Preoccupazione di Assoutenti, Confesercenti e Federdistribuzione. Il ministro Brunetta: "Cresciamo a un ritmo doppio rispetto a quello della Germania"

Nel terzo trimestre del 2021 il Prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,9% nei confronti del terzo trimestre del 2020. Lo rileva l’Istat nei conti trimestrali. La stima completa dei conti economici trimestrali conferma quindi una ripresa congiunturale sostenuta dell’economia italiana nel terzo trimestre, in misura pari al 2,6%, analogamente a quanto anticipato dalla stima preliminare. In termini tendenziali, la crescita rispetto al terzo trimestre del 2020 è risultata pari al 3,9% (era del 3,8% nella stima preliminare). 

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese di novembre 2021 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente). Lo riporta Istat sottolineando che a novembre, l’inflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. Le tensioni inflazionistiche, seppur in misura contenuta, si diffondono anche ad altri comparti merceologici, in particolare i Beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti, e l’inflazione di fondo sale a livelli che non si vedevano da marzo 2013. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. Lo riporta Istat nei dati provvisori sui prezzi al consumo a novembre precisando che ”inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,4%. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra un aumento dello 0,8% su base mensile e del 4,0% su base annua (da +3,2% di ottobre). Accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,0% a +1,4%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +3,8%).

Istat: carrello della spesa più caro del 4,2%

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Il commento del ministro Brunetta

“Il Pnrr con le sue riforme è il nostro viatico per il futuro, la nostra scommessa per il futuro. Un vettore di cambiamento dopo anni di paralisi e di crescita attorno allo zero virgola”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo alla Conferenza nazionale di statistica, oggi all’Istat. “Non abbiamo sfruttato gli anni dell’euro per fare le riforme. La pandemia ha prodotto questa rottura. Purtroppo, abbiamo dovuto aspettare la pandemia per avviare la rottura e adesso siamo nella fase della ripartenza e io direi del boom. Stiamo ritrovando l’ottimismo”, ha aggiunto.

Il tandem Italia-Francia è la nuova locomotiva economica dell’Europa. I due Paesi, infatti, crescono a un ritmo doppio rispetto alla Germania. In più, la crescita dell’economia italiana non si configura come un semplice rimbalzo, ma appare strutturale, solida e duratura. Oggi, infatti, l’Istat ha confermato la sua stima preliminare del Pil dello scorso 29 ottobre, relativa al terzo trimestre del 2021, al +2,6%. Inoltre, ha rivisto al rialzo sia la crescita tendenziale rispetto allo stesso trimestre del 2020 al +3,9% (era al +3,8%), sia la crescita acquisita al +6,2% (era al +6,1%). Quest’ultimo valore, in particolare, sta a significare che, anche se la crescita dell’ultimo quadrimestre dovesse risultare pari a zero, il Pil italiano crescerebbe a fine anno del +6,2%, producendo un vigoroso effetto di trascinamento sul 2022, che si tradurrà, molto probabilmente, in una revisione al rialzo anche delle stime di crescita per il prossimo anno. Plausibilmente attorno al 5%, ben al di sopra del +4,3% previsto nelle ultime previsioni d’autunno della Commissione europea”. Così, in una nota, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commenta i dati Istat sulla crescita del Pil nel terzo trimestre.

Confesercenti: caro energia e quarta ondata preoccupano la ripresa

La spesa delle famiglie continua a trascinare la crescita sopra le attese, ma caro-energia e quarta ondata gettano un’ombra sulla ripresa. Così l’Ufficio economico Confesercenti commenta i Conti economici trimestrali Istat elativi al terzo trimestre 2021. Il dato diffuso oggi è corretto lievemente al rialzo rispetto alle anticipazioni (3,9% il tendenziale odierno) e conferma quindi la vivacità della ripresa, anche se rispetto al secondo trimestre, quello della ripartenza, la dinamica è ovviamente meno spinta. Si consideri che la variazione congiunturale media dell’intera Area Euro è pari al 3,7%. La crescita acquisita per il 2021 è del 6,2%, per cui, sperando in un Natale più ottimista, sicuramente la soglia del 6% annuo dovrebbe essere abbondantemente superata. Dal lato della domanda, a sostenere la crescita del Pil sono stati soprattutto i consumi: la spesa delle famiglie sul territorio nazionale, infatti, segna un 4,9% in più sul trimestre precedente, spiega la nota.

Federconsumatori

Secondo le stime dell’Onf, Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli aumenti dei prezzi rilevati dall’aggiornamento Istat sull’inflazione peseranno su ogni famiglia per +1.132,40 euro annui. Gli aspetti che preoccupano maggiormente sono i forti rincari su beni primari quali energia elettrica, gas, carburanti e alimentari: secondo le stime del nostro Osservatorio i rincari dovuti a tali voci ammontano ad oltre 551,65 euro annui. Così Federconsumatori in una nota.

Le reazioni preoccupate di Assoutenti e Federdistribuzione

Il forte rialzo dei prezzi al dettaglio che a novembre crescono del +3,8% su base annua rappresenta un ‘massacro’ per le tasche delle famiglie. Lo afferma Assoutenti, commentando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat.“Tra bollette, materie prime e listini dei carburanti le famiglie stanno subendo rincari a cascata, una situazione che non si registrava in Italia dal 2008 – spiega il presidente Furio Truzzi – Solo per la voce trasporti, che a novembre cresce del +10,5% sul 2020, una famiglia con due figli spende oggi +567 euro su base annua, +363 la famiglia “tipo”. Una corsa di prezzi e tariffe che non solo impoverisce le famiglie, ma avrà ripercussioni per l’intera economia nazionale: a fronte di una inflazione in salita i consumatori ridurranno inevitabilmente la spesa. Il rischio concreto, quindi, è un crollo dei consumi di Natale che il Governo deve assolutamente evitare, adottando provvedimenti urgenti per frenare l’escalation dei prezzi, a partire dal taglio di Iva e accise sui carburanti” – conclude Truzzi. 

Il rialzo dei beni energetici, +30,7% su base tendenziale, si conferma fattore principale della crescita mentre il “carrello della spesa” fa segnare una variazione su base annua del +1,4%. “L’andamento del cosiddetto “carrello della spesa”, pur in crescita, si conferma anche questo mese al di sotto dei valori complessivi dell’inflazione – spiega Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Questo dato rappresenta la cifra distintiva del nostro settore, costituito da grandi imprese della distribuzione impegnate a mantenere alti livelli di efficienza, oltre a essere naturalmente caratterizzate da una corretta concorrenza orizzontale. Resta sempre alta l’attenzione a contenere l’effetto degli aumenti dei costi delle materie prime, condizionati da fenomeni su scala globale con scostamenti che vanno ben oltre le cicliche oscillazioni dei prezzi”.

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