L’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran dopo la morte del padre Ali Khamenei, ha parlato attraverso i media iraniani per la prima volta dopo la sua nomina. “Assicuro a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri”.
Un missile ha colpito una base italiana a Erbil, in Iraq. Lo ha fatto sapere il ministro della Difesa Guido Crosetto precisando che non ci sono né vittime né feriti tra il personale. “Stanno tutti bene. Sono costantemente aggiornato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante dei Covi”, ha affermato. Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran “è praticamente al capolinea” e non ha risparmiato le critiche nei confronti della Spagna minacciando ancora una volta Madrid di “tagliare” tutte le relazioni commerciali. Paura anche in Kuwait dove un drone iraniano si è schiantato contro un edificio residenziale, ferendo due persone.
L’Iran ha iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il New York Times citando fonti di intelligence americane. Secondo le fonti, sebbene le forze armate Usa abbiano affermato di avere distrutto navi iraniane di grandi dimensioni, utilizzabili per posare rapidamente mine nello stretto, l’Iran ha iniziato a impiegare imbarcazioni più piccole per l’operazione.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce su X della della perdita di un aereo cisterna Usa Kc-135. “L’incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l’Operazione Epic Fury e le operazioni di soccorso sono in corso. Due velivoli sono stati coinvolti nell’incidente. Uno dei due è precipitato nell’Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza”, scrive il Comando, sottolineando che “l’incidente non è stato causato da fuoco nemico o fuoco amico”.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un attacco con droni avvenuto nel nord dell’Iraq. Lo riporta Bfmtv, citando lo Stato maggiore francese.
La nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha riportato lievi ferite nello stesso attacco in cui è stato ucciso il padre Ali Khamenei. È quanto ha dichiarato in un’intervista ad Associated Press l’ambasciatore dell’Iran in Tunisia, Mir Masoud Hosseinian. “Non si tratta di una ferita grave e sta guarendo”, ha dichiarato l’ambasciatore ad AP. I funzionari iraniani hanno rilasciato poche informazioni sulle condizioni di Khamenei, ma secondo una valutazione dei servizi segreti israeliani sarebbe rimasto ferito nei primi attacchi della guerra. Oggi non è apparso in televisione quando un conduttore ha letto la sua prima dichiarazione in qualità di leader supremo. Hosseinian ha anche denunciato i Paesi che ospitano basi Usa nel Golfo, affermando che si sono esposti al conflitto. “Saremo noi a decidere come finirà questa guerra”, ha concluso.
l nuovo leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, è un “burattino delle Guardie rivoluzionarie” che non può apparire in pubblico. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il premier israeliano, Benjamin Netanyahu
Il comando militare iraniano, Khatam al-Anbiya, ha avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture energetiche o ai porti dell’Iran scatenerà una “risposta devastante” e ha minacciato di incendiare gli impianti petroliferi e di gas in tutta la regione collegati agli Stati Uniti e ai loro alleati. Lo riferisce Iran International. Il portavoce del quartier generale, in una dichiarazione ha messo in guardia quello che ha definito “il governo aggressore e tutti i suoi alleati” dal prendere di mira le infrastrutture critiche della Repubblica islamica. “Avvertiamo il governo aggressore e tutti i suoi partner che il minimo attacco alle infrastrutture energetiche e ai porti della Repubblica islamica dell’Iran sarà seguito da una nostra risposta schiacciante e distruttiva”, ha detto il portavoce.
Gli obiettivi dell’Operazione Epic Fury sono rimasti “invariati, inequivocabili e coerenti dall’inizio dell’operazione”. Lo afferma in una nota la Casa Bianca, elencando varie dichiarazioni del presidente Trump e di altri esponendi dell’amministrazione riguardo al conflitto in Iran. “Fin dalle prime ore di questa storica campagna, gli obiettivi erano chiari: annientare l’arsenale di missili balistici e la capacità produttiva dell’Iran, annientare la sua marina, interrompere il suo sostegno ai terroristi per procura e garantire che il principale stato sponsor del terrorismo al mondo non acquisisca mai un’arma nucleare”, afferma la Casa Bianca.
“Abbiamo adottato tutte le contromisure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e di tutte quelle che potrebbero essere le aree a rischio di possibili attentati”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4. “La nostra Intelligence, i servizi segreti, la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza vigilano con grande attenzione. Non ci sono segnalazioni di attacchi immediati, anche perché l’Italia non è in guerra con l’Iran e non intende partecipare a questa guerra”, ha aggiunto.
La situazione in Iran “sta procedendo molto rapidamente”. Lo ha detto Donald Trump parlando durante un evento alla Casa Bianca. “Stiamo facendo molto bene. le nostre forze armate sono insuperabili. Stiamo facendo quello che andava fatto da 47 anni”, ha aggiunto il presidente americano. L’Iran è “una nazione di terrore e odio e ora stanno pagando un prezzo molto alto”, ha concluso.
“Stiamo creando le condizioni ottimali per la caduta del regime”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, aggiungendo che gli attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese sono uno sforzo per dare agli iraniani “lo spazio necessario per scendere in piazza”.Israele e Stati Uniti hanno dato risposte contrastanti su quali siano esattamente gli obiettivi della guerra e quale sia il suo esito finale. Netanyahu si è rivolto al popolo iraniano, dicendo che il momento di un “nuovo percorso di libertà” si sta avvicinando e che Israele è al loro fianco. “Ma alla fine dei conti, dipende da voi. È nelle vostre mani”, ha aggiunto. Netanyahu ha affermato anche che gli attacchi israeliani hanno ucciso i migliori scienziati nucleari iraniani.
Il video che oggi il ministero degli Esteri di Israele ha pubblicato su X riferendo che “il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme” e “uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro Occidentale, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro”, era già stato pubblicato su X dalla polizia israeliana lo scorso 1 marzo, all’inizio della guerra. Nel post di oggi il ministero aveva allegato il video scrivendo che “la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa” e “la protezione delle vite umane e la sicurezza dei fedeli hanno la priorità”, ma il filmato non è appunto di oggi. Nel post della polizia israeliana del 1° marzo in cui era allegato lo stesso video si leggeva: “Gli agenti e le squadre di artificieri della polizia di Gerusalemme hanno neutralizzato e rimosso in modo sicuro una testata missilistica iraniana che era caduta a poche centinaia di metri dai luoghi sacri della Città Vecchia. Questo incidente ribadisce l’importanza delle direttive del Comando del Fronte Interno, tra cui la chiusura temporanea dei luoghi sacri per garantire la sicurezza pubblica”.
“È l’inizio della più grande crisi energetica mai vista”. È quanto scrive su X Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, rilanciando un articolo esclusivo del Financial Times (FT) in cui si afferma che la Russia incassa 150 milioni di dollari al giorno di entrate extra grazie all’impennata dei prezzi del petrolio. Secondo quanto riporta il FT, inoltre, Mosca ha guadagnato finora circa 1,3-1,9 miliardi di dollari grazie alle tasse sulle esportazioni di petrolio, dopo che l’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz ha portato a un aumento della domanda di greggio russo da parte di India e Cina.
“Avviare una guerra è facile, ma non vi si pone fine con qualche tweet. Non vi lasceremo andare finché non ammetterete il vostro errore e pagherete il prezzo”. Questo il messaggio per il presidente Usa Donald Trump da parte di Ali Larijani, segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr.
La piattaforma spagnola Parar La Guerra ha organizzato manifestazioni in più di 150 città in Spagna per questo sabato, 14 marzo, per chiedere di fermare la guerra in Medioriente e di non dimenticarsi di Gaza. La piattaforma ha pubblicato un manifesto che è stato sostenuto da 143 organizzazioni e oltre 200 personalità del mondo della cultura. “Respingiamo categoricamente gli attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, che costituiscono una violazione del diritto internazionale e della legalità. Sono una grave minaccia alla pace nella regione e un pericolo per la pace mondiale. Condanniamo fermamente il regime criminale degli ayatollah e l’assassinio di migliaia di persone negli ultimi mesi. Offriamo il nostro pieno sostegno al popolo iraniano, e in particolare alle donne, nella loro lotta per la democrazia e l’uguaglianza. È il popolo iraniano che deve decidere il proprio futuro”, si legge nel manifesto in cui si sottolinea che “nulla giustifica i bombardamenti feroci degli Stati Uniti e di Israele che hanno causato la morte di centinaia di persone innocenti”. “Invitiamo tutti i democratici a condannare questa aggressione, a difendere il diritto internazionale e a lavorare per una pace giusta e duratura in Medioriente, che deve includere la fine del genocidio a Gaza e il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese in conformità con il diritto internazionale”, ha rimarcato la piattaforma.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha rinnovato l’appello a porre fine alla guerra e a tornare ai negoziati. Gli attacchi militari di Usa e Israele, seguiti dalle rappresaglie iraniane, hanno causato “immense sofferenze” e spinto la regione al limite, ha dichiarato Guterres, “e come sempre, i più vulnerabili sono i primi e i più colpiti”. “L’unica via d’uscita è la distensione e il dialogo”, ha aggiunto. Guterres ha parlato nella capitale turca Ankara, dove ha ricevuto il premio per la pace del Paese a nome del personale delle Nazioni Unite a livello globale.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito in un post sui social media che le forze statunitensi hanno colpito circa 6.000 obiettivi in Iran dall’inizio della guerra. Il comando ha anche affermato che 60 navi iraniane e 30 posamine sono stati distrutti durante la campagna, iniziata il 28 febbraio.
Israele ha colpito un edificio nel centro di Beirut, vicino all’ufficio del primo ministro, al palazzo delle Nazioni Unite e alle ambasciate straniere. L’attacco è avvenuto poco dopo che il portavoce di lingua araba dell’esercito israeliano (Idf) aveva lanciato un avvertimento agli abitanti affinché evacuassero l’area nel raggio di 300 metri dall’edificio, affermando che si trovava vicino a una struttura di Hezbollah contro la quale l’esercito avrebbe presto “agito”. Si tratta del primo attacco nel centro di Beirut dell’attuale conflitto accompagnato da un avvertimento. L’edificio non è crollato dopo il primo attacco. Mentre le persone si avvicinavano dopo il primo colpo, un drone israeliano ha lanciato un attacco di avvertimento per disperdere nuovamente la folla in vista di un secondo attacco previsto.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha avuto colloqui telefonici con gli omologhi di Qatar, Arabia Saudita e Bahrein mentre continua la guerra in Medioriente. Albares ha ribadito il sostegno della Spagna ai Paesi del Golfo “di fronte agli attacchi ingiustificati” dell’Iran e si è confrontato con gli omologhi sulle conseguenze della guerra sul mercato del gas e sull’economia mondiale e sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Ha poi ringraziato i ministri degli Esteri per l’aiuto fornito per l’evacuazione dei cittadini spagnoli presenti nell’area al momento dell’attacco di Usa e Israele contro Teheran.
L’Italia parteciperà al rilascio coordinato di una quota delle proprie riserve petrolifere di emergenza. Lo dichiara il Mase a seguito dell’accordo raggiunto tra i Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) per contribuire alla stabilizzazione dei mercati energetici internazionali. Il quantitativo previsto per il nostro Paese è pari a 9 milioni e 966 mila barili, corrispondenti a circa il 2,5% del totale dei barili messi a disposizione complessivamente dai Paesi AIE per fronteggiare l’attuale emergenza petrolifera. In termini di prodotti effettivamente rilasciati, tale volume equivale a circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep). Ad oggi, le scorte petrolifere di sicurezza dell’Italia ammontano complessivamente a 11.903.843 tep, pari esattamente a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa dell’Unione europea. Più in particolare, le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l’equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall’Organismo centrale di stoccaggio italiano (OCSIT) per l’equivalente di 23 giorni. Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenta circa il 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese. La situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio concordato a livello internazionale con l’AIE, garantendo il rispetto degli obblighi europei e adeguati livelli di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali.
Il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha avuto colloqui telefonici con i leader di diversi Paesi del Medioriente dopo gli attacchi provenienti dall’Iran, assicurando la solidarietà della Germania. Steinmeier ha parlato con i capi di Stato degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, della Giordania e del Bahrain, oltre che con il principe ereditario del Kuwait, come reso noto dall’ufficio della presidenza federale. Nel corso dei colloqui il presidente ha espresso “la solidarietà della Germania di fronte agli attacchi provenienti dall’Iran” e ha ringraziato i Paesi della regione per “la protezione e l’assistenza fornita ai cittadini tedeschi durante le operazioni di uscita dall’area”. Steinmeier ha inoltre manifestato “profonda preoccupazione per la legittimità nel diritto internazionale e per le conseguenze umanitarie, politiche ed economiche della guerra”, informandosi direttamente con i leader regionali sull’evoluzione della crisi.
La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo ha subito giovedì un incendio non legato ad attività di combattimento, che è stato domato con successo. Lo ha annunciato la Marina degli Stati Uniti, specificando che “non ci sono danni all’impianto di propulsione della nave e la portaerei rimane pienamente operativa”. La USS Gerald R. Ford, opera nel Mar Rosso a supporto dell’Operazione Epic Fury. L’incendio è scoppiato nella lavanderia principale della portaerei. Due marinai stanno ricevendo cure mediche per ferite non mortali e le loro condizioni sono stabili, ha riferito la US Navy. La Marina non ha specificato la causa dell’incendio, ma ha affermato che ulteriori informazioni sarebbero state fornite non appena disponibili.
“L’Iran rischia di isolarsi sempre di più, la chiusura di Hormuz non credo faccia piacere anche alla Cina. Noi ci auguriamo che la guerra finisca presto e non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con l’Iran. Però l’Iran deve anche capire che non è che tutto il mondo è responsabile di quello che accade nel loro Paese. Non possono pensare che tutti i Paesi dell’area del Golfo debbano essere attaccati. L’invito all’Iran è alla moderazione, non è con gli attacchi indiscriminati contro tutto e tutti che si porta vantaggio alla causa iraniana”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del question time al Senato, commentando il primo discorso pronunciato dalla Guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei. “C’è una guerra in corso, è ovvio che fa dichiarazioni che non so quanto possono essere gradite al resto del mondo e anche ai paesi ai quali lui poteva fare riferimento”, aggiunge.
Nuovi raid dell’esercito israeliano su Beirut. L’Idf ha dichiarato di aver iniziato il nuovo round di attacchi dopo aver avvertito gli abitanti di una vasta area nel sud di Beirut di evacuare verso nord nelle prime ore della giornata.
“L’Ue accoglie con favore l’adozione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, presentata dal Regno del Bahrein a nome degli Stati membri del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo (CCG), Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania.Tutti i 27 Stati membri dell’UE hanno co-sponsorizzato la risoluzione, insieme a un numero senza precedenti di Stati membri delle Nazioni Unite, riaffermando la solidarietà dell’UE con i paesi del CCG e la Giordania, come espresso anche nella riunione congiunta del Consiglio dei ministri UE-CCG del 5 marzo e nelle discussioni tenutesi durante la videoconferenza tra il Presidente Costa e la Presidente von der Leyen con i leader dei paesi del Medio Oriente il 9 marzo”. Lo afferma un portavoce del Servizio per l’Azione esterna dell’Ue in una nota. “L’UE si fa portavoce del fermo sostegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite all’integrità territoriale, alla sovranità e all’indipendenza politica dei paesi del CCG e della Giordania, condannando con la massima fermezza gli attacchi dell’Iran contro i loro territori. Questi attacchi, che prendono di mira obiettivi civili e infrastrutture civili critiche, costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. L’UE ribadisce il suo appello all’Iran affinché cessi immediatamente i suoi attacchi. La sicurezza e la stabilità della regione del Golfo, così come la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, sono pilastri fondamentali della stabilità dell’economia globale, intrinsecamente legati alla sicurezza europea e globale. L’UE proseguirà i suoi sforzi diplomatici per allentare la tensione e raggiungere una soluzione duratura di pace e stabilità nella regione del Golfo e in quella più ampia del Medio Oriente”.
“Per quanto riguarda l’utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del Governo è molto chiara. Si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da Governi di ogni colore. Si tratta degli stessi accordi a cui si stanno attenendo tutti i partner europei. Incluso il Governo spagnolo, di cui tanto si parla. Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti”. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani parlando nel Question Time al Senato.
“Al momento, non ci sono prove che suggeriscano che dovremmo presumere un aumento della minaccia qui in Germania”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, durante il suo intervento per il 75 anni dell’Ufficio federale di polizia criminale a Wiesbaden. Secondo Merz, non vi sono indicazioni di un aumento del rischio di attacchi a causa della guerra in Iran, ciononostante, le misure di sicurezza vengono rafforzate, i protocolli di protezione vengono rivisti e la presenza di personale di sicurezza viene aumentata, in particolare per le istituzioni israeliane, ebraiche e americane.
“La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che ci siano, per la loro vita e sicurezza”. Lo scrive Donald Trump su Truth, in riferimento alla partecipazione della nazionale iraniana agli imminenti Mondiali Fifa che si svolgeranno in Usa, Messico e Canada.
La Turchia ha condannato le azioni di Israele in Libano. Il ministero degli Esteri turco ha affermato in una nota che gli attacchi hanno provocato una crisi umanitaria e costituiscono una violazione del diritto internazionale. Ha accusato inoltre Israele di estendere al Libano le sue politiche “distruttive” attuate a Gaza. “Continueremo a essere solidali con il popolo e lo Stato libanesi”, si legge nella dichiarazione.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, chiede uno sforzo politico congiunto da parte di europei e Stati del Golfo per porre rapidamente fine alla guerra in Iran. “Sono convinto che una soluzione affidabile e sostenibile possa essere raggiunta solo attraverso i canali diplomatici”, ha dichiarato Wadephul durante un incontro con il suo omologo turco, Hakan Fidan, nella capitale Ankara. “Dovremmo unire gli interessi comuni della regione del Golfo, ma anche quelli dei nostri vicini”, ha affermato ancora il ministro.
Il comandante della Marina della Guardia rivoluzionaria iraniana ha risposto all’ordine della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “In obbedienza al comandante supremo, manteniamo la nostra strategia di chiusura dello Stretto di Hormuz, infliggeremo i colpi più duri al nemico aggressore”, ha affermato Alireza Tangsiri su X, come riporta l’agenzia iraniana Fars.
“Per quanto riguarda l’utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del Governo è molto chiara. Si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da Governi di ogni colore. Si tratta degli stessi accordi a cui si stanno attenendo tutti i partner europei. Incluso il Governo spagnolo, di cui tanto si parla. Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività, la competenza a decidere sull’utilizzo delle basi spetterebbe al Governo. Ad oggi – lo ripeto – non è pervenuta alcuna richiesta. Ma su questo punto ribadisco con chiarezza la posizione che ha espresso anche ieri il Presidente del Consiglio: se una richiesta del genere dovesse arrivare, il Governo intende condividere ogni decisione con il Parlamento”. È quanto ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando al Question Time al Senato. “Non è un obbligo giuridico, ma una scelta politica coerente con l’impostazione che il Governo ha assunto fin dall’inizio del conflitto: coinvolgere Camera e Senato in tutti i principali passaggi e in tutte le decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. Quindi sarà il Parlamento a decidere insieme al Governo”, ha aggiunto Tajani.
Il ministero degli Esteri israeliano ha riferito che il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme. “Uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro Occidentale, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro“, ha scritto il ministero su X, annunciando che “la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa”. “La protezione delle vite umane e la sicurezza dei fedeli hanno la priorità”, ha affermato.
“Fin dall’inizio della crisi il Governo italiano è impegnato, in stretto raccordo con i partner europei e con gli attori della regione, per allentare le tensioni e prevenire ogni ulteriore allargamento del conflitto. Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Lo voglio ribadire anche adesso in quest’Aula, come ha già fatto ieri il Presidente del Consiglio: non siamo in guerra contro nessuno. Quello di Usa e Israele in Iran è un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prenderne parte”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando al Question Time al Senato.
L’esercito israeliano ha annunciato che ritirerà le accuse contro cinque soldati ritenuti responsabili di aver abusato sessualmente di un detenuto palestinese. La violenza è stata parzialmente ripresa dalle telecamere. L’esercito ha annunciato la decisione in merito a questo caso, che ha avuto grande risonanza, in un momento in cui gran parte dell’attenzione del Paese è concentrata sulla guerra con l’Iran.
“Il morale nonostante la stanchezza rimane alto, il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità”. Lo dice il colonnello Stefano Pizzotti, comandante dell’Italian National Contingent Command Lande nell’ambito dell’operazione ‘Prima Parhica’ a Erbil. Pizzotti sottolinea che il drone ha provocato “danni ad infrastrutture e materiali al momento non quantificabili mentre non ci sono stati danni alle persone”.
“Dal momento dell’incidente il ministro della Difesa Guido Crosetto e il Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente”, ha aggiunto.
“Questa notte, la base di Camp Singara nel Kurdistan iracheno, dove sono di stanza i nostri militari impegnati nella fondamentale lotta contro il terrorismo di Daesh, è stata colpita da un drone che ha provocato solo danni materiali.
Ai nostri militari desidero esprimere, anche in quest’Aula, la solidarietà del Governo e mia personale per questo attacco grave e inaccettabile, che abbiamo condannato con la massima fermezza”. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Question Time al Senato.
Mojtaba Khamenei ha riconosciuto nel suo primo discorso da Guida Suprema la morte del padre, dichiarando di essere stato presente e di aver visto il suo corpo. Khamenei ha anche confermato che sua moglie, una delle sue sorelle, sua nipote e il marito dell’altra sorella sono stati uccisi nell’attacco aereo. “Ho avuto l’onore di vedere il suo corpo dopo il martirio”, ha detto Khamenei riferendosi a suo padre, Ali Khamenei, “quello che ho visto è stata una montagna di fermezza, e mi è stato detto che il pugno della sua mano intatta era stato chiuso”.
La prima dichiarazione di Mojtaba Khamenei dalla sua nomina a Guida Suprema è stata letta da un conduttore televisivo. Khamenei non è apparso in tv e la televisione di Stato non ha fornito spiegazioni sul perché.
“Trump ha affermato che ‘potremmo distruggere la capacità elettrica dell’Iran in un’ora, ma non l’abbiamo fatto’. Beh, se lo facessero, l’intera regione rimarrebbe al buio in meno di mezz’ora e l’oscurità offrirebbe ampie opportunità per dare la caccia ai militari statunitensi in fuga verso luoghi sicuri”. È quanto scrive in un post sul social X il massimo funzionario della sicurezza iraniana Ali Larijani.
La Turchia mette in guardia contro l’innesco di una guerra civile in Iran. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato, in una conferenza stampa con il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che il suo Paese non permetterà a nessuno di concepire simili piani. “Respingiamo i piani volti a scatenare una guerra civile in Iran e a provocare conflitti su base etnica e religiosa”, ha dichiarato Fidan. “Mettiamo in guardia contro questo. Nessuno dovrebbe abbandonarsi a simili fantasie”.
“Un punto che devo sottolineare è che, in ogni caso, otterremo un risarcimento dal nemico. Se rifiuta, prenderemo dai suoi beni nella misura che riterremo appropriata e, se ciò non sarà possibile, distruggeremo i suoi beni nella stessa misura”. Lo afferma la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina.
“Il nostro sincero ringraziamento va ai nostri coraggiosi combattenti che, in un momento in cui la nostra nazione e la nostra amata patria sono state ingiustamente attaccate dai leader del fronte dell’arroganza, hanno bloccato il cammino del nemico con i loro potenti colpi e dissipato la sua illusione di poter dominare il nostro amato Paese o forse dividerlo”. Lo afferma la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina. “Cari fratelli combattenti, la richiesta delle masse è la continuazione di una difesa efficace e degna di rimpianto”, ha aggiunto Khamenei che non è apparso in video.
“Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di gran lunga più interessante e importante per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l’Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medioriente e, in effetti, il mondo. Non permetterò mai che ciò accada!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth.
“Assicuro a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei vostri martiri. La rappresaglia che abbiamo in mente non si limita al solo martirio del grande leader della Rivoluzione; piuttosto, ogni membro della nazione martirizzato dal nemico costituisce un caso a sé stante nel dossier della vendetta”. Lo afferma la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina. “Una parte limitata di questa ritorsione ha già preso forma tangibile, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo caso rimarrà aperto a scapito di altri”, ha aggiunto, “saremo particolarmente sensibili riguardo al sangue dei nostri figli. Pertanto, il crimine deliberatamente commesso dal nemico contro la scuola Shajareh-Tayyebeh a Minab, e alcuni casi simili, rivestono uno status speciale in questo processo di accertamento delle responsabilità”.
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha affermtato che l’Iran crede nell’amicizia con Paesi vicini e che continuerà a colpire solo le basi degli Stati Uniti. Lo ha detto in discorso televisivo, il primo dalla sua nomina. Lo riporta Al Jazeera.
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha lanciato un appello all’unità nazionale in un discorso televisivo, il primo dalla sua nomina, e ha affermato che lo Stretto di Hormuz “continuerà a rimanere chiuso per fare pressione sui nemici” dell’Iran. Lo riporta Al Jazeera.
“Tutte le basi statunitensi nella regione dovrebbero essere immediatamente chiuse, altrimenti saranno attaccate”. Lo afferma la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo il ministro libanese dell’Informazione Paul Morcos, dal 2 marzo almeno 687 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani contro il Libano. Tra le vittime ci sono 98 bambini. Lo riporta Al Jazeera.
“Oggi parlerò con le autorità del Kurdistan iracheno e con il ministro degli Esteri dell’Iraq per fare un punto della situazione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina, dopo l’attacco alla base italiana a Erbil. “Abbiamo concluso proprio su questo una riunione con l’ambasciatore e il console d’Italia a Erbil e stiamo riducendo la presenza del personale, sia in ambasciata a Baghdad, sia nel consolato a Erbil per ragioni di sicurezza”, ha aggiunto Tajani.
“Riteniamo importante riaffermare il diritto della Repubblica Islamica dell’Iran, come di tutti gli altri Stati, all’autodifesa, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Riteniamo inaccettabili gli attacchi contro obiettivi e infrastrutture civili in Iran, nei paesi arabi confinanti e altrove. Invitiamo gli Stati Uniti e Israele a cessare la loro aggressione e a tornare al tavolo dei negoziati”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta Tass. Zakharova ha sottolineato che è fondamentale che tutti i partecipanti all’attuale situazione di stallo in Medioriente diano prova di buon senso e moderazione, abbandonino i doppi standard e tornino “a impegnarsi per porre rapidamente fine allo scontro sulla base dei principi di buon vicinato”. “La Russia continuerà ad adottare misure per porre rapidamente fine all’escalation in Medioriente e risolvere pacificamente eventuali conflitti. Intendiamo promuovere ulteriormente il concetto russo di sicurezza comune e indivisibile nel Golfo Persico, che garantirà il rispetto degli interessi di tutti i paesi della regione”, ha affermato la portavoce.
“L’attacco di questa notte non ha provocato alcun danno ai nostri militari. Non è certo il luogo di partenza dei droni. Probabilmente sono partiti da basi irachene filo-iraniane”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti alla Farnesina dopo l’attacco che la scorsa notte ha colpito una base italiana nel Kurdistan iracheno. “Ho portato i miei saluti al colonnello Pizzotti che comanda il reparto e gli ho trasmesso il saluto mio, del governo e dei nostri militari”, ha aggiunto Tajani.
Piazza Affari estende le perdite, in calo dell’1%. In scia alle tensioni per l’Iran soffrono in particolare le banche. UniCredit è in calo del 2,57%. Intesa cede il 2,35%. Il calo è maggiore per Mps, che cede il 3,59%. La controllata Mediobanca lascia sul terreno il 3,33%. Intanto, sul fronte di Rocca Salimbeni, reduce dal concambio per la fusione con Mediobanca,il ceo di Mps Luigi Lovaglio è atteso giovedì 19 marzo a Londra alla Morgan Stanley european financials conference con analisti e investitori. Poi gli incontri one to one insieme al Cfo Andrea Maffezzoni.
“L’attacco alla base italiana a Erbil è stato deliberato? Assolutamente sì. Quella è una base della Nato che è anche americana. Già negli scorsi giorni erano avvenuti degli incidenti o dei tentativi d’attacco. Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione perché è più sicuro degli alberghi. Noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione. Degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile perché non possiamo mandare un aereo e deve avvenire via terra, dalla Turchia”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato al Tg1.
“Il contingente era già stato avvisato della possibilità, dalle 8:30 avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza quindi erano entrati nelle aree protette per cui non c’è stato alcun danno al contingente”, ha detto ancora Crosetto che ha aggiunto: “Questa guerra dimostra sempre di più che la stabilizzazione di quelle zone è fondamentale”.
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, farà presto la sua prima dichiarazione. Lo riporta Ynet citando i media statali iraniani.
Due esplosioni sono state udie sopra Erbil, nella regione curda semi-autonoma nel nord dell’Iraq, mentre le difese aeree hanno attaccato i droni sopra la città. Lo riporta Al Jazeera. I funzionari hanno detto che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato due droni sopra la capitale regionale. Erbil ospita la base italiana colpita nella notte oltre a diverse strutture militari e diplomatiche statunitensi.
“Non temiamo” ritorsioni da parte del presidente Usa, Donald Trump, “azioni contro la Spagna non porterebbero a nulla”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares intervistato dalla tv pubblica Tve, dopo che ieri il tycoon è tornato a minacciare di tagliare i legami commerciali con Madrid.
Alabres ha rivendicato che “la Spagna è un Paese libero e sovrano che prende decisioni in maniera sovrana” ma che è anche un “socio solidale, un alleato Nato affidabile e un socio commerciale di prim’ordine” per gli Usa. “Perché dovrebbero intraprendere azioni contro di noi? Non avrebbe senso, sarebbe un mondo al contrario, di assoluto caos e disordine”, ha commentato.
Albares si è detto poi d’accordo con Trump sul fatto che gli spagnoli siano persone fantastiche e ha ricordato che “la politica commerciale dei Paesi Ue è una politica comune, di competenza della Commissione Ue che ha già detto chiaramente che qualsiasi intento di aggressione” commerciale verso un Paese “lo è a tutto il mercato unico”. “Molti paesi ci hanno espressato la loro solidarietà”, ha ricordato il ministro degli Esteri.
Albares ha sostenuto poi che le relazioni tra Usa e Spagna portano benefici a entrambe le parti e che l’esecutivo continua a lavorare affinché continui ad essere così. A questo proposito ha affermato che gli Usa hanno un surplus commerciale verso la Spagna e che Madrid è un grande acquirente di gnl statunitense e che inoltre da anni gli Usa utilizzano due basi, ovvero quelle di Rota e Moron, in maniera gratuita sul territorio iberico.
L’esercito israeliano ha affermato che Hezbollah ha lanciato questa notte il suo più grande attacco dall’inizio della guerra, “simultaneamente” con l’Iran. “Hezbollah ha coordinato un attacco simultaneo con l’Iran, lanciando razzi e droni contro città e paesi in tutto Israele. Le cifre indicano circa 200 razzi e circa 20 droni”, ha detto ai giornalisti il portavoce internazionale dell’esercito, il tenente colonnello Nadav Shoshani. Lo riporta L’Orient Le Jour.
“Tutto questo è stato combinato con missili balistici lanciati dall’Iran contemporaneamente”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che si trattava del “più grande sbarramento di missili di Hezbollah” dall’inizio della guerra, ma che erano stati osservati solo “due o tre attacchi diretti”.
“Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell’attacco: l’Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.
Israele ha dichiarato di aver colpito un altro complesso iraniano utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari a Teheran, il sito di Taleghan. L’esercito israeliano (Idf) ha affermato che il complesso è stato utilizzato negli ultimi anni per sviluppare esplosivi avanzati e condurre esperimenti sensibili legati al progetto AMAD, il programma segreto di sviluppo di armi nucleari dell’Iran degli anni 2000.
L’Idf ha aggiunto di aver recentemente individuato tentativi da parte dell’Iran di riabilitare il sito dopo che è stato colpito nell’ottobre 2024. Ha affermato che l’ultimo attacco faceva parte di una campagna più ampia che prende di mira infrastrutture e centri di ricerca legati al programma nucleare iraniano.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato di aver avvertito il Libano che se non impedirà a Hezbollah di attaccare, Israele “prenderà il territorio e lo farà da solo”. “Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele”, ha detto Katz durante una valutazione con alti ufficiali dell’esercito israeliano (Idf), “l’Idf hanno risposto con forza a Dahiyeh (la periferia sud di Beirut, ndr) e contro obiettivi di Hezbollah in tutto il Libano”. “Ho avvertito il presidente del Libano che se il governo libanese non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di minacciare le comunità del nord e di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi stessi”, ha aggiunto Katz.
Media sauditi riferiscono di una forte esplosione nell’impianto nucleare iraniano di Fordow.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha dichiarato che qualsiasi invasione delle isole iraniane “farà scorrere il sangue degli invasori nel Golfo Persico”. “Patria o Morte!”, ha scritto Qalibaf in un post sul social X, “qualsiasi aggressione contro il suolo delle isole iraniane infrangerà ogni freno. Abbandoneremo ogni freno e faremo scorrere nel Golfo Persico il sangue degli invasori. Il sangue dei soldati americani è responsabilità personale di Trump”. L’Iran detiene tre isole che ha sottratto agli Emirati Arabi Uniti prima della loro formazione nel 1971. Si ipotizza che gli Stati Uniti possano prendere di mira l’isola di Kharg nel Golfo Persico, il principale terminal petrolifero dell’Iran.
L’aeronautica militare di Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei “massicci” in Iran. Lo ha annunciato l’esercito israeliano (Idf), che precisa che gli attacchi hanno come obiettivo infrastrutture del regime iraniano in diverse zone dell’Iran. Lo riporta il Times of Israel.
Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, Esmail Dehghan, comandante della forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ucciso martedì mattina in un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele. Dehghan è stato ucciso in un bombardamento contro un’abitazione nella città di Arak. Il suo funerale si è tenuto ieri ad Arak.
Due droni iraniani hanno preso di mira Dubai. L’ufficio stampa di Dubai, che rilascia dichiarazioni per conto del governo della città-stato, ha segnalato un “piccolo incidente con un drone” nel quartiere di al-Badaa, affermando che nessuno è rimasto ferito.
Successivamente, l’agenzia ha affermato che un missile intercettore ha abbattuto un drone e che alcune schegge hanno colpito la facciata di un edificio sulla Sheikh Zayed Road, l’autostrada a 12 corsie che attraversa il cuore della città. Anche in quell’incidente, l’agenzia ha sottolineato che non ci sono stati feriti. Le autorità avevano diramato l’allerta missilistica stamattina presto, ma non c’è stato alcun preavviso prima di questi ultimi attacchi.
Droni iraniani hanno colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait. L’attacco ha causato danni ma non ci sono stati feriti, ha affermato l’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait.
Almeno 19 navi commerciali sono state danneggiate finora durante la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran. Secondo il Joint Maritime Information Center, una coalizione supervisionata dalla Marina degli Stati Uniti, nella notte tra mercoledì e venerdì della scorsa settimana sono state attaccate almeno 16 navi nel Golfo Persico. Anche una piattaforma petrolifera è stata attaccata al largo dell’Arabia Saudita. Nella notte invece, due navi sono state colpite dal fuoco iraniano in un porto vicino a Bassora, in Iraq. Un’altra è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti
Il Ministero dell’elettricità, dell’acqua e delle energie rinnovabili del Kuwait ha affermato che la caduta di schegge su sei linee elettriche in tutto il Paese le ha temporaneamente messe fuori servizio. I detriti sono stati il risultato di operazioni di intercettazione, ha precisato il ministero in una nota. L’incidente ha causato un’interruzione di corrente limitata in tutto il paese, ma la corrente è stata rapidamente ripristinata.
L’esercito iraniano ha affermato di aver attaccato con droni due basi aeree israeliane e il quartier generale dello Shin Bet a Tel Aviv. Secondo quanto riporta l’agenzia Irna, i raid hanno preso di mira la base aerea di Palmachin, a ovest della citta di Yavne, sulla costa, e la base aerea di Ovda, nel sud di Israele.
Akbar Ghaffari, viceministro dell’intelligence dell’Iran, è stato ucciso durante gli attacchi congiunti Usa-Israele su Teheran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Ilna. Ghaffari in precedenza aveva ricoperto la carica di vicegovernatore per la sicurezza politica della provincia dell’Azerbaigian orientale. Il suo funerale si sarebbe già tenuto nella città di Tabriz.
Un marinaio indiano è la persona uccisa in un attacco che ha colpito una petroliera di proprietà statunitense nei pressi della città portuale di Bassora, in Iraq. Lo ha reso noto l’ambasciata indiana a Baghdad. L’imbarcazione Safesea Vishnu, battente bandiera delle Isole Marshall, è stata attaccata ieri mentre operava nei pressi di Bassora. I restanti 15 membri dell’equipaggio indiano sono stati evacuati e sono al sicuro, ha aggiunto l’ambasciata.
I posti di blocco delle forze di sicurezza a Teheran sono stati attaccati per la prima volta da droni. Almeno 10 persone sono rimaste uccise. Lo ha riferito un’agenzia di stampa semiufficiale Fars. Ieri sera nella capitale iraniana si sentivano spari, mentre continuavano i bombardamenti. Gli spari sembravano provenire dai posti di blocco, spesso presidiati da membri della forza Basij, composta interamente da volontari, della Guardia Nazionale e da ufficiali delle forze di polizia iraniana.
Nella lotta contro l’aumento dei prezzi del carburante, l’Austria sta ulteriormente limitando i diritti dei gestori delle stazioni di servizio: potranno aumentare i prezzi al massimo tre volte a settimana, anziché una volta al giorno come in precedenza. Lo ha annunciato il Ministro dell’Economia austriaco Wolfgang Hattmannsdorfer.
Le riduzioni dei prezzi rimarranno possibili in qualsiasi momento. Secondo il ministro, i prezzi della benzina in Austria sono aumentati di circa il 14% dall’inizio della guerra in Iran. I prezzi del gasolio sono aumentati del 25%. “Il nostro obiettivo è attenuare le fluttuazioni estreme dei prezzi e inviare segnali di stabilizzazione dei prezzi, in modo che le crisi internazionali non si riflettano direttamente sulle pompe”, ha sottolineato Hattmannsdorfer. Ha anche annunciato che saranno svincolate le riserve nazionali di petrolio, come avviene in altri Paesi.
Ieri sera “eravamo all’interno della base italiana, la base di Camp Singara, che già era in condizioni di preallarme per la crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l’allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati”.
“E poco prima dell’una, c’è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, se è un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all’interno dei bunker quando è avvenuta l’esplosione, stanno tutti bene”. Lo ha raccontato a Sky Tg24 il comandante dell’Italian National Contingent di Erbil, nel Kurdistan iracheno, colonnello Stefano Pizzotti.
“Dalle 8.30 di ieri sera siamo nei bunker perché continua a esserci una minaccia”, ha aggiunto, “non è stato possibile né valutare sul posto i danni alle infrastrutture, quindi quantificare quello che è successo, né sapere qual è la provenienza di questa minaccia”. Pizzotti ha poi ricordato che “il personale qui si occupa prevalentemente di addestramento per le truppe locali curde, sulla base di una specifica richiesta del governo iracheno”.
“Dal momento dell’incidente sono in costante contatto sia con il ministro della Difesa Crosetto che con il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Portolano, che ha assistito tutte quante le fasi della, di questa notte dell’attacco”, ha proseguito Pizzotti, “al momento è finito, è finito l’allarme della minaccia aerea, ma ci sono sul posto gli artificieri della coalizione che stanno verificando, stanno mettendo in sicurezza l’area prima di di poterci accedere”.
“Il morale del personale è comunque alto, volevamo rassicurare le famiglie dei militari che sono qui con me”, ha concluso il comandante italiano, “siamo preparati e addestrati per affrontare queste situazioni”.
Informazioni di intelligence obsolete hanno probabilmente portato gli Stati Uniti a sferrare un micidiale attacco missilistico contro una scuola elementare femminile in Iran che ha causato la morte di oltre 165 persone, molte delle quali bambine. Lo hanno rivelato un funzionario statunitense e una seconda persona informata sui risultati di un’indagine preliminare dell’esercito americano sul raid.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti si sarebbe basato sulle coordinate del bersaglio fornite dalla Defense Intelligence Agency, utilizzando dati obsoleti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump inizialmente aveva accusato l’Iran dell’attacco, poi ha detto di non essere sicuro di chi fosse la colpa e infine ha dichiarato che avrebbe accettato i risultati dell’indagine del Pentagono. La questione ha assunto maggiore urgenza ieri, dopo che il New York Times ha riportato per primo che un’indagine preliminare ha individuato la responsabilità degli Stati Uniti.
Sono almeno 11 i morti e oltre 30 i feriti nei bombardamenti lanciati dall’esercito di Israele sulla capitale del Libano, Beirut. Attachi a Ramlet el-Baïda, sul lungomare di Beirut, hanno ucciso otto persone, come riporta il ministero della Salute libanese.
L’attacco con drone su un’auto ha preso di mira la costa di Beirut che, dall’inizio della guerra, è rifugio per migliaia di sfollati che dormono per strada o nei loro veicoli dopo essere evacuati, secondo le istruzioni israeliane, dalle loro case al sud o dalla periferia meridionale di Beirut. Nel distretto di Aley, l’esercito israeliano ha poi bombardato Aramoun due volte, uccidendo tre persone e ferendo un bambino. Lo riporta L’Orient Le Jour.
Il Pentagono ha comunicato al Congresso che la prima settimana di guerra contro l’Iran è costata agli Stati Uniti 11,3 miliardi di dollari. Il Pentagono ha fornito la stima al Congresso in una riunione informativa all’inizio di questa settimana, secondo una fonte vicina alla situazione. L’esercito ha riferito di aver speso 5 miliardi di dollari solo in munizioni durante il primo fine settimana di guerra.
L’amministrazione Trump aveva precedentemente indicato che avrebbe inviato al Congresso una richiesta di finanziamenti supplementari per la guerra, ma l’idea non sembra aver avuto seguito. Il senatore Roger Wicker, presidente repubblicano della Commissione per le forze armate del Senato, ha precisato di non aspettarsi questo mese una richiesta di fondi supplementari.
Un attacco al porto iracheno di Bassora ha causato almeno un morto e costretto le autorità a sospendere le operazioni in tutti i terminal petroliferi del Paese. Farhan al-Fartousi, direttore generale della Compagnia Generale dei Porti dell’Iraq, ha dato l’annuncio in una nota diffusa dall’agenzia di stampa statale irachena. Al-Fartousi ha affermato che l’attacco ha preso di mira una nave in un’area di trasferimento da nave a nave nel porto di Bassora, sul Golfo Persico. Non è ancora chiaro se la nave sia stata colpita da un drone volante o marittimo o da un missile. I soccorritori hanno recuperato un corpo senza vita e hanno tratto in salvo altre 38 persone. I porti commerciali in Iraq restano aperti, mentre i terminal petroliferi sono stati chiusi.
“Potremmo smantellare la loro capacità elettrica in un’ora e ci vorrebbero 25 anni per ricostruirla”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, avvertendo che gli Stati Uniti potrebbero colpire infrastrutture critiche in Iran, tra cui i sistemi energetici. Ha aggiunto che l’obiettivo principale è garantire che l’Iran non possa ricostruire la sua capacità militare. “La cosa principale è che dobbiamo vincere questa guerra… Non vogliamo che si ripresenti”, ha detto Trump.
In Iran “sono praticamente al capolinea”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Non hanno una marina, non hanno un’aeronautica, non hanno una contraerea… Stiamo semplicemente sorvolando quel paese a razzo”, ha aggiunto.
Il ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che oggi un drone iraniano si è schiantato contro un edificio residenziale nella piccola nazione mediorientale, ferendo due persone.
“Le capacità militari e nucleari dell’Iran sono degradate in modo significativo”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump parlando ai supporter in Kentucky. Lo riporta il Guardian.
Il prezzo del petrolio è salito sopra i 100 dollari al barile per il contratto Brent, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per evitare una carenza globale con il conflitto in Iran.
“Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho appena parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene. Sono costantemente aggiornato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante dei Covi”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.

