Apertura negativa per tutte le principali Borse europee in scia alle tensioni che restano alte in Medio Oriente con i loro effetti sui mercati energetici. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib cedeva all’avvio l’1,75% a 42.091,73 punti dopo i primi scambi e ha ampliato le perdite in mattinata. Male in apertura anche le altre piazze europee: Francoforte cedeva il 2%, Londra l’1,46%, Parigi l’1,45%. In forte calo Madrid, giù dell’1,8%, come anche Amsterdam (-1,23%) e Zurigo (-1,62%). L’andamento delle borse però è cambiato bruscamente dopo le parole di Donald Trump sull’esistenza di colloqui “positivi e produttivi” con Teheran.
Milano inverte la rotta con parole di Trump su Iran, Ftse Mib +0,92%
La Borsa di Milano ha invertito la rotta in scia alle parole del presidente Usa Donald Trump sui colloqui “molto positivi e produttivi con Teheran” e l’annuncio dello stop per cinque giorni agli attacchi agli impianti energetici. Il Ftse Mib è risalito (+0,92%) a 43.233,13 punti. In rialzo Tim (+6,07%), nel giorno che segue la presentazione dell’Opas nei suoi confronti da parte di Poste Italiane, che cede attualmente il 5,22%. In rialzo anche Unicredit (+3,62%), Brunello Cucinelli (+3,23%) e Mediobanca (+2,75%). In forte calo invece Diasorin (-9,82%), Eni (-3,15%) e Saipem (-2,16%). Recuperano anche le borse europee: a Francoforte l’indice Dax guadagna l’1,80%.
Btp-Bund crolla a 84 punti base dopo parole Trump
Crolla da oltre 100 a 84 punti base lo spread tra Btp e Bund dopo le parole del presidente Usa Donald Trump sui “colloqui molto positivi e produttivi” tra Washington e Teheran. Il rendimento del titolo decennale italiano è attualmente al 3,81%, quello dell’omologo tedesco al 2,97%.
A Piazza Affari Poste in calo dopo il lancio dell’Opas su Tim
In netto calo Diasorin dopo i conti 2025 e il downgrade del rating da parte di Mediobanca, giù anche Poste (-8,76%) dopo il lancio dell’Opas da 10,8 miliardi di euro su Tim, che a sua volta conquista il 3,19%. Negativi anche i titoli di Stm (-4,38%) e Leonardo (-3,8%). In deciso calo Mps (-2,39%), con Plt Holding, facente capo alla famiglia Tortora, che sabato ha presentato una propria lista per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Mps proponendo l’uscente Luigi Lovaglio per il ruolo di Ad e l’ex Unicredit Cesare Bisoni come presidente.
Tonfo delle piazze asiatiche
Questa mattina erano crollate le Borse asiatiche in scia all’ulteriore aumento delle tensioni nel quadrante mediorientale e alle loro ricadute, in primis sui mercati energetici. L’indice Nikkei cede il 3,48%, male le cinesi con Shanghai a -3,63% e il Component di Shenzhen a -3,76%, peggio ancora il Kospi di Seul a -6,49%. In rialzo anche i futures petroliferi sul Brent per giugno, che conquistano attualmente il 2,37% a 109,01 dollari al barile. I futures per maggio sul West Texas Intermediate sono invece in rialzo dell’1,06% a 99,27 dollari al barile.
Listini europei in picchiata, Londra -2,4% e Madrid -2,6%
Si approfondisce il netto calo di giornata per tutte le principali Borse europee, in scia alle tensioni che restano elevate in Medioriente, con i loro effetti sui mercati energetici e sulle prospettive di inflazione future. Francoforte cede attualmente il 2,24%, Londra il 2,4%, Parigi l’1,99%. La peggior performance è quella di Madrid, che cede il 2.64%, giù anche Amsterdam (-1,89%) e Zurigo (-2,12%).

