Il neopresidente americano debutta al G7 tracciando una nuova linea di politica estera

Debutto internazionale per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che sale per la prima volta sul palcoscenico globale in occasione di G7 e Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Dal podio, parla al plurale per promettere e chiedere “collaborazione”, “fiducia”, “obiettivi condivisi”. Un salto verso apertura e multilateralismo, tendendo la mano ai partner nel guardare a grandi temi come clima, commercio, sicurezza, Cina e Russia. Una decisa presa di distanza dai quattro anni dell’America First del predecessore Donald Trump. “L’America è tornata”, ha detto, “so che gli ultimi anni hanno messo alla prova le relazioni transatlantiche, ma gli Usa sono pronti a reimpegnarsi con voi, a riguadagnare la loro posizione di fiducia e leadership”.

In videoconferenza, dopo aver preso parte al G7, il democratico ha parlato di un momento critico per le democrazie, “sotto attacco in Europa e negli Usa”, “nel mezzo di un dibattito sulla futura direzione del mondo” tra quanti credono che “l’autocrazia sia la via migliore e quelli che capiscono che la democrazia è essenziale per affrontare le sfide”. La promessa di collaborazione di fronte ai partner storici degli Usa arriva mentre, da quando un mese fa si è insediato alla Casa Bianca, Biden ha continuato a ribaltare politiche dell’amministrazione Trump. E il giorno del suo debutto sul palcoscenico globale è simbolico in questo senso, visto che coincide con il ritorno di Washington nell’accordo sul clima di Parigi.

Ha definito l’emergenza climatica “crisi esistenziale globale”, dopo che nel primo giorno di mandato aveva firmato per ‘annullare’ l’uscita dall’accordo di Parigi, decisa nel 2017 dal predecessore che sosteneva l’intesa danneggiasse l’economia nazionale. Dopo i 30 giorni previsti, l’ordine ora è diventato effettivo. Biden ha allora promesso “azioni ambiziose”, dopo che il suo segretario di Stato, Antony Blinken, ha annunciato che il cambiamento climatico non sarà “mai più un tema collaterale in politica estera”, ma sarà “al centro delle nostre priorità di politica interna ed estera”.

Anche sull’Iran, Biden ha ribadito che gli Usa sono pronti a tornare ai colloqui sull’accordo sul nucleare firmato nel 2015 da Teheran e dalle potenze del 5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Usa, Germania). Nei giorni scorsi, l’amministrazione ha fatto varie aperture in questo senso, allentando le restrizioni ai diplomatici di Teheran negli Usa e facendo un passo indietro all’Onu sulle sanzioni. Sanzioni economiche ripristinate da Trump dopo che unilateralmente aveva ritirato gli Usa dal Jcpoa. Ha aggiunto, rivolto ai partner: dobbiamo lavorare “in stretta collaborazione” per arginare le azioni “destabilizzanti” di Teheran, che dopo il ritiro ha aumentato l’arricchimento dell’uranio oltre le soglie concordate.

Il democratico ha parlato poi delle sfide economiche e di sicurezza, delle minacce rappresentate da Russia e Cina, definendo la prima una minaccia per la Nato (cui ha ribadito il “pieno sostegno” Usa, anche qui in dissonanza con Trump) e della seconda prevedendo una “concorrenza dura”, “sul lungo periodo”. Al G7, Biden ha invece detto che gli Usa cominceranno presto a erogare i 4 miliardi di dollari per sostenere gli acquisti e la distribuzione del vaccino contro il Covid-19 nei Paesi poveri, altro programma che Trump aveva rifiutato di appoggiare.

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