È sempre più tesa la situazione tra l’Iran e gli Stati Uniti, mentre si studiano bozze di accordo che potrebbero riportare le parti al tavolo dei negoziati entro la fine della settimana. Intanto la portaerei americana USS Gerald R. Ford, la più grande del mondo, si trova nelle acque dell’isola greca di Creta, secondo alcune fotografie pubblicate dai media israeliani.
Il New York Times: “Trump valuta attacco mirato sull’Iran”
Sebbene non sia stata presa alcuna decisione definitiva, secondo consiglieri citati dal New York Times il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe propenso a sferrare un primo attacco nei prossimi giorni per dimostrare ai leader iraniani che devono essere disposti ad accettare di rinunciare alla capacità di produrre armi nucleari. Se queste misure non dovessero convincere Teheran a soddisfare le sue richieste, lascerà poi aperta la possibilità di un attacco militare massiccio entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di rovesciare l’Ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema.
Teheran: “Attacchi limitati saranno considerati come aggressione”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ogni attacco al suo territorio, compresi gli attacchi limitati, sarà considerato come “un atto di aggressione”. Lo ha dichiarato durante un briefing con i media, commentando le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Non esiste un attacco limitato, un atto di aggressione è un atto di aggressione”, ha spiegato. “Qualsiasi governo considererebbe un simile atto un atto di aggressione e, nell’ambito del suo intrinseco diritto alla legittima difesa, reagirebbe con decisione e forza, quindi la nostra risposta sarebbe la stessa”, ha aggiunto.
Netanyahu: “Se Teheran attacca sarà il più grande errore nella storia”
Se l’Iran attaccasse Israele in risposta a un raid degli Stati Uniti “commetterebbe forse l’errore più grave della sua storia. Risponderemmo con una forza che non può nemmeno immaginare”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu durante un discorso al plenum della Knesset. Netanyahu ha aggiunto che “il patto con gli Stati Uniti non è mai stato così stretto”.
Netanyahu: “Siamo pronti a qualsiasi tipo di scenario”
“Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo eliminato ogni minaccia per i cittadini israeliani. Oggi, a proposito della sicurezza della vita di milioni di israeliani, dico che Israele non è mai stato così forte”, ha aggiunto poi Netanyahu, “stiamo vivendo tempi molto difficili e complessi, la gente lo sa, nessuno sa cosa ci riserva il futuro. Stiamo tenendo gli occhi aperti e siamo pronti a qualsiasi scenario“.
Terzo giorno di proteste degli studenti universitari
Per il terzo giorno consecutivo, intanto, gli studenti universitari hanno organizzato proteste in diverse città dell’Iran, intonando slogan contro il regime degli ayatollah e manifestando il loro sostegno al principe in esilio Reza Pahlavi. Le proteste sono iniziate in almeno due università di Teheran e si sono poi estese ad Abadan, nell’Iran occidentale, in seguito all’arresto di un docente. I manifestanti hanno scandito slogan come ‘Morte a Khamenei’ e nelle immagini diffuse sui social si vede bruciare una bandiera della Repubblica Islamica. In diverse università, tra cui quella di Teheran, le forze paramilitari Basij hanno attaccato gli studenti.

