Dilagano le proteste e gli scioperi in decine di negozi di Starbucks, da Chicago a Los Angeles e Seattle. I dipendenti della multinazionale hanno dichiarato che l’azienda ha proposto un pacchetto economico che al momento non prevede nuovi aumenti salariali per i baristi e, in futuro, un aumento solo dell’1,5%. I rappresentanti sindacali confermano sui loro profili X che gli scioperi si sono estesi sabato ai negozi di Denver, Pittsburgh e Columbus, Ohio oltre a quelli di Brooklyn e Long Island a New York, St. Louis e Pittsburgh. Starbucks ha risposto alle accuse dei manifestanti sostenendo che i Workers United hanno interrotto prematuramente una sessione di contrattazione, affermando inoltre di offrire già una retribuzione e benefici pari a 30 dollari l’ora ai baristi che lavorano almeno 20 ore a settimana. La nota multinazionale si è a lungo opposta alla sindacalizzazione dei suoi negozi, ma aveva accettato di negoziare un contratto entro la fine dell’anno.
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