Gaza, soldato Idf ferito da ordigno. Netanyahu “Risponderemo”

Gaza, soldato Idf ferito da ordigno. Netanyahu “Risponderemo”
Photo by: Ilia Yefimovich/picture-alliance/dpa/AP Images

Il premier israeliano accusa il movimento palestinese di violare il cessate il fuoco

Un ordigno è esploso oggi a Gaza ferendo un soldato israeliano. Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano (Idf), l’esplosivo è detonato sotto un veicolo militare mentre i soldati stavano “smantellando” infrastrutture dei militanti nella città meridionale di Rafah. Il soldato, ferito in modo lieve, è stato trasportato in ospedale. Il primo ministro dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu ha definito l’incidente una violazione del cessate il fuoco e ha affermato che Israele “risponderà di conseguenza”.

Hamas: “Ferimento del soldato per ordigno inesploso, mediatori avvertiti

Un alto funzionario di Hamas, Mahmoud Mrdawi, ha dichiarato sui social network che l’esplosione di oggi a Rafah, nel sud di Gaza, in cui è stato ferito un soldato israeliano, è stata causata da ordigni inesplosi e che il gruppo ha informato i mediatori. Il soldato, ferito in modo lieve, è stato trasportato in ospedale. 

Nuovo episodio che mette a rischio la tregua

Si tratta dell’ultimo episodio che minaccia la fragile tregua in vigore dal 10 ottobre; entrambe le parti si accusano reciprocamente di violazioni. In passato Israele ha lanciato attacchi su Gaza in risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco. Il 19 ottobre Israele ha dichiarato che due soldati sono stati uccisi dal fuoco di Hamas e ha risposto con una serie di attacchi che, secondo i funzionari sanitari locali, hanno causato la morte di oltre 40 palestinesi. Hamas inoiltre accusa Israele di violare il cessate il fuoco non consentendo l’ingresso di aiuti sufficienti nel territorio e continuando a colpire i civili. Secondo le autorità sanitarie palestinesi affermano, sono oltre 370 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano dopo la tregua.

Hamas a colloquio con funzionari turchi per fase 2

L’esplosione è avvenuta mentre Hamas incontrava i funzionari turchi ad Ankara per discutere la seconda fase del cessate il fuoco. Sebbene l’accordo sia stato per lo più rispettato, i progressi hanno subito un rallentamento. Tutti tranne uno dei 251 ostaggi presi durante l’attacco guidato da Hamas il 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra, sono stati rilasciati, vivi o morti, in cambio di prigionieri e detenuti palestinesi. La seconda fase del cessate il fuoco presenta sfide ancora più grandi: il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione, un organo di governo tecnico per Gaza, il disarmo di Hamas e un ulteriore ritiro delle truppe israeliane dal territorio.

Ministro degli esteri turco riceve delegazione Hamas

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha ricevuto ad Ankara una delegazione di Hamas, guidata da Khalil al-Haya, per discutere della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza. Lo riferiscono fonti del ministero turco. Fidan ha ribadito l’impegno della Turchia a difendere i diritti dei palestinesi e ha illustrato gli sforzi in corso per affrontare il problema degli alloggi e altre necessità umanitarie a Gaza, hanno affermato i funzionari. La delegazione di Hamas ha dichiarato di aver soddisfatto le condizioni del cessate il fuoco, ma che i continui attacchi di Israele stanno bloccando i progressi verso la fase successiva. Ha inoltre affermato che il 60% dei camion ammessi a Gaza trasporta merci commerciali piuttosto che aiuti umanitari. Secondo le fonti, durante l’incontro si è discusso anche degli sforzi di riconciliazione tra le fazioni palestinesi e della situazione nella Cisgiordania occupata da Israele, sottolineando che le azioni di Israele in quella zona sono “inaccettabili”. 

Israele, primo ok della Knesset a commissione 7 ottobre: proteste

 Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato in prima lettura (53 voti a favore, 48 contrari) una legge controversa che istituisce una commissione d’inchiesta politicamente nominata sui fallimenti del 7 ottobre, in alternativa a una commissione statale d’inchiesta. Il voto si è svolto tra proteste e forti tensioni in aula. Il testo passa ora alla Commissione Affari Costituzionali, Legge e Giustizia per l’iter successivo. Lo riporta il Times of Israel. Alcuni deputati della coalizione non hanno votato; il provvedimento è stato sostenuto da Shas e da Degel Hatorah (UTJ), mentre altri ultraortodossi si sono astenuti o assenti. L’opposizione ha interrotto ripetutamente i lavori; alcuni deputati sono stati allontanati dall’aula. Il promotore, Ariel Kallner (Likud), sostiene che una commissione statale non sarebbe “credibile” perché nominata dalla magistratura, accusata di non essere imparziale. La proposta prevede di indagare anche su minacce di rifiuto del servizio militare, sui rapporti tra vertici militari e politici e sul ruolo della Corte Suprema nelle questioni di sicurezza.Il leader dell’opposizione Yair Lapid accusa il premier Benjamin Netanyahu di sfuggire alle responsabilità per i fallimenti del 7 ottobre, citando i finanziamenti dal Qatar, gli avvertimenti dello Shin Bet e dell’esercito prima dell’attacco. Netanyahu e i suoi alleati respingo una commissione statale, ritenendo la magistratura inaffidabile e puntando a ridurne il peso con la riforma giudiziaria. 

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