Carburanti, prezzi in calo: benzina e diesel scendono dopo il tetto di Eni e Ip

Carburanti, prezzi in calo: benzina e diesel scendono dopo il tetto di Eni e Ip
Caro Carbutanti, rifornimento Diesel (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Benzina a 2,152 euro e diesel a 2,369: diminuzione anche in autostrada, ma resta il nodo del caro gasolio

Calano i prezzi dei carburanti questa mattina dopo il tetto di Eni e Ip. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 euro al litro per la benzina (2,159 il prezzo di ieri) e 2,369 euro al litro per il gasolio (2,377 il prezzo di ieri).

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,214 euro al litro per la benzina (2,254 il prezzo di ieri) e 2,420 euro al litro per il gasolio (2,459 euro ieri).

Carburanti, l’effetto del tetto Eni sui prezzi

“Effetto Eni. Grazie all’iniziativa lodevole della compagnia i prezzi oggi scendono, ma molto poco. Nonostante la vasta rete di distribuzione di Eni, l’effetto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto. In autostrada da ieri a oggi, primo giorno di sconto sul tetto sul gasolio a 2,19 €/l e della benzina a 1,99 €/l, il prezzo medio è sceso di 3,9 cent per il gasolio, pari a 1,95 euro per un pieno di 50 litri, -1,59%, mentre la benzina è diminuita di 4 cent, -2 euro a rifornimento, -1,77%. Nelle regioni il calo è stato ancora minore. Anche se al momento non sono ancora uscite le medie stradali del Mimit, la flessione è di meno di 1 cent per entrambi i Carburanti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Friuli Venezia Giulia in testa per il calo dei prezzi

Secondo lo studio dell’associazione, a registrare il maggiore abbassamento dei prezzi, sia per la benzina che per il gasolio, è il Friuli Venezia Giulia (-2,6 cent al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina), dove la rete Eni è molto vasta. Medaglia d’argento, per entrambi i Carburanti, il Lazio: -1,5 cent per il gasolio, -1,3 per la benzina. Medaglia di bronzo per l’Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. In queste tre regioni la presenza di stazioni Eni è molto consistente, anche in Abruzzo in rapporto agli abitanti. La Sardegna è la pecora nera per il gasolio a fronte di una presenza molto ridotta delle stazioni Enilive. In Lombardia, però, l’effetto sulla media è stato molto limitato: la regione si colloca a metà classifica nonostante una presenza massiccia di Eni.

Codacons: “Sconti fanno scendere prezzo medio e spingono altri marchi”

Effetto Eni sui carburanti, con i prezzi medi che oggi scendono sia per la benzina che per il gasolio. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi dal Mimit. Sia sulla rete ordinaria che sulle autostrade i listini alla pompa segnano un ribasso, col prezzo medio del gasolio che sulle strade passa da 2,377 a 2,369 euro al litro, mentre sulle autostrade scende da 2,459 a 2,420 euro al litro – spiega il Codacons – Piccoli ribassi che tuttavia rappresentano un importante segnale dopo settimane di continui rialzi, e che sono determinati dall’effetto Eni, ossia dagli sconti introdotti a partire da oggi nelle stazioni di servizio Enilive, e che stanno spingendo anche gli altri marchi petroliferi a tagliare i listini. La concorrenza fa bene al mercato e soprattutto fa bene agli automobilisti massacrati dal caro-carburanti, e per tale motivo in questa delicata fase è importante sostenere iniziative come quella di Eni e Ip e contrastare con ogni mezzo qualsiasi ostacolo all’applicazione di tetti massimi e sconti ai listini – conclude il Codacons.

Tajani: “Il tetto al prezzo dei carburanti è un’iniziativa molto rilevante”

“L’Eni ha dato un segnale importante, che va nella direzione auspicata da Forza Italia. Tanto è vero che il nostro partito è riuscito ad impedire la tassazione degli extra-profitti. Alla quale siamo contrari per principio perché non esistono né nel diritto né nell’economia”. Lo dice in un’intervista al Messaggero il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Ieri pomeriggio anche Ip ha deciso che applicherà dei limiti al prezzo dei Carburanti su tutto il territorio italiano. È una notizia molto positiva”, spiega. “A inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli, di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Bene così. E bisogna andare avanti in questa direzione”.

“Come governo, dobbiamo dialogare con tutte le aziende petrolifere. Invogliarle a trovare una posizione positiva. Anche perché ogni soluzione è migliore rispetto a una tassazione sugli extra-profitti”, aggiunge Tajani. Il tetto al prezzo dei Carburanti “è un’iniziativa molto rilevante. Perché dimostra che quando il Sistema Paese e le sue imprese si assumono una responsabilità, si possono ottenere risultati tangibili e concreti senza ricorrere a misure dirigiste e punitive. Se gli italiani alla pompa di benzina pagano meno, è un risultato che dobbiamo valutare come un grande successo”, sottolinea.

Tajani: “L’Europa può aiutarci nell’emergenza energetica”

L’Europa come può aiutarci in questa emergenza energetica? “Ci ha dato una flessibilità nel campo ambientale che equivale a 15 miliardi. Che non potranno essere utilizzati per la riduzione delle accise ma solo per progetti di energia pulita. Quindi presenteremo al più presto una serie di progetti. In più, abbiamo fatto un nuovo accordo con il Venezuela sulle attività estrattive. Abbiamo anche autorizzato la possibilità di estrarre più petrolio in Basilicata”, sottolinea Tajani.

Urso: “Interventi mirati se Eni e Ip calmeranno i prezzi”

“Sì, se l’intervento di Eni e Ip avrà significativi riscontri nel calmierare i prezzi dei Carburanti, faremo solo interventi mirati, come sull’autotrasporto. Siamo comunque pronti a fronteggiare altre emergenze, come quelle che potrebbero determinarsi ove gli Stati Uniti decidessero il blocco dell’export di gasolio anche nei confronti della Ue”. Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un’intervista al Quotidiano Nazionale, sottolineando che il tetto temporaneo ai prezzi di benzina e diesel annunciato da Eni e ora anche da Socar “è un ottimo segnale per gli automobilisti, ma anche un ottimo riscontro per la nostra Italia sempre più considerata nel mondo”.

“Credo che la decisione assunta per il nostro Paese sia frutto anche del partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian che abbiamo coltivato in questi anni e, nel contempo, il riscontro della credibilità del governo italiano. Mi auguro che anche altri operatori seguano. In settimana mi vedrò con il ministro dell’economia Jabarov”, ha aggiunto.

“Ora tutti comprendono perché in questi anni abbiamo tutelato le nostre raffinerie, a cominciare dall’Isab di Priolo, una delle più grandi in Europa, e apposto la golden power a tutela delle altre quando sono state acquisite da operatori stranieri. Ora chiediamo all’Europa di cambiare il quadro regolatorio per consentire che restino competitive e possano aumentare la produzione. In tal senso va interpretata anche la lettera del presidente Macron a Ursula von der Leyen”, ha dichiarato il ministro.

Caro gasolio, l’allarme degli autotrasportatori

“Per un autotrasportatore il gasolio non è una spesa accessoria. È materia prima”. I numeri portati all’Assemblea nazionale di Confartigianato Trasporti spiegano cosa sta accadendo alle imprese. Tra febbraio e settembre il prezzo industriale del gasolio, al netto delle imposte, è aumentato del 54,3%. Per un mezzo pesante con serbatoio da 900 litri un pieno è passato da 1.503,78 a 1.971,61 euro: 467,83 euro in più a rifornimento.

Nella simulazione presentata dalla categoria, quattro pieni al mese significano 1.871 euro in più ogni mese e 11.227 euro di maggiori costi per ciascun camion nel periodo considerato. Basta moltiplicare questa cifra per cinque, dieci o venti mezzi per comprendere l’impatto sui bilanci aziendali. Questi i numeri al centro dell’Assemblea nazionale 2026 di Confartigianato Trasporti, tenutasi a Roma, “Guidare il cambiamento. L’autotrasporto del futuro”.

Il presidente di Confartigianato Trasporti Claudio Riva ha posto a nome della categoria richieste precise: “interventi mirati per le imprese maggiormente esposte al caro gasolio, strumenti strutturali di compensazione, sblocco dei 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare, tutela degli investimenti e revisione delle regole europee sui tempi di guida e riposo”.

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