È scattato oggi, 20 aprile, in tutta Italia lo sciopero nazionale degli autotrasportatori proclamato per protestare contro l’emergenza dei prezzi del carburante, seguita alla guerra in Iran e al conseguente blocco dello Stretto di Hormuz. Il fermo durerà 144 ore, fino alle 24 del 25 aprile, e coinvolge il trasporto merci su gomma.
La protesta è stata indetta da Trasportounito per quella che è definita una “assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante, il quale incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto”.
Nei giorni scorsi il Comitato esecutivo di Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, convocato oggi a Roma ha deciso – dopo gli annunci dei giorni scorsi – “la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore”.
Sciopero autotrasportatori: i possibili effetti sui prezzi delle merci
Lo sciopero impatterà sulla distribuzione delle merci con un possibile aumento dei prezzi al consumo per gli utenti finali.
Se l’adesione sarà elevata, si rischia un vero e proprio blackout della logistica in Italia: nel nostro Paese la gran parte delle merci si muove su gomma. Uno stop di sei giorni rischia di rallentare distribuzione e approvvigionamenti. Possibili ripercussioni potrebbero riguardare prodotti freschi e deperibili e la movimentazione dei container, con il timore di rincari sui prezzi finali.

