Fino a tremila euro di Fringe benefit aziendali – il tetto precedente era 600 euro – fino al 31 dicembre contro il caro energia, per agevolare il pagamento delle bollette. Per il governo, che ha inserito il provvedimento nel decreto aiuti approvato ieri in Consiglio dei ministri, si tratta di una misura di welfare aziendale che punta a rendere più pesanti gli stipendi dei lavoratori. Una “integrazione alle tredicesime” ha osservato la ministra del Lavoro Marina Calderone, “è’ un modo per fare un intervento senza gravare ulteriormente di costi e di prelievo fiscale e contributivo”.
In sostanza, la somma erogata dal datore di lavoro non sotto forma di denaro ma come beni e servizi, visibili in busta paga, è esente da contributi e tasse – non concorre quindi a formare il reddito da lavoro dipendente – e può essere utilizzata, fino al 31 dicembre, anche per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale. I Fringe benefit rientrano nel welfare aziendale e vengono inseriti nel contratto di lavoro – dipendono, dunque, dagli accordi tra l’azienda che decide se inserirli o meno e in quale misura e il singolo dipendente – e comprendono, normalmente, beni come auto aziendale, telefono, buoni pasto, copertura sanitaria, sport e palestre: già con il decreto aiuti bis approvato dal governo Draghi si era deciso di inserire nel paniere dei beni anche le bollette.

