Amazon e 4 manager a processo: l’accusa è di frode al fisco italiano per 1,2 miliardi

Amazon e 4 manager a processo: l’accusa è di frode al fisco italiano per 1,2 miliardi

Si tratta della prima richiesta di processo in Italia nei confronti di una big tech

La Procura di Milano ha chiesto di processare Amazon EU Sarl e 4 manager europei e americani del colosso con l’accusa di frode Iva da 1,2 miliardi di euro. I pubblici ministeri Elio Ramondini ed Eugenio Fusco hanno chiesto al gip Tiziana Landoni di disporre il rinvio a giudizio di tutti gli imputati con l’ipotesi di dichiarazione fraudolenta in relazione al modello di business di logistica delle merci nel periodo che va dal 2019 al 30 giugno 2021, data in cui l’Italia ha adottato la direttiva Ue 2017/2455 sull’imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni di attuazione.

Si tratta della prima richiesta di processo in Italia nei confronti di una big tech. Nel corso dell’indagine Amazon ha versato al Fisco italiano 511 milioni di euro come accordo transattivo con l’Agenzia delle Entrate sugli illeciti fiscali. Nel biennio su cui si muovono le accuse della Procura era in vigore il decreto legge 34/2019 che ha introdotto specifici obblighi fiscali per la ‘vendita di beni tramite piattaforme digitali’ a cui devono attenersi i ‘soggetti passivi’ che facilitano “le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea” tramite “interfaccia elettronica”. Secondo la norma il “soggetto passivo“, facilitatore delle vendite attraverso “piattaforme” e “mercati virtuali”, è “considerato debitore d’imposta” per le “vendite a distanza” di cui “non ha trasmesso” o ha “trasmesso in modo incompleto” all’Agenzia delle Entrate una serie di dati sui fornitori. Fra questi, in particolare, il numero totale delle unità vendute in Italia, l’ammontare complessivo dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita che Amazon EU sarl non comunicava.

Pm: “Algoritmo Amazon è indifferente a obblighi fiscali della Ue

 L’algoritmo di Amazon è “indifferente agli obblighi fiscali e doganali dell’Unione europea”. Lo ha scritto il pubblico ministero di Milano, Elio Ramondini, nella richiesta di rinvio a giudizio per frode fiscale Iva da 1,2 miliardi di euro nei confronti di Amazon EU sarl, la società lussemburghese del gruppo, di tre manager europei responsabili del settore ‘Tax’ del colosso e di un vice president americano della società. La Procura di Milano indica come persona offesa dai presunti reati il Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’imputazione è di dichiarazione infedele tramite frode. Secondo i pm fra 2019 e 2021 il sistema di gestione della logistica delle merci di Amazon era strutturato per non comunicare, come prevedeva la legge, tutti i dati dei fornitori-venditori del ‘Marketplace‘, il prezzo medio e i volumi delle vendite tramite piattaforma. La norma, successivamente sostituita dall’adozione della direttiva Ue 2017/2455 sull’imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni di attuazione, imponeva alle società di e-commerce e vendite a distanza che, se non lo avessero fatto, sarebbero state ritenute responsabili per l’Iva di questi soggetti e avrebbero dovuto pagarla per quei 3 anni. Inoltre le indagini della guardia di finanza di Monza hanno fatto emergere come il sistema non sia stato modificato nel corso del tempo, oltre il 2021 (anno in cui si chiude la transazione con il fisco italiano), e hanno fatto emergere anche meccanismi come la sostituzione di beni dentro ai magazzini acquistati per conto di un venditore (estero) con altri identici di un altro venditore, in nome della rapidità delle consegne e l’efficienza, che però non garantiscono l’adesione alle normative fiscali. È la terza inchiesta che coinvolge il colosso fondato nel 1999 da Jeff Bezos: negli altri filoni i magazzini Amazon sono stati perquisiti dalla gdf nell’ambito di un’ipotesi di contrabbando, in particolare di beni cinesi, sempre collega al funzionamento dell’algoritmo. Vi è infine il filone di contestazione per evasione delle imposte dirette, sulla stabile organizzazione occulta in Italia. 

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