Buckingham Palace non si opporrebbe ai piani per rimuovere Andrew Mountbatten-Windsor dalla linea di successione reale, mentre la polizia ha confermato che la perquisizione della sua ex residenza a Windsor proseguirà anche nel fine settimana. Lo apprende il Guardian, che cita fonti reali secondo cui Re Carlo non ostacolerebbe un eventuale intervento del Parlamento volto a escludere il fratello dall’ordine di successione.
Secondo le stesse fonti, a Palazzo prevale una linea di prudenza istituzionale: la questione verrebbe considerata materia di competenza parlamentare e non oggetto di iniziative dirette della Corona. Andrew Mountbatten-Windsor, arrestato questa settimana con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio della sua funzione pubblica in relazione al suo legame con Jeffrey Epstein, resta formalmente ottavo nella linea di successione, nonostante negli ultimi anni sia stato privato dei titoli reali e sollevato da qualsiasi incarico ufficiale.
Per rimuoverlo serve una nuova legislazione
Il caso continua a suscitare un forte dibattito nel Regno Unito, sia sul piano politico sia su quello mediatico, riaccendendo il confronto sul ruolo dei membri della famiglia reale e sulle implicazioni costituzionali di un’eventuale esclusione. Per rimuovere Andrew dalla linea di successione, infatti, sarebbe necessaria una nuova legislazione. Un iter complesso, che richiederebbe il sostegno del Parlamento britannico, l’assenso del sovrano e il consenso degli altri regni del Commonwealth che riconoscono il monarca come capo di Stato.
Nel frattempo, le autorità di polizia hanno confermato che le attività investigative presso la proprietà di Windsor continueranno nei prossimi giorni. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sui dettagli dell’operazione, limitandosi a ribadire che si tratta di accertamenti in corso. Una vicenda che, oltre ai profili giudiziari, continua ad avere rilevanti riflessi istituzionali e d’immagine per la monarchia britannica.

