Attentato Ranucci, il legale di Lavitola: “Volo per l’Etiopia? Nessuna fuga”

Attentato Ranucci, il legale di Lavitola: “Volo per l’Etiopia? Nessuna fuga”
Valter Lavitola, Roma, 8 luglio 2026 (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)

L’imprenditore ha ammesso di essere il mandante. Salvini: “Il conduttore di Report va sospeso”

Niente domiciliari per Valter Lavitola. Il Gip di Roma ha respinto l’istanza, presentata dopo l’interrogatorio di mercoledì a Rebibbia durante il quale l’uomo ha ammesso di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre 2025 a Pomezia. L’imprenditore, inoltre, avrebbe detto di aver chiesto di sparare solo alcuni “colpi di pistola” verso il muro dell’abitazione del giornalista e non di far esplodere un ordigno. Intanto il suo avvocato difensore Sergio Cola ha escluso un pericolo di fuga.

“Pericolo di fuga di Valter Lavitola verso l’Etiopia? C’è una spiegazione. Era atteso alla conferenza dei servizi in Africa che riguardava l’impresa del carbon credit. Successivamente quel meeting si è tenuto in videoconferenza”, ha detto il legale al Corriere della Sera. Circa il fatto che il faccendiere possa aver detto che Ranucci era consapevole del piano dell’attentato Cola ha risposto con un “no comment”, che è “leale verso la Procura”. ” Non posso riferire quello che è stato detto in cinque ore di interrogatorio. D’accordo con i magistrati ho divulgato solo lo stretto indispensabile del contenuto, in merito al quale, peraltro, si dovranno fare ulteriori approfondimenti e che dunque dovrà restare riservato”, ha aggiunto.

Il legale di Ranucci: “Vittima ma gli si imputa danno immagine”

 “Nella lunga audizione davanti al Comitato Etico della RAI il Dr Ranucci ha risposto in modo puntuale ed approfondito a tutte le domande rivolte, offrendo elementi fattuali che hanno fugato ogni possibile dubbio in ordine ad infondate e pretestuose ricostruzioni politiche e giornalistiche sul modo in cui in questi anni sono state svolte le inchieste ed è stata guidata la trasmissione”. Lo si legge in una nota diffusa dal legale del giornalista avvocato Roberto De Vita. “Come già in precedenti Audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report, Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza, ben consapevole di come il giornalismo di inchiesta esponga costantemente a critiche ed attacchi – si legge ancora -. Come quello che sta avvenendo adesso dove alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia”. 

Difesa esecutori materiali chiederà interrogatori per i quattro

Alla luce di quanto è emerso dall’interrogatorio di Valter Lavitola, gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori dei quattro indagati ritenuti dalla Dda di Roma gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci avvenuto il 16 ottobre 2025, arrestati con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attentato, chiederanno gli interrogatori dei loro assistiti davanti ai magistrati. Gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ed hanno reso soltanto dichiarazioni spontanee. Le accuse contestate ad Antonio Passariello, Saverio Mutone, Pellegrino D’Avino e Marica De Filippis (ai domiciliari, ndr), vanno dalla detenzione, al porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. L’avvocato generoso Pagliarulo, ha spiegato a LaPresse: “Quanto è emerso dall’interrogatorio di Lavitola ci permette ora di chiedere che l’interrogatorio dei nostri assistiti”.

Salvini: “Ranucci va sospeso, tutelare la credibilità della Rai”

Sul caso è intervenuto nuovamente Matteo Salvini. “Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo negli ultimi giorni, a partire dall’arresto del suo amico Lavitola e dalla sua confessione, ritengo che, almeno fino a quando non sarà fatta piena chiarezza su questa vicenda, il servizio pubblico debba sospendere la collaborazione con chi ne risulta coinvolto“, ha detto il ministro dei Trasporti e segretario della Lega in una intervista al Tirreno.

“Nulla di personale contro Ranucci, ma i fatti che stanno emergendo non possono non costringere a una riflessione. La Rai è finanziata dagli italiani e credo che una scelta del genere rappresenterebbe innanzitutto una forma di rispetto e di tutela nei loro confronti”. “Siamo garantisti, non si tratta di emettere sentenze, ma di tutelare la credibilità del servizio pubblico in attesa che venga chiarito tutto”, ha aggiunto.

Consiglieri Rai: “Accertare se i contenuti di Report siano stati condizionati da Lavitola”

In merito al presente e futuro di Report si sono espressi i consiglieri di amministrazione Rai, Alessandro di Majo e Roberto Natale. “Nel mare di indiscrezioni, supposizioni e interventi politici a gamba tesa che accompagnano le richieste di rimozione di Sigfrido Ranucci, c’è una questione che va tenuta ferma: il suo rapporto con Lavitola ha condizionato o meno la scelta di alcuni dei temi o dei contenuti di ‘Report’? Crediamo debba essere questo il tema al centro delle valutazioni che farà in questi giorni l’Amministratore delegato. E’ qui che si misura la credibilità professionale del giornalista, sulla base di fatti concreti e non di supposizioni”, hanno fatto sapere in una nota.

“Se invece la discussione si spostasse sull’opportunità delle frequentazioni personali, sugli interventi critici sui social e, più in generale, su comportamenti che non riguardano direttamente la scelta dei contenuti editoriali, si finirebbe su un terreno scivoloso, che aprirebbe la strada a un lavoro molto più ampio per la Commissione stessa, ben oltre Ranucci. Torniamo a ricordare che l’etica è un tema serissimo e va affrontata con criteri chiari, verificabili e senza discrezionalità”.

“Quanto al possibile danno per la raccolta pubblicitaria – che secondo una nota diffusa ieri sera preoccuperebbe il vertice Rai – è opportuno ricordare che fin qui ‘Report’ ha rappresentato un valore per l’azienda, non solo in termini di ascolti ma anche di raccolta pubblicitaria. Prima di indicare ‘Report’ come un problema per l’azienda, sarebbe bene guardare ai risultati concreti che il programma ha prodotto anche sotto questo profilo”.

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