Iran, missili balistici di Teheran su Israele. Forti esplosioni nella capitale della Repubblica Islamica

Iran, missili balistici di Teheran su Israele. Forti esplosioni nella capitale della Repubblica Islamica
Donald Trump (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Il presidente Usa: “Stiamo parlando con un leader rispettato, non Khamenei”

Le Forze di Difesa Israeliane affermano che l’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico, e le sirene d’allarme risuonano in ampie zone del nord di Israele mentre la Repubblica islamica minaccia di chiudere Hormuz. L’Idf conferma che i sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettare due missili balistici. Sempre l’esercito con la Stella di Davide parla  di un’ondata di attacchi aerei “su vasta scala” a Teheran, per prendere di mira le infrastrutture del “regime del terrore”.

Guerra in Iran – Le notizie in diretta
Le Forze di Difesa Israeliane affermano che l’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico, e le sirene d’allarme risuonano in ampie zone del nord di Israele. L’Idf conferma che i sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettare due missili balistici. Sempre l’esercito con la Stella di Davide parla  di un’ondata di attacchi aerei “su vasta scala” a Teheran, per prendere di mira le infrastrutture del “regime del terrore”.
Inizio diretta: 23/03/26 07:09
Fine diretta: 23/03/26 23:30
Politico, Usa valutano Ghalibaf come possibile leader del paese

L’amministrazione Trump sta valutando il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, come possibile interlocutore e persino come futuro leader dell’Iran. Lo scrive ‘Politico’. Secondo due funzionari dell’amministrazione americana il 64enne, che ha ripetutamente minacciato gli Stati Uniti e i loro alleati con ritorsioni, è visto da almeno alcuni alla Casa Bianca come un partner “praticabile”, in grado di guidare l’Iran e negoziare con l’amministrazione Trump nella prossima fase della guerra. “È un candidato promettente”, ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione, precisando tuttavia che non è stata ancora presa alcuna decisione. “È tra i principali candidati ma dobbiamo valutarli attentamente e non possiamo avere fretta”, ha spiegato.

Teheran: "La guerra finirà quando i danni saranno risarciti e le sanzioni rimosse"

“La guerra continuerà finché l’Iran non sarà risarcito per i danni causati, le sanzioni non saranno revocate e non saranno fornite garanzie legali internazionali per prevenire futuri interventi statunitensi”. Lo ha affermato ai media iraniani, Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana.

Cacciatorpediniere britannico arrivato nel Mediterraneo orientale

Il cacciatorpediniere britannico HMS Dragon è arrivato nel Mediterraneo orientale ed è pronto ad “iniziare l’integrazione operativa nelle difese di Cipro”. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Regno Unito. La nave da guerra ha lasciato il Regno Unito l’11 marzo e ha il compito di difendere una base aerea britannica a Cipro, recentemente colpita da un drone di fabbricazione iraniana. “I caccia Typhoon e F-35 della Royal Air Force hanno continuato le loro missioni difensive durante la notte, sorvolando anche Cipro, Giordania, Qatar e Bahrein”, ha dichiarato il ministero.

Arabia Saudita, individuati e abbattuti quattro droni

Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha affermato che le sue forze hanno intercettato e distrutto quattro droni diretti verso la Provincia Orientale nelle ultime ore. Il portavoce del ministero, Turki al-Maliki, ha confermato che i velivoli senza pilota sono stati “individuati e neutralizzati”.

Comando Usa, 9mila attacchi da inizio guerra: affondate 140 unità navali

Il Comando Centrale Usa ha riferito che gli Stati Uniti hanno condotto oltre 9.000 attacchi in Iran dall’inizio della guerra, danneggiando o affondando più di 140 unità navali iraniane.

Idf: "In corso raid su obiettivi di Hezbollah a Beirut"
Iran

Le forze di Difesa israeliane confermano di aver colpito Beirut poco fa, affermando di aver lanciato una serie di raid aerei contro obiettivi di Hezbollah. Lo scrive il Times of Israel. In precedenza, l’esercito aveva ribadito l’ordine di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, in vista degli attacchi contro le postazioni del gruppo terroristico.

Netanyahu sente Trump: "Eventuale accordo tutelerà nostri interessi vitali"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reso noto di aver avuto oggi una telefonata con Donald Trump. “Ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare i grandi successi delle Forze di Difesa Israeliane e dell’esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall’accordo, un accordo che tutelerà i nostri interessi vitali”. Le parole di Netanyahu riportate da Ynet. “Allo stesso tempo, continuiamo ad attaccare sia l’Iran che il Libano. Stiamo annientando il programma missilistico e nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari. Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione”, ha aggiunto Netanyahu.

 

Araghchi sente ministro Esteri del Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo del Pakistan, Ishaq Dar. Il massimo diplomatico pakistano ha sottolineato l’importanza del dialogo e della diplomazia per promuovere “la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre”. Entrambe le parti hanno concordato di rimanere in stretto contatto sull’evolversi della situazione.

Telefonata Vance-Netanyahu su possibile accordo con Teheran

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il vicepresidente statunitense JD Vance avrebbero avuto oggi un colloquio telefonico per discutere degli sforzi volti a riprendere i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Channel 12 citando una fonte informata. Secondo la fonte, i due avrebbero discusso i componenti di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran.

Regno Unito convoca ambasciatore Teheran a Londra

La Gran Bretagna ha convocato l’ambasciatore iraniano, Seyed Ali Mousavi, per protestare contro quelle che ha definito “azioni sconsiderate e destabilizzanti” di Teheran, dopo che la scorsa settimana due uomini sono stati accusati di spionaggio ai danni della comunità ebraica di Londra per conto dell’Iran. Il ministero degli Esteri britannico ha dichiarato che il Regno Unito prende “estremamente sul serio” le minacce provenienti dall’Iran e dai suoi alleati.

 

Israele ancora contro Sanchez: "Sue parole su missili Teheran"

 Il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video in cui appare una mano che colloca su un missile un cartello con il volto di Sanchez e una citazione delle sue dichiarazioni, quando ha definito la guerra “illegale” e “disumana”. Il video é circolato su alcune agenzie iraniane tra cui Fars. L’esecutivo spagnolo ha detto di trovare la campagna dell’Iran di cattivo gusto. “È deplorevole”, ha commentato la ministra della Gioventù e dell’Infanzia spagnola Sira Rego. “Abbiamo difeso il diritto internazionale e il buon senso; qualsiasi tentativo di distorcere questa posizione avrà vita breve”, ha sottolineato il ministro dei Diritti sociali Pablo Bustinduy, della piattaforma progressista Sumar. 

Idf, colpito quartiere generale dei Pasdaran a Teheran

L’aeronautica israeliana ha dichiarato che, poco fa, durante una serie di attacchi a Teheran, ha colpito il “quartier generale principale della sicurezza” dei Pasdaran. L’Idf afferma che il quartier generale era integrato in “infrastrutture civili” e veniva utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie per “sincronizzare le unità regionali responsabili del mantenimento dell’ordine del regime e della sicurezza interna”, tra cui la forza paramilitare Basij.

Trump: "Teheran ha accettato di rinunciare a arma nucleare"
l presidente Donald Trump parla nello Studio Ovale della Casa Bianca (AP Photo/Alex Brandon)

Le discussioni in corso con l’Iran sono “buone”. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che Teheran “è d’accordo sul fatto che non avranno un’arma nucleare”. Le discussioni, ha detto il presidente Usa parlando a Memphis, sono iniziate “la notte scorsa e quella prima”

Trump: "Speriamo che Teheran colga opportunità"

“L’Iran ha un’altra opportunità di mettere fine alle minacce contro di noi e i nostri alleati” e “speriamo la colgano, in un modo o nell’altro”. Lo ha detto Donald Trump, parlando durante un evento a Memphis. “L’America e il mondo intero saranno presto molto più sicuri e avremo un pianeta molto più sicuro”, ha aggiunto il presidente. 

Trump: "Stavolta Teheran fa sul serio con i negoziati"

“Stavolta l’Iran fa sul serio” con i negoziati. Lo ha detto Donald Trump parlando durante un evento a Memphis, in Tennessee. “Tutta la mia vita è stata un negoziato e con l’Iran abbiamo negoziato a lungo, ma stavolta l’Iran fa sul serio”, ha detto il presidente americano. 

Libano, bilancio sale a 1.039 vittime, 10 morti in 24 ore

 Il bilancio dei raid israeliani in Libano è salito a 1.039 vittime, tra cui almeno 118 bambini e 79 donne. Ne ha dato notizia il ministero della Salute libanese, affermando che 10 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore. Altre 90 persone sono rimaste ferite, portando il numero totale dei feriti ad almeno 2.876. 

Ghalibaf: "Nessun negoziato con Usa, è fake news per i mercati"

 “Il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo. Non sono stati condotti negoziati con gli Stati Uniti, sono notizie false usate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento dell’Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf. Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha negato colloqui con gli Usa. Ha detto, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Tasnim, che non c’è stato nessun negoziato o discussione con Washington negli ultimi 24 giorni riguardo alla guerra “imposta” e ha affermato che la posizione della Repubblica Islamica dell’Iran sullo Stretto di Hormuz e sulle condizioni per la fine della guerra non è cambiata.

Coppia britannica imprigionata a Evin: "Noi abbandonati dal governo"

Un cittadino britannico, incarcerato insieme alla moglie in Iran, a Evin, con l’accusa di spionaggio, ha dichiarato che entrambi si sentono spaventati dalla guerra e abbandonati dal governo britannico. Ne dà notizia Bbc sottolineando che è la prima volta che Craig e Lindsay Foreman rilasciano una dichiarazione pubblica tramite la loro famiglia dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio. Craig Foreman ha affermato che la coppia, arrestata nel gennaio 2025 mentre era impegnata in un viaggio in moto intorno al mondo, si sente “delusa, sola e completamente frustrata”.

Nel messaggio, registrato al telefono dal figlio della coppia, Joe Bennett, l’uomo ha dichiarato che le prove a loro carico sono state fabbricate dalle autorità iraniane per giustificare una condanna a 10 anni e che il governo britannico è pienamente consapevole della loro innocenza. Parlando dalla prigione di Evin a Teheran, Craig Foreman ha fatto appello all’esecutivo affinché dichiari pubblicamente che loro non sono spie. “È molto difficile capire perché la nostra innocenza non sia stata dichiarata pubblicamente. Non siamo spie. Le accuse contro di noi sono semplicemente false”, ha detto Foreman.

 

Media, Usa hanno segnato 9 aprile come data per fine guerra

 Il sito di notizia israeliano Ynet scrive che, secondo un funzionario dello Stato ebraico, gli Usa avrebbero segnato il 9 aprile come data per la fine della guerra contro l’Iran.

Aie: "Danneggiati quaranta impianti energetici in nove Paesi"

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, intervenendo al National Press Club australiano, ha detto che nella guerra in Medioriente sono stati “gravemente o molto gravemente danneggiati” quaranta impianti energetici in nove Paesi. “Nessun paese sarà immune agli effetti di questa crisi se continuerà ad andare in questa direzione”, ha avvertito. 

Zuppi: "Leader ascoltino voce del Papa, rischio è precipitare in voragine"
Shooting fotografico e intervista al Cardinale Matteo Zuppi

 “All’inizio di questa sessione desidero rinnovare la nostra vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate ancora una volta dalla violenza dei conflitti, dall’insicurezza, dalla paura, dalla sofferenza di popolazioni intere. Le ferite di quelle terre attraversano il corpo della Chiesa e interrogano la coscienza di tutti. Avremo modo di confermare la nostra solidarietà partecipando alla Colletta per la Terra Santa che tradizionalmente si raccoglie il Venerdì Santo. Auspichiamo che la voce di Papa Leone sia ascoltata dai responsabili delle nazioni, si decida il cessate il fuoco perché la guerra non sia una spirale che faccia precipitare tutti in una voragine”. Lo ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, nel discorso introduttivo del Consiglio Permanente che si svolge a Roma fino a mercoledì.”In questo quadro – ha proseguito Zuppi – ricordiamo il martirio di padre Pierre Al-Rahi, che ha scelto di rimanere accanto alla sua comunità fino alla fine, testimoniando con la sua vita e con il suo sangue la fedeltà al Vangelo e alla missione pastorale affidatagli. Il suo sacrificio rimane per la nostra Chiesa un luminoso seme di speranza, di riconciliazione e di pace. La sua memoria ci riporta al cuore del Vangelo: una Chiesa che non arretra davanti al dolore, che rimane accanto al suo popolo, che condivide la sorte della gente e continua, proprio per questo, a essere presenza di prossimità, di amore e di pace. Avviene così per tanti cristiani vittime di violenza e testimoni di Vangelo”.

Segretario Energia Usa: "Disagi Stretto Hormuz sono a breve termine"

Il segretario Usa all’Energia Chris Wright ha dichiarato che l’interruzione dei flussi energetici globali, provocata dal blocco dello Stretto di Hormuz, sarebbe “a breve termine” e che i prezzi dell’energia non sono ancora saliti a livelli tali da indurre una significativa riduzione del consumo di carburante. Wright, riporta il Wll Street Journal, ha rilasciato i suoi commenti a Houston, in occasione della conferenza CERAWeek by S&P Global, evento che questa settimana ha riunito la comunità energetica mondiale. Wright ha affermato che gli Stati Uniti sarebbero in grado di immettere sul mercato un volume compreso tra 1 milione e 1,5 milioni di barili di petrolio al giorno, attingendo dalle riserve petrolifere nazionali, e che tale flusso potrebbe potenzialmente essere incrementato fino a sfiorare i 3 milioni di barili al giorno. “Si stanno prendendo provvedimenti”, ha concluso.

Starmer, Gb a conoscenza dei colloqui tra Teheran e Usa

 Il premier britannico Keir Starmer ha accolto con cautela i colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. “Noi, il Regno Unito, eravamo a conoscenza di ciò che stava accadendo”, ha affermato, senza fornire ulteriori dettagli. Starmer ha chiesto una de-escalation, ma ha detto ai parlamentari britannici di non illudersi “che ci sarà necessariamente una rapida fine a tutto questo”.

Kallas: "Stop ad attacchi infrastrutture energia sviluppo positivo"

“Credo che la recente dichiarazione secondo cui non ci saranno attacchi alle infrastrutture energetiche sia uno sviluppo molto positivo. Penso che qualsiasi attacco alle infrastrutture, come sappiamo, stia causando il caos nella regione e stia ulteriormente esacerbando questa guerra”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, rispondendo a una domanda sulla situazione in Iran in conferenza stampa in Nigeria. 

Nave da guerra Gb diretta a Cipro è arrivata a Creta

 Il cacciatorpediniere britannico, specializzato nella difesa aerea, HMS Dragon, che è diretto a Cipro per contribuire alla difesa delle basi militari britanniche, è attraccato alla base navale greca di Souda Bay, a Creta. La nave ha lasciato il Regno Unito il 3 marzo, due giorni dopo che un presunto drone iraniano lanciato dal Libano ha colpito la base aerea della Raf di Akrotiri, causando danni lievi a un hangar. Non è stata fornita alcuna tempistica per l’arrivo dell’HMS Dragon al largo di Cipro. Alcune fonti suggeriscono che la nave abbia dovuto completare delle esercitazioni prima del dispiegamento. Nel frattempo, la portaerei USS Gerald R. Ford rimane ormeggiata nella stessa base navale in Grecia, 10 giorni dopo che, secondo quanto dichiarato dalle forze armate, si è verificato un incendio “non correlato al combattimento” durante le operazioni nel Mar Rosso. 

Cremlino: "Dichiarazioni contraddittorie, speriamo rapida fine conflitto"

 Il Cremlino sta monitorando le numerose dichiarazioni contraddittorie rilasciate oggi sui negoziati riguardo all’Iran, ma conta su una rapida risoluzione del conflitto. Lo ha detto alla Tass il portavoce Dmitri Peskov, commentando la notizia secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al Pentagono di rinviare di cinque giorni i raid contro le infrastrutture energetiche iraniane. “Oggi ci sono molte dichiarazioni diverse, tra cui alcune contraddittorie. Continuiamo a seguire attentamente la situazione e auspichiamo un rapido ritorno alla normalità”, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda se tale mossa degli Stati Uniti dia speranza per una risoluzione del conflitto. 

Media, a negoziare con Usa è presidente parlamento Ghalibaf

Sarebbe il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, a negoziare per conto dell’Iran con gli Stati Uniti. Lo scrive il media israeliano Ynet citando fonti informate. I negoziati – si legge ancora – vengono svolti soprattutto in forma indiretta quindi non è chiaro se gli americani abbiamo contatti diretti con Ghalibaf. 

Ministra Difesa Spagna: "In Turchia arriva numero notevole di missili"

La ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha affermato che c’è un enorme rischio che la guerra in Medio Oriente si areni e ha avvertito del “significativo” numero di missili lanciati dall’Iran che raggiungono quotidianamente la Turchia. Robles ha rilasciato queste dichiarazioni alla stampa al termine della videoconferenza che ha tenuto con il contingente spagnolo dell’unità Patriot A/T XXIII schierato presso la base aerea turca di Incirlik, nell’ambito dell’Operazione Persistent Effort della Nato.  “Ho tenuto una videoconferenza con il nostro contingente in Turchia, presso la batteria Patriot. Si tratta di una batteria presente da tempo, ma attualmente impegnata in un compito cruciale e molto difficile, a causa dell’elevatissimo numero di lanci di missili balistici, missili da crociera e droni, con una media giornaliera altissima. Parlando con i nostri uomini sul posto, che lavorano 24 ore su 24 insieme a personale di altri Paesi presso la base, una base americana, con la presenza anche di personale turco e polacco, la situazione li preoccupa”, ha detto Robles, “Il livello dei lanci missilistici è considerevole. La ministra ha spiegato che i missili sono a medio raggio e che si sta osservando la capacità di Teheran di costruire altri tipi di missili e, soprattutto, droni. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha insistito sul fatto che la situazione in Turchia è difficile perché, sebbene missili e droni vengano intercettati, “alcuni potrebbero essere a rischio di non essere intercettati e, inoltre, le possibilità di lancio non sono solo dall’Iran, ma anche dai suoi proxy”.

Trump: "Stiamo parlando con un leader rispettato, non Khamenei"

 Il presidente Donald Trump ha affermato che i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner sono coinvolti nei colloqui con Teheran, ma è rimasto vago su chi fossero gli interlocutori statunitensi in Iran. Si tratta di un leader “rispettato”, ha dichiarato il tycoon, specificando che non è la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. 

Trump: "Raggiunto un accordo su punti principali con Teheran"

 Il presidente Donald Trump ha affermato che sono stati raggiunti “i punti principali di accordo” con l’Iran dopo i colloqui, proseguiti fino a tarda sera di domenica, con due alti funzionari statunitensi. “Vedremo dove ci porteranno”, ha detto Trump ai giornalisti all’aeroporto di West Palm Beach. Lo riporta la Cnn. “Direi che sono andati benissimo”, ha aggiunto. “Direi che se li porteranno avanti, questo problema, questo conflitto, si risolverà. E penso che si risolverà in modo molto sostanziale”, ha aggiunto.

Crollo prezzi su voci accordo Usa-Iran, -8,8% Brent a 97 dollari/barile

 In netto calo – in scia alle voci di un possibile accordo nei prossimi giorni tra Stati Uniti e Iran – i futures petroliferi sul Brent per giugno, che cedono attualmente l’8,84% a 97,02 dollari al barile. I futures per maggio sul West Texas Intermediate sono anch’essi in forte calo, cedendo attualmente il 9,29% a 89,16 dollari al barile. 

Media Israele: "Retromarcia Trump per non complicare situazione"

Israele è stata informato della decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di rinviare l’ultimatum all’Iran. Lo riferisce Ynet, citando una fonte di Tel Aviv secondo cui “gli americani hanno anche chiesto a Israele di sospendere gli attacchi contro centrali elettriche e infrastrutture in Iran”. Secondo la fonte, “Trump ha senza dubbio fatto marcia indietro perché ha capito che il suo ultimatum non fa che complicare la situazione”. Sabato il presidente Usa aveva lanciato a Teheran un ultimatum di 48 ore per la riapertura dello Stretto di Hormuz. 

Trump: "Colloqui con Iran anche ieri sera con Kushner e Witkoff"

Colloqui con l’Iran si sono svolti anche ieri sera e hanno coinvolto i due inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox Business, dopo che Teheran ha smentito che ci siano stati o siano in corso colloqui con Washington. Lo riferiscono i media statunitensi. 

Trump: "Possibile accordo entro cinque giorni o anche prima"

L’Iran vuole “disperatamente” raggiungere un accordo e questo potrebbe essere raggiunto “entro cinque giorni o anche prima”. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox Business, citata dai media statunitensi. 

Axios: "Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi"

Turchia, Egitto e Pakistan hanno fatto da tramite tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni nel tentativo di allentare la tensione. Lo riferisce Axios, citando una fonte statunitense, aggiungendo che funzionari dei tre Paesi hanno avuto colloqui separati con l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla risoluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha aggiunto la fonte.

Trump: "Determinati a raggiungere accordo, c'è stato cambio di regime"

“Siamo fermamente intenzionati a raggiungere un accordo con l’Iran”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una telefonata a Joe Kernen della Cnbc. Parole che arrivano dopo l’annuncio di Trump secondo cui, a seguito di colloqui produttivi con le autorità di Teheran, avrebbe ordinato all’esercito di rinviare per cinque giorni gli attacchi contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane. Parlando con Kernen, il presidente Usa ha affermato che le discussioni con le autorità iraniane “sono state molto intense” e che resta “fiducioso che si possa raggiungere qualcosa di concreto”. Kerner ha poi riferito che secondo Trump quanto sta accadendo in Iran può essere descritto come “un cambio di regime”.

Teheran: "Dichiarazioni Trump per ridurre prezzo energia e guadagnare tempo
Armatori tedeschi: "2.000 navi bloccate nel Golfo Persico, preoccupati per sicurezza"

L’Associazione degli armatori tedeschi (Vdr) è profondamente preoccupata per la sicurezza della navigazione mercantile nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran. Dall’inizio del conflitto, alla fine di febbraio, oltre 2.000 navi mercantili con circa 20.000 marinai a bordo sono rimaste bloccate nella regione, ha dichiarato ad Amburgo il presidente della Vdr, Gaby Bornheim. Tra queste, almeno 50 navi appartengono a dieci compagnie di navigazione tedesche e hanno a bordo circa 1.000 marinai. Circa 20 navi mercantili sono già state attaccate. “Ci sono stati feriti e vittime”, ha affermato Bornheim. Martin Kröger, direttore generale di Vdr, ha descritto la situazione degli approvvigionamenti per i marittimi a bordo come buona. Le navi hanno provviste per circa quattro settimane, ed esiste anche la possibilità di rifornimenti. Tuttavia, ha aggiunto, “il rischio di essere presi di mira è reale”. Gli equipaggi, ha spiegato, non possono lasciare le navi, poiché non possono essere semplicemente parcheggiate come un’auto. Le navi sono operative e devono essere monitorate e manutenute. Kröger ha affermato che, a causa dei pericoli, il lavoro viene svolto principalmente sottocoperta. 

Idf: "Israele ha lanciato nuova ondata di attacchi su Teheran"

L’aeronautica israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane, secondo cui i raid sono diretti “contro siti infrastrutturali del regime iraniano”. Gli attacchi arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità.

Media Teheran: "Non sono in corso negoziati con Usa"

Non ci sono stati e non sono in corso negoziati, né diretti né indiretti, tra Iran e Washington, come invece sostenuto da Donald Trump. Lo riferiscono due agenzie di stampa iraniane semi-ufficiali vicine al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, Fars e Tasnim. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ma la risposta chiara dell’Iran è stata che continuerà la propria difesa fino al raggiungimento del livello necessario di deterrenza”, scrive Tasnim. “Non si sono svolti negoziati e non sono in corso. Con questo tipo di guerra psicologica, né lo Stretto di Hormuz tornerà alle condizioni precedenti alla guerra né la calma tornerà nei mercati energetici”, si legge

Lavrov sente Araghchi: "Stop immediato ostilità e soluzione politica"

 La Russia ha sottolineato “la necessità di una cessazione immediata delle ostilità e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi legittimi di tutte le parti coinvolte, in primo luogo dell’Iran”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nel colloquio telefonico avuto con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “La Russia seguirà questa posizione anche nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha aggiunto. Araghchi, si legge nella nota del ministero degli Esteri russo, ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito all’Iran, comprese le forniture di aiuti umanitari”. 

Berlino: "Al momento non previsto stop export armi verso Usa"

Il governo tedesco “non sta prendendo in considerazione l’ipotesi di interrompere le esportazioni di armi” verso gli Stati Uniti, così come invece fatto dalla Svizzera. Lo ha affermato il portavoce del governo, Stefan Kornelius, in conferenza stampa. Nei giorni scorsi la Svizzera ha comunicato la decisione di sospendere le nuove licenze di esportazione invocando la neutralità del Paese.

Inviato Pechino: "Sappiamo tutti chi ha iniziato questa guerra"

L’inviato della Cina per il Medio Oriente ha attribuito la colpa senza mezzi termini agli Stati Uniti e a Israele per la guerra in Iran che, ha affermato, ha inferto un duro colpo all’economia globale e alle rotte marittime. “Sappiamo tutti chi ha iniziato questa guerra”, ha detto Zhai Jun ai giornalisti a Pechino dopo un recente viaggio in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait ed Egitto. Interrogato sul principale ostacolo al cessate il fuoco, ha citato un proverbio cinese: “Per sciogliere una cintura, serve chi l’ha stretta”, ha affermato, ribadendo l’appello del suo governo agli Stati Uniti e a Israele affinché cessino immediatamente le azioni militari e riprendano i negoziati. Zhai ha affermato che i combattimenti in corso hanno reso il viaggio della sua delegazione un’esperienza insolita, durante la quale hanno assistito all’intercettazione di missili sopra le loro teste. “Abbiamo sentito esplosioni e sirene per la prima volta in una vera guerra”, ha concluso.

Tv Teheran: "Trump ha fatto marcia indietro dopo avvertimenti"

Dalla televisione di stato iraniana è arrivata la prima reazione di Teheran alla decisione del presidente statunitense Donald Trump di prorogare di cinque giorni il termine per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La scadenza era prevista intorno alle 00:00 GMT di martedì ma oggi Trump ha annunciato una proroga di cinque giorni. In risposta alla notizia, la tv ha mostrato scritto sullo schermo: “il presidente degli Stati Uniti fa marcia indietro dopo il fermo avvertimento dell’Iran”.

Oman, al lavoro per garantire transito sicuro in Stretto Hormuz

Il ministro degli Esteri dell’Oman ha affermato che il suo Paese, da tempo mediatore tra Stati Uniti e Iran, si sta adoperando per garantire un transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, senza fornire ulteriori dettagli. In un post sui social media Badr Albusaidi ha poi affermato l’Iran non è da biasimare per la guerra. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è opera sua. Ciò sta già causando problemi economici diffusi”, ha scritto.

Berlino: "Al momento non vediamo problemi di approvvigionamento energia"

Il ministero dell’Economia e dell’Energia al momento non rileva strozzature nell’approvvigionamento energetico legato alla guerra in Iran. “Non sono a conoscenza di specifici colli di bottiglia nell’approvvigionamento”, ha dichiarato un portavoce del ministero in conferenza stampa, aggiungendo che il ministero è in contatto con tutti i settori dell’economia in merito alle conseguenze legate al conflitto. “Stiamo monitorando attentamente la situazione”, ha aggiunto.

Trump: "Stop per 5 giorni a raid contro siti energia"

“Sulla base dell’andamento e del tono dei colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che proseguiranno per tutta la settimana” con Teheran, “ho dato istruzioni al Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump: "Colloqui molto positivi e produttivi con Teheran"

“Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medioriente”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Allerta Usa a cittadini americani nel mondo: "Gruppi filo-Teheran possono colpirvi"

 Il Dipartimento di Stato americano ha amesso un avviso di “allerta mondiale” nel quale “raccomanda ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, e in particolare in Medioriente, di prestare maggiore cautela”. “I cittadini statunitensi all’estero dovrebbero seguire le indicazioni contenute negli avvisi di sicurezza emessi dall’ambasciata o dal consolato statunitense più vicino”, sottolinea la nota. “Le chiusure periodiche dello spazio aereo potrebbero causare disagi nei viaggi. Le strutture diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medioriente, sono state prese di mira. I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o agli americani in tutto il mondo”, si legge. 

Idf: "Civile ucciso nel nord Israele colpito da nostra artiglieria"

Un’indagine delle Forze di difesa israeliane ha stabilito che Ofer Moskovitz, un agricoltore di 60 anni ucciso ieri mentre guidava nella località di confine settentrionale di Misgav Am, è stato colpito da un colpo di artiglieria israeliana andato a vuoto, e non da un attacco di Hezbollah. Moskovitz, spiega l’Idf, è stato ucciso da un bombardamento di artiglieria destinato a supportare le truppe impegnate nel sud Libano. L’indagine, sottolinea ancora l’esercito israeliano, ha rilevato “numerosi gravi problemi ed errori operativi” nella pianificazione e nel lancio dei proiettili di artiglieria. 

Cremlino a Usa: "Con attacchi a centrale Bushehr conseguenze irreparabili"

Riteniamo che gli attacchi agli impianti nucleari siano potenzialmente estremamente pericolosi e carichi di conseguenze, forse persino irreparabili”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, riferendosi alla situazione intorno alla centrale nucleare di Bushehr, situata nella costa del Golfo Persico aggiungendo che la Russia sta inviando segnali di allarme sulla questione “vengono trasmessi anche alla parte americana”. Lo riporta Ria Novosti. “La Russia è in costante dialogo con l’Aiea”, ha aggiunto Peskov.

Cremlino: "Solo via politica e diplomatica può disinnescare crisi"

Una “soluzione politica e diplomatica è l’unica cosa che può effettivamente contribuire a disinnescare la situazione di tensione catastroficamente creatasi” in Medioriente. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ai giornalisti, come riporta Ria Novosti. 

Iran, media: 8 morti in attacchi Usa e Israele in zona residenziale in nord Paese

Otto persone sono morte e diverse sono rimaste ferite in un attacco di Israele e Stati Uniti contro una zona residenziale a Khorramabad, capoluogo della regione di Lorestan, nel nord dell’Iran. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr.

Wp, Mojtaba Khamenei isolato e non risponde ai messaggi

Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran, è ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi. Lo riferisce il Washington Post, citando funzionari della sicurezza statunitensi e israeliani. Nonostante questo, funzionari di Tel Aviv hanno affermato che i religiosi sopravvissuti e i leader del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran hanno consolidato il loro controllo sul Paese.

Mosca: "Contrari a blocco Hormuz ma va letto in contesto situazione Medioriente"

“Siamo naturalmente contrari al blocco dello Stretto di Hormuz, ma tali questioni devono essere valutate nel contesto della situazione complessiva in Medioriente”. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo, Andrej Rudenko, citato da Interfax. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, così come la interpreta. Questo non significa che approviamo tutto quello che sta accadendo lì”, ha detto ai giornalisti. “Attualmente questa questione è in discussione a livello del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Esistono progetti di risoluzione del Consiglio di Sicurezza presentati da diversi Paesi riguardo allo Stretto di Hormuz. Penso che la nostra posizione sarà chiaramente formulata in quella sede”, ha aggiunto. Rudenko ha detto che la Russia invita “alla risoluzione dell’intero conflitto, innanzitutto alla cessazione dell’aggressione da parte degli americani e degli israeliani contro l’Iran. Perché tutto quello che accade nello Stretto di Hormuz è una conseguenza diretta di questa azione illegale. Non appena la guerra finirà, penso che anche la situazione nello Stretto di Hormuz si normalizzerà”, ha concluso.

Centcom: "Teheran attacca deliberatamente civili, è segno di disperazione"

“La mia valutazione operativa complessiva” dell’atteggiamento militare iraniano “è che stiano agendo in uno stato di disperazione”. Lo ha detto il comandante del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, in un’intervista a Iran International. Una valutazione, ha spiegato, basata su un cambiamento nel modello degli attacchi e su una notevole riduzione del volume di fuoco da parte di Teheran. “All’inizio del conflitto, si vedevano grandi quantità di droni e missili”, ha detto. “Ora non si vede più”. Secondo Cooper, il passaggio da attacchi su larga scala a lanci limitati è un segno della perdita della capacità di effettuare attacchi coordinati su larga scala. “Hanno deliberatamente preso di mira obiettivi civili più di 300 volte. Questo deve finire”, ha detto. 

Media, caccia Usa precipitato in Kuwait

Un caccia statunitense colpito nello spazio aereo iraniano è precipitato in Kuwait. Lo riferisce l’emittente irachena Al-Ahed, ripresa dall’agenzia iraniana Fars. 

Israele, sirene d'allarme per nuovo lancio missilistico da Teheran

 Le Forze di Difesa Israeliane hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran. Le sirene d’allarme sono scattate nell’area di Gerusalemme e nel sud di Israele.

Iran, Consiglio Difesa: "Se saremo invasi mineremo il Golfo Persico"

Il Consiglio di Difesa dell’Iran ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il “Golfo Persico” nel caso in cui si verifichi un’invasione di terra. La dichiarazione arriva mentre a Teheran cresce la preoccupazione per il possibile arrivo dei Marines statunitensi nella regione. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di colpire le coste o le isole dell’Iran porterà, naturalmente e in conformità con la prassi militare consolidata, al dispiegamento di mine in tutte le rotte di accesso nel Golfo Persico e lungo le coste”, ha dichiarato il Consiglio. 

Iran, media: sei morti in attacchi a Tabriz

Sei morti sono morti in attacchi contro abitazioni e un parco a Tabriz, in Iran. Lo ha riferito Majid Farshi, direttore generale della gestione delle crisi per la provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale, citato da Al Jazeera, spiegando che quattro persone sono state uccise e sei ferite in un attacco contro un complesso residenziale nella zona di Marzdaran, mentre altre due vittime sono state segnalate in un parco a Rabe Rashidi. 

Iran, media: un morto in raid su stazione radio, danni a ospedale Ahvaz

 Violente esplosioni sono state segnalate nelle zone orientali e occidentali di Teheran e in molte altre città dell’Iran. A Bandar Abbas, riferisce Al Jazeera, è stata presa di mira una stazione radio e una persona è rimasta uccisa. A Khorramabad e Urmia sono state colpite due zone residenziali, causando vittime tra i civili. Anche a Isfahan, Karaj e Ahvaz si sono uditi rumori di esplosioni di grande portata. Ad Ahvaz un ospedale è stato danneggiato dalle esplosioni.

Premier Iraq: "Noi i migliori mediatori, ottimi rapporti con Usa e Teheran"

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Washington nel 2003 ha defenestrato la dittatura di Saddam Hussein, poi ha aiutato a sconfiggere l’Isis. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Lo ha dichiarato al Corriere della Sera il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani, a proposito del conflitto in corso in Medioriente. “Tra le cause principali c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione. Con regolarità ogni pochi anni Israele provoca guerre, tragedie e morti, si mette al di sopra delle leggi internazionali. L’Iran da molto tempo ormai si pone come difensore della causa palestinese e ciò ha condotto sia alla guerra del giugno 2025 che a quest’ultima. Purtroppo gli Stati Uniti si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo: oscillano tra il cambio di regime, la distruzione del materiale atomico e dei missili, oppure la sconfitta degli alleati dell’Iran. Resta il problema che siamo tutti coinvolti”, ha dichiarato. Donald Trump minaccia di distruggere il sistema energetico iraniano se Teheran non smette gli attacchi nel Golfo e non apre Hormuz. “È una pericolosa spirale di violenza. L’Iran a sua volta promette che reagirà. E a essere colpite ancora di più saranno le infrastrutture energetiche in tutta la regione”, ha spiegato.

Hezbollah: "Guerra ancora agli inizi e potrebbe riservare sorprese"

La guerra è ancora agli inizi e potrebbe riservare delle sorprese nella fase successiva. Lo ha dichiarato Wafiq Safa, membro del Consiglio politico di Hezbollah all’emittente di Stato iraniana, aggiungendo che Israele non è riuscita a raggiungere i loro “obiettivi fondamentali” in Libano o in Iran. “Hezbollah ha sbalordito nemici, amici e avversari con il livello delle sue potenzialità e capacità”, ha spiegato nell’intervista ripresa dai media arabi. Safa ha sottolineato che “la resistenza ha sorpreso nemici, amici e avversari in termini di missili, droni e risorse umane”. “La guerra potrebbe protrarsi, ma l’obiettivo per la vittoria è impedire a Israele di raggiungere i propri obiettivi”, ha detto. Safa ha quindi smentito le voci sul declino di popolarità di Hezbollah e della sua base di sostenitori in Libano, ritenendo infondate le indiscrezioni sul crollo della sua immagine o sulla sua uscita dalla scena politica. 

Trump: "Pace attraverso la forza, per usare eufemismo"

“La pace attraverso la forza, per usare un eufemismo!”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con evidente riferimento alla guerra con l’Iran. 

Pasdaran: "Attacchi a strutture energetiche nemiche solo saremo colpiti"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sta respingendo quelle che definisce false affermazioni degli Stati Uniti, secondo cui Teheran intenderebbe distruggere gli impianti di desalinizzazione dell’acqua nella regione del Golfo. “Quello che abbiamo fatto è annunciare la nostra decisione che, in caso di attacco alle centrali elettriche, l’Iran reagirà prendendo di mira le centrali elettriche del regime occupante (Israele, ndr) e le centrali elettriche dei paesi della regione che forniscono energia alle basi americane, e allo stesso tempo, le infrastrutture economiche, industriali ed energetiche in cui gli americani sono azionisti”, si legge nella dichiarazione. “Avete attaccato il nostro ospedale, non siamo stati noi. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, non siamo stati noi; avete attaccato le nostre scuole, non siamo stati noi. Ma se attaccate la rete elettrica, noi attaccheremo la rete elettrica”, prosegue il comunicato. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che avrebbe reagito a qualsiasi minaccia con misure analoghe per scoraggiare tali attacchi. “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con lo stesso livello di deterrenza che essa genera, e lo faremo. L’America non conosce le nostre capacità e le vedrà sul campo”, ha aggiunto. 

Israele, missili balistici iraniani sull nord

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che l’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico, e le sirene d’allarme risuonano in ampie zone del nord di Israele. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato che i loro sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettare due missili balistici iraniani durante gli attacchi notturni contro il sud di Israele, compresi quelli nei pressi di Dimona e Arad. Dall’inizio della guerra in Medio Oriente “l’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici. Abbiamo ottenuto ottimi risultati in termini di intercettazione. Il nostro tasso di successo nelle intercettazioni si aggira intorno al 92%”, ha dichiarato il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce dell’esercito israeliano.

Idf, attacco israeliano su vasta scala infrastrutture Teheran

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver lanciato un’ondata di attacchi aerei “su vasta scala” a Teheran, prendendo di mira le infrastrutture del “regime del terrore” iraniano. Lo riporta Times of Israel.In precedenza, aveva aggiunto che diversi organi di sicurezza in Iran erano stati presi di mira tra cui una base militare utilizzata per l’addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell’Aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie, il quartier generale del Ministero dell’Intelligence iraniano e il quartier generale di emergenza delle Forze di Sicurezza Interna. 

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