occasione in cui a tutte le sedi a livello globale è stato imposto di rivedere i propri protocolli di sicurezza a causa del conflitto con l’Iran.
“Dopo una vita dedicata all’elevazione dell’Iran e della Rivoluzione Islamica, ha finalmente realizzato il suo desiderio a lungo coltivato, ha risposto alla chiamata della verità e ha raggiunto con orgoglio il nobile traguardo del martirio sul fronte del servizio”, si legge nella dichiarazione del consiglio, secondo cui Larijani è stato ucciso insieme a suo figlio Morteza Larijani, al capo del suo ufficio, Alireza Bayat, nonché a diverse guardie.
Dopo le uccisioni di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu esorta gli iraniani a scendere in piazza per celebrare l’antica ‘Festa del fuoco’. “Nelle ultime 24 ore abbiamo eliminato due dei capi terroristi, i massimi capi terroristi di questa tirannia”, ha dichiarato Netanyahu dal bunker del comando dell’aeronautica militare a Kirya, Tel Aviv, come riporta Times of Israel. “I nostri aerei stanno colpendo i terroristi sul territorio, agli incroci, nelle piazze cittadine”, ha affermato. “Questo per permettere al coraggioso popolo iraniano di celebrare la ‘Festa del fuoco’”. “Festeggiate e siate felici del Nowruz”, ha aggiunto Netanyahu, rassicurando il popolo iraniano che “vi stiamo osservando dall’alto”.
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran ha confermato la morte di Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, dopo che Israele aveva rivendicato in mattinata la sua uccisione in attacchi mirati. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr.
Un comandante di Hamas che stava pianificando attacchi “imminenti” contro le truppe è stato ucciso ieri in un raid israeliano nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet. L’attacco ha ucciso Younes Mohammed Hussein Alian, identificato dall’esercito e dallo Shin Bet come il capo della forza navale di Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale. Secondo l’Idf, Alian stava lavorando per ripristinare le capacità di Hamas nel nord di Gaza e aveva pianificato di condurre attacchi contro le truppe israeliane operanti nella Striscia e nello Stato di Israele nell’immediato futuro. “Il terrorista è stato colpito proprio dopo aver rappresentato una reale minaccia per le truppe dell’Idf”, si legge nel comunicato dei militari israeliani.
Non si segnalano feriti nell’ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro il sud di Israele. Secondo le prime valutazioni militari, il missile è stato probabilmente intercettato. Si tratta del decimo attacco iraniano contro Israele nella giornata odierna.
La Russia sta intensificando la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l’Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni per aiutare Teheran ad individuare e attaccare le forse Usa nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza dei fatti. Le tecnologie fornite da Mosca a Teheran, scrive il Wsj, comprendono componenti per la modifica dei droni Shahed, per migliorarne le capacità di comunicazione, navigazione e puntamento. La Russia sta inoltre mettendo a frutto l’esperienza acquisita nell’impiego dei droni in Ucraina, offrendo indicazioni tattiche sul numero di velivoli da impiegare nelle operazioni e sulle quote di volo più idonee da cui sferrare gli attacchi.
Cinque droni sono stati lanciati questa sera da Hezbollah dal Libano contro il nord di Israele. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tutti e cinque sono stati intercettati. Nel corso dell’attacco, decine di razzi sono stati lanciati contro il nord di Israele. Alcuni razzi sono stati intercettati, altri hanno colpito aree aperte, sebbene almeno uno abbia raggiunto un’abitazione a Karmiel, causando danni, secondo quanto riferito dai servizi di soccorso.
Il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano responsabile degli affari civili nei Territori palestinesi, ha informato il capo dell’Unicef della “sospensione delle spedizioni di aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza provenienti dall’Egitto e coordinate dall’agenzia, a seguito dello sventamento di un tentativo di contrabbando di tabacco e prodotti a base di nicotina, rilevato oggi al valico di Kerem Shalom, all’interno di spedizioni di aiuti umanitari coordinate dall’agenzia”. Lo ha reso noto lo stesso Cogat in un post sui social. La sospensione – viene spiegato – “rimarrà in vigore fino a quando l’agenzia non fornirà i risultati di un’indagine completa, nonché una risposta ufficiale in merito”.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno recentemente ordinato alle forze armate di eliminare immediatamente qualsiasi figura di spicco iraniana o di Hezbollah non appena i servizi segreti lo consentano, senza attendere la consueta autorizzazione da parte delle catene di comando militari e politiche. Lo riferisce l’eimittente Channel 12, secondo cui la direttiva mira a evitare ritardi nelle operazioni durante l’attuale campagna di attacchi statunitense-israeliana in Iran e i combattimenti di Israele contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran, in Libano. Il rapporto fa seguito agli omicidi mirati di ieri sera contro gli alti funzionari iraniani Ali Larijani e Gholamreza Soleimani.
“La violenza ha nuovamente causato la morte tra i bambini palestinesi in Cisgiordania. Il 14 marzo, due fratelli, di 5 e 7 anni, sono stati uccisi dalle forze israeliane nella città di Tammun in Cisgiordania insieme ai loro genitori all’interno della loro auto. Da gennaio 2025, 65 bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est – circa un bambino ogni settimana – e più di 760 sono rimasti feriti. La maggior parte di queste morti è stata causata da munizioni vere”. Lo dichiara Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicef per il Medioriente e il Nord Africa. “Per i bambini che sopravvivono a questi episodi, le conseguenze sono profonde. Alcuni rimangono colpiti da disabilità permanenti che segneranno il resto della loro vita. Molti bambini devono fare i conti con profonde ferite psicologiche dopo aver assistito all’uccisione violenta e alle ferite inflitte ad amici e familiari”, spiega. “L’Unicef”, continua, “esorta le Autorità Israeliane ad adottare misure immediate e decisive per proteggere i bambini palestinesi e tutelare il loro diritto alla vita in conformità con il diritto internazionale. Le autorità devono garantire una responsabilità trasparente e rigorosa nei casi in cui dei bambini vengano uccisi o mutilati e intraprendere azioni efficaci per scoraggiare ulteriori violenze”.”Le autorità devono inoltre adempiere al loro obbligo di garantire l’accesso umanitario e l’assistenza medica ai feriti”, conclude.
Le sirene d’allarme risuonano in diversi insediamenti nel nord della Cisgiordania a causa del lancio di razzi dal Libano. Non sono stati segnalati feriti negli attacchi, sebbene, secondo i servizi di soccorso israeliani, si registrano alcuni danni a causa della caduta di frammenti di razzi intercettati.
“Mojtaba Khamenei non è stato visto di recente e non abbiamo avuto sue notizie. In ogni caso, non è al sicuro. Lo cercheremo, lo troveremo e lo elimineremo”. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Idf Effie Defrin, citato dai media israeliani, a proposito della nuova Guida Suprema dell’Iran.
“Stiamo vivendo una giornata molto significativa in questa guerra. Con il passare dei giorni, aggraviamo i danni al regime iraniano. Troveremo tutti i leader iraniani, ovunque e in qualsiasi momento”. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Idf Effie Defrin, citato dai media israeliani.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha confermato la morte del comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno affermato che Soleimani è stato ucciso in un “attacco da parte del nemico americano-sionista”. Soleimani, che ha guidato le forze Basij negli ultimi sei anni e ha supervisionato le operazioni di sicurezza interna, “ha svolto un ruolo strategico e senza precedenti nell’ammodernare la struttura popolare e jihadista delle forze Basij, nello sviluppare movimenti costruttivi, nell’eliminare le privazioni e nel fornire assistenza ai gruppi oppressi e vulnerabili”, si legge
L’aeronautica israeliana ha avviato una serie di attacchi contro i lanciarazzi di Hezbollah e altre infrastrutture in Libano. Lo ha dichiarato l’Idf, spiegando che i raid hanno lo scopo di impedire ulteriori bombardamenti verso Israele, dopo che l’organizzazione libanese ha lanciato un’offensiva contro il nord del Paese.
Le sirene d’allarme risuonano in tutta la Galilea, vicino ad Haifa, e in diverse città a sud della città costiera settentrionale di Israele, a causa del lancio di razzi dal Libano. Lo riporta Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane avevano avvertito in precedenza che Hezbollah stava pianificando un massiccio lancio di razzi contro Israele.
La nave d’assalto anfibio USS Tripoli, con a bordo circa 2.200 marines, è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate.
“Il nostro problema più grande è che non sappiamo con chi trattare” in Iran, perché “sono tutti spariti”. Lo ha detto Donald Trump durante un evento al Congresso in onore del premier irlandese Michael Martin, in occasione del ‘St. Patrick’s Day’.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito nelle ultime ore soldati delle forze Basij, il braccio armato del regime iraniano, in oltre 10 posti di blocco e postazioni a Teheran. Secondo quanto riferito dall’esercito, uno degli obiettivi era una “postazione di emergenza” dei Basij e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Gli attacchi giungono dopo un raid israeliano notturno a Teheran che ha ucciso il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani, insieme al suo vice e a diversi altri alti ufficiali dell’unità. L’Idf spiega che gli attacchi stanno “infliggendo colpi profondi e continui alle capacità dell’unità Basij”.
La guerra contro l’Iran è stata una “piccola escursione”, e si concluderà “nel giro di un paio di settimane”. Lo ha detto Donald Trump durante un evento al Congresso in onore del premier irlandese Michael Martin, in occasione del ‘St. Patrick’s Day’. “Non ci vorrà ancora molto… Siamo decisamente in anticipo sulla tabella di marcia”, ha aggiunto il presidente Usa.
Secondo quanto riportato dal media iraniano con sede a Londra Iran International nell’attacco israeliano dove è stato ucciso Ali Larijani sono morti anche il figlio e suo assistente speciale oltre ad Ali Batani, suo braccio destro nel Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito oggi in tutto il Libano militanti di Hezbollah, lanciarazzi e altre infrastrutture utilizzate dall’organizzazione. La dichiarazione arriva dopo che l’Idf ha avvertito che Hezbollah probabilmente sta pianificando un massiccio lancio di razzi contro Israele questa sera. L’esercito israeliano spiega di aver colpito un lanciarazzi di Hezbollah vicino alla città di Deir ez-Zahrani e, in attacchi separati nel Libano meridionale, di aver ucciso diversi militanti. Un altro raid a Beirut, aggiunge, ha distrutto un edificio utilizzato da Hezbollah per la logistica.
“Questa guerra deve finire. Il governo italiano deve chiedere a Trump e a Netanyahu di fermarsi. Non basta chiederlo al regime iraniano, serve un cessate il fuoco immediato, perché non si risponde a illegalità con altra illegalità”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo a un’iniziativa per il no al referendum sulla riforma della giustizia a Napoli
In un nuovo video con l’ambasciatore statunitense Mike Huckabee, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu continua a ironizzare sulle teorie complottiste sulla sua morte. Il presidente americano Donald Trump “voleva che venissi a controllare che stessi bene”, dice Huckabee ridendo mentre i due attraversano l’ufficio di Netanyahu. “Sì, Mike, sono vivo”, risponde il premier israeliano. Trump voleva accertarsene, continua Huckabee, “perché voi due andate troppo d’accordo”. “Ci stringiamo la mano usando cinque dita per mano”, dichiara Netanyahu, riferendosi alle false affermazioni diffuse sui social secondo cui i recenti video sarebbero stati generati dall’intelligenza artificiale perché mostravano il premier con troppe dita.
Nel corso di un intervento al parlamento britannico il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che Kiev è in grado di produrre circa 2.000 droni intercettori al giorno e può fornirne la metà ai suoi alleati per contribuire a rafforzare le loro difese nel corso della guerra contro l’Iran.
Hezbollah si trova in una posizione di “legittima difesa” nella battaglia contro Israele, “difendendo il territorio, rifiutando la resa e proteggendo l’esistenza e l’indipendenza della nazione”. Lo ha dichiarato il capo dell’organizzazione libanese, Naim Qassem, in una lettera destinata ai militanti. “L’unica soluzione possibile è fermare l’aggressione, ritirarsi dai territori occupati, rilasciare i prigionieri e permettere agli abitanti dei villaggi e delle città di tornare alle proprie case, avviando al contempo la ricostruzione. Siamo in grado di raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto Qassem. “La resistenza continuerà sul campo d’onore, a prescindere dai sacrifici, e sarà il campo di battaglia a decidere l’esito finale”, ha concluso.
Un consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha affermato Abu Dhabi potrebbe unirsi a un’iniziativa internazionale guidata dagli Usa per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo scrive al Jazeera. Gargash ha affermato che al momento gli Emirati Arabi Uniti “non intrattengono colloqui attivi” con l’Iran.
“Ho appena avuto una telefonata con il Primo Ministro iracheno Mohammed Shia’ al-Sudani riguardo alla situazione di sicurezza attuale. Ho ringraziato il Primo Ministro per aver incoraggiato la moderazione in questo momento difficile e per aver mantenuto il paese fuori dalla guerra”. Lo riferisce sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Ho anche offerto le mie condoglianze per le vite perse a causa di attacchi non provocati e inaccettabili sul territorio iracheno. L’Ue è un partner affidabile che continuerà a sostenere la Repubblica d’Iraq, la sua stabilità e sovranità, e la de-escalation in tutta la regione”, aggiunge.
Due droni sono stati abbattuti dal sistema di difesa dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, mentre un terzo drone è precipitato all’interno del complesso dell’ambasciata. Lo riferiscono due funzionari della sicurezza iracheni. Un giornalista dell’AP presente nella zona ha visto un violento incendio che sembrava avvolgere un edificio all’interno del complesso.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, al Consiglio europeo in programma giovedì e venerdì, in relazione alla guerra in Iran, difenderà il ritorno alla diplomazia e al tavolo dei negoziati e che la via d’uscita dalla crisi non è quella militare. Lo riferiscono fonti della Moncloa. Stiamo assistendo a un “paradosso”, commentano, sottolineando che l’Ue da tre anni parla molto di sicurezza e difesa ma che ci sono sempre più conflitti, e sempre più gravi, con costi esponenziali. Il conflitto in Iran, sottolineano le stesse fonti, ha un triplo costo, in termini di vite umane, con oltre mille morti e oltre 3 milioni di sfollati in Iran, in termini di rispetto del diritto internazionale e in termini di aumento dei prezzi dell’energia. Rispetto al primo punto, le fonti spiegano che se gli sfollati non potranno rientrare nelle loro case, potrebbero cercare di oltrepassare i confini nazionali e dunque di raggiungere l’Europa, e sul secondo punto rimarcano che se l’Ue vuole che in Ucraina si rispettino i principi di integrità territoriale e sovranità, allora, per coerenza, occorre difendere l’applicazione di questi stessi principi anche in altri territori, altrimenti l’Ue pagherà il prezzo di questa incoerenza. Sanchez, oltre ad affrontare il tema dell’Iran, porrà l’attenzione anche sulla situazione in Libano, a Gaza e in Cisgiordania, ricordando l’importanza che l’Autorità nazionale palestinese abbia un ruolo nel governo del territorio. E
La televisione di stato iraniana sta mostrando folle di donne avvolte i abiti di colore nero e uomini anziani che sventolano bandiere e ritratti della Guida Suprema assassinata, l’Ayatollah Ali Khamenei. I media statali hanno inoltre avvertito gli iraniani di astenersi dal scendere in piazza per la Festa del Fuoco di martedì sera, che segna la fine dell’anno persiano, avvertendo che le celebrazioni, solitamente turbolente, potrebbero essere sfruttate dai “facinorosi”. L’Iran ha inoltre intensificato la presenza delle forze di sicurezza nelle strade della capitale nel contesto della guerra e ha messo in guardia contro qualsiasi protesta antigovernativa.
Oltre 200 esperti ucraini anti-drone sono già presenti in Medioriente e che altri 34 sono “pronti a intervenire”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky nel suo intervento a Londra, citato dai media britannici. “Si tratta di esperti militari, esperti che sanno come aiutare, come difendersi dai droni”, ha spiegato. “I nostri team sono già negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, in Arabia Saudita e sono in viaggio verso il Kuwait. Stiamo collaborando con diversi altri Paesi. Gli accordi sono già stati conclusi”. “Non vogliamo che il terrorismo del regime iraniano contro i suoi vicini abbia successo”, ha aggiunto.
“Chiediamo più chiarezza a questo governo perché non hanno ancora escluso che, qualora Trump dovesse chiedere l’utilizzo delle basi, lo negherebbero. Devono negare già da ora che, anche in caso di richiesta, darebbero queste basi per supportare degli attacchi militari unilaterali che violano il diritto internazionale”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine di un’iniziativa per il no al referendum sulla riforma della giustizia in corso a Napoli.
“Mentre Trump rivela che tutti gli alleati erano d’accordo con la guerra all’Iran – su questo ci aspettiamo una secca smentita de parte di Meloni -, Crosetto apre a una missione navale nello Stretto di Hormuz dicendo che basta che sia una missione internazionale sotto l’egida dell’Onu, ‘che in qualche modo possa garantire la sicurezza’ nello stretto, ‘senza sembrare un ingresso in guerra’. Più che le parole di un ministro della Difesa sembrano chiacchiere da bar. A parte il fatto che una missione Onu richiederebbe l’ok di Cina e Russia, il responsabile politico delle forze armate italiane dovrebbe spiegare come si immagina funzionerebbe questa missione, con quali regole d’ingaggio proteggerebbe le petroliere da missili, mine e droni aerei e navali iraniani? E se ad essere colpite fossero le navi dell’Onu? Se il ministro parla seriamente, visto che l’argomento è molto serio, ci aspettiamo che dia delle spiegazioni più tecniche alle sue vaghe parole”. Lo dichiarano i capigruppo M5S delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, la senatrice Alessandra Maiorino e i deputati Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti.
“Non ho più parlato con gli americani”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando a Palazzo Wedekind per un convegno organizzato dal Tempo. “Oggi ho incontrato il ministro degli esteri sloveno, abbiamo parlato di Hormuz, ho incontrato il vicepresidente del consiglio del Montenegro, il ministro emiratino che è venuto a parlare di Imec a Trieste. Ha fatto un discorso molto duro sull’Iran. Loro sono un paese attaccato in maniera proditoria e non si capisce perché”, conclude il vicepremier.
“È assurdo: sono passati 18 giorni dall’avvio della guerra nel Golfo e dal governo Meloni non è ancora arrivato un solo provvedimento per mitigare gli effetti dell’aumento dei prezzi per famiglie e imprese. La premier e i suoi ministri scappano dalle proprie responsabilità e lasciano gli italiani soli ad affrontare i rincari dei generi di consumo, a partire dal costo dei carburanti. Non solo Meloni non ha fatto nulla sul piano economico, ma non è riuscita nemmeno a chiedere scusa per aver finora sposato acriticamente la politica estera di Trump, che fa solo gli interessi delle grandi aziende energetiche americane. Meloni dovrebbe fare un gigantesco mea culpa e tornare a occuparsi dell’Italia e degli italiani, ad esempio azzerando gli oneri di sistema in bolletta come già fatto in passato Mario Draghi. Ma bisogna farlo urgentemente, perché l’economia italiana sta già pagando un costo altissimo. Non possiamo aspettare altre due settimane prima che Palazzo Chigi si accorga del disastro economico a cui Trump ci sta portando”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
“L’apertura degli USA all’acquisto del petrolio russo, sul quale l’Unione europea ha espresso la sua contrarietà, può anche avere l’effetto di calmierare i prezzi. Ma c’è un problema di fondo: il timore è che il conflitto in Iran sia sempre più influente, in negativo, sul conflitto in Ucraina. Se la Russia comincia, infatti, ad avere disponibilità liquide (secondo i calcoli equivalenti circa a 1 mld e 200 mln) aggiuntive rispetto alle risorse derivanti dal contrabbando del petrolio, avrà la disponibilità di circa 1 mld da destinare all’industria degli armamenti, con effetti devastanti sull’Ucraina. Per questo l’Ue sta ritenendo di tenersi al di fuori e il Consiglio europeo sarà decisivo su questo punto”, lo ha detto il Presidente della Commissione Politiche Ue del Senato Giulio Terzi di Sant’Agata, intervistato su Urania News.
Donald Trump non ha paura che un eventuale intervento di terra in Iran possa trasformarsi in un nuovo Vietnam. “Veramente non ne ho paura”, ha detto il presidente Usa parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Veramente non ho paura di nulla”, ha aggiunto.
Donald Trump ribadisce le sue critiche al premier britannico Keir Starmer per non aver aiutato gli Stati Uniti riguardo alla guerra contro l’Iran. “Ha fatto un grosso errore”, ha detto il presidente Usa parlando nello Studio Ovale. Trump ha anche riproposto il paragone tra Starmer e Winston Churchill. “Non è lui”, ha detto il presidente.
“Perché è stato deciso e avviato il rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla base di Camp Darby? E qual è il ruolo che questa installazione sta svolgendo nello scenario attuale? Vogliamo che il Governo ci dia risposte urgenti e puntuali. Parliamo di una delle più grandi basi statunitensi in Europa: il Parlamento ha il diritto e il dovere di sapere e il Governo deve assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte”. Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs commentando il rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla base militare statunitense di Camp Darby, tra Pisa e Livorno. “Altri Paesi europei, come la Spagna – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – hanno avuto il coraggio di dire con chiarezza che non avrebbero consentito l’utilizzo delle proprie basi per operazioni militari contro l’Iran. Anche l’Italia deve prendere una posizione netta: no al coinvolgimento, diretto o indiretto, in escalation militari che mettono a rischio la pace e la sicurezza globale”. “Ho depositato un’interrogazione ai Ministri della Difesa e dell’Interno: non possiamo accettare che – conclude Grimaldi – basi presenti in Italia possano essere utilizzate come piattaforme operative per una guerra che riteniamo illegale e contraria al diritto internazionale. Alla luce delle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente, pretendiamo chiarezza su ciò che accade sul nostro territorio”.
Israele, nonostante esorti pubblicamente gli iraniani a scendere in piazza una volta che gli attacchi portati avanti con gli Usa saranno terminati, sa che il tentativo di rivolta potrebbe trasformarsi in un “massacro” per i civili. E’ quanto scrive il Washington Post citando un cablogramma inviato dall’ambasciata statunitense a Gerusalemme al Dipartimento di Stato e ottenuto dalla testata. La valutazione ha inoltre rilevato che il regime iraniano “non sta cedendo” ed è disposto a “combattere fino alla fine” guidato dalla sua ala militare che “sta prendendo il sopravvento”.
Gli Stati Uniti “non sono ancora pronti per lasciare” la guerra in Iran, ma “lasceranno nel prossimo futuro, molto presto”. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Se lasciassimo ora, gli ci vorrebbero dieci anni per ricostruire”, ha detto il presidente
Le dimissioni di Joe Kent sono una “buona cosa”. Lo ha detto Donald Trump commentando il passo indietro annunciato stamani dal direttore del Centro nazionale antiterrorismo, in dissenso sulla guerra in Iran. “Ha detto che l’Iran non era una minaccia”, ma “L’Iran era una minaccia. Ogni Paese ha capito quale minaccia fosse l’Iran”, ha affermato il presidente Usa parlando nello Studio Ovale. Kent, ha detto ancora Trump, “era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza”.
La Nato, nel rifiutare l’aiuto agli Stati Uniti per lo Stretto di Hormuz “sta facendo un errore stupido”. Donald Trump ribadisce le sue accuse, sottolineando che “i nostri alleati erano favorevoli a quello che abbiamo fatto” ed “erano tutti d’accordo, ma nonostante il fatto che li aiutiamo così tanto non vogliono aiutarci, è incredibile”. Tuttavia, ha detto il presidente Usa parlando nello Studio Ovale accanto al premier irlandese Michael Martin, “non abbiamo bisogno di aiuto, non ne abbiamo affatto”.
Dal 2 marzo, i raid israeliani hanno causato la morte di 912 persone in Libano e il ferimento di altre 2.221. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Beriut citato dai media locali.
“Le alternative sono due: o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra, come sta facendo adesso”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato a ‘Diario del giorno’ al Tg4.
Donald Trump reagisce al rifiuto dei principali alleati degli Stati Uniti di prendere parte alle operazioni militari nello Stretto di Hormuz. “Non sono sorpreso dal loro comportamento, poiché ho sempre considerato la Nato — per la quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere proprio questi Paesi — come una strada a senso unico: noi proteggiamo loro, ma loro non fanno nulla per noi, specialmente nei momenti di necessità”, scrive il presidente Usa su Truth. “Fortunatamente, abbiamo annientato le forze armate dell’Iran” e “proprio in virtù di questo straordinario successo militare, non abbiamo più ‘bisogno’ — né desiderio — dell’assistenza dei Paesi della Nato; non ne abbiamo mai avuto bisogno! Lo stesso vale per il Giappone, l’Australia o la Corea del Sud. Di fatto, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America — di gran lunga il paese più potente al mondo — non abbiamo bisogno dell’aiuto di nessuno!”, afferma Trump.
La Francia “non prenderà mai parte” a operazioni nello Stretto di Hormuz “nel contesto attuale”. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron citato dai media trasalpini. Il capo dell’Eliseo ha aggiunto che Parigi si impegnerà, “una volta che la situazione si sarà calmata”, ad “assumersi la responsabilità” di trovare una soluzione per “la libertà di movimento sia delle navi portacontainer che delle petroliere” nell’area
ITA Airways ha programmato due frequenze addizionali tra Roma Fiumicino e Delhi nelle date del 24 e 25 marzo. La decisione fa seguito alle segnalazioni ricevute dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con cui la Compagnia è costantemente in contatto, relative all’alto numero di connazionali temporaneamente bloccati in India a causa degli effetti del conflitto in Medio Oriente sugli spazi aerei e sugli hub aeroportuali della regione.Questi gli orari dei due voli aggiuntivi con partenza da Roma Fiumicino (FCO) e arrivo a Delhi (DEL): il primo, il 24 marzo, partirà alle 17:40 (ora italiana) per atterrare nella capitale indiana alle 05:55 (ora locale); il secondo, il 25 marzo, partirà alle 17:35 (ora italiana) per atterrare nella capitale indiana alle 05:35 (ora locale).Questi invece gli orari dei due voli aggiuntivi con partenza da Delhi e arrivo a Roma Fiumicino: il primo, il 25 marzo, partirà da DEL alle 08.25 locali per atterrare a FCO alle 13:00 (ora italiana); il secondo, il 26 marzo, partirà da DEL alle 07:35 locali per atterrare a FCO alle 11:55 (ora italiana).I biglietti per questi voli sono disponibili sul sito ita-airways.com, sull’app ITA Airways e tramite i canali di vendita ufficiali della Compagnia. Compatibilmente con l’evoluzione dello scenario geopolitico nella regione, ITA Airways continua ad operare i collegamenti diretti verso l’Asia, nonché a valutare l’opportunità di rafforzare i propri operativi al fine di contribuire al rientro dei connazionali presenti nell’area.
“Bisognerebbe che ci fosse un ONU, magari che le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa e poi a quel punto probabilmente tutte le nazioni – ma non soltanto quelle europee, non soltanto quelle della Nato, penso a quel punto anche tutte quelle asiatiche, in primis l’India – parteciperebbero. Perché l’impatto energetico di Hormuz è principalmente verso l’Asia. Per noi è un impatto molto forte soltanto per l’aumento dei prezzi conseguenti al blocco di Hormuz e per la parte che riguarda il gas liquido che arriva dal Qatar, ma ripeto, l’impatto principale proprio come materiale è quello che sta subendo l’India, sta assumendo la Cina, cioè l’Asia, per cui probabilmente una missione che metta in sicurezza Hormuz riuscirebbe a mettere attorno al tavolo d’accordo quasi tutto il mondo, perché non provare a farla?”, conclude.
La portaerei americana Gerald Ford, attualmente nel Mar Rosso, tornerà la prossima settimana presso la base di Souda Bay nell’isola di Creta. Lo scrive il quotidiano greco Ekathimerini che cita fonti informate. Secondo le stesse fonti la nave farà rifornimento ma sarà anche l’occasione per effettuare degli accertamenti in merito all’incendio scoppiato a bordo qualche giorno fa nel locale lavanderia della nave che – secondo il New York Times – ha reso necessarie 30 ore di lavoro per essere spento. Secondo il quotidiano greco uno degli scenari presi in esame è che l’incendio possa essere stato appiccato deliberatamente da alcuni membri dell’equipaggio per porre fine alla loto missione che dura da ormai oltre 10 mesi, molto di più rispetto alle normali tempistiche.
Se come ha detto Donald Trump questa guerra durerà ancora poco? “Io lo spero, me lo auguro. È quello che ci auguriamo tutti. Non abbiamo bisogno di un’altra guerra che duri un tempo indeterminato. Non abbiamo bisogno delle conseguenze di questa guerra”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato a ‘Diario del giorno’ al Tg4.
“Le Nazioni Unite hanno deciso che la missione Unifil finirà l’anno prossimo. Per quanto riguarda questi giorni, a noi preme garantire la sicurezza delle persone che lì rappresentano le Nazioni Unite in una missione di pace, che sono i nostri militari e quelli degli altri contingenti, cosa che finora siamo riusciti a fare. I primi a chiederci di rimanere in questa fase – per creare una possibilità della fine della guerra – sono gli stessi libanesi e le stesse Nazioni Unite. Ma gli stessi contingenti si rendono conto del valore di questa missione di pace per far finire anche questa guerra che è in corso”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato a ‘Diario del giorno’ al Tg4.
“Non è che i paesi hanno detto no a mettere in sicurezza Hormuz, hanno detto no a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale, mentre ciò che auspicano tutti i paesi – e tutti auspichiamo – è una missione multilaterale, internazionale, che in qualche modo possa garantire la sicurezza di Hormuz”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato a ‘Diario del giorno’ al Tg4.
“Ali Larijani, Gholamreza Soleimani e molti altri tra i più noti responsabili del brutale massacro dei bambini iraniani hanno ricevuto la giusta punizione per i loro crimini. Possa questo iniziare a sanare le profonde ferite della grande nazione iraniana e i cuori affranti delle famiglie degli immortali martiri della Rivoluzione del Leone e del Sole”. Lo ha scritto su X il figlio dell’ultimo scià dell’Iran, Reza Pahlavi. “Avverto i custodi della corruzione: deponete le armi, separatevi dall’esercito delle tenebre e unitevi all’esercito della luce. Lunga vita all’Iran!”, ha aggiunto
Il Canada non è stato consultato riguardo agli attacchi congiunti Usa-Israele contro l’Iran che hanno scatenato la guerra in Medio Oriente e non ha alcuna intenzione di partecipare ad operazioni militari offensivi. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri canadese Anita Anand, in una breve intervista telefonica con l’Associated Press, rilasciata prima dell’incontro ad Ankara con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Per il Cananda, ha sottolineato Anand, la priorità è la de-escalation del conflitto e la protezione dei civili. “Il Canada non è stato consultato, non ha preso parte all’azione militare e non ha alcuna intenzione di partecipare all’operazione militare offensiva”, ha affermato la ministra. “La nostra politica estera è incentrata sulla de-escalation, sulla protezione dei civili e, più in generale, sugli aspetti umanitari”, ha aggiunto.
Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha deciso di rilasciare un totale di 11,5 milioni di barili di petrolio provenienti dalle proprie riserve strategiche, pari alla quantità utilizzata a livello nazionale in 12,3 giorni. Lo ha annunciato la vicepremier terza e ministra della Transizione Ecologica spagnola, Sara Aagesen, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, come riporta Rtve. Aagesen ha sottolineato che l’obiettivo principale è quello di “attenuare la tensione sui mercati” dovuta alla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz. La misura si inserisce nello sblocco di 400 milioni di barili concordato in seno all’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), di cui alla Spagna spetta una quota del 2,9%
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio pubblicato dal suo ufficio ha affermato che l’eliminazione di Ali Larijani da parte di Israele rientra nell’obiettivo di “destabilizzare” il regime iraniano nell’ambito della continua offensiva aerea condotta insieme agli Stati Uniti, al fine di dare al popolo iraniano “l’opportunità di rimuovere il regime” dal potere.
“Il dibattito sull’Iran” al vertice dovrebbe essere “un dibattito molto concreto. L’Unione Europea e i Paesi membri non hanno iniziato questa guerra. Non sono stati nemmeno consultati sull’inizio di questa guerra. Ma ciò di cui dobbiamo occuparci prima di tutto sono le conseguenze della guerra. Il coordinamento in termini di mitigazione delle conseguenze della guerra sia certamente importante, e speriamo che i leader si accordino anche sui messaggi relativi alle conseguenze per l’Europa a diversi livelli, ma anche per il mondo”. Lo afferma un alto funzionario Ue in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. “Ci aspettiamo anche un coordinamento concreto tra gli Stati membri su come l’Europa possa contribuire a ridurre le tensioni nelle regioni per evitare un’escalation. Abbiamo chiesto un ritorno alla diplomazia nel rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti, dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Si tratta quindi di questioni piuttosto concrete che i leader discuteranno fin dall’inizio di questa guerra”, aggiunge la fonte.
“Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in una breve telefonata con il Corriere della Sera. “Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere, e non ci vorrà molto tempo”, ha aggiunto. Le parole del tycoon arrivano il giorno dopo il rifiuto da parte di diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, di inviare navi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Un rifiuto di cui Trump si era detto deluso aggiungendo però che gli Stati Uniti “sono il Paese più forte del mondo” e “non hanno bisogno di nessuno”
– Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo americano Joe Kent ha rassegnato le dimissioni come atto di protesta nei confronti della decisione dell’amministrazione americana di attaccare l’Iran. “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di Direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso in coscienza sostenere la guerra in corso in Iran”, ha scritto in una lettera pubblicata sui social media. “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, ha aggiunto. “E’ stato un onore servire sotto la guida del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del direttore generale dell’Intelligence, Tulsi Gabbard, e guidare i professionisti del Centro nazionale antiterrorismo”, ha concluso Kent.
Secondo Iran International, organo di stampa dell’opposizione iraniana con sede a Londra, circa 300 membri del Basij sarebbero stati uccisi in una serie di attacchi notturni nella Repubblica islamica. I Basij conducono operazioni di repressione per conto del regime e sopprimono violentemente il dissenso. Israele ha ufficializzato di aver ucciso il capo delle forze speciali, Gholamreza Soleimani, il suo vice e altri alti funzionari, ma non ha fornito cifre precise.
British Airways ha reso noto di aver prolungato ulteriormente la sospensione dei voli per l’aeroporto Be Gurion di Tel Aviv a causa della guerra con l’Iran fino al 31 maggio. La compagnia britannica ha cancellato fino alla stessa data anche le tratte da e per Amman, Bahrein e Dubai.
“Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo. Non accadrà tutto in una volta, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro la possibilità di prendere in mano il proprio destino”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo che Israele ha rivendicato l’uccisione di Ali Larijani in un raid aereo. Lo riporta Ynet.
L’ultimo attacco missilistico iraniano ha causato danni nel centro di Israele, apparentemente a causa di una munizione a grappolo lanciata da un missile balistico. Lo riporta il Times of Israel pubblicando immagini dove si vede che l’impatto ha creato un cratere e ribaltato un’auto a Rishon Lezion. Non ci sono segnalazioni di feriti.
“Non abbiamo ancora visto nulla da Mojtaba, non vorreste vederlo anche voi, ministro? Può continuare a nascondersi, ma perché non mostrarsi? Sta diventando un po’ imbarazzante per il regime”. Lo afferma il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in conferenza stampa congiunta il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna facendo riferimento a Mojtaba Khamenei, figlio del defunto ayatollah Ali Khamenei, e nuova Guida suprema dell’Iran. Secondo Sa’ar, “gli iraniani sono più al sicuro” ora che Larijani e il comandante dei Basij Gholamreza Soleimani sono stati uccisi dall’esercito israeliano. Per quanto riguarda Larijani, “gli Stati Uniti avevano una taglia di 10 milioni di dollari su di lui, ma noi l’abbiamo fatto gratis”, aggiunge. “Hanno massacrato – aggiunge Sa’ar – decine di migliaia di loro concittadini. Le nostre azioni stanno indebolendo il loro meccanismo di repressione. Il regime può essere rovesciato solo dal popolo iraniano. Eppure, senza un aiuto esterno, il popolo iraniano non può liberarsi da solo”.
L’ultimo attacco missilistico iraniano ha causato danni nel centro di Israele, apparentemente a causa di una munizione a grappolo lanciata da un missile balistico. Lo riporta il Times of Israel pubblicando immagini dove si vede che l’impatto ha creato un cratere e ribaltato un’auto a Rishon Lezion. Non ci sono segnalazioni di feriti.
Secondo l’ultima analisi del Programma Alimentare Mondiale, si prevede che altri 45 milioni di persone rischieranno di soffrire la fame acuta se la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dovesse protrarsi fino a giugno. Si prevede che decine di milioni di persone saranno spinte verso la fame acuta a causa dell’aumento dei costi di cibo, petrolio e spedizioni, ha dichiarato ai giornalisti a Ginevra Carl Skau, vicedirettore esecutivo dell’organizzazione citato da Al Jazeera. Ciò porterebbe il numero globale di persone che soffrono di fame acuta al di sopra dell’attuale record di 319 milioni, ha aggiunto.
Le autorità del Qatar hanno appena diffuso un avviso in cui si afferma che “una minaccia alla sicurezza è stata eliminata e la situazione è tornata alla normalità”. Lo riporta Al Jazeera. Il mnistero della Difesa di Doha ha aggiunto che le sue forze armate “hanno intercettato con successo una seconda ondata di attacchi missilistici, diretti contro lo Stato del Qatar”.
Gli Emirati Arabi Uniti affermano che la loro difesa aerea ha risposto al lancio di 10 missili balistici e 45 droni da parte dell’Iran martedì contro il Paese del Golfo.
L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito le notizie secondo cui la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, si troverebbe in Russia per cure mediche. “L’abitudine di mentire non abbandona mai la mente di un bugiardo”, ha detto alla Tass parlando di “guerra psicologica” da parte dei media occidentali
La Croce Rossa afferma che i civili in Iran stanno pagando “un prezzo altissimo” poiché la guerra tra Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica non accenna a placarsi. Vincent Cassard, capo della delegazione della Croce Rossa in Iran, ha dichiarato che la guerra ha messo a dura prova la popolazione iraniana. “L’elevato numero di vittime è allarmante”, ha affermato. “La vita quotidiana a Teheran è stata profondamente sconvolta”, ha aggiunto. Cassard ha poi riferito che le scuole e gli ospedali danneggiati, così come le strutture della Mezzaluna Rossa iraniana, dimostrano “il prezzo altissimo che i civili stanno pagando a causa delle ostilità”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato i cittadini di Teheran a partecipare ai funerali degli 84 marinai uccisi nell’affondamento della nave Iris Dena della Marina iraniana, colpita da un siluro statunitense al largo delle coste dello Sri Lanka all’inizio di questo mese. In un messaggio diffuso dall’agenzia di stampa Tasnim, Pezeshkian ha affermato che i nemici dell’Iran “devono sapere che all’ombra del nome di ciascuno di questi martiri di alto rango, migliaia di altri uomini coraggiosi si leveranno”. Le autorità iraniane hanno fatto sapere che le bare dei marinai saranno collocate in 34 piazze di Teheran per consentire alla popolazione di rendere omaggio.
La situazione nello Stretto di Hormuz non può essere considerata in modo isolato, poiché l’interruzione della navigazione è una conseguenza della guerra imposta da Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. In una conversazione telefonica con il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, Araghchi ha affermato che “ogni Paese o istituzione internazionale interessata alla pace e alla sicurezza deve condannare responsabilmente i crimini commessi da Stati Uniti e Israele e chiedere la fine della loro aggressione militare contro la nazione iraniana”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.
“L’Italia mantiene uno stretto coordinamento con gli Stati Uniti. Insieme ad altri alleati, contribuiamo alle discussioni volte a preservare la stabilità regionale e a salvaguardare la sicurezza internazionale”, ha dichiarato Tajani in un’intervista al The National in merito alla situazione in Iran e allo stretto di Hormuz. “Ho avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato Marco Rubio qualche giorno fa per discutere degli sviluppi sul campo e delle implicazioni economiche di questa crisi”, ha aggiunto.
E’ stato diffuso sull’account Telegram del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, un messaggio scritto a mano dal leader che, secondo quanto riferito da Israele, è stato ucciso in un raid. “Il martirio dei soldati della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran a Dena – recita il messaggio – è parte dei sacrifici della coraggiosa nazione emersa in questo momento di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri getteranno le basi dell’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran nella struttura delle forze armate per gli anni a venire”.
La risposta “moderata e misurata” degli Emirati Arabi Uniti, che non hanno intensificato le ostilità in risposta agli attacchi iraniani, è stato accolta con favore dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La diplomazia è sempre una scelta da fare in tempo di guerra”, ha affermato in un’intervista al The National. “La possibilità e l’incoraggiamento del dialogo sono in realtà un principio cardine degli Emirati Arabi Uniti. Apprezziamo la posizione molto moderata e misurata degli Emirati Arabi Uniti”, ha aggiunto. Gli attacchi “sconsiderati” contro gli Stati del Golfo continuano mentre la guerra con l’Iran entra nella terza settimana. Teheran ha iniziato a lanciare droni e missili contro gli Stati vicini dopo l’attacco di Israele e degli Stati Uniti all’Iran il 28 febbraio. “L’Italia segue con profonda preoccupazione gli sviluppi in Medio Oriente”, ha rimarcato Tajani. “L’Iran ha attaccato illegalmente i paesi confinanti, i quali avevano dichiarato che non avrebbero mai permesso l’uso del loro territorio per condurre attacchi militari. Nonostante la situazione appaia difficile – e lo è per i nostri amici sotto attacco – sono fiducioso che insieme riusciremo a superare questa crisi e ne usciremo molto più forti”, ha concluso.
Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato che il “leader de facto” dell’Iran, Ali Larijani, è stato ucciso in un attacco aereo. Lo riporta Ynet. “Sono appena stato informato dal capo di Stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij sono stati uccisi questa notte, raggiungendo il capo del programma di distruzione, Khamenei, e tutti i membri sconfitti dell’asse del male nelle profondità dell’inferno”, afferma Katz.
Secondo il ministro israeliano Katz, sono quindi stati eliminati in un raid notturno sia il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Ali Larijani, sia il capo dei Basij, il generale Gholam Reza Soleimani. La Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, 86 anni, è morto in un attacco aereo il 28 febbraio, il primo giorno della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele, e da allora altri alti esponenti della teocrazia iraniana sono stati uccisi. I media statali iraniani al momento non hanno confermato i decessi. Larijani proviene da una delle famiglie politiche più famose dell’Iran. Ex presidente del Parlamento e consigliere politico di alto livello, era stato incaricato di consigliare il defunto Khamenei sulla strategia nei negoziati sul nucleare con l’amministrazione Trump. Ha anche ricoperto la carica di segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, il massimo organo di sicurezza del Paese. Soleimani era a capo delle milizie Basij, che l’esercito israeliano ha definito “l’apparato armato del regime terroristico iraniano”. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti indica Soleimani come nato nel 1965. È stato sanzionato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e da altre nazioni per il suo ruolo nella repressione del dissenso per anni attraverso le Basij. L’uccisione di Soleimani metterebbe probabilmente ulteriormente a dura prova il comando e il controllo delle Basij, cruciali per reprimere qualsiasi rivolta contro la teocrazia. Le Basij e altre forze di sicurezza interne sono state finora bersaglio di attacchi sia da parte degli americani che degli israeliani. L’annuncio è giunto dopo che l’esercito israeliano aveva precedentemente dichiarato di aver condotto una “vasta ondata di attacchi” sulla capitale iraniana e di aver intensificato le operazioni contro i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, in Libano.
L’Iran al momento non ha confermato la morte del leader della milizia. “Le forze Basij fanno parte dell’apparato armato del regime terroristico iraniano”, ha affermato l’esercito israeliano in una dichiarazione. “Durante le proteste interne in Iran, in particolare negli ultimi periodi con l’intensificarsi delle manifestazioni, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, impiegando una violenza estrema, arresti di massa e l’uso della forza contro i manifestanti civili”, ha aggiunto. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti indica Soleimani come nato nel 1965. È stato sanzionato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e da altri paesi per il suo ruolo nella repressione del dissenso per anni attraverso le milizie Basij. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, Israele ha lanciato attacchi specifici contro la leadership iraniana, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, di 86 anni, e altri comandanti militari. L’uccisione di Soleimani metterebbe probabilmente ulteriormente a dura prova il comando e il controllo dei Basij, un elemento cruciale per reprimere qualsiasi rivolta contro la teocrazia. I Basij e altre forze di sicurezza interne sono stati finora bersaglio di attacchi sia da parte degli americani che degli israeliani.
Un messaggio del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, sarà diffuso a breve. E’ quanto si apprende dai canali Telegram.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato l’uccisione del comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani, in un attacco aereo avvenuto nella notte in Iran. Lo riporta il Times of Israel. Soleimani è stato colpito mentre si trovava in un accampamento allestito di recente dai Basij. Secondo le Idf, i Basij avevano organizzato il sito dopo che l’esercito aveva colpito diverse sedi centrali delle forze paramilitari. Stando quanto riportato dalle Idf, nell’attacco è rimasto ucciso anche il vice comandante dei Basij e altri alti ufficiali delle forze paramilitari.
Israele ha preso di mira l’alto funzionario iraniano Ali Larijani con un raid aereo in Iran durante la notte. Lo riferisce il Times of Israel citando fonti israliane.Non è chiaro se Larijani, segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale, sia rimasto ucciso o ferito nell’attacco, sottolineano le fonti. Un altro raid aereo israeliano in Iran ha preso di mira il leader della Jihad islamica palestinese Akram al-Ajouri e altri alti funzionari del gruppo terroristico, secondo fonti della difesa. Il capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il Tenente Generale Eyal Zamir, sembra confermare i dettagli. Durante una valutazione di questa mattina, Zamir ha affermato che “durante la notte sono stati registrati anche significativi successi in termini di eliminazioni, con il potenziale di influenzare i risultati della campagna e le missioni delle Idf”, in quello che sembra un riferimento all’attacco contro Larijani.”Questo si aggiunge alle eliminazioni effettuate nei giorni scorsi in Iran contro elementi esterni, anch’essi legati alla questione palestinese”, ha affermato Zamir, riferendosi ai funzionari della Jihad islamica.
“Credo che mandare navi da guerra in zone di guerra significherebbe avvicinarsi alla terza guerra mondiale, quindi bene prudenza governo italiano”. Lo dice il ministro per le Infrastutture e leader della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102.5.”Trump ci ha coinvolto quando e stato attaccato l’Iran? Non mi sembra. Spero che chi ha lanciato questa iniziativa abbia valutato tutte le conseguenze e quindi l’Italia non ha scelto questa guerra. Non è la nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia e contro l’Iran”, afferma.
Una serie di raid aerei israeliani lanciati ieri ha colpito tre aree dell’Iran, prendendo di mira siti e infrastrutture militari iraniane, secondo quanto affermato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Decine di caccia dell’Aeronautica militare israeliana hanno sganciato decine di bombe durante gli attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz. A Teheran, le Idf affermano di aver bombardato diverse sedi delle forze di sicurezza, tra cui quelle del ministero dell’Intelligence iraniano e della milizia paramilitare Basij, nonché siti utilizzati per lo stoccaggio e il lancio di droni, missili balistici e sistemi di difesa aerea. A Shiraz, l’Aeronautica Militare Israeliana ha colpito una sede delle forze di sicurezza interne iraniane, nonché un deposito di missili balistici, secondo quanto dichiarato dalle Idf. A Tabriz, i caccia israeliani hanno distrutto ulteriori sistemi di difesa aerea “per ampliare la superiorità aerea”. Le Idf riferiscono che gli attacchi fanno parte di una “fase di intensificazione dei colpi ai sistemi e alle capacità fondamentali del regime terroristico iraniano”.
Forti esplosioni sono state sentite a Teheran, capitale dell’Iran. Lo riporta Al Jazeera.
La Corea del Sud ha riferito che 26 delle sue navi e 183 membri dell’equipaggio restano bloccati nelle acque intorno allo Stretto di Hormuz. Il portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano, Park Il, ha dichiarato che i funzionari sono in stretto contatto con le autorità portuali dei paesi vicini per facilitare la fornitura di cibo e altri rifornimenti. Park ha aggiunto che, qualora la situazione dovesse peggiorare, verranno adottate ulteriori misure non specificate. La Corea del Sud si è mostrata cauta nel discutere il proprio sostegno agli sforzi statunitensi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che il presidente Donald Trump ha esortato diversi governi, tra cui Seul, a schierare risorse navali. “Il governo manterrà una stretta comunicazione con la controparte statunitense e condurrà un’attenta e scrupolosa valutazione della questione, tenendo conto di vari fattori e dell’evoluzione della situazione regionale”, ha affermato Park.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha dichiarato alla televisione di Stato che lo stretto di Hormuz non può più essere “come prima”, con i bombardamenti iraniani impediscono quasi completamente il transito di navi su questa strategica rotta. “Stanno lanciando missili, dovremmo forse restare a guardare senza reagire o no? Naturalmente, è un nostro diritto inalienabile” quello di reagire, “dobbiamo farlo”, ha affermato Qalibaf in un’intervista andata in onda oggi mentre i bombardamenti iraniani continuano a colpire le navi nella regione. “Certamente, d’ora in poi, con gli interventi che si sono verificati, lo Stretto non può più essere, da un punto di vista legale e in termini di transito, come era prima”, ha dichiarato Qalibaf. “Non gode più della sicurezza necessaria”, ha aggiunto. Attraverso lo stretto di Hormuz passa circa il 20% di tutto il petrolio e il gas naturale commercializzati a livello globale.
Le forze di sicurezza del Kuwait hanno arrestato 16 persone sospettate di avere legami con Hezbollah, gruppo militante libanese alleato dell’Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Kuwait News Agency. Il ministero dell’Interno ha dichiarato in un comunicato diffuso ieri sera che i 16 arrestati, 14 originari del Kuwait e due libanesi, intendevano “creare caos e turbare l’ordine pubblico” durante la guerra. Il Ministero non ha reso note le identità degli arrestati. Non è stato immediatamente chiarito se avessero un avvocato. Le autorità hanno trovato armi da fuoco, munizioni, armi, dispositivi di comunicazione criptati e droni. Secondo il ministero, i sospettati miravano a reclutare nuovi membri per Hezbollah. Il Kuwait è da anni teatro di attacchi che le autorità attribuiscono all’Iran.
Un attacco con droni negli Emirati Arabi Uniti ha provocato un incendio in un deposito di petrolio a Fujairah, città sulla costa orientale del Paese, affacciato sul Golfo dell’Oman, già bersaglio di ripetuti attacchi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Wam. Non si sono registrati feriti nell’esplosione. L’episodio è avvenuto dopo una breve chiusura dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, avvenuta in seguito a una segnalazione delle forze armate relative a una “minaccia missilistica e di droni proveniente dall’Iran”.
Esplosioni si sono udite a Dubai nelle prime ore di martedì, mentre l’esercito degli Emirati Arabi Uniti si adoperava per intercettare i colpi provenienti dall’Iran, causando una breve chiusura dello spazio aereo del Paese, in concomitanza con nuovi attacchi israeliani nella guerra in Medioriente.Il suono di esplosioni si è udito a Dubai mentre i militari lavoravano per intercettare i missili in arrivo. L’agenzia di stampa statale Wam ha riferito che un attacco di droni ha nuovamente provocato un incendio in un deposito di carburante a Fujairah, un emirato degli Emirati Arabi Uniti ripetutamente preso di mira sulla costa orientale del paese, affacciata sul Golfo dell’Oman. Nessuno è rimasto ferito nell’esplosione.
Un’eplosione è stata segnalata vicino all’ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha riferito una fonte della sicurezza ha riferito ad Al Jazeera Arabic, secondo cui la difesa aerea ha reagito a un attacco di droni contro l’ambasciata. Alcuni video geolocalizzati dalla Cnn sembrano mostrare sistemi di difesa aerea impegnati a intercettare un proiettile sopra la capitale, a circa 600 metri dal complesso dell’ambasciata Usa.
Ondata di attacchi dell’Idf, le forze di difesa israeliane in tre diversi quartieri di Beirut. Sul proprio canale Telegram, Idf ha annunciato una “ulteriore ondata di attacchi contro le infrastrutture terroristiche di Hezbollah a Beirut”.Nella capitale iraniana, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito “infrastrutture del regime terroristico”, mentre a Beirut stanno attaccando obiettivi di Hezbollah
Le sirene d’allarme risuonano nelle comunità del nord di Israele per la segnalazione di un altro attacco missilistico balistico iraniano. “I sistemi di difesa sono al lavoro per intercettare la minaccia”, ha dichiarato l’Idf.

