Malaria, i numeri italiani e la sfida globale: il report dell’Iss

Malaria, i numeri italiani e la sfida globale: il report dell’Iss
James Gathany/CDC via AP

La malaria rappresenta ancora una sfida sanitaria globale, ma la scienza sta facendo enormi progressi per eradicare la patologia.

Ogni anno in Italia si registrano tra i 700 e gli 800 casi di malaria, tutti legati a viaggi all’estero. Ma bastano alcune precauzioni per diminuire i rischi se si viaggia in zone endemiche. A ricordarlo sono gli esperti del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, alla vigilia della Giornata mondiale dedicata alla malattia che si celebra il 25 aprile. 

Nonostante la malaria abbia causato 610mila morti nel mondo nel 2024, i recenti progressi nella lotta alla patologia fanno ben sperare. Non è un caso se il titolo scelto dall’Oms per questa edizione sia ‘Determinati a porre fine alla malaria: ora possiamo. Ora dobbiamo’. 

I progressi della scienza

“La scienza sta progredendo più velocemente che mai. Per la prima volta porre fine alla malaria nel corso della nostra vita è una possibilità concreta”, spiegano dall’Oms. “Sono in fase di sviluppo nuovi vaccini, trattamenti, strumenti per il controllo della malaria e tecnologie all’avanguardia, tra cui la modificazione genetica delle zanzare e farmaci iniettabili a lunga durata d’azione”. 

Sono già 25 i Paesi che stanno implementando programmi di vaccinazione contro la malaria per proteggere 10 milioni di bambini all’anno, mentre le zanzariere di nuova generazione rappresentano ormai la maggioranza di quelle distribuite, fa sapere l’Oms. “Programmi guidati a livello nazionale stanno promuovendo il cambiamento. La possibilità non è mai stata così concreta”.

La diffusione odierna della malaria

La malaria è causata da parassiti del genere Plasmodium e si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette del genere Anopheles. È diffusa soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali — in particolare in Africa — ma resta presente, con intensità diverse, anche in Asia, Medio Oriente e nelle Americhe. L’Italia, dichiarata libera dalla malattia nel 1970, continua a registrare solo casi d’importazione, per lo più legati a Plasmodium falciparum di origine africana.

I sintomi 

I sintomi includono febbre, brividi, mal di testa, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali. Possono comparire anche settimane dopo il rientro, quando il collegamento con il viaggio non è più così immediato.

La prevenzione

Prima di partire è necessario informarsi sul rischio e valutare una profilassi adeguata, soprattutto per chi viaggia in aree endemiche o rientra in categorie più vulnerabili. Durante il viaggio: evitare le punture con repellenti, zanzariere e abiti coprenti. Al ritorno febbre o sintomi sospetti vanno segnalati subito a un medico.

© Riproduzione Riservata