I negoziatori Usa sono pronti a tenere un altro round di colloqui con l’Iran venerdì a Ginevra se nelle prossime 48 ore riceveranno una proposta dettagliata da Teheran per un accordo sul nucleare. Lo ha dichiarato un alto funzionario Usa al giornalista di Axios Barak Ravid. La testata, citato quanto riferito da funzionari statunitensi, scrive che l’attuale spinta diplomatica è probabilmente l’ultima possibilità che il presidente Trump darà all’Iran per evitare il lancio di un’operazione militare su larga scala di Usa e Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida suprema Ali Khamenei. La notizia arriva nel giorno in cui Teheran ha designato le forze navali e aerei degli Stati dell’Ue come organizzazioni terroristiche.
“Se l’Iran presenterà una bozza di proposta, gli Stati Uniti sono pronti a incontrarsi a Ginevra venerdì per avviare negoziati dettagliati e vedere se è possibile raggiungere un accordo sul nucleare”, ha affermato l’alto funzionario Usa citato da Axios. Gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno entrambi consigliato a Trump di dare una possibilità alla diplomazia prima di ordinare un attacco, hanno in programma di recarsi a Ginevra il 27 febbraio se gli iraniani invieranno la proposta presto. Secondo la fonte citata, l’amministrazione Trump e l’Iran potrebbero anche discutere la possibilità di un accordo provvisorio prima di concordare un accordo sul nucleare completo. Sabato il senatore Usa repubblicano Lindsey Graham, parlando con Axios, ha lamentato il fatto che diverse persone vicine a Trump gli starebbero consigliando di non bombardare l’Iran e lui lo ha esortato a non ascoltarle.
In Iran ancora proteste degli studenti
Gli studenti di diverse università iraniane intanto sono tornati in piazza. Secondo quanto riporta Bbc hanno organizzato proteste antigovernative, le prime manifestazioni di questa portata dopo la sanguinosa repressione delle proteste del mese scorso. L’emittente britannica ha riferito di avere verificato l’autenticità delle immagini dei manifestanti che sabato hanno marciato nel campus dell’Università Sharif di Teheran, la capitale. In seguito si sono verificati scontri tra i manifestanti e i sostenitori del governo. Un sit-in è stato organizzato in un’altra università di Teheran e una manifestazione è stata segnalata anche nel nord-est. Gli studenti hanno reso omaggio alle migliaia di persone uccise durante le massicce proteste di gennaio. Iran International riferisce inoltre di proteste degli universitari anche oggi, in particolare nella University of Science and Technology di Teheran. E Bbc Persian riferisce di proteste oggi anche a Mashhad.
Witkoff: “Trump curioso sul perché Teheran non abbia capitolato”
Il presidente Usa Donald Trump si chiede perché l’Iran non abbia “capitolato” di fronte al rafforzamento militare degli Stati Uniti nell’area volto a esercitare pressioni su Teheran affinché accetti un accordo sul nucleare. È quanto ha detto l’inviato speciale Usa Steve Witkoff in un’intervista a Fox News. “Non voglio usare la parola ‘frustrato’, perché lui capisce di avere molte alternative, ma è curioso di sapere perché non hanno…non voglio usare la parola ‘capitolato’, ma perché non hanno capitolato”, ha detto Witkoff. “Perché, sotto questa pressione, con la potenza marittima e navale che c’è lì, perché non sono venuti da noi e hanno detto: ‘Dichiariamo che non vogliamo un’arma, quindi ecco cosa siamo disposti a fare’? Eppure è piuttosto difficile portarli a quel punto”, ha continuato Witkoff.
L’inviato speciale Usa ha dichiarato anche di avere incontrato il principe iraniano in esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, su indicazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A rilanciare la notizia è Iran International. “L’ho incontrato su indicazione del presidente”, ha dichiarato Witkoff a Fox News. “Penso che sia forte per il suo Paese, che abbia a cuore il suo Paese, ma si tratterà delle politiche del presidente Trump, non di quelle di Pahlavi. Penso che il presidente sia interessato ad ascoltare le opinioni di tutti”, ha aggiunto.
Araghchi: “Buone chance di accordo con Usa”
“Se (gli Usa ndr.) vogliono trovare una soluzione per il programma nucleare pacifico dell’Iran l’unica strada è la diplomazia. Abbiamo provato questo in passato e io credo che ci sia ancora una buona chance di avere una soluzione diplomatica, basata su un win-win, e una soluzione è a portata di mano, quindi non c’è necessità di nessun rafforzamento militare, che non può aiutare”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista al programma ‘Face the Nation’ sulla Cbs. “Stiamo ancora lavorando sulla” proposta da presentare agli Stati Uniti “e stiamo provando a fare qualcosa che contenga elementi che possano andare bene a tutte le parti coinvolte e interessate. Stiamo lavorando su questi elementi e credo che quando ci incontreremo di nuovo con Steve Witkoff, probabilmente questo giovedì a Ginevra, possiamo lavorare su questi elementi e preparare un buon testo e arrivare a un accordo rapido”, ha aggiunto Araghchi.
Financial Times: “Iran ha accordo segreto con Russia per acquisto missili”
L’Iran ha un accordo segreto con la Russia per la fornitura di missili da spalla. Lo riporta il Financial Times (FT), secondo cui ci sarebbe un contratto da 500 milioni di euro per la fornitura del sistema Verba destinato a ricostruire le difese aeree di Teheran.

