Indi Gregory, oggi andrà in hospice. Meloni a Uk: “Trasferimento in interesse bambina”

Indi Gregory, oggi andrà in hospice. Meloni a Uk: “Trasferimento in interesse bambina”

Respinto l’ultimo appello, No al trasferimento in Italia

Oggi Indi Gregory lascerà il Queen’s Medical Centre di Nottingham e verrà portata in un hospice. Mentre la Corte inglese ha rimandato la decisione a lunedì in merito al distacco dei macchinari che tengono in vita la piccola gravemente malata. Dean Gregory, il papà della piccola, a LaPresse racconta a caldo, dopo la sentenza dei giudici, di essere distrutto e arrabbiato perché domani “l’arcobaleno” della sua piccola “si spegnerà per sempre”.

La lettera della Premier alla Gran Bretagna

Le speranze di portare Indi in Italia si fanno sempre più remote nonostante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia raccolto l’ennesimo appello lanciato dal padre Dean – “il governo italiano non si arrenda, per favore continuate a lottare per mia figlia”, ha dichiarato questa mattina a LaPresse – scrivendo ad Alex Chalk, Segretario di Stato per la Giustizia del Regno Unito e Lord cancelliere. Una lettera in cui ha chiesto di attivare la convenzione dell’Aia per facilitare il trasferimento di Indi a Roma. Oggi alle 17 la Corte inglese avrebbe dovuto decidere sul distacco dei macchinari che tengono in vita la neonata, ma il legale italiano della famiglia Gregory, Simone Pillon, ha fatto sapere che la nuova scadenza per il distacco dei sostegni vitali è stato spostato all’inizio della prossima settimana. “Nel frattempo – ha assicurato – lavoriamo ad altri percorsi”.

L’ospedale dove Indi è ricoverata, il Queen’s Medical Center di Nottingham, “ha proposto ai genitori, nell’esercizio della potestà genitoriale, un piano di cure che prevede, in particolare, la sospensione compassionevole del supporto di terapia intensiva entro un periodo di sette giorni”, scrive Meloni nella lettera che LaPresse ha avuto modo di visionare, ma “i suoi genitori non erano d’accordo su questo piano di trattamento e hanno preso in considerazione la proposta da un altro ospedale, l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, eccellenza mondiale nell’assistenza pediatrica, per essere più adeguata al miglior interesse del bambino”. Il protocollo dell’Ospedale romano “prevede l’applicazione di uno stent all’efflusso del ventricolo destro per la gestione della condizione cardiologica e trattamenti sperimentali per l’aciduria idrossiglutarica D2,L2 (terapia con fenilbutirrato, terapia con citrato e dieta chetogenica)”.

Ma, soprattutto, il Bambino Gesù “ha assicurato che alla bambina sarà garantita la completa assenza di dolore e la fornitura di sistemi di ventilazione che ridurrà al minimo indispensabile ogni disagio. A differenza del protocollo proposto dall’ospedale di Nottingham – prosegue Meloni – quello del Bambino Gesù non è irreversibile, ma modificabile in base alle migliori esigenze della bambina”.

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