Carburanti, Ip segue Eni: prezzi calmierati. Meloni: “Segnale importante”

Carburanti, Ip segue Eni: prezzi calmierati. Meloni: “Segnale importante”
Stazione carburanti Eni (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Diesel in autostrada fino a 2,459 euro al litro. Taxi, tir e Ncc minacciano lo sciopero. Critiche le opposizioni

Caro carburanti, alla vigilia dell’entrata in vigore del price cap di Eni, anche Ip interviene contro il caro benzina e gasolio, mentre taxi, tir e Ncc minacciano lo sciopero, visto che la situazione resta di allerta.

In base agli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit, infatti, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ in autostrada è arrivato a 2,254 euro al litro per la verde, salendo fino a 2,459 euro al litro per il diesel.

Dopo l’annuncio del ‘Cane a sei zampe’, pure Socar, azienda energetica dell’Azerbaigian, annuncia la decisione di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (Ip).

Il gruppo Socar, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l’acquisizione di Italiana Petroli da API Holding, “ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”.

“In questo modo – spiega una nota – la compagnia statale azera aderisce all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”.

Meloni: “Segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”

Quello di Ip “è un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”, è il commento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

E Antonio Tajani, vicepremier azzurro e ministro degli Esteri, esulta: “Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaigian che controlla Italiana Petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”.

Cgia: “La situazione resta molto critica”

Per la Cgia, comunque, “la situazione resta molto critica“, anche perché “gli aumenti di benzina e diesel sino ad ora non hanno pesato solo sulle tasche di famiglie e pendolari”, ma “le categorie professionali più colpite sono i camionisti, i tassisti e gli agenti di commercio”.

E non solo. Se il Codacons si dice “pronto a portare in tribunale quelle associazioni di categoria del settore petrolifero e dei carburanti che tenteranno di ostacolare gli sconti Eni sui prezzi alla pompa”, Unimpresa calcola che il tetto ai prezzi dei carburanti fissato dal ‘Cane a sei zampe’ sulla propria rete, in vigore da domani, vale per una famiglia con due auto un risparmio fino a 17,80 euro a settimana, cioè circa 80 euro al mese.

Le opposizioni: “Critiche le strategie del governo”

Critiche le opposizioni. “Oggi addirittura il gasolio a 2,5 euro al litro, e il governo cosa fa? L’Eni è intervenuta per autocalmierare con un palliativo i prezzi alle stelle del carburante, ma la strategia del governo qual è? Si occupa di che cosa? Del velo nelle scuole? È un problema gravissimo”, sbotta il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

Mentre Angelo Bonelli, co-leader di Avs, incalza l’esecutivo: “Da tempo chiediamo al governo un tetto massimo al prezzo dell’energia e dei carburanti. Meloni non lo ha mai fatto, mentre Eni ha realizzato decine di miliardi di extraprofitti. Ora chiediamo un decreto che, vista l’eccezionalità della situazione, fissi in tutte le pompe d’Italia il prezzo dei carburanti ai livelli di settembre 2025: circa 1,70 euro al litro per il gasolio e 1,60 per la benzina“.

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