Il processo Cucchi a Roma
Caso Cucchi, Casamassima: "Ho detto la verità e mi hanno trasferito per punirmi, Conte mi tuteli"

L'appuntato dei carabinieri primo testimone del processo commenta anche le parole di Tedesco: "Questo dimostra che lo sforzo che abbiamo fatto mettendoci la faccia e mettendoci pesantemente in gioco è servito a qualcosa"

"Sono contento. Mi sento soddisfatto per le parole dette dal carabiniere Tedesco in udienza. Questo dimostra che lo sforzo che abbiamo fatto mettendoci la faccia e mettendoci pesantemente in gioco è servito a qualcosa". Queste le parole di Riccardo Casamassima, appuntato dei carabinieri primo testimone del processo Cucchi, ai microfoni di Rai Radio1 all'interno di 'Radio1 In Viva Voce'. "In primo luogo - ha continuato - a dare la verità alla famiglia Cucchi e poi a dare il buon esempio agli altri colleghi. Ieri in aula ho visto tanti sguardi pieni di fiducia: lo sguardo del Pm Musarò, dell'avvocato Anselmo, dell'avvocato Pini, di Ilaria. Invece dall'altro lato ho visto persone messe all'angolo".

Casamassima ha commentato anche la lettera del comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri, alla famiglia Cucchi: "Lui parla da carabiniere e da padre. Io da padre non mi sarei mai comportato nei confronti di un carabiniere adottando i provvedimenti che sono stati adottati nei miei confronti. Non mi sarei mai permesso di danneggiare una persona dopo che ha testimoniato e dopo che sta dando la verità a una famiglia".

Lo scorso anno, dopo aver testimoniato in aula, Casamassima è stato trasferito alla Scuola Allievi. "Il mio lavoro adesso è aprire la porta. E vi assicuro che è una forte forma di vessazione nei miei confronti. C'erano tanti modi per potermi trasferire e loro hanno scelto questo. Mi sono sentito umiliato. Il trasferimento è stato fatto solo ed esclusivamente a scopo punitivo. E questo lo dico con certezza. Infatti stiamo valutando la possibilità di formalizzare una denuncia per abuso d'ufficio nei confronti del Comando generale", ha dichiarato. "Ho fatto due istanze per incontrare il comandante generale dell'Arma, ma senza riscontro. Le persone coinvolte nel processo, parliamo anche di alti ufficiali, che hanno depistato le indagini, stanno continuando a mantenere i loro posti di comando. Al premier Conte e al vicepremier Di Maio chiedo di intervenire. Mi devono tutelare dalle azioni che vengono fatte nei miei confronti. E devono tutelare anche Tedesco", ha concluso.
 

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