Sciopero autotrasportatori aprile 2026, confermato il blocco nazionale

Sciopero autotrasportatori aprile 2026, confermato il blocco nazionale

Unatras chiede interventi per il caro-carburanti: “Il tempo è finito, deciso il fermo dei servizi. Senza ristori immediati si spegne l’Italia”. Saranno definite giorni e modalità.

Sciopero degli autotrasportatori. L’Unatras conferma il blocco nazionale.

Il Comitato esecutivo di Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, convocato oggi a Roma ha deciso – dopo gli annunci dei giorni scorsi – “la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore”.

“Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane – afferma Unatras – i provvedimenti assunti finora dall’esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale”.

“È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti ad Unatras, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le istituzioni ed il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme – ribadisce l’associazione – non siano neanche state convocate dal governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore”.

“L’autotrasporto italiano, che conta 100mila imprese per 500mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita. Perché se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese. Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento Unatras ritiene fondamentale che il governo agisca urgentemente – continua Unatras – per l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1.000 litri di gasolio acquistato; interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo”.

In rappresentanza della quasi totalità della categoria – prosegue Unatras – “si auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge”.

“La crisi energetica legata alle tensioni internazionali ha fatto crescere in poche settimane i prezzi dei carburanti di circa il 40%, mettendo in forte difficoltà tutti i settori – rileva Confcom – per l’autotrasporto in particolare dove il carburante pesa per circa il 40% dei costi, la situazione è diventata estremamente critica e alcune imprese rischiano la chiusura. Gli ultimi interventi del governo hanno certamente contribuito a contenere i prezzi ma non hanno dato le risposte necessarie anche perché la riduzione delle accise non ha prodotto nessun beneficio per effetto della normativa sul gasolio commerciale”.

Serve, dunque, un intervento urgente e mirato a sostegno delle imprese di questo settore – conclude Confcom – che non sono più in grado di assorbire l’impatto della crisi. È necessario aprire subito un confronto con le rappresentanze del settore per definire misure e risorse adeguate a garantire la continuità dei servizi e scongiurare forme di protesta che rischiano di paralizzare trasporti ed economia”.

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