Venezuela, liberati Biagio Pilieri e Luigi Gasperin: attesa per Alberto Trentini

Venezuela, liberati Biagio Pilieri e Luigi Gasperin: attesa per Alberto Trentini
A sinistra Edmundo González, a destra Biagio Pilieri (Foto da Instagram)

Machado: “Il rilascio dei prigionieri è un atto di restituzione morale”. Tajani sente Pilieri

Tra i detenuti rilasciati in Venezuela c’è anche Biagio Pilieri, italo-venezuelano, esponente dell’opposizione, che aveva fatto parte della campagna presidenziale nel 2024 del premio Nobel per la pace Maria Corina Machado. Lo riporta Foro Penal, un’organizzazione di difesa dei detenuti. I video pubblicati da dei giornalisti sui social (e diventanti virali) mostrano Pilieri e Enrique Marquez, ex candidato della minoranza venezuelana, che abbracciano i loro cari nelle strade fuori dalla prigione. Inoltre, sarebbe stato liberato anche un altro cittadino italiano, il 77enne Luigi Gasperin.

Quest’ultimo stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin (Stato di Monagas) e poi detenuto in un centro nella zona di Prados del Este (Caracas). E’ stato fermato in seguito a un controllo sulla presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo negli uffici della società di cui era socio di maggioranza e presidente. Per le sue condizioni di salute particolari (patologia cardiaca, ipertensione e di difficoltà respiratorie), Gasperin riceverebbe cure mediche e sarebbe in contatto con legale e famiglia. 

C’è attesa ancora per Alberto Trentini, 46enne cooperante veneziano detenuto nel Paese sudamericano dal 15 novembre 2024. I legali della sua famiglia avevano fatto sapere che era stato fermato fermato dalle autorità del Venezuela, dove si trovava in missione con la Ong Humanity e Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità.

Tajani sente al telefono italiano liberato Biagio Pilieri

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto una conversazione telefonica con Biagio Pilieri, italiano detenuto in Venezuela che è stato liberato stanotte. “È in buone condizioni ed è già assistito dalla nostra sede diplomatica a #Caracas. È uno dei 4 detenuti di cui avevo espressamente fatto menzione al Segretario di Stato americano Marco Rubio”, ha scritto Tajani su X parlando di “ennesima vittoria diplomatica dell’Italia”. “Un lavoro costante e silenzioso sempre a tutela dei nostri concittadini. Oggi è un bel giorno per la famiglia e gli amici di Biagio. Un segnale positivo dalla presidente Delcy Rodríguez”, ha aggiunto sottolineando come la Farnesina continui “a lavorare per la liberazione di tutti gli altri prigionieri italiani”.

Meloni: “Prosegua percorso liberazione detenuti politici”

Giorgia Meloni ha espresso gratitudine “per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione”. La presidente del Consiglio lo ha detto “augurandosi l’apertura di una nuova stagione di relazioni costruttive fra Italia e Venezuela con la presidente Delcy Rodríguez. “Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas”, ha aggiunto Meloni.

Il Venezuela annuncia il rilascio dei detenuti

Giovedì il presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela Jorge Rodriguez ha annunciato la liberazione di un numero imprecisato di prigionieri. “Il governo bolivariano, insieme alle istituzioni statali, ha deciso di rilasciare un numero significativo di cittadini venezuelani e stranieri, e questi rilasci stanno avvenendo proprio mentre parliamo”, ha affermato alla televisione di Stato. Il politico di Barquisimeto ha sottolineato che questa iniziativa non è un fatto isolato, ma un’azione deliberata volta a ridurre le tensioni. Le procedure di rilascio sono state avviate immediatamente dopo le sue dichiarazioni.

L’ultimo bilancio della Ong Foro Penal indica che in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza.

Machado: “Il rilascio dei prigionieri è un atto di restituzione morale”

Dopo l’annuncio ufficiale del rilascio di diversi prigionieri politici in Venezuela, la leader dell’opposizione María Corina Machado ha rivolto un messaggio alle famiglie dei detenuti. Sui social, la vincitrice del Nobel per la pace ha chiesto di considerare questa giornata come un “atto di restituzione morale”. “Accettate questo momento come un atto di restituzione morale, come conferma che la vostra forza d’animo non è stata vana”, ha detto, riferendosi ai prigionieri che saranno rilasciati.

Pur accogliendo con favore la misura, Machado ha osservato che i rilasci non compensano il danno subito dai detenuti. “Niente può restituire gli anni rubati”, ha affermato. Tuttavia, ha sottolineato che “questo giorno è importante perché riconosce ciò che è sempre stato noto: che l’ingiustizia non durerà per sempre e che la verità, sebbene profondamente ferita, alla fine prevarrà”. 

Trump sul rilascio dei detenuti: “Ci hanno dato ciò che volevamo”

Sul caso si è espresso anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha affermato che i rilasci dei detenuti sono avvenuti su richiesta di Washington. Nell’intervista rilasciata giovedì sera a Fox News, il leader repubblicano ha elogiato il governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez, affermando: “Sono stati fantastici. Ci hanno dato tutto ciò che volevamo”. 

Trump: “Caracas collabora, annullata seconda ondata di attacchi”

“Il Venezuela sta rilasciando un gran numero di prigionieri politici come segno di ‘ricerca della pace’. Si tratta di un gesto molto importante e intelligente. Gli Stati Uniti e il Venezuela stanno collaborando bene, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione, in una forma molto più grande, migliore e più moderna, delle loro infrastrutture petrolifere e del gas. Grazie a questa cooperazione, ho annullato la seconda ondata di attacchi precedentemente prevista, che sembra non essere più necessaria”, ha scritto il tycoon in un post sul social Truth. “Tuttavia”, precisa, “tutte le navi rimarranno in posizione per motivi di sicurezza”. 

La cattura di Maduro

La decisione è arrivata dopo giorni di forte tensione per il Venezuela. Il 3 gennaio scorso, infatti, gli Stati Uniti hanno catturato e destituito il presidente Nicolas Maduro assieme a sua moglie Cilia Flores. I due sono stati portati a New York e messi sotto accusa da un tribunale federale di Manhattan. Di fronte al giudice, entrambi si sono dichiarati non colpevoli di tutte le accuse di narcotraffico e terrorismo. Nel frattempo a Caracas il potere è finito nelle mani di Delcy Rodriguez, ex vicepresidente di Maduro.

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