Ha investito con l’auto il figlio di 5 anni dell’ex compagno, che in quel momento era insieme al padre e alla nuova compagna dell’uomo. È successo sabato sera a Torino, in via Pinelli, nel quartiere San Donato. La donna alla guida dell’auto, Camilla D’Alessandro, 24enne di Nichelino, è stata rintracciata e arrestata dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. D’Alessandro è l’ex compagna del padre del bambino. Proprio il rapporto tra i due e la presenza dell’uomo insieme alla nuova compagna e al figlio sono tra gli elementi sui quali si concentrano gli accertamenti dei carabinieri, chiamati a ricostruire cosa sia accaduto e soprattutto quale sia stata la condotta della donna alla guida dell’auto. Saranno gli accertamenti a chiarire se l’investimento sia stato intenzionale e quale ruolo abbiano avuto i rapporti personali tra D’Alessandro e il suo ex.
Il bambino ricoverato al Regina Margherita
Quel che è certo è che a essere investito è stato il bimbo di 5 anni, soccorso sul posto dai sanitari del 118 e poi trasportato all’ospedale Regina Margherita. Ha riportato un trauma toracico e addominale; ricoverato nel reparto di chirurgia, è stato giudicato guaribile con prognosi tra i 30 e i 40 giorni. Dopo l’investimento, la 24enne è stata rintracciata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino e arrestata. L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, dovrà ora ricostruire i momenti precedenti e successivi all’investimento e chiarire la dinamica.
Il legale: “Non si può escludere automaticamente l’incidente”
Per l’avvocato Cristian Scaramozzino, difensore di D’Alessandro, “non si può escludere in maniera automatica l’incidente, al momento è tutto ancora da accertare”. Secondo il legale, deve essere chiarito innanzitutto “il rapporto con il padre del bambino“, ex compagno della donna. Da verificare inoltre la presenza nell’auto guidata dalla giovane di un’altra persona, forse un amico o un nuovo fidanzato.
La telefonata alla madre dopo l’investimento
La 24enne, al telefono con la madre subito dopo i fatti, avrebbe negato di aver investito il bambino. “La madre l’ha chiamata perché sono andati i carabinieri da lei, in quanto intestataria della macchina. La ragazza le diceva: ‘Non ho investito il bambino’”, ha raccontato il legale. Gli accertamenti dei carabinieri e l’indagine della Procura di Torino dovranno ora chiarire la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità.

