St. Louis (Missouri, Usa), 29 ott. (LaPresse/Reuters) – Un 18enne nero è morto in Missouri dopo le ferite riportate al volto a seguito di uno scontro con la polizia a Normandy, un sobborgo di St. Louis. La polizia di Normandy sostiene che si tratti di suicidio e che il ragazzo si sia ucciso con la sua stessa arma, ma i giornali locali St. Louis Dispatch e Huffington Post riportano che familiari, amici e vicini mettono in dubbio questa ricostruzione e sostengono che il giovane fosse disarmato e sia stato ucciso dalla polizia. I media locali, citando fonti di polizia, hanno identificato la vittima come Amonderez Green. Normandy, solo 5mila abitanti, si trova poco a sud di Ferguson, che è diventata teatro di proteste dopo l’uccisione del 18enne afro-americano disarmato Michael Brown ad agosto del 2014. Tutto, secondo quanto riferisce la polizia, ha avuto inizio quando la famiglia Green ha chiamato gli agenti perché il giovane era in stato confusionale e con tendenze suicide.

Sempre secondo il racconto della polizia, gli agenti hanno provato a parlare con Green ma né lui né i familiari erano collaborativi. Green sarebbe allora andato via e la polizia lo ha seguito. A quel punto, secondo la polizia, Green ha estratto una pistola e ha sparato contro gli agenti, che avrebbero provato a usare contro di lui un Taser. La polizia è però convinta di non averlo colpito e il giovane sarebbe invece corso via; gli agenti sostengono allora di avere sentito uno sparo quando il ragazzo era fuori dal loro campo visivo e che, quando lo hanno trovato, era a terra con una ferita da proiettile al volto ed è stato portato in ospedale in condizioni critiche. Al momento non è chiaro di che origine fossero gli agenti intervenuti.

Fonte Reuters – Traduzione LaPresse

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