Ucraina, Stoltenberg lancia l’idea di un fondo Nato per Kiev

Ucraina, Stoltenberg lancia l’idea di un fondo Nato per Kiev
Riunione a Bruxelles dei ministri degli esteri dei paesi aderenti alla NATO

Tajani: “Proposta interessante ma va approfondita”

Un fondo dei paesi Nato stabile, duraturo e vincolante per sostenere l’Ucraina. L’idea di un fondo speciale dell’Alleanza atlantica per Kiev, proposta dal Segretario generale Jens Stoltenberg, è tutta da costruire ma dice molto di quanto il conflitto russo-ucraino sia in un momento critico. Gli alleati si attendono una grande offensiva russa di primavera, mentre la situazione al fronte al momento rimane instabile e Kiev ha sempre più bisogno di sistemi di difesa aerea.

Cremlino: “Relazioni Mosca-Nato a livello di confronto diretto”

Intanto si fanno sempre più tese le relazioni tra l’Alleanza e Mosca. “Sono scivolate al livello di un confronto diretto”, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “E’ già coinvolta nel conflitto intorno all’Ucraina” e “continua il suo movimento e l’espansione delle sue infrastrutture militari verso i nostri confini”.

Kuleba: “Dateci missili Patriot il prima possibile”

“L’Ucraina è attualmente l’unico Paese al mondo che si difende quasi ogni giorno dagli attacchi dei missili balistici. Ciò significa che tutte le batterie di ‘Patriot’ disponibili in tutto il mondo e che possono essere fornite all’Ucraina devono esserci consegnate il prima possibile“, ha affermato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Stoltenberg non scende nei dettagli del fondo, anche se un’ipotesi circolata parlava di 100 miliardi di dollari in cinque anni. Poi bisogna capire con quale strumento (bond, finanziamenti diretti, etc) e quanto ogni Stato dovrà contribuire. Se si sceglie il criterio della quota del Pil, l’Italia (nel calcolo che non contempla ancora la Svezia) dovrebbe dare l’8,7%, ovvero 8,7 miliardi.

Tajani: “Proposta interessante”

Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani la proposta “è certamente interessante, c’è pieno sostegno e interesse, ma va esaminata e approfondita e bisogna vedere tecnicamente come si può fare”. Bisogna insomma “individuare la somma, lo strumento, i modi”. “Dobbiamo garantire all’Ucraina un’assistenza in materia di sicurezza affidabile e prevedibile a lungo termine. In questo modo facciamo meno affidamento sui contributi volontari e più sugli impegni della Nato. Meno offerte a breve termine e più impegni pluriennali”, spiega Stoltenberg.

Zelensky: “Entro giugno Russia è pronta a mobilitare 300mila militari”

Il piano nasce anche per mettere al riparo il sostegno a Kiev da eventuali scossoni politici dei governi nazionali, come la possibile elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. E guarda anche al modello della European Peace Facility dell’Ue. La decisione sarà presa al vertice di luglio a Washington. Prima di allora si dovrà fare affidamento sui contributi volontari dei singoli Stati, tramite anche il Gruppo di contatto, e confidare sullo sblocco dei fondi da parte del Congresso Usa. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “entro giugno la Russia è pronta a mobilitare 300mila militari aggiuntivi”, affermazione che il Cremlino smentisce ma che comunque lancia l’allarme di una grande offensiva che potrebbe avvenire prima del vertice di luglio.

I 75 anni della Nato

Oggi nel quartier generale della Nato si svolgeranno i festeggiamenti per i 75 anni dell’Alleanza che si prepara al vertice di luglio a Washington, dove fu firmato il Trattato Nord Atlantico. In quell’occasione i 32 leader sceglieranno anche il nome del successore di Stoltenberg alla guida dell’Alleanza. Il grande favorito è il premier olandese uscente Mark Rutte. Oggi tra i ministri Nato è l’unico nome che è stato fatto, riferisce una fonte qualificata. Da qui ad arrivare all’unanimità servirà molto lavoro diplomatico, per superare lo scoglio dell’Ungheria, che oggi si è opposta anche al fondo per l’Ucraina perché, a suo dire, avvicinerebbe alla guerra. Budapest non sosterrà Rutte, fa sapere il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjartó, ma il presidente romeno Klaus Iohannis, che rappresenta meglio il fronte Est.

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