Emergono nuove immagini relative alla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia avvenuto domenica nel quartiere Pilastro di Bologna. Il filmato riprende i momenti immediatamente successivi al decesso: un’agente della polizia scientifica solleva il lenzuolo che copre il corpo dell’uomo, ancora con le caviglie immobilizzate.
Nel video Fakir appare disteso sulla schiena, con la bocca aperta. Sotto il capo è visibile un’ampia pozza di sangue, mentre altre tracce ematiche sono presenti sul viso.
Legale famiglia Fakir: “Lezione Cedu a magistratura non è servita”
“La lezione subita dalla magistratura italiana evidentemente non è servita. Quella durissima impartita dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo nemmeno”. Così a LaPresse l’avvocato Fabio Anselmo in merito alle nuove immagini relative alla morte di Abderrahim Fakir. Il filmato riprende i momenti immediatamente successivi al decesso: un’agente della polizia scientifica solleva il lenzuolo che copre il corpo dell’uomo, ancora con le caviglie immobilizzate.
L’avvocato Anselmo richiama le condanne dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per la gestione di casi che hanno coinvolto appartenenti alle forze dell’ordine e per le carenze delle indagini svolte dalla magistratura.
Legale poliziotti: “Video chiarisce, ferito durante colluttazione”
“Quel video è di una chiarezza estrema: osservandolo attentamente ci si rende conto da dove proviene quel sangue”. Lo afferma a LaPresse l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti la cui posizione è al vaglio per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento al quartiere Pilastro di Bologna.Secondo il legale, le immagini della body cam mostrerebbero una dinamica diversa rispetto alle ipotesi di una compressione. “Quando si divincola dalla presa si mette sul fianco e, andato sul fianco per mordere il polpaccio del poliziotto, si ferisce contro l’asfalto”, spiega Bordoni. “Poi, con lo spray, si ritrae velocemente e nel tirarsi indietro va nuovamente a ferirsi alla nuca”, aggiunge l’avvocato, secondo cui “è plausibile che il sangue sia poi scorso sulla guancia cadendo verso il basso”.
“Tecnica comunicativa come per Aldrovandi, non portò fortuna”
“Mi pare che stiano usando la stessa tecnica comunicativa che venne adottata per il caso Aldrovandi. Ma non ha portato loro molta fortuna”. Lo afferma a LaPresse lo stesso Anselmo.
“Non capisco questa ansia di narrazione difensiva dei fatti – aggiunge il legale -. Stiamo parlando di una pseudo notizia di reato sulla quale ha già sentenziato l’intero di cui fa parte anche il ministero della Giustizia”. Secondo Anselmo, “per la maggioranza parlamentare Fakir non è morto per asfissia meccanica violenta da compressione. È stato trattato con ‘cura, attenzione e delicatezza’”. “Abbiamo un bello e spesso scudo davanti a noi, giuridico e politico. Siamo rassegnati”, aggiunge.
L’avvocato interviene anche sulle minacce ricevute dal sindaco di Bologna Matteo Lepore: “Voglio esprimere a nome della famiglia Fakir la più profonda solidarietà al sindaco Lepore per gli insulti e le minacce vigliacche subite. La fine di Fakir non si può augurare a nessuno”.
Medico legale famiglia: “Cautela su cause morte, servono altri esami”
“Nei casi complessi in cui si ipotizzano meccanismi asfittici da compressione occorre sempre essere molto cauti nell’interpretazione diagnostica”. Lo afferma in un video il medico legale e consulente di parte Vittorio Fineschi, commentando gli elementi emersi sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. “È pacifico che l’informazione debba essere estremamente corretta e se ci sono fratture occorre dire che erano fratture”, aggiunge il legale, sottolineando la necessità di attendere l’esito degli accertamenti.
Fineschi richiama in particolare il dato, già emerso pubblicamente, della presenza di sangue nelle vie aeree rilevata durante l’autopsia. “I quadri polmonari sono di fondamentale importanza – spiega – e questo è uno dei reperti principali che si ritrova nelle morti legate a meccanismi asfittici compressivi”. Secondo il legale, tuttavia, “è troppo presto per porre diagnosi conclusive“: saranno necessari ulteriori approfondimenti sugli organi già prelevati e fissati, gli esami tossicologici e gli accertamenti istologici. “Solo al termine sarà possibile giungere a una diagnosi completa che faccia veramente luce su un caso così complesso e delicato”, conclude Fineschi.

