Gaza, Ada Colau: “Per la Flotilla è il momento più pericoloso, gli Stati ci proteggano”

Gaza, Ada Colau: “Per la Flotilla è il momento più pericoloso, gli Stati ci proteggano”

L’ex sindaca di Barcellona esorta l’Italia a firmare la dichiarazione contro gli attacchi

L’ex sindaca di Barcellona Ada Colau è salpata dalla Spagna con la Global Sumud Flotilla da più di due settimane. La missione, che tenterà di rompere il blocco navale a Gaza e di portare aiuti umanitari ai palestinesi, “ha avuto qualche ritardo per motivi tecnici e per i due attacchi con droni alle imbarcazioni” ma le navi sono ripartite dal porto di Sidi Bou Said e si stanno dirigendo verso la Striscia, ha raccontato in un’intervista a LaPresse l’ex alcaldesa, nelle ore in cui le barche partite dall’Italia si sono unite a quelle salpate da Spagna e Tunisia.

“L’arrivo a Gaza tra una settimana”

“Se tutto andrà bene e non ci saranno problemi arriveremo a Gaza più o meno tra una settimana”, ora, ha avvertito, “inizia il percorso più pericoloso” e “chiediamo agli Stati di agire per prevenire attacchi”. Colau ha espresso soddisfazione per il fatto che martedì la Spagna, insieme ad altri 15 Paesi, abbia rilasciato una dichiarazione ufficiale che ha dato “riconoscimento istituzionale alla Flotilla come missione umanitaria”, in cui viene detto che si “condivide l’obiettivo della missione, che è sotto la protezione diplomatica, e in cui si avverte che nessuno può attaccare le imbarcazioni né violare il diritto internazionale”.

“E’ una mossa molto importante, che mai era stata fatta prima per altre flottiglie”, ha sostenuto, sottolineando che è frutto della pressione esercitata dai movimenti sociali, in Spagna come in Italia. L’ex sindaca ha quindi esortato i Paesi che non l’hanno fatto, come l’Italia, ad aderire alla dichiarazione. “Ci sono tanti italiani che partecipano alla missione”, e questo “è il minimo che si possa fare”, ha sostenuto. Per Colau gli Stati dovrebbero poi fare ulteriori passi avanti per prevenire eventuali attacchi “ad esempio inviando navi di soccorso marittimo”. “Pian piano che ci avvicineremo a Gaza, Israele manderà più droni“, ha avvertito.

Gaza, Ada Colau: “Per la Flotilla è il momento più pericoloso, gli Stati ci proteggano”

L’ex sindaca, che durante il suo mandato sospese le relazioni con Israele, ha giudicato “insufficienti” le proposte avanzate mercoledì dalla Commissione Ue contro lo Stato ebraico, tra cui la sospensione di alcune disposizioni commerciali dell’Accordo di associazione Ue-Israele e le sanzioni ai ministri estremisti Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. “Qualcosa si sta muovendo ma è troppo tardi”, “stiamo parlando di un genocidio” e “quando è così, secondo il diritto internazionale, tutti gli Stati del mondo devono fare il massimo possibile, non il minimo, per fermarlo”, ha commentato.

“La società civile europea delusa dalla Ue”

Secondo Colau la gran parte della società civile europea è rimasta delusa dall’Ue e non si sente rappresentata dall’azione dei governi dei propri Paesi. Anche le misure annunciate di recente dal premier spagnolo Pedro Sanchez, secondo l’ex sindaca non bastano. “L’embargo sulle armi è il minimo”, ha detto, sostenendo che occorre “isolare completamente Israele come fu fatto con il Sudafrica dell’apartheid”. Colau è a favore anche di escludere lo Stato ebraico da “qualsiasi iniziativa sportiva e culturale come è stato fatto per la Russia”. A Madrid le proteste pro Palestina hanno portato alla sospensione dell’ultima tappa della Vuelta, dove partecipava il team Israel Premier Tech e recentemente il consiglio di amministrazione della radio tv pubblica spagnola, Rtve, ha deciso che la Spagna si ritirerà dall’Eurovision se parteciperà Israele. “E’ una vergogna che solo per una questione di soldi, visto che Israele ne mette tanti sulla competizione canora, l’Eurovision normalizzi un Paese che sta uccidendo bambini”, ha affermato. “La Russia dopo due giorni dall’invasione su larga scala dell’Ucraina è stata espulsa da tutte le iniziative culturali, sportive, economiche di ogni tipo” mentre, ha detto, “Israele ha continuato ad essere presente in tutte le iniziative” ed è “un’ipocrisia evidente”.

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