(LaPresse) Il Marocco non ha ancora ricevuto dalla Spagna risposte riguardo all’affaire Ghali. Lo ha dichiarato il ministro marocchino degli Affari esteri Naser Bourita, in un’intervista a Efe in merito al ricovero in un ospedale spagnolo del leader del Polisario, Brahim Ghali, “per motivi umanitari” come aveva spiegato la ministra spagnola degli Esteri, Arancha Gonzalez Laya. Per questo Bourita si chiede se la Spagna “voglia sacrificare le relazioni bilaterali” con il Marocco per il leader del Polisario, e continua a chiedere “una risposta soddisfacente e convincente” del governo spagnolo. “Perchè le autorità spagnole non hanno considerato di informare il Marocco (dell’arrivo di Ghali in Spagna, ndr)? Perchè hanno preferito coordinarsi con gli avversari del Marocco (in riferimento all’Algeria, ndr)? È normale che abbiamo saputo tutto ciò dalla stampa?” si chiede Bourita spiegando che questo tempo di attesa “è un test sull’affidabilità delle nostre relazioni e sulla loro sincerità”.  Il ministro marocchino ha equiparato il caso Ghali a quello degli indipendentisti catalani: “Quando la Spagna ha agito di fronte al separatismo catalano, il Marocco è stato molto chiaro al riguardo: rifiutare ogni contatto e interazioni con loro e informare subito i partner spagnoli. Quando gli indipendentisti hanno chiesto di essere ricevuti al ministero abbiamo preteso che fosse presente un funzionario dell’ambasciata spagnola.
 
Il ministro ha spiegato che ‘l’affaire Ghali’ riflette “il doppio registro del Polisario: “mentre i suoi leader hanno diritto a un aereo privato e a una nuova identità (la nazionalità algerina con cui Ghali è stato ricoverato sotto falso nome), la popolazione bloccata a Tindouf non ha mascherine, o gel igienizzanti per difendersi dalla pandemia di Covid”. Per Bourita la Spagna chiude gli occhi di fronte alle atrocità commesse da Ghali: “accusato di stupro, di crimini di guerra e di tortura. Cose di cui la Spagna è al corrente. Davvero vuole sacrificare le sue relazioni con il Marocco per questa persona?”. Ha anche fatto riferimento alle denunce presentate contro Ghali dall’Associazione saharawi per la difesa dei diritti umani (ASADEH) e dall’Associazione delle vittime del terrorismo delle Canarie (Acavite): “Dov’è la giustizia spagnola in tutto questo?”.
 
Il ministro ha ricordato che tra Rabat e Madrid “c’è una partnership globale: politica, economica, commerciale, umana e di sicurezza”. Ed è qui che si innesta la questione delle migrazioni, “ma non si tratta di una relazione ‘à la carte’: quando si tratta per la Spagna di avere a che fare con l’Algeria e il Polisario il Marocco è fuori dai radar, ma quando si parla di immigrazione o terrorismo noi siamo i primi interlocutori”.
 
 

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