Alberto Trentini, chi è il cooperante italiano ancora detenuto in Venezuela

Alberto Trentini, chi è il cooperante italiano ancora detenuto in Venezuela
Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, sullo schermo Alberto Trentini (foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il 46enne è arrestato a Caracas il 15 novembre 2024

Alberto Trentini, 46 anni, è un cooperante italiano arrestato a Caracas il 15 novembre 2024, tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Lavorava per la Ong Humanity & Inclusion (impegnata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità) quando è stato fermato e portato nel carcere El Rodeo, nella Capitale, con l’accusa di cospirazione. Secondo quanto riporta il sito dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), Trentini, nel settore della cooperazione da molti anni, aveva operato in Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia, lavorando per Focsiv, Cefa, Coopi – Cooperazione internazionale, Danish Refugee Council e altre organizzazioni non governative.

Il suo arresto ha da subito scatenato molto clamore con attivisti e politici che hanno denunciato il fatto e chiesto più volte la sua scarcerazione. Il 23 dicembre scorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato al telefono la madre di Trentini, Armanda Colusso, manifestando la solidarietà di tutto il Paese per la situazione del figlio.

Tuttavia la donna nel corso di oltre un anno ha più volte criticato il governo Meloni accusandolo di non essersi speso a sufficienza. “Fino ad agosto il nostro governo non aveva avuto alcun contatto col governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio“, aveva detto Colusso durante una conferenza stampa a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, insieme all’avvocata della famiglia Alessandra Ballerini e al presidente di Articolo 21 Giuseppe Giulietti. “Sono qui dopo 365 giorni a esprimere indignazione. Per Alberto non si è fatto ciò che era doveroso fare”.

Rilasciati Biagio Pilieri e Luigi Gasperin

Intanto il Venezuela ha rilasciato Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, altri due cittadini italiani detenuti a Caracas. Per il secondo, tuttavia, Giorgia Meloni ha sottolineato che c’è un provvedimento di scarcerazione ma che non è stato ancora eseguito. L’annuncio dell’Assemblea Nazionale, di liberare diversi detenuti e prigionieri politici, è arrivata in seguito alla cattura e destituzione del presidente Nicolas Maduro, catturato dagli Stati Uniti il 3 gennaio scorso. Secondo l’ultimo bilancio della Ong Foro Penal in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza.

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