L’umorismo era la sua cifra stilistica, che lo ha fatto apprezzare da generazioni diverse di lettori: la cultura italiana dice addio a Stefano Benni, morto all’età di 78 anni. Se ne è andato il papà di ‘Bar Sport’ e di tanti altri romanzi che lo hanno reso celebre a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90. ‘Lupo’, così era soprannominato, da qualche anno si era ritirato a vita privata per motivi di salute.
La vita privata e le opere
Nato a Bologna subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1947, Benni è stato un apprezzato scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo. Negli ultimi anni si era ritirato dalla vita pubblica a causa di una grave malattia. Autore di numerosi romanzi di successi a partire appunto dal celebre ‘Bar Sport’ nel 1976, ambientato nel mondo dei bar bolognesi e da cui è stato poi tratto anche un film, e di cui aveva poi scritto un seguito ‘Bar Sport Duemila’. In seguito ha scritto ‘Elianto’, ‘Terra!’, ‘La compagnia dei celestini’ altro grande successo, ‘Baol’, ‘Comici spaventati guerrieri’, ‘Saltatempo’, ‘Margherita Dolcevita’, ‘Spiriti’, ‘Il bar sotto il mare’ e ‘Pane e tempesta’. I suoi romanzi sono editi da Feltrinelli. Come giornalista e autore satirico ha collaborato con i settimanali ‘L’Espresso’ e ‘Panorama’, con i satirici ‘Cuore’ e ‘Tango’, i mensili ‘Il Mago’ (dove esordì e dove pubblicò a puntate parte di ‘Bar Sport’) e ‘Linus’, i quotidiani ‘La Repubblica’ e ‘Il manifesto’.
La tv, il cinema e la collaborazione con Grillo
Benni è stato anche un apprezzato autore televisivo, tra le sue collaborazioni più importanti quella con un giovane Beppe Grillo per cui era ‘battutista’. Per l’autore bolognese esperienze anche nel cinema. Nel 1989 con Umberto Angelucci diresse il film ‘Musica per vecchi animali’, tratto dal suo romanzo ‘Comici spaventati guerrieri’ e interpretato da Dario Fo, Paolo Rossi e Viola Simoncioni, ma già due anni prima era stato sceneggiatore di un altro film, ‘Topo Galileo’ di Francesco Laudadio, interpretato dall’amico Grillo e musicato da Fabrizio De André e Mauro Pagani.

Dal 1998 al 1999 ha diretto la collana editoriale ‘Ossigeno’, per la quale è comparso anche come autore del racconto ‘Il più veloce del cosmo’. E’ grazie a lui che in Italia proprio la sua casa editrice Feltrinelli ha iniziato a tradurre i libri di Daniel Pennac, autore ed umorista francese di cui Benni era grande amico. Da allora ciascuno dei due autori è solito presentare i libri dell’altro quando questi vengono pubblicati nei rispettivi Paesi. L’opera ‘Grazie!’ di Pennac è dedicata a Benni.
Il 29 settembre 2015 pubblica sulla sua pagina Facebook ufficiale una lettera in cui spiega le sue ragioni nell’aver rifiutato il premio Vittorio de Sica, attribuito annualmente ad alte personalità italiane e straniere che si sono distinte nelle arti (e solitamente consegnato ufficialmente dal Presidente della Repubblica o da un Ministro), in protesta contro i tagli alla cultura e alla scuola attuati dal Governo Renzi. Il 21 ottobre 2018 è stato presentato, al Festival del Cinema di Roma, il documentario biografico ‘Le avventure del Lupo – La storia quasi vera di Stefano Benni’, diretto da Enza Negroni.

